Nonsolomamma

senza amici

“io non so proprio come fanno quelli ad andare a scuola la mattina”

“quelli chi, sneddu?”

“quelli senza amici. come fanno ad alzarsi dal letto, a fare colazione, a uscire di casa, ad andare a scuola? non lo so proprio. perché, senza amici, non si va da nessuna parte”.

17 pensieri riguardo “senza amici

  1. sicuramente con tanta sofferenza. Eppure sono obbligati ad alzarsi e andare a scuola anche se vengono ignorati dai compagni

    1. avrei pagato per essere semplicemente ignorata invece che presa di mira per 8 anni infiniti, tra insulti, botte, processi per cose fatte da altri intoccabili (tipo il rappresentante di classe/istituto che terrorizzava tutti) ma che dovevano avere il capro espiatorio su cui sfogare l’aggressività del gruppo

  2. presente. dalla terza media alla quinta liceo bullizzata in maniera atroce dai compagni di classe (solo da loro) e da certi professori perchè pur avendo una certa disabilità sensoriale ero la prima della classe e questo non veniva accettato. a 16 anni ho infatti tentato il suicidio. ecco come si fa.

    1. mi alzavo con la morte nel cuore, tornavo a casa praticamente ogni giorno piangendo per quello che mi facevano (tra insulti, botte “scherzose” nei bagni e nei corridoi, mi hanno tagliato una ciocca di capelli “ma tanto era per scherzo e io ero una permalosa”), mi odiavo, mi hanno devastato l’autostima e distrutto gli anni potenzialmente più belli della vita.

  3. Inorridito a leggere queste testimonianze dolorose, mai chiedo: possibile mai che non ci sia stata SUBITO la possibilità di denunciare,essere protetti, colpire durissimamente i colpevoli? Non la scuola non i presidi,non avvocati da parte delle famiglie, non assistenti sociali, non insegnanti di sostegno, nessuno si è mosso?? Ma le famiglie…cosa aspettavano?
    Orrori sotto il tappeto.ma che vita è, cosa insegnano ai figli? Che pagheranno per tutta la vita il non essere stati protetti

    1. i miei genitori hanno più volte cercato di reagire, ma erano altri tempi (parliamo di oltre 20 anni fa). veniva tutto derubricato a semplici ragazzate, a me che ero permalosa e non sapevo stare allo scherzo. il preside era il primo a dire di non rompere, i due professori che provavano a tenere le mie parti venivano stigmatizzati e se le sentivano su a loro volta nei consigli di classe. a quei tempi questi comportamenti non avevano giustizia legale o nelle sedi giudiziali, perfino i carabinieri dissero che non c’erano elementi per fare denunce o querele. le famiglie dei miei compagni facevano barricate contro la mia per proteggere i loro cucciolini: ero io la cattiva perchè avevo voti alti e li umiliavo, dovevo starmene a cuccia con il mio handicap sensoriale (che nella loro ignoranza equivaleva a minorazione mentale) invece di prendere dal 9 in su. la mia famiglia mi ha solo insegnato a dare semore di più e a dimostrare di valere di più, anche se in realtà dentro ho sempre avuto la convinzione di essere meno di zero.

    2. ah: io il sostegno non l’ho MAI avuto. era anche questo che non veniva tollerato. ma come, una povera handicappata sensoriale senza sostegno, prima della classe a far sbiancare tutti invece che essere una tapina rattrappita a raccogliere briciole e farsi fare tap tap sulla testolina felice di prendere un 6 dato per pietà?

    3. io l’università l’ho fatta trasferendomi in un’altra città, da sola, inseguendo i miei sogni, col supporto della mia famiglia. i miei compagni sono rimasti sotto le gonne di mammina a fare facoltà di ripiego solo perchè vicine a casa. il diploma ha sancito la fine dei miei tormenti, non ho mai più trovato gente di merda così. coi compagni di università e coi colleghi di lavoro è stato solo un crescendo di rapporti di stima e basati sulla realtà dei fatti, e non su invidie fasulle derivanti da confronti per la mia disabilità

  4. Buongiorno
    Purtroppo è successo anche a me, ma in maniera molto, molto più lieve, durante il triennio del liceo. Gli insegnanti non hanno mai fatto niente… eppure oggi, da insegnante, vi dico che è impossibile non accorgersene, non reagire. E chi dice il contrario è bene che cambi mestiere.

  5. Senza amici a scuola e si è bullizzati, Da adulti ignorati dai colleghi e schiavizzati dal principale è mobbing, ma la sostanza non cambia. Sempre vittime restano.

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