Nonsolomamma

mai più senza ramponi

Cornelia faceva la farmacista in Polonia. Poi un’amica è venuta in Islanda per un lavoro stagionale in aeroporto. Le mandava fotografie bellissime. Era il 2018 e Cornelia ha deciso di venire a trovarla ma, una volta arrivata, tutto costava troppo per lei. Si è trovata un lavoro in un laboratorio farmaceutico ed è rimasta. In Islanda quasi due terzi dei 70.000 stranieri residenti sono polacchi.
Da due anni lei si è convertita e fa la guida. Lavora due settimane al mese, guadagna abbastanza e ha anche un fidanzato che lei ha definito proprio fiancé, come un promesso sposo.
Ieri Cornelia ci ha accompagnato sul ghiacciaio al parco nazionale dello Skaftafell. Ci ha dato una piccozza e due ramponi a testa e ci siamo messi in cammino.
“La mia piccozza è più lunga” ha osservato il medio. Non era vero ma questa cosa delle lunghezze e della competizione deve essere un fatto cromosomico a cui personalmente mi sono rassegnata.
In prossimità del ghiaccio Cornelia ci ha mostrato come infilarci i ramponi.
I ramponi sono fantastici. Ti tengono ancorata a terra, in senso letterale e figurato. Dovrebbero essere un accessorio obbligatorio in ogni guardaroba.
Quando era piccolo il medio aveva gli occhi tondi e stralunati e la sfrenatezza dei pazzi o dei sognatori cronici. Ieri, per le tre ore sul ghiaccio, aveva lo stesso sguardo di quando aveva cinque anni.
Mister I ha assaggiato l’acqua del ghiacciaio che è dolce. Ha dichiarato di essere l’unico barese ad averla provata. Ma mi sembra molto strano.
Cornelia ci ha spiegato che, se per forza bisogna finire di sotto da un ghiacciaio, è meglio cascare in un crepaccio perché, con la corda che lei aveva nello zaino e l’imbragatura che noi avevamo in vita, ci avrebbe recuperato. Se invece fossimo scivolati dentro un mulino glaciale, che è un canale che porta l’acqua di sotto, giù giù giù fino al lago a valle, avremmo fatto una fine miseranda.
Messa così sembra terrificante ma in realtà era una bravissima guida, dotata anche di un gran senso dell’umorismo, forse tipicamente polacco ma non dispongo di un campione rappresentativo per affermarlo con certezza.

2 pensieri riguardo “mai più senza ramponi

  1. Meravigliosa Elasti, nei tuoi brevi racconti, semini spunti per creare appassionate discussioni, lasci indizi per altre sotto storie intriganti e poi ci sono sempre protagonisti che dominano il reportage: la farmacista Polacca tenace, il medio che si distingue sempre. 🤗

  2. L’umorismo polacco è glaciale puntuto tetro Più freddo di quello British ed è espresso di preferenza con voce roca e grugno severo
    La badante polacca di mia mamma mi faceva paura Poi ho capito che è molto umana E ha un gran senso dell’umorismo. Acido, spigoloso, intelligentissimo, polacco

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