Nonsolomamma

Oltre i limiti di legge

Il tassista per 15 anni ha fatto il commercialista, per altri 15 il tabaccaio. «Da 14 guido il taxi. Ho quasi finito il ciclo». E dopo? «Vado in pensione. Ma sa cosa le dico?» Cosa? «Il mestiere che preferisco è questo. Perché qui, in questa macchina, sono libero».
Il Tevere è gonfio, il cielo è azzurro pennarello e, in fondo, un battaglione di nuvole sta lì, a ricordare la drammaticità del nostro andare, anche quando sembra commedia.
Vado alla Sapienza e prendo un cappuccio con due sociologhe. Anche il mio papà era sociologo, forse per questo la materia mi commuove sempre. Casualmente scopro che, in quel tavolino, in quel bar. c’è un solo grado di separazione da un premio Nobel. «Wow. E lo dici così?» L’understatement è un talento sbalorditivo.
Pioviggina. È un problema? Certo che lo è. Roma è un amplificatore.
Entro negli studi Rai. Può bastare un’antenna per creare struggimento? Devo guarire.
La truccatrice riceve una telefonata mentre mi incipria il naso. «Che notizia meravigliosa. Grazie. C’è bisogno di buone notizie». È così felice che me la racconta. Festeggiamo tantissimo.
«Come li facciamo ‘sti capelli?» «Boh, pazzi». Il parrucco è accanto al trucco. «Ho appena saputo qual è il problema di mia figlia che mi pareva indomabile. Ora è tutto chiaro. Ma fa paura. Ho deciso di farmi aiutare anche io» dice la parrucchiera, generando scompiglio sulla e nella mia testa.
Una corsa su due ruote con un’amica, un’altra corsa con il cognato che mi porta nella grande bellezza e ci ritroviamo a guardare il mondo dal Gianicolo. C’è qualcosa di più bello che scorrazzare in scooter a Roma? Una cena con amici che sono famiglia. Un’altra cena. Non sarà troppo? Certo che lo è. Mi sento in un film, in un libro, in un ottovolante. Una poetessa mi dà un passaggio a casa, la polizia ci taglia la strada, siamo a un pelo dal baratro. Fiuhhh.
Traffico, bellezza, orrore, meraviglia, stordimento. Forse non sopravvivo. Fa caldo, fa freddo. Ricevo un messaggio: «Ero alla Sapienza. Ho una storia grande. È la mia. La vuoi?». Certo, sono qui per questo. Ci incontriamo alla stazione, un’ora prima della partenza del mio treno. Mi consegna una bomba. Adesso esplode, penso. Oppure esplodo io. E invece è un seme che germoglia e fiorisce lì davanti ai nostri occhi. Sorprendente e magnifico.
Roma è troppa per me: troppa bellezza, troppo rumore, troppo cuore e troppa pancia. Ha un’intensità oltre il limite di legge. La temperatura umana, emotiva, estetica non scende mai sotto il punto di ebollizione. E ogni voltà mi domando come si può attraversare tutto questo restando integri. Ogni volta mi domando: ma i Romani, come fanno?

2 pensieri riguardo “Oltre i limiti di legge

  1. Elasti, ti ho vista ieri sera su Geo rai3; mi sei piaciuta come quando ti ho conosciuta undici anni fa e mi hai accompagnato tutte le mattine… ancora complimenti. Manu

  2. cara Elasti (o meglio cara Claudia visto che ti seguo da prima che nascessero quei tre gioielli dei tuoi figli !) noi Romani ci nasciamo con un DNA adatto a sostenere la grande bellezza, il rumore , il caos, il troppo cuore e la troppa pancia che questa unica città produce! p.s. un pò di ani fa ti avevo scritto che mi avrebbe fatto piacere incontrarti una volta che fossi venuta a Roma. L’invito è sempre valido per la prossima volta che scendi a Roma: Un Caro saluto da Sandro Impiglia

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