Nonsolomamma

una situazione fuori controllo

il problema non è lo hobbit di mezzo che, rientrato  dopo l’appendicectomia, si aggira per casa con il suo sguardo rotondo e folle, sempre più sciolto nei movimenti, sempre più se stesso, sempre più impaziente di ricominciare la sua vita normale. il problema non sono i buffi ragazzetti e le ancor più buffe fanciulle che vengono a trovarlo, a cui lui offre un mandarino, un bicchier d’acqua e un posto accanto a lui sul divano per fare conversazione. il problema non è nemmeno la dieta in bianco che per comodità viene imposta a tutta la famiglia che si è mostrata particolarmente tollerante e benevola nei confronti delle altrui restrizioni. il problema non è mister i che si è precipitato da londra appena ha potuto per essere accanto al medio e che è ripartito appena la situazione si è normalizzata anche se l’aggettivo ‘normale’ dovrebbe essere vietato dalla costituzione.
il problema è lei, elastigirl, che non si è ancora ripresa dalle notti insonni, dalla necessità di stare vicino a uno ma di non far sentire abbandonati gli altri, dalla simbiosi con il dolore altrui. il problema è lei che è stravolta e sta ancora aspettando una parte di quella risposta lavorativa importante e l’attesa la strema anche se qualcuno cerca di rassicurarla dicendo che succede spesso che le persone che decidono prendano tempo, traccheggino e non si curino degli altrui mal di pancia.
qualsiasi o chiunque sia il problema, la situazione le sta sfuggendo di mano e le evidenze empiriche lo confermano.
stamane è rientrata dalla radio piuttosto presto per evitare che il medio, per quanto in recupero, rimanga troppo a lungo solo in casa. erano le 8.23 quando, con la macchina ha incrociato sneddu e la nuova ragazza alla pari (creatura peraltro deliziosa di cui presto ci sarà occasione di raccontare ma che al momento ci si limiterà a denominare ‘l’artista’) che camminavano lemmi lemmi verso la scuola in gran ritardo.
arrivata a casa ha trovato il medio con i capelli pazzi e il pigiama a scacchettoni.
“ho svegliato io l’artista!” ha annunciato festoso.
“in che senso l’hai svegliata tu?”
“nel senso che quando mi sono alzato erano le 745 e mi sono accorto che tutti dormivano”
“alle 745 sneddu e l’artista dormivano ancora???”
“sì. non è suonata la sveglia dell’artista!”
“dopo le parlo. almeno lo hobbit grande è andato a scuola puntuale?”
“lui? no perché? doveva andare a scuola? ieri non stava male?”
“ieri diceva di stare male ed è stato a casa ma oggi certo che deve andare a scuola! dov’è???”
“nel suo letto. che dorme!”.
e quando la sciatteria regna sovrana, le sveglie non suonano, i figli si dimenticano di andare a scuola e per giunta non arriva nemmeno la risposta desiderata, forse è il caso di fare qualcosa. ma cosa?

28 risposte a "una situazione fuori controllo"

  1. Se può essere di aiuto al liceo avevo anche io grossi problemi con la sveglia…ne mettevo due. E devo ammettere che senza mia mamma avrei perso varie volte il mio caro autobus delle 6.50 (abito in montagna e il liceo distava un’ora).
    Adesso che ho 27 anni le sveglie la mattina sono 3, a distanza di 5 minuti. E bene o male riesco a arrivare a lavoro in orario .
    Per la ragazza alla pari sarà stato un incidente passeggero, l’importante é che sneddu sia comunque arrivato a scuola 🙂

      1. Mi consoli, il mio grande di tre lo sveglio io a rate, sono la sua sveglia umana. Ma ha 15 anni, e io ero uguale, uguale, alla sua età (ma questo il primogenito non lo saprà mai) con la differenza che mia madre beatamente mi lasciava dormire, e questo non mi piaceva affatto. Per reazione, sono diventata avvocato con tre figli e … eccome se mi sveglio…

  2. La sveglia che suona tre volte a distanza di 5 minuti è super efficace, specialmente se posizionata lontano dal letto: puoi farla tacere solo alzandoti 🙂
    Per la au pair sarà stata colpa del jet lag, ma per lo hobbit grande sarà stata una meritata pausa dalle fatiche del classico 😉

  3. Io direi che bisogna solo tirare il fiato e concedersi che qualcosa sfugga di mano. Anche più che qualcosa. Che non è che hai fatto una passeggiata sulla riva del mare negli ultimi giorni, per quanto ti sforzi di stare leggera leggera. Fronti aperti ne hai abbastanza… se riesci abbi pazienza con te stessa. Poi le cose pian piano torneranno al loro posto, è così che fanno.

  4. Quel qualcosa lo stai gia facendo.penso che negli anni avrai capito che non bisogna aspettare un “tempo”,ma crearlo.e poi la gratitudine per quello che gia abbiamo non è sempre scontata. Baci.

  5. Mangia della cioccolata.
    Io ho solo due figli, ma non dormo da quattro anni e la situazione mi è sfuggita di mano da parecchio.
    Almeno così è tutto più dolce

  6. Purché il nuovo lavoro non ti impedisca di rovesciare the o di tossire in diretta perché sarebbe una tristezza. Per quanto riguarda l’artista una lavata di capo non gliela risparmierei proprio

  7. Guardati attorno. Si stanno anche allungando le giornate!!! Una meraviglia. Così puoi tirarti pazza fino alle 17.30 adesso…. noi donne corriamo sempre troppo. Vogliamo incastrare mille impegni. Diventiamo pazze. Non mollare e sistema una cosa alla volta. Magari partendo da sveglie per tutti. Ciao!

  8. Una bella gita dal parrucchiere. Poi acquisto sveglie nuove. Regalare una sveglia all’artista ed all’hobbit adolescente mi sembra più carino ed altrettanto chiaro di una strigliata.

  9. Generalmente la cosa migliore è respirare. Con calma. Una volta regolarizzato il battito cardiaco puoi scegliere tra due opzioni:
    – prendere la situazione in pugno e dare regole chiare minacciando pene severe se non seguite;
    – fare una sclerata liberatoria e terrorizzante, nessuna sveglia dimenticherà mai più di suonare.
    🙂

  10. capisco il senso di smarrimento ma obiettivamente VA TUTTO BENE! vai a fare una passeggiata se puoi e compra qualcosa di carino per te. sta sera potrai parlare con l’artista e con l’adolescente con più serenità. un abbraccio

  11. Io ho tre figli (maschi) come te, ma a parte questo, siamo molto diverse: non ho un lavoro a orari improbabili (nè probabili, non lavoro proprio), non ho mariti a londra (uno a Seattle che fa la rockstar, per la verità, ma lui non lo sa, quindi è giustificato per l’assenza 😀 ), nè pargoli in convalescenza da appendicectomie, eppure traballo peggio di te, per cui ti dico, sinceramente, onestamente: sei brava. Sei brava, Cluadia De Lillo, Elastigirl, fermati, ripetitelo, credici, e se non ci credi lascia che sia una sconosciuta a ricordartelo

  12. Anch’io mi sento di consigliare il massaggio!
    Non è risolutivo…ma per un’ora non ci pensi e sciogli un pò di tensioni…
    Io ho fatto così e ti assicuro che la positività e la tolleranza verso le inettitudini altrui aumenta a dismisura…almeno nelle prime 12/24 ore. Quindi i problemi (che nel mio caso sono un intricato groviglio tra problemi di salute dei miei anziani genitori, conseguente gestione dei figli e marito inopportuno) non si risolvono…però li consideri con meno ansia.

  13. In un cartone animato che piace molto a mia figlia c’è un bambino che dice sempre “capita sai, capita spesso”, anche per le situazioni più improbabili. Mi piacerebbe che spuntasse fuori nella realtà ogni tanto e mi rassicurasse così, con una pacca sulla spalla. Se può servire, comunque, io mi sento annaspare nel vuoto per molto meno, perdo i fili e, anzi, li intreccio pure da sola. Forza Elasti, poi passa e anche se non è tutto regolare, va bene lo stesso!

  14. Ammiro tantissimo il tuo spirito così zen, io al posto tuo avrei fatto una scenata alla au pair, non tanto per non aver sentito la sveglia, che vabbè può succedere, ma perché non si è premurata di darsi una mossa. Sarà che io l’andatura lemme, lemme, non la sopporto nemmeno in vacanza, però a tutto c’è un limite.

  15. Consiglio/diagnosi dell’oracolo: hai la controllite. Scegli un virus dalla abbondante offerta di questi giorni e ammalati. Rimette subito a posto le priorità. Cancella il bisogno di onnipotenza e fa stare benissimo, obbligando a mollare l’osso. Più tempo uno passa in attività gestionali di emergenza, più si convince di essere davvero un deus ex machina.
    Abbraccio solidale da un’altra che non riesce a fermarsi da sola

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