Nonsolomamma

spiace ammetterlo

Spiace ammetterlo. Perché io vorrei disegnarmi tutta d’un pezzo, autonoma e autarchica. Vorrei dire qui che ho le spalle larghe, un gran senso dell’umorismo e una resistenza straordinaria alle intemperie. E invece, dopo avere passato Natale a Capodanno al capezzale dei maschi influenzati, dopo avere rinunciato alla piccola vacanza che avevo costruito per noi e dopo essermi affacciata al nuovo anno con l’horror vacui, non mi sentivo granché in forma.
Nelle prime settimane del 2026, mentre parte della famiglia era ancora a Bari a guarire dalla bronchite o a studiare, mi sono accartocciata spesso e volentieri, in incognito perché non volevo che Sneddu e il medio mi vedessero annaspare. Ho ammorbato amiche e amici (grazie, voi sapete), ho frequentato cinque ore molto fricchettone di danze al buio, lavori manuali e autocoscienza, mi sono angosciata a intermittenza per il troppo e per il poco lavoro, mi sono chiesta chi fossi, sono stata splendida e derelitta nello stesso quarto d’ora, ho pianto molte lacrime a proposito e a sproposito, ho fatto finta di essere sana in pubblico e mi sono zombificata in privato.
No, non bene.
Poi, una domenica sera, è tornato Mister I, più o meno nuovo, un po’ dimagrito ma guarito. 
E io, io che vorrei essere tutta d’un pezzo, autonoma e autarchica e pure femminista, sono rinata. Ho ricominciato a dormire, mangiare, ridere e vedere il mondo con la fiducia che merita o forse non merita in questo momento.
Mister I è il mio stabilizzatore dell’umore. Peraltro involontario. Perché la sua presenza – calzini, bucati, maglietta marxista, sguardo stralunato, continuo berciare in riunioni online, gare di sudoku hard con il medio, l’esasperante rifiuto di mangiare la frutta, decine di Il Manifesto arretrati nella casella postale, il suprematismo barese e tutto il resto – la sua presenza, dicevo, basta per rasserenarmi.
E lo dico con un certo disappunto. Perché vorrei essere meglio di così, più rotonda e intera.
Ma forse è anche così che funziona. L’amore, intendo.

Un pensiero riguardo “spiace ammetterlo

  1. Grazie Claudia!

    per questa strabiliante definizione…adesso ho capito: quel tipo più o meno presente e intollerante, psicoterapeuta esaurito, disordinato e sedicente anziano, con cui convivo da quasi 40 anni non è altro che il mio stabilizzatore dell’umore!

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