Nonsolomamma

pericolosamente sdraiati

“andiamo a una mostra?”

“noooo, ti prego!”

“dai, c’è una giornata bellissima. andiamo al parco”

“si sta così bene a casa…”

“facciamo due passi?”

“perché?”

“andiamo in gita fuori milano?”

“dobbiamo proprio? sarebbe così bello restare qui, un po’ tranquilli”

“non potete fare così! indolenti, annoiati, molli, senza iniziativa, senza entusiasmi. io divento pazzo!”

“eddai, papà, non esagerare”

“elasti, diglielo anche tu! sono orrendi quando fanno i molluschi. non voglio avere figli amebe”

“papà ha ragione. non potete fare così! dobbiamo obbligarvi a uscire? senza contare che quando siete a casa non sapete far altro che ciondolare come dei tristoni”

“uff”

“ragazzi! io ve l’ho detto. non voglio figli sdraiati! guai a voi se sprofondate nel divano a guardare il soffitto. io mi infurio, divento una belva, vi faccio la guerra e vi butto le bombe!”

“papà, eddai. vieni qui anche tu. vediamoci un film tutti insieme. magari abbassiamo le persiane così non si vede tutto quel sole fuori”

“elasti, abbiamo un problema. prepara le bombe”.

ps di servizio. mercoledì 28 maggio alle 1835 elastigirl sarà a bari, in piazza mercantile, per il festival città dei libri. qui il programma completo.

 

77 thoughts on “pericolosamente sdraiati

  1. loro. e noi ci siamo sentiti sbagliati e sconfitti. dobbiamo trovare metodi efficaci per farli stare in piedi, mannaggia. e non sono ancora adolescenti.

    1. Forse hanno solo bisogno di godersi “la casa” dopo una settimana di intensa attività…un po’ come capita a noi adulti. E magari una volta adolescenti faticherete a farli rientrare! 😉

    2. forse erano solo stanchi e avevano voglia di starsene tranquilli in un posto rassicurante. gli fate già fare molte cose, e se per una volta ciondolate per casa tutti in pigiama, non sarà la fine del mondo 🙂
      SMAK!
      fleq esausta

  2. Anche io sono un’invasata del portare fuori sempre i bimbi e anche loro guardano con occhi sognanti i giochini che hanno a casa, quasi nuovi, perché con questa loro mamma i giardini sono sempre i primi della lista e poi, molto poi, un po’ in casa.
    Però leggendoti mi hai fatto ricordare che da piccola ho avuto un periodo in cui amavo tanto stare in casa. Adesso guarderò quegli sguardi dei miei bimbi, verso i loro giochini in casa, con altri occhi…

  3. Che scatole ‘sti figli! Pure i miei accolgono le gite, specie al mare, con l’allegria di condannati alla galera, intesa come nave prigione, perché in un penitenziario, ancorché forniti di play station e tivù ci starebbero benissimo.

  4. Secondo me, invece, faresti bene ad assecondarli… 😉
    Io lo vedo con mio cugino, che adesso ha 13 anni ma che da sempre ama stare a casa sua. Lui ha il problema che si mette col Nintendo o davanti al computer e gioca, compulsivamente. Ma quando era più piccolo si metteva sdraiato a pancia in giù sul pavimento e giocava con i Lego, oppure leggeva un libro, oppure ancora si guardava un film. E, siccome non glielo hanno mai lasciato fare (mia zia è abbastanza iperattiva, qualunque proposta le arrivi, la risposta è sempre “sì”, anche se questo comporta un’organizzazione complicatissima), il fatto di stare a casa in pigiama ha assunto ai suoi occhi l’aspetto di una cosa ai limiti della fantascienza… E non va per niente bene!!!

    P.S. Ma non era Mister Incredible che proclamava a gran voce la necessità di fare i bradipi, non molto tempo fa?!? 😉

  5. È una famiglia di cinque persone… due controllano i doveri, le altre tre potranno avere voce in capitolo sui piaceri senza che nessuno venga lì a contestare e svilire?!? Almeno che sia una scelta libera, come mi pare, visto che alla fine “l’hanno avuta vinta loro”, ma anche metterci della sana democrazia non guasterebbe.

  6. Poiché’ anche a casa mia una gita al mare una mostra o un cinema e’ una tortura
    Perché non andiamo noi mamme “scaricate” al mare?

  7. Ho fatto da babysitter ad un bimbo i cui genitori erano spesso via di settimana, e di sabato e domenica tutti andavano a trovare i nonni in altre due città. Lui mi diceva che quello che voleva di più era “stare -a-casa-mia-con-mamma-e-papà”. Era struggente e ci penso spesso. La loro non è solo/sempre pigrizia..

  8. Anche io ho pensato alle bombe di clash of clans, ma mi è tornato in mente un episodio in cui mia mamma e mia sorella hanno fatto una scommessa su qualcosa – non ricordo più cosa, ma è toccato a mia sorella decidere la posta in palio. Mia mamma si è trattenuta dal proporre soldi, e mia sorella se è uscita con “Una giornata in divano”. Avrà avuto 7-8 anni.

  9. Anche la mia quasi novenne cucciola si sdraia sul divano appena può. Torna a casa e la prima cosa è il divano. Ci vive, gioca, legge, guarda la tv. Per fortuna durante l’anno scolastico stiamo poco a casa, ma durante fine settimana e vacanze è una tragedia. Con la bella stagione cerco di farla stare fuori in giardino o al parco il più possibile, ma il divano rimane il grande tentatore.
    D’altro canto è genetico… 🙂
    In compenso il piccoletto è molto movimentato, gioca a terra inscenando migrazioni e battaglie di dinosauri e, appena può, scappa in giardino.

  10. io non avrei nulla in contrario se stessero a casa contenti. il problema è che a casa ciondolano, si annoiano, litigano, chiedono a noi in continuazione di essere intrattenuti. e questo non va bene. noi con lor ci stiamo volentieri ma un po’ di autonomia in casa è fondamentale, per loro ben più che per noi.
    certamente sbagliamo qualcosa e stiamo cercando di capire cosa e come rimediare.

    1. E’ solo un’idea, perché l’esperienza ovviamente è molto diversa avendo solo una figlia, ma le nostre maestre si sono raccomandate che ogni tanto viva la “noia creativa”, cioè senza tv o videogiochi, inventarsi qualcosa da fare da sola. Anche se i bambini si innervosiscono o si arrabbiano, dopo un po’ potrebbero (non dico dovrebbero) imparare a ingannare il tempo con soluzioni di loro iniziativa. My two cents.

      1. Anche i miei 3 figli (14-11-5) quando sono divisi e solo uno di loro e’ a casa, riescono ad essere creativi e ad intrattenersi in maniera autonoma… Il marito e’ fortemente per la “noia creativa”… Il problema e’ quando si annoiano tutti insieme in casa dopo ore… capisco perfettamente Claudia, perche’ anche noi vorremmo magari goderci un po’ il divano… ma il caos, i litigi e la noia prevalgono sul relax casalingo… Bisogna organizzarsi sempre e comunque… 😦

  11. Mi ricordo che quando in casa c’era la noia imperante bastava tirar fuori la chitarra e mettersi a cantare tutti insieme: di solito arrivavano anche quei pochi che in realtà erano affaccendati

  12. magari sono io che sono malizioso. ma quando ho letto “sdraiati” ho pensato a te e mr. i.
    e ho associato “pericolosamente” al rischio di un numero quattro.
    ahahaha!

  13. io ho sempre avuto un’idea della casa come di un luogo dove è possibile fare molte cose, insieme o singolarmente. Nella mia casa d’infanzia ognuno di noi poteva dedicarsi alla sua attività preferita: chi dipingeva, chi leggeva, costruiva, dormiva, cucinava, suonava ecc… La mia tendenza è quella di trasfromare la casa in un grande laboratorio, o almeno una parte di essa, dove sia possibile dare libero sfogo alla creatività del momento. Il risultato non è certo un grande ordine… Ti ritrovi con legnetti sparsi ovunque, cose iniziate e mai finite, pezzi di carta appiccicaticcia sulle sedie… Non l’anarchia, ma certo neanche una casa “borghese”. Una via di mezzo tra un laboratorio e una cucina… Senza contare l’esterno… Poi arrivano le richieste impossibili di mio figlio, che da’ per scontato di trovare di tutto (dal nonno effettivamente c’è TUTTO): “una carrucola, come non abbiamo una carrucola??? E neanche 20 mt di corda??? E un’armonica, almeno c’è?…”. Secondo la mia esperienza, di bambina prima, di mamma poi, la casa laboratorio con strumenti, posti per disegnare, costruire ecc risolve quasi sempre la noia dei bambini e anche dei loro amici (che infatti vengono volentieri). Bisogna avere un po’ di spazio, ma anche una stanza ben organizzata è sufficiente, e nessuna mania per l’ordine, possibilmente una passione per le case/studio/laboratorio… Le gite a musei e mostre sono detestate dai bambini, ma una giornata in riva a un torrente con gli amichetti potebbe tentarli magari…

    1. Meraviglia la casa laboratorio! Mia madre, insegnante elementare, ha allestito l’altro giorno sul tappeto della sala un villaggio di cartone per giocare al postino. Mio figlio , di 4 anni, ha imparato i numeri in un baleno. Poco importa se c’erano ritagli di cartone tutti in giro ed il cane passava come Godzilla ogni tre secondi in mezzo al villaggio. Credo che dopo una settimana passata vorticosamente fra gli impegni un pò di casa sia sana. Certo che è impegnativo per i genitori: inventare, ritagliarsi del tempo mentre la casa urla attenzione, riordinare dopo…. E poi credo anch’io che la noia abbia in fondo un alto potere creativo.

      1. Sì, è impegnativo con i bambini piccoli… però quando crescono poi si sanno muovere e trovano le cose da fare… Non bisogna avere l’ansia di riporre sempre tutto. Ci combatto e convivo e a volte sclero… L’altra sera non riuscivo ad apparecchiare per la cena perchè il tavolo era invaso dalle sterpaglie… Il concetto è quello del bricolage continuo.. trovatemi un bambino che non ami pasticciare con colla, forbici carta ecc ecc

  14. Per questo io ringrazio ogni giorno di avere un bel giardino (almeno nella bella stagione) così, anche se non si esce, li butto entrambi sul prato anche contro la loro volontà… all’inizio protestano, ma poi non tornerebbero più in casa!!

    1. Noi sfruttiamo il giardino condominiale: un po’ di piante, qualche panchina, un po’ di asfalto per andare in bici o coi pattini, ma soprattutto è chiuso verso l’esterno! Per entrare ci vogliono le chiavi, così posso lasciare i bimbi da soli e controllarli ogni tanto dalla finestra.
      E in più si fa amicizia con gli altri bambini del palazzo 🙂

  15. Ho il terrore anch’io di allevare ‘ragazzi sdraiati’ ma credo che questa sia una condizione diversa dai ‘bambini sdraiati’. Spesso penso, con un pò di tristezza, alla settimana dei miei bambini che sembra sempre di più alla mia, di adulto lavoratore: orari fissi, luoghi chiusi, sport come performance e non gioco, regole da seguire. Perfino al parco non hanno la libertà di arrampicarsi su un albero o urlare a squarciagola. Per noi è risolutivo il giardino, grande e attrezzato con casetta, sabbiera etc..Lì si sentono liberi e passano ore anche solo a giocare con i sassolini del cortile. Per quanto riguarda la voce “cultura” cerchiamo per il momento di non imporre musei o mostre, speriamo di trasmettergli per osmosi le nostre passioni: papà ha sempre un libro d’arte aperto, guarda DVD sulla vita di artisti o ascolta musica classica e loro chiedono curiosi; io impasto, cucino e coltivo piante e loro mi aiutano sempre (pasticciando, s’intende!). Abbiamo, forse, una vita poco movimentata agli occhi degli altri ma, confesso, che i nostri week end migliori sono quelli a casa.

    1. Debbie sono molto d’accordo con te, oggi i bambini hanno giornate molto impegnative tra scuola e attività extra scolastiche. Molto presto gli si offre opportunità di svago che prevaricano la loro maturità intellettuale pensando di renderli più forti. Insomma abbiamo troppa fretta di offrigli le cose che a noi adulti sembrano meraviglie. Sarebbe meglio ritardare un loro desiderio che anticiparlo.

  16. Il mio undicenne e’ da solo e pensavo che il problema fosse quello….quando gli si propone qualcosa , la prima risposta e’ “cerchiamo un amico???”…ma i suoi compagni di classe-amici sono sempre parcheggiati da amici e parenti, cosi’ se vuole uscire deve accontentarsi di mamma e papa’…e spesso non e’ facile, dopo che l’hai portato a vedere una cosa che ritenevi bellissima, sentirti dire ” ebbe’, tutto qui???”…..cosi’ quando si avvicina un weekend lungo o qualche giorno di festa in piu’ scatta il nervosismo del ” cosa facciamo????…..” cosi’ lui richiede cose assurde ( tipo ” andiamo a Roma in un pomeriggio???Ma noi siamo di Genova……” oppure ” andiamo a pescare con le reti???” ma non e’ mica cosi’ facile……..) e quando finisce il week-end io sono piu’ stanca che se fossi andata in ufficio….non parliamo poi delle vacanze estive, dove bisogna correre dalla mattina alla sera perché ” mi voglio un po’ divertire…” ma poi non gli va mai bene nulla…….credevo che fosse perché e’ figlio unico, ma se sono in tre e fanno uguale, quasi quasi mi tiro su di morale…..

    1. Prova dirgli guarda, oggi io ho da fare e poi, quando ho finito mi metto a leggere sul divano e mi riposo, tu fai pure quello che vuoi… Altro che pescare con le reti!!!! Anche il mio (12 anni) è figlio unico, ma non facciamoci dominare dalla paura che si sentano soli… altrimenti non basterà nemmeno il whale watching tutte le domeniche. Fare delle cose insieme è bello e giusto, essere l’agenzia turistica al servizio dei figli, no…. O no??? 🙂

  17. Hai ragione……ultimamente sto cercando di adottare la tattica del ” io ho da fare , tu fai quello che vuoi….” perché penso che arrivati agli 11-12 anni dovrebbero diventare piu’ autonomi…ma spesso riesco a sentirmi piu’ in colpa che se lo avessi portato in giro……ma come facevamo noi???? Io quando ero piccola avevo il giardino e i miei non sapevano neanche cosa facessi tutto il giorno fuori….e soprattutto non se ne interessavano…erano tranquilli che fossi in un luogo controllato, poi stava a me decidere il da farsi, senza tante richieste agli adulti…..adesso o gli predisponi la giornata, o te lo trovi ” sdraiato” come nel post davanti alla tv………..

    1. Già… anch’io gironzolavo in giardino per ore, oppure mi organizzavo con delle amiche, o leggevo… Di sicuro i miei non mi chiedevano se mi stavo annoiando… A volte mi annoiavo, mentre mia madre passava intensi pomeriggi a coltivare il suo hobby preferito (la pittura) senza il minimo senso di colpa nei miei confronti e io non la ritenevo certo responsabile della mia noia… Il suo esempio mi spingeva a trovarmi qualcosa da fare. Anche mi dimostravo troppo annoiata lei mi affibbiava subito un lavoretto da fare!!!! Poi leggevo proprio tanto. Con mio figlio stiamo in una via di mezzo, diciamo che se la cava bene anche da solo e che io sono sufficientemente “egoista”… 🙂 Nel suo caso basta ricordargli che, se non sa cosa fare, può sempre studiare ancora un p’, per fargli subito venire un’idea brillante!

  18. Hem.. scusa la nota polemica elasti, ma forse
    (e dico forse, e mi sto
    odiando perché sono in
    modalità puffo quatrocchi)
    Più che voler essere intrattenuti vorrebbero semplicemente stare con voi punto.
    (Scusa scusa scusa, alla fine in ogni caso sono solo i genitori che sanno cos’é meglio fare!!)

  19. In quanto mamma attenta e stimolante-non-iperattiva (così mi credevo…) di due maschi, rimpiango di non aver allenato loro alla noia creativa e me alla accettazione della giornata divano… soprattutto ora che sono adolescenti e le mie proposte proprio passano inosservate (anche le bombe, peraltro).
    Un piccolo consiglio a tutte (e soprattutto ai papà, visto che l’autore è un padre): leggete SDRAIATI DI MICHELE SERRA, fatelo ora prima che diventino adolescenti!
    Scusa Elasti se consiglio un altro autore ma so che i tuoi, di libri, li abbiamo già letti tutti.

  20. sembra casa mia. Da noi si alternano domeniche pigre, alla fine delle quali si e’ tutti riposati ma anche un po’ annoiati e malmostosi, a uscite forzose con i nani in protesta vivacissima, ma che dopo due minuti due fuori di solito iniziano a divertirsi. Si torna a casa stanchi e zozzi, con tutto da fare per la settimana incombente, ma di buon umore. Alla fine ci piace l’alternanza, ma se stessimo a sentire loro non ci schioderemmo mai.

  21. Spesso anche da noi si rischia di scivolare lungo questa china… Adesso, non per fare la vecchia bacucca (anche se effettivamente, l’anagrafe è impietosa…) però ‘sti pargoli hanno effettivamente delle agende fitte che neanche i capitani d’industria di cose che forse “piacciono” più a noi che a loro, e non sanno stare da soli senza stimoli. Io sono per la “noia” creativa, e ricordo che da bambina a parte leggere, che praticamente da sempre è stata la mia grande passione, si giocava con tutto quello che ci capitava a tiro, insieme tra bambini, gestendoci e responsabilizzandoci. Ovvio che i tempi cambiano, ma questa “militarizzazione” dei bambini, spesso da soli perchè oltretutto in città è spesso impensabile lasciarli più liberi, resta comunque una cosa tristissima…
    Sono sicura che la conoscete, ma quella “domanda” che gira su Internet che fa: “Come abbiamo fatto?” con l’elenco delle cose che i bambini della mia generazione (e anche di quelle prima e qualcuna dopo) facevano, beh… è da leggere.
    Visto che ho scritto un pippardone, posso permettermi di consigliare, se non lo conoscete, la lettura di un fantastico libro di Bianca Pitzorno che si intitola “Ascolta il mio cuore”? L’ho letto ai miei figli, e lo hanno adorato, e si è parlato molto del libro e di quello che significava allora e significa oggi crescere, avere amici, andare a scuola, confrontarsi con le differenze, etc. etc.

    Floralye

    1. Floralye, ho letto ‘Ascolta il mio cuore’ durante le ultime vacanze di Natale perché la mia bimba mi aveva detto ‘Mamma, *devi* leggerlo!’ (e quando tua figlia ti fa un’esortazione di questo tipo non puoi aspettare neanche 10 secondi!). Concordo con te: è un libro meraviglioso sotto ogni punto di vista, che parla di un’epoca non troppo lontana e di bambini molto più simili a quelli che eravamo noi che ai nostri di adesso.
      Del resto ricordo che anni fa su questo blog, quando Elasti, in attesa dello hobbit piccolo, chiese consigli su libri da leggere durante la maternità, ‘Ascolta il mio cuore’ si rivelò un libro amato da moltissimi.

      1. Non ricordavo che fosse un libro già segnalato come gradito da molti, benissimo così! 🙂

        Floralye

    2. Grazie per questo spunto… lo cercherò e lo leggerò con i miei bimbi.
      Comunque, a ben pensarci, da piccola mia mamma, quando le dicevo che mi stavo annoiando, mi diceva che non mi avrebbe fatto male e di arrangiarmi a trovare un modo per passare il tempo. Io, da bambina pigra e con scarsa iniziativa, anche piuttosto sola, in realtà non riuscivo sempre a trovare un modo per impegnare il tempo (che non fosse guardare la tv per cui ho sempre avuto una grande passione) e ho imparato a lasciarlo passare, magari guardandomi intorno o guardandomi dentro, ho imparato a stare da sola, ho imparato a convivere con la noia. Ora, da adulta, la chiamo ozio contemplativo e quando posso me la godo…

      1. Quando da piccola mi annoiavo mia madre rispondeva sempre che era occupata con le faccende di casa perché questa o quella stanza erano in pessime condizioni. Ricordo solo una volta in cui si è messa a giocare con me (mi sono tanto divertita che ancora lo ricordo), figurarsi poi portarmi da qualche parte. Fuori discussione! In genere ingannavo il tempo facendo lavoretti, disegnini o leggendo. Non so se dipenda da questo, ma ora sono una persona dal carattere piuttosto chiuso.

  22. Magari ogni tanto proponetegli un luna park anzichè il solito ammorbamento culturale. Tanto non salveranno il mondo, lasciateli campare. Aiuterebbe anche vivere in una casa con giardino o in un parco, così se vogliono vanno da soli a chiamare gli amichetti. Oppure compragli un cane così sono obbligati a scendere e invogliati ad andare al parco.

      1. Anche quando compri un cane per amore o per farne il tuo partner-fratello sei di fatto obbligato a scendere se non vuoi che ti pisci in casa.

      2. Concordo con chi sopra di me. Vedere un animale meramente come un oggetto stimolante per i bambini è un’educazione al dis-amore, nonchè una cosa tristissima

  23. io da piccola non mi sono mai annoiata… ma come ho fatto?
    certo leggevo, scrivevo, avevo il cane, il giardino con gli amici, dei genitori intellettualmente stimolanti, 2h di sport la settimana…
    ma quando proponevano le gite domenicali facevamo i salti alti, altro che sdraiati!
    secondo me e’ questione di abitudine: la tv la guardo ora, un dvd alle 21 quando sono distrutta, ma all’epoca non mi passava manco per la mente (mi pareva da ‘malati’ guardare la tv perche’ mamma ci provava, a mettermici davanti, quando non potevo uscire)
    e lo stesso il computer o i videogame (mai giocati… forse per questo ora programmo i supercomputer?)
    ho provato una volta a svegliarmi alle 5 e svegliare i miei perche’ non sapevo che fare: mi hanno insegnato a leggere e comprato tanti librini ed un’abat-jour e mi han detto di svegliarli solo quando li avevo finiti…
    ma forse non faccio testo perche’ sono iperattiva e a dire il vero in tutta la vita, finora, non mi sono mai annoiata…

  24. Ascolta il mio cuore l’ho letto a 8 anni. Da allora é sempre rimasto sul mio comodino, gli ho praticamente consumato le pagine. Qualche anno fa sono riuscita a farmelo dedicare da Bianca Pitzorno.. un’emozione fortissima!! *.*

    1. Wow, la dedica da Bianca Pitzorno! Meraviglia!
      Io l’ho ri-conosciuta (nel senso che ho saputo da grande che l’autrice era lei) perchè da bambina guardavo una trasmissione che si intitolava “Il Dirodorlando”, e Bianca Pitzorno era una degli autori. Credo che, in tempi più recenti, solo “La Melevisione” abbia potuto cercare di emulare la bellezza di quella trasmissione. E poi, hai ragione, tutti i libri di Bianca Pitzorno sono bellissimi!

      Floralye

      1. Io ho letto Ascolta il mio cuore nel 1997 (facevo seconda elementare) tutto d’un fiato, e da lì non mi sono più fermata: adoro BP! Fantasticavo sempre id poterla conoscere, da piccole. Avete proprio ragione!
        Insieme a Roald Dahl e Jacqueline Wilson, la ritengo la migliore scrittrice per bambini.

  25. Scusa ma tante volte era tuo marito a non voler fare nulla. E’ fine anno, i bambini sono stanchi vanno anche assecondati e se poi in casa ciondolano e litigano e’ anche quella una modalità di essere , esistere e relazionarsi. Non mi preoccuperei anzi!

  26. Mah, non state a preoccuparvi: anche i miei zii son bravissimi genitori e vivono con angoscia ogni aspetto della prole che non capiscono.
    Molto bello che ci pensiate eh, dico solo di non farvi troppi complessi su vostri ipotetici errori, credo ne abbiate fatti ben pochi fin’ora.

    E, per quanto io adori visceralmente Ascolta il mio Cuore, ci tengo a precisare che tutti i libri della Pitzorno sono meravigliosi o più.

  27. Grande Mister I, “prepara le bombe”…Secondo me è solo una fase…insomma, a volte anche i ragazzi sono stanchi, sta finendo la scuola, è in arrivo l’estate…vedrai che passa!! 🙂 p.s. che non centra granchè, ma…Elasti, pensi che ti capiterà mai di venire a Trieste a parlare di libri, di Amref o di quello che preferisci? E’ una bellissima città e sono sicura che verremmo in tanti a salutarti!! Un abbraccio, Franz

  28. ma perché pensate sempre che state sbagliando qualcosa? Se hanno voglia di vedere un film metteteglielo e voi fate altro… una bella passeggiata al sole, ad esempio? tempo del film e così al ritorno siete tutti contenti. Niente facce uggiose da vedere
    Ilaria

  29. ps: Elasti, ti sbagli, ormai un ragazzino a 11 anni è a tutti gli effetti un adolescente. Vedrai alle medie! ma almeno lì diventerà autonomo e uscirà da solo con gli amici senza dipendere da voi

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