Nonsolomamma

non dire quella parola

il comune di milano ha delle case vacanze al mare, al lago e in montagna che d’estate vengono utilizzate per le colonie e durante l’anno scolastico per una cosa chiamata scuola natura.
scuola natura è un sogno, un miraggio, il sacro graal dell’infanzia milanese.
tutti vorrebbero partecipare ma solo i più fortunati ce la fanno.
gli eletti di scuola natura si trasferiscono in queste grandi case comunali per tre o cinque giorni con la propria classe, che frequentino la materna, le elementari o le medie. e la scuola si fa da lì per un po’.
ma non c’è solo questo a scuola natura. chi torna racconta di luoghi favolosi, di un inaudito divertimento, di legami  imperituri e ricordi indelebili, di serate in discoteca. da scuola natura si parte bambini e si torna creature migliori, più completi e felici.
alcuni privilegiati ci sono andati addirittura più volte, grazie all’iniziativa di maestre eroiche ed entusiaste. c’è chi invece  scuola natura si è limitato a sognarla per anni senza mai avere il bene di toccarla con mano. è il caso dello hobbit grande e del medio che non hanno incontrato insegnanti sufficientemente intrepidi da imbarcarsi in un’impresa grandiosa per gli alunni e verosimilmente massacrante per i docenti.
sneddu invece sì.
e stamattina, in uno stato di eccitazione incontenibile, è partito alla volta di andora, liguria, con un pullman a due piani, un manipolo di ardimentose maestre e una settantina di bambini di quinta elementare.
ieri lui ed elastigirl hanno preparato la valigia secondo le istruzioni: cinque cambi, un accappatoio, tre felpe, scarpe da trekking, due asciugamani, pantofole, due pigiami, ciabatte per la doccia, spazzolino, dentifricio, sapone, shampoo, cuffia per la doccia (cuffia per la doccia?), crema idratante (crema idratante?), burro di cacao, l’astuccio (“no! l’astuccio no!”), una borraccia.
e quando hanno finito lei lo ha abbracciato. “quando torni ci facciamo tantissime coccole, va bene?”
lui si è irrigidito. “non dire quella parola!”
“quale parola?”
“‘torni’. io voglio restare a vivere a scuola natura”.
sneddu stamattina è partito per andora. del doman non v’è certezza.

24 pensieri riguardo “non dire quella parola

  1. Che bello!
    Abitiamo in Francia e qui questo tipo di avventura è quasi una prassi. Si chiamano classes transplantées e possono durare una o due settimane, a diverse stagioni e in diversi luoghi.
    La mia primogenita ha fatto questa avventura sulle Alpi in prima elementare e in primavera ci tornerà. La piccola andrà per la prima volta su un’isola a fine anno scolastico. E ne parlano già!
    Imparano un sacco di cose e crescono tanto!

  2. Qui esattamente l’opposto, i due grandi sono andati a scuola natura ben due volte (eternamente grata alle insegnanti!!)…il terzo niente di niente e ne ha fatto un tormentone…
    buon divertimento sneddu 😉

  3. Uno dei miei ricordi più belli è la settimana passata in quinta elementare, con manipolo di coetanei, in una cascina del parco di Monza….
    Buon divertimento Sneddu 😊

  4. Meraviglioso😃
    Qui in un poco ridente paesino della provincia di Napoli è già tanto avere una scuola 😅
    Anzi quest anno la condividiamo con un altro plesso perché inagibile 🙄
    Divertiti sneddu sarà un’esperienza che ti riempirà occhi cuore e anima 🤗

  5. Noi in quinta elementare andavamo per una settimana all’Antica per la settimana bianca.
    La mattina sulle piste da sci,il pomeriggio lezione,la sera proiezione di film nel salone

  6. Le mie nipoti sono andate sia alle elementari che alle medie. Esperienze bellissime. La serata discoteca al venerdi sera la ricordano ancora adesso

  7. Oh bello!! in Trentino è una prassi. Ai miei tempi (anni 80 e 90) alle elementari si faceva la settimana bianca presso una struttura costruita ad hoc. Per una settimana con i compagni di scuola prendevamo lezioni di sci e facevamo orienteering nel bosco. Adesso invece si fa la vacanza natura di 3 giorni in quinta elementare. Mia figlia ci è andata tre mesi fa ed è tornata pazza per il bird watching 🙂

    1. Ma veramente? Pensa che anch’io sono stata bambina a Trento negli anni 90 e non ho mai sentito parlare di settimane bianche, né nella mia scuola né in quelle dei miei amici! Com’è possibile? 🤔

  8. Davvero ardite queste colleghe. Ma si sa l’amore per i bambini e il proprio lavoro ci fa superare paure e dimenticare circolari scolastiche troppo restrittive. È come andare contro la legge di gravità, ma si fa e ci piace pure.

  9. Ma dai! Ti leggo da una decina d’anni o forse più (da quando io e il mio marito-allora-fidanziato pendolavamo tra Londra e Ginevra, da prima di avere io stessa tre figli maschi) e per qualche ragione non ho mai commentato, però Andora è dove vado in vacanza praticamente da quando sono nata e ho ben presente la colonia di Milano, e non riesco a tenermelo per me 🙂 Buon viaggio a Sneddu!

  10. Ciao Elasti quando ero piccolissima il comune di Sesto San Giovanni organizzava colonie invernali ed estive per allontanare per un po’ i bambini dai fumi irrespirabili delle fabbriche che nel dopoguerra funzionavano giorno e notte
    Così a 4 anni sono partita per Varazze per 3 mesi ed ho visto per la prima volta il mare dal treno!
    A 5 anni 3 mesi a Celle Ligure
    A 6 anni 8 mesi a San Remo dove ho frequentato la prima elementare
    Ricordi incancellabili: il profumo del mate d’ inverno e delle mimose!
    Un abbraccio
    Nonna enza

  11. Sneddu si divertirà un mondo!
    La mia amica, maestra di scuola materna, quando lavorava a Napoli, portava con le colleghe i bimbi a Ischia per una o due settimane (almeno 25 anni fa). Temerarie assolute!!!!
    Qui da noi, prov di Bologna, ci sono scuole medie in cui a febbraio c’è la settimana bianca organizzata dalla scuola, in cui vanno i ragazzi accompagnati dai prof, ovviamente una minoranza può permettersela (parlaimo di 700 € circa) e così chi rimane a casa fa attività extrascolastiche coi prof che sono in servizio, assieme ad esperti, provano sport, vanno a farsi un giro con la safety car nel circuito (che figata!!!), vedono film e parlano di temi diversi dal solito. Anche per chi rimane a casa, è una festa pur andando in classe.

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