Nonsolomamma

poi mi divertiva crederci

alcuni anni fa l’elasti-famiglia aveva un membro in più. era un elemento importante nei complessi equilibri domestici. era molto amato da tutti e aveva il raro talento di saper stemperare le tensioni grazie a un carisma naturale e a un energia buona, impalpabile ma potente.
lui si chiamava marìotereso e viveva dentro il muro della cucina. era parco e discreto: si nutriva esclusivamente di olive e comunicava soltanto con lo hobbit di mezzo che si faceva latore delle parole alte e definitive provenienti da qualla parete prima bianca poi, dopo il trasloco in una nuova casa, color ottanio.
lo chiamavano “l’amico immaginario” ma era molto di più.
poi, un infausto giorno del novembre 2010, fu annunciata, dallo hobbit di mezzo, la dipartita di marìotereso (“è morto di vecchiezza” comunicò con con rassegnata consapevolezza, facilmente, seppur erroneamente interpretabile come anaffettività, aridità emotiva, crudeltà, cuore di pietra).
chi prima chi dopo, chi senza soffrire chi patendo terribilmente, alla fine tutti, loro malgrado, dovettero prendere atto della perdita e, come spesso accade, lo scorrere del tempo e della vita colmò quel vuoto.

oggi lo hobbit di mezzo non è andato a scuola perché caduto vittima del virus intestinale. a pranzo elastigirl gli ha preparato una pastina in bordo, gliel’ha servita a tavola e si è seduta di fronte a lui.
“non mangi, mamma?”
“no, ora non ho fame”
“puoi andare a lavorare di là, se vuoi”
“no, mi fa piacere stare qui con te e non voglio che mangi da solo”
lui, seppur ancora accartocciato sul suo mal di pancia, si è illuminato di un sorriso sornione e di un lampo furbo.
“comunque non mangerei da solo”
“in che senso?”
“c’è qui nel muro marìotereso che mi fa compagnia mangiando le sue olive”, ha detto ridacchiando.
“ehi! tu scherzi. ma io ho molta nostalgia del povero marìotereso”
“lo sai che io lo avevo fotografato nella mia testa?”
“non ho dubbi. e la fotografia te la ricordi?”
“certo: era alto, magro, con i capelli come papà ma del tuo colore”
“ma dimmi un po’: tu da piccolo ci credevi veramente a marìotereso o ci prendevi tutti quanti in giro?”
“all’inizio ci credevo veramente poi…”
“poi?”
“poi mi divertiva crederci”.

17 thoughts on “poi mi divertiva crederci

  1. Eh no…. Mariotereso é vissuto davvero nel muro della vostra cucina…Lui, sua moglie Mariateresa…. una volta sono partiti persino per l’ Africa.. ma sono tornati “perche’ qui c’é un bel freschetto”
    Mariotereso mi piaceva molto di più dell’ omino che guidava il carrello della pipi’…..e lui non é nemmeno morto di vecchiezza

    1. Quoto tutto, lui c’è stato, non posso immaginare diversamente. era ormai diventato argomento di discussione a casa.
      Noi avevamo Pakatà ma purtroppo il mio 6enne non ne ha più memoria…

    1. Che carina! Cosa faceva? P.s. Anche se cresciute, consiglio Il club degli amici immaginari, di Silvana Gandolfi 🙂 molto bello come tutti i suoi libri ❤

  2. la profondità di certi pensieri talvolta coglie impreparati; la grandezza di un mondo interiore e la consapevolezza di averlo ed alimentarlo, i bambini sono creature meravigiose

  3. La chiusura è perfetta!
    Noi abbiamo la Nonna Rosina che non si può definire immaginaria perché effettivamente una delle bisnonne si chiama Rosina, è più che altro una figura mitologica che salta fuori nei momenti più impensati

  4. Ciao! Noi a casa abbiamo Dott Pollo. E’ l’amico immaginario di mia figlia e ora anche il nostro. Vive nel paese dei polli, ha due babbi perché nel paese dei polli non esistono le galline. Lui e’ il re dei pupazzi e la notte di Natale ha aspettato Babbo Natale, hanno bevuto latte e Dott Pollo ha mangiato anche la pizza. Ogni tanto mia figlia ci annuncia che e’ il suo compleanno, ieri ad esempio ha compiuto 49 anni. Insomma, ormai fa parte della nostra famiglia e io lo adoro. Mia figlia ha 4 anni e mezzo, quindi spero che Dott Pollo stia con noi a lungo!
    Martina

  5. mia figlia aveva una figlia immaginaria che si chiamava “grez” ed anche un marito “Dur” che però non c’era mai. si faceva lunghe chiacchierate con grez e io ascoltavo di nascosto. guai infatti a chiederle informazioni. poi d’un tratto sono spariti. con fare da donna vissuta mia ha liquidato con un “mamma, ma non esistevano”. sig sig…

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