Nonsolomamma

si cambia in modi strani

domenica mattina. tappetini ovunque. davanti, in mezzo, dietro, in fila. ordinati, colorati, scalati. vicini. troppo vicini. a una distanza che dovrebbe essere illegale. perché la prossimità favorisce lo scambio di germi. e in questo periodo non è prudente. e poi la prossimità è sinonimo di intimità e gli occupanti di quelle decine e decine di tappetini sono perfetti sconosciuti.
arrivano alla spicciolata. sono scalzi. e i pochi che non lo sono si tolgono le calze appena atterrati sul tappettino. qualcuno è più nudo di altri. complessivamente sono tutti piuttosto scoperti e impudichi. senza vergogna. “perché ogni corpo è diverso e perfetto nella sua unicità”. così dicono, almeno. ci sono grandi finestre. danno su un cortile. chissà cosa pensano i condomini di quell’orda di individui scalzi. e magri. perché la maggior parte è magra. forse si nutre di bacche goji e mandorle. già. deve essere così. è grazie a  quell’alimentazione ascetica che si diventa flessibili e flessuosi. ed eterei. ma non bisogna guardare gli altri.
inizia. la lezione sul respiro ujjayi, il respiro del vittorioso. “posate la mente sul respiro” dice la maestra. è una bella immagine in effetti. si comincia. si respira. le braccia si scontrano. “scusa”. non serve chiedere scusa. stoc! cos’era? un piede? un blocco di sughero? un paio di occhiali?  gli aliti di decine di persone troppo vicine appannano i vetri. i corpi si tendono, si contraggono, si flettono, saltano, sudano. fanno una fatica bestia. estranei scalzi. il mantra protegge la mente. dice la maestra. e la mente si appoggia su quegli aliti rumorosi.
un’ora e mezza. anche un po’ di più. la domenica mattina. a pensare al respiro ujjayi.
una pazzia. un delirio collettivo. una prossimità inaudita, malsana, sconcia.
se un paio di anni fa qualcuno le avesse detto che una cosa così, che si chiama “focus ashtanga yoga sul respiro ujjayi” l’avrebbe resa così felice e appagata e risolta, gli avrebbe dato del pazzo.
si cambia. in modi strani.

13 risposte a "si cambia in modi strani"

  1. Si é vero cambiamo, rimango incantata dal tuo orrido racconto mentre percepisco il tuo percorso. Va proprio bene così

  2. E poi si cambia ancora. E si molla lo yoga per sempre. E qualunque altra disciplina simile. Ti si aggroviglia il cervello insieme al corpo. Non riesci a far combaciare niente. I piedi vanno per conto loro. Le mani e le braccia peggio. E finalmente sei libera!

  3. Si impara per imparare e verrebbe da dire si cambia per cambiare. Per me, che aspiravo ad una visione granitica e rassicurante di me stessa, questo fluttuare ogni tanto mi sconcerta😅

      1. In genere dopo un forte scossone, paure varie e batticuore va comunque a finire bene, anche se non è quello che si aspettava 😉

      2. Grazie per l’incoraggiamento. Diciamo che l’attacco di panico di ieri mattina, il primo in 42 anni di vita, mi fa pensare che forse qualcosina da sistemare qui e lì ce l’ho.
        Ma va bene, i cambiamenti sono propedeutici alla crescita e la staticità invece no!

  4. A chi mi avesse detto che avrei amato andare in palestra, i muscoli che bruciano, il sudore che cola, il fiato corto, persino una sessione di spinning che oddiochennoia, gli avrei dato del pazzo. E invece. Si cambia, sì, in modi strani.

  5. io, appena varcata la soglia dei 50, ho cambiato gusti culinari: ci sarebbe da scrivere un racconto…ma questo lo lascio a te! un forte abbraccio dalla puglia

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