Nonsolomamma

irene

elastigirl negli anni ’70 era una bambina pallida, timida e tremebonda.
al circo aveva paura dei clown, al cinema si emozionava terribilmente, a casa altrui le veniva la tachicardia, con gli estranei perdeva l’uso della parola, all’asilo temeva che si dimenticassero di andarla a prendere, dal lunedì al venerdì soffriva di mal-di-mamma, sindrome comune ma nefasta.
elasti-bambina aveva una scarsa interazione con il mondo circostante perché il mondo circostante le faceva una paura blu.
"oggi cominci la scuola elementare!", le disse garrula un giorno nonna J, che, a differenza di elasti, non aveva paura di niente e addentava la vita come una mela.
"non ce la faccio!", rispose lei.
"hop hop!", disse nonna J lasciandola all’ingresso della prima D.
"buongiorno cara! io sono la tua maestra e lo sarò per i prossimi cinque anni. mi chiamo irene che in greco vuol dire pace. ti insegnerò moltissime cose. chiamami ‘signora’ perché è quello che sono e dammi del lei perché il rispetto si impara da piccini", disse una signora sorridente e austera, con il gesso sulle mani e nei capelli.
elastigirl tacque, deglutì, tirò su col naso e si andò a sedere.
la signora irene le insegnò a scrivere, a leggere, a contare, ad avere meno paura del mondo e più fiducia in se stessa. la signora irene capì la fragilità e l’inquietudine e le insegnò a difendersi.

oggi, alla presentazione dell’elasti-libro, tra i bambini, gli amici e gli affetti, è comparsa una signora. aveva un bastone, a cui si reggeva, e un sorriso, che la illuminava. elastigirl il bastone non lo conosceva ma quel sorriso se lo ricordava benissimo, uguale a 30 anni fa.

150 pensieri riguardo “irene

  1. é meravigliosa la storia della signora Irene! Chi sa com’é stato emozionante, vado a letto con il sorriso… :o)

    sogni d’oro elasti!

    Sarah

    ps: ma in Belgio quando vieniiiii? Io ti aspetto!

  2. Bh.. pensa che soddisfazione anche per lei… e dire che io la mia maestra delle elementari la incontro tutti i giorni ma ppaena la vedo scappo per paura che mi riconosca… è sempre stata iperlogorroica… :-

  3. Pensavo di essere l’unica al mondo che da piccola aveva paura dei clown…piangevo come una disperata!
    Complimenti per la presentazione di oggi! 🙂

  4. la dolcezza ke ho provato nel leggere la tua emozione…..mi ha fatto pensare alla bellezza ed al fascino di diventare anziani……noti un corpo sciupato dal tempo ed un sorriso rimasto inalterato …un’animo ke non è cambiato..stupendo…avrei voluto esserci questa sera ma la distanza ed i problemi non me lo hanno permesso….sicuramente sara’ stato emozionante….e lo meriti bimba timida ma con l’immagine della serenita’..kiss e dolce notte…..luana s.

  5. è stupenda sta cosa.
    so cose che segnano e poi è proprio vero, un sorriso, non te scordi mai.
    divertiti.

    p.s.: La puglia continua a reclamare la presentazione XD

  6. sono tristissima questa mattina non ho potuto raggiugerti alla feltrinelli 😦

    mi spiace tanto..
    non è che capiti a torino che li ho amici? o in qualche altro posto in lombardia? ti mando un abbraccio

    Veronica

  7. ho avuto la fortuna di assistere all’abbraccio tra te e la tua maestra… l’espressione dei vostri visi e ciò che trasmettevano mettevano in pace con il mondo 🙂

  8. che bello!
    Mi hai fatto ripensare alla mia maestra che mi disse le stesse cose il primo giorno di scuola e che anch’io chiamavo “signora”.
    Ora mia figlia le sue maestre le chiama “Carlaaa” “Francescaaa” .BHo!
    Un salutone,
    roberta

  9. La storia che racconti oggi mi lascia senza fiato.
    Anche io nutro un affetto smisurato per la mia maestra delle elementari che ormai non rivedo da un sacco di tempo.
    La cosa più bella è che anche lei nutre un affetto smisurato per tutti gli alunni che ha avuto nel corso degli anni e si ricorda perfettamente di tutti noi.

    In questi giorni di polemiche sulla scuola, “maestro unico sì” oppure “maestro unico no”, mi capita di pensare che il problema non è nel numero dei maestri ma nella passone che essi mettono nel proprio lavoro. I nostri vecchi maestri, la tua e la mia ce la metevano e si può vedere ancora oggi ma quanti lo fanno oggi? E se non ci mettono passione è veramente colpa loro oppure è colpa di una sistema che ormai non dà più importanza al loro lavoro e li mortifica giorno dopo giorno con stipendi da fame, mancanza di strutture adeguate e precarietà?

    Scusa il lungo pippone!

    —Alex

  10. uh, ho i lucciconi… Qualche tempo fa ho incontrato il mio maestro delle elementari che non si ricordava affatto di me (forse perchè ero spesso fuori dalla porta!) ma benissimo della compagna secchiona. Simpatico! Pensi di fare presentazioni in Emilia Romagna?

  11. Oh Elasti, che regalo bello questo di rivedere la maestra delle elementari alla presentazione del libro.
    Io la mia non l’ho più rivista. Ma una volta (erano 6-7 anni fa) ero su un treno Torino -Roma, e due signore vicino a me parlavano di una loro parente, morta di una malattia rara.
    E questa donna, si dicevano fra loro faceva volontariato nelle carceri, organizzava delle cose per i bambini negli ospedali, e ci aveva quattro figli e faceva la maestra.
    E insomma ci mettemmo a parlare, e venni a sapere che questa donna incredibile era la mia maestra. Che mi pareva tanto rigida e dura, ma invece era rigida e dura perchè conosceva il male, e non voleva ci cascassimo dentro.

  12. anche per me la maestra delle elementari è stata importantissima. mi ha insegnato a non essere aggressiva, ad usare le parole prima dei calci.
    sono certa che la signora irene si sarà sentità enormemente orgogliosa, di te e del suo lavoro.

  13. Ma che bello…
    Questo post mi ha ricordato tanto il rapporto che ho avuto con il mio Prof d’Italiano del Liceo…una persona che ci ha preso per mano, con dolce fermezza, insegnandoci le cose vere della vita…insegnandoci anche ad andarci a bere un cappuccino dopo il suo funerale, proprio nel bar in cui lui andava a far colazione prima di entrare a scuola…
    è bello che nemmeno tu abbia mai dimenticato la tua maestra, elasti.

    Un abbraccio!
    dani

  14. Che bella cosa…
    La mia maestra si chiamava Elisa… ma io l’ho sempre chiamata “signora maestra”… anche quando è diventata mia suocera e insegnavo ai miei figli a dirle “nonna Cicci”…
    Un abbraccio, Kaishe

  15. lo sai qual’e’ il “bello” di questo post??? che anziche’ mettere “l’asino io sempre davanti” come diceva mia nonna e parlare della tua presentazione, hai messo in primo piano Lei… la tua Maestra.
    sei spettacolare :-)))
    annapaola

  16. Splendido questo post !!!!

    Mi ha fatto ripensare alla mia maestra delle elementari, austera, severa, ma incredibilmente umana. Anche noi dovevamo chiamarla signora maestra.
    E’ stato un grandissimo riferimento e mi ha lasciato moltissimo. E’ mancata l’anno scorso e anche se non la vedevo da 30 anni come Elasti quando ho saputo la notizia ho pianto.

    Il post è intelligente anche perchè apre a mille riflessioni e preoccupazioni, per i nostri figli che hanno “le maestre” e non “La Maestra”, per i nostri figli che le chiamano per nome dando del “tu”, per i nostri figli che a differenza nostra non avranno mai l’opportunità di godere di questo importantissimo punto di riferimento.

  17. Post meraviglioso, ultimamente ci vuoi proprio far commuovere Elasti cara. Immagino la soddisfazione di questa signora nel pensare che una piccola parte di merito nel tuo essere lì a presentare il TUO libro ce l’abbia pure lei. Devi essere stata speciale fin da piccola per riuscire a trascinare fuori casa una signora non più giovanissima. Complimenti davvero a tutte e due visto che il risultato finale è davvero notevole.

  18. Ciao Elasti!!!
    E’ la prima volta che ti scrivo, ti ho incontrato per caso tra gli scaffali di una libreria e non ho potuto fare a meno di acquistarti e leggerti d’un fiato…..anzitutto abbiamo lo stesso nome, credo la stessa età, un marito all’estero e 2 figli (io 2 femmine)…e a quanto pare anche le stesse paure e fragilità….è bello averti incontrato!!!!

    Cla

  19. La mia maestra si chiamava Elisabetta ed è morta qualche anno fa ancora giovane, si faceva chiamare per nome già trent’anni fa, sarebbe piaciuta a mister I., con l’altro maestro (perchè io avevo già più di un maestro alle elementari e non è ho assolutamente sofferto) ci ha insegnato le canzoni di Auschwitz di Guccini e Geordie di De Andrè e quando ha saputo che mi ero laureata siamo andate a mangiarci una pizza insieme.

  20. questo post mi ha lasciato i brividi. e una punta di dolce invidia per quello che non potrò riassaporare. anche la mia maestra ambra oggi avrebbe 20 anni in più se l’anoressia della quale 20 anni fa non si parlava non l’avesse portata via..

    elasti sei sempre deliziosa e toccante

    ps. io e mio marito stiamo leggendo il tuo libro… io è come se lo conoscessi già ma è sempre un piacere.. mw wonder è stranissimo da leggere

    manu
    http://vyrtuosa.giovani.it

  21. tra la febbre e il moccicone al naso, mi sono commossa! mamma che post… bellissimo. sono sicura che per irene sarà stata un’enorme soddisfazione e sarà stata fiera della sua alunna! aspetto di sapere se farai altre presentazioni.. oltre a quelle di bari e brindisi!
    gaijina

  22. elasti bella….mi sono sentita un filo guardona ieri e il piccolo mi ha trascinata via prima della fine e ora ho un libro senza dedicaaaaaa!!!!
    ma è stato bello vederti splendere.

    lasave

  23. Fantastico… ma era quella signora anziana che si è avvicinata mentre firmavi dozzine di autografi? Che bello, allora c’ero anche io ad assistere a questo bel momento. Se pensi che tanti invece fuggirebbero davanti alla maestra per paura che chieda le tabelline a raffica… come in un film che non ricordo…Sei stata fantastica ieri mattina, mi hai fatto ridere ed emozionare, soprattutto quando hai detto che nel momento in cui devi esporti in pubblico il livello di panico che ti prende raggiunge sempre livelli di guardia e, invece di diminuire di volta in volta, si riazzera sempre, come se ogni volta fosse la prima (scusate le ripetizioni, ma il concetto è chiaro?)!|!!

  24. la maestra è una figura importantissima nella vita di un bambino e lo dimostra il tuo toccante ricordo e l’emozione che sta tutto in quel sorriso radioso.
    spesso ho avuto il rammarico per mia figlia di non aver avuto UNA sola maestra, ma una bailamme di tre caratteri DIVERSI ED IN CONFLITTO tra di LORO, che METTEVANO IN CONFUSIONE I BAMBINI!!!

    Con un maestro/a i bambini hanno UNA dirittura e NON SONO SCISSI fino a perdere il contatto con la realtà ed a scatenarsi con l’insegnante debole, che subisce la scuola e NON riesce ad insegnare.

    Ignoro le condizioni generali della nuova riforma del Ministro Gelmini, ma di primo acchito come esperienza, preferisco una maestra alle elementari: unica eccezione forse, quella di inglese e di informatica ma dalla terza in poi.

    Buona giornata.

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