Nonsolomamma

come si fa?

Sneddu è andato al suo primo concerto. Ha deciso, per il suo debutto nella bolgia, di fare le cose in grande: Marrageddon, un happening di otto ore organizzato da Marracash insieme all’intera scena rap italiana, 84.000 persone, trasporto cittadino deviato, prolungato, modificato, una grandinata da fine del mondo all’apertura dei cancelli.
Del resto, erano mesi che lui si preparava, mesi che si esprimeva solo con i testi di canzoni rap, preferibilmente napoletani, mesi di gesti incomprensibili con le mani, con le braccia, surrettiziamente inseriti in ogni foto di famiglia.
Cosi, ieri, con cinque amici invasati quanto lui, è andato all’avventura.
All’ultimo momento una coppia di genitori, colti da ansia improvvisa, hanno trovato due biglietti e hanno annunciato trionfanti che li avrebbero accompagnati. Sneddu non l’ha presa benissimo. E, per motivi diversi, nemmeno io. Mi sono sentita una madre sciagurata che non aveva nemmeno preso in considerazione la possibilità di andare con dei tredici-quattordicenni in un ippodromo gremito, dalle 16 a mezzanotte di un sabato di settembre.
Per compensare, ho preparato venti panini al latte, farcendoli con salame, prosciutto e formaggio, e ho fatto una grande focaccia molto unta, poi ho impacchettato tutto e ho consegnato a Sneddu due enormi sacchetti con l’ordine di offrire a tutta la green zone.
Sono riemersi alla fermata Pasteur della metro rossa all’una e mezza di notte. Li aspettavo al varco, barricata in macchina. Erano senza voce, smandrappati e ubriachi di felicità.
Sneddu si è svegliato stamattina intorno all’una. E mentre mangiava focaccia barese per colazione, ha chiesto: “Ma dopo un’esperienza così, come si fa, domani, a tornare a scuola?”.
Già, come si fa, domani, a tornare a scuola?
Me lo chiedo anche io. Se qualcuno, per sbaglio, domani, aprisse gli occhi alle 4 e un quarto del mattino, prima di richiuderli, pensi a me che mi sto alzando per il mio primo giorno alla radio e a Sneddu, rapper nell’anima, impigliato, per un errore del destino, nell’alfabeto greco.

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