Nonsolomamma

Qualità della vita

Nelle ultime tre settimane ho frequentato luoghi stranianti in cui corrono Go Cart, si cammina molto e si presentano libri, ho visto il mare, era estate e mi è venuto da piangere, ho parlato in un palazzo storico accanto a un sacerdote ragazzino che sembrava uscito da un film sui preti belli. Ho avuto a mia disposizione per una sera un gigantesco camerino dentro un teatro ma non l’ho sfruttato abbastanza. Ho avuto anche, per meno di mezz’ora, un piccolo camerino con il mio nome sopra dentro la tv, nello stesso palazzo che ho frequentato all’alba per 11 anni. Tornarci è stato doloroso, forse più per la testa che per la pancia. O viceversa. Per capire testa e pancia e garbugli e cronici sensi di colpa, ho iniziato ad andare da una psicoterapeuta. Quando sono scaduti i 50 minuti del primo incontro avrei voluto incatenarmi lì e dirle: abbiamo appena cominciato, adesso io non me ne vado finché non abbiamo finito, che ci vogliano 3, 12 o 100 ore. Ho intervistato 13 artigiani in 8 giorni, ho passato, per lavoro, una domenica mattina tra gente che ballava musica elettronica e sorseggiava cappuccini, ho fatto troppe video call, ho letto 5 libri per bambini, ho avuto la vertigine delle scadenze, ho fatto yoga per farmela passare, sono andata a teatro con il medio e al cinema con Mister I. Ho celebrato un matrimonio, ho tenuto un bookclub in una banca e uno su Substack, ho mangiato cioccolatini con un’amica preziosa. Devo andare dal parrucchiere. Per fortuna, grazie al laser, non ho più peli superflui altrimenti mi sarei dovuta preoccupare pure di quelli. Ricevo troppi messaggi e ho la nevrosi di rispondere a tutti, ho rivisto delle bozze molto parziali. Mi drogo di una serie tv sulla menzogna, leggo romanzi sulla follia. La settimana che viene andrà meglio. Non credo. Ma almeno mi diverto.

Un pensiero riguardo “Qualità della vita

Scrivi una risposta a G A Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.