la vita di elastigirl, a 14 anni, era piuttoso grigia. passava il tempo a studiare greco e latino, con risultati non sempre eccelsi, a leggere i romanzi delle sorelle brontë e a sognare l’arrivo del principe azzurro che, nella sua fervida fantasia di adolescente, si sarebbe chiamato peter, come l’amico di heidi, e avrebbe avuto le fattezze di anthony, il bel giovane che spezzò il cuore di candy candy e morì cadendo da cavallo in una battuta di caccia alla volpe.
tra una versione di greco, una lezione di ginnastica aerobica e uno struggimento amoroso per il principe manga, elastigirl conobbe julie.
julie veniva da un piccolo paese tra le montagne, che ha case di legno e pietra, una chiesetta millenaria e la vista sul monte rosa.
julie era solitaria e magnetica, talentuosa e disarmata, malinconica e geniale.
julie eccelleva in qualsiasi cosa si cimentasse: traduceva il greco senza pensare, scriveva lettere che erano poesie, cantava da soprano, suonava qualsiasi strumento e imparava le lingue come un bambino impara a fare le barchette di carta. julie era inconsapevole, arguta e spesso triste.
per un anno divennero amiche, sorelle, inseparabili, condivisero segreti, sogni, solitudini e interminabili telefonate.
julie insegnò a elastigirl a suonare la chitarra e a cantare canzoni in patois, la lingua della sua mamma e dei suoi nonni.
julie ogni tanto era triste, cadeva in un pozzo nero e buio e ne risaliva dopo un po’, affaticata e sfuggente.
presto elastigirl e julie si persero o vollero perdersi.
si ritrovarono dopo oltre dieci anni e julie era bellissima e radiosa, si ripersero, si ritrovarono e si persero di nuovo.
ogni volta elastigirl tornava a subire il fascino di quella profondità limpida e misteriosa, il turbamento per quei pozzi neri, sempre in agguato, ai piedi di julie, che oggi ha una bambina, un uomo che la ama e moltissimo altro che elastigirl non conosce.
in val d’aosta, elastigirl ci era andata con lei, che si inerpicava sui sentieri con gli zoccoletti di legno e la disinvoltura di chi è a casa.
elastigirl venerdì 6 febbraio tornerà dans la vallée, qui, alla biblioteca di pont-saint-martin, alle 21,00, per presentare l’elasti-libro.
ripenserà a lei, solitaria e magnetica, e alla ninna nanna in patois che una sera julie le cantò e che le è rimasta dentro, indelebile.
Caspita Elasti, che bello questa cosa del libro, nata un pò per caso, giusto?, è ora diventata una faccenda proprio seria. Forse un ‘filino’ impegnativa, giusto? Ma testimonia di quanto tu sia brava. Complimenti, davvero. Spero che tu riveda Julie … /graz
Ho capito per riuscire ad avere un autografo sulla copia del mio libro, letto e riletto dobbiamo prenotare un week end fuori porta!
A Milano non ci vuoi proprio riprovare 🙂
Un abbraccio
che invidia.. sono posti bellissimi! In bocca al lupo, Elasti!
complimenti. per il libro.
e per come ci racconti la vostra amicizia.
buon inizio settimana :o)
ti ho incontrato adesso. Mi piace tantissimo come scrivi. Tornerò a trovarti.
ma quindi adesso siete nella fase di ri-perdita? magari leggerà le locandine e ti verrà a trovare… pensa che bella sorpresa 🙂
E’ molto bella, questa cosa di Julie.
L’amicizia è un sentimento potente, sempre, in ogni caso.
Ho amiche a cui non vorrei mai rinunciare e che sono la costante della mia vita, altre che ho perso per strada, una con cui ho rotto i ponti non senza sofferenza (eufemismo per dire “con una dannata sofferenza”).
L’amicizia è una coperta, è un gorgo che risucchia ma in senso buono, in senso bello.
L’amicizia non ti lascia mai, anche quando, in rari casi, non è più amicizia.
Con la mia Amiciziafinita è ormai, appunto, finita.
Ma ci sono momenti in cui mi viene in mente una cosa divertente e vorrei voltarmi, e dirgliela.
Momenti in cui ripenso alla sua coda di cavallo e sento un nodo allo stomaco che mi fa pensare alla parola nostalgia.
Momenti in cui mi manca il suo viso.
L’amicizia ci fa crescere, ci cammina accanto, e soprattutto è indelebile, anche quando va a ramengo.
Un bacio, Elasti.
Avvincente. Quando leggo questi tuoi messaggi che raccontano di qualche amicizia lontana nel tempo, ho anche sempre voglia di leggere subito l’ultima parte per sapere com’è andata a finire. Però mi trattengo.
Elasti, con le tue parole sai sempre creare immagini piene d’amore e di dolcezza, che ci fanno capire come siano i sentimenti, le emozioni, i rapporti a renderci vivi. Grazie anche a Pellys: bellissimo quello che scrivi sull’amicizia.
Anche io per Pellys: il tuo commento fa riflettere molto sulle amicizie. Potrei essere io quella con la coda di cavallo, non per te, ma per una amica che ho perso per strada e non so perchè. E oggi mi fai pensare: chissà se per lei la nostra amicizia è stata mai così importante come lo è stata per me.
come mai vi perdevate?
Igraine
A quanto pare allora ce l’abbiamo un po’ tutti, una julie, e forse questo rende il mondo migliore…e la vita dei singoli più complicata.
Chissà, magari Julie tornerà a trovarti. ci sono persone dell’adolescenza che vanno e vengono, ma che rimangano per tutta la vita. chi ha vissuto insieme certe cose, l’affacciarsi alla vita, fa parte di te per sempre. poi hai ragione, ci si perde perché ci si perde o perché ci si vuole perdere, ma dentro di noi rimane sempre quel pezzo di vita bello e strano
buona presentazione
I.
m piace pensare a Anthony, alle sorelle Bronte, a quel vissuto di chi ha oggi più o meno quarant’anni e che, in varie parti d’Italia ha vissuto le stesse sensazioni adolescenziali. la prossima volta ci racconti la tua colonna sonora?
Baci
ciao elasti,ho letto il tuo libro r vengo sempre a trovarti sul blog…spero che verrai a presentarlo a torino prima o poi.in bocca al lupo per la vallèe
che splendido post…
anche io ho la mia Julie, che però si chiama Camilla.
sono passati quasi undici anni, ma ancora adesso il pensiero del suo sorriso che le si rifletteva negli occhi e di quello che eravamo insieme è bellissimo – e doloroso, perchè non è più così.
ma alle volte è anche bello, e dolce, guardarsi indietro con tenerezza e con rimpianto.
impossibile che non tu sia riuscita a rintracciarla!
life
ps:hai fatto il classico! io a breve insegnerò latino e greco !
julie non c’è su Facebook? 🙂
Anche io come te studiavo greco e latino… Magari poco assiduamente, però! 🙂
Fantastico, che bella storia!
Peccato che vi siete perse …sarebbe da ritrovarsi!
Orco Julie valligiana et tres bohemienne! Con la fonduta bourgugnonne da na parte e Baudelaire dall’altra.
Goditi quei posti magici e copriti che ci fa freddo!
Eeeehhhh Claudietta, anche io ero innamorata di Anthony!Ma, perché no, anche di Terence!
Mmmm….Pont non é poi così distante da qui….quasi quasi torno a trovarti, se qualcuno mi fa da autista!
Ciao!
Laura
brava Elasti! giusto andare anche in biblioteca, e poi in una così bella… Vuoi venire anche nella mia?!? (una bibliotecaria)
la prossima volta che la incontri fatti lasciare il numero di telefono:):):):):):)
Ma sai che sei proprio brava a scrivere!Cosa che invece io non ho mai saputo fare.Comunque grazie per quello che ci regali ogni giorno.
magari la trovi lì, chi può dirlo?
però i buchi neri mi inquietano….
Però non t’addormentare con la ninna nanna che è la tua presentazione eh!
ho cominciato a leggerti per via delle tante cose in comune, ma sempre più mi convinco che la tua bella famiglia è sì una fonte d’ispirazione, ma tu potresti parlare di mille altre cose con la stessa profondità e senso di ironia.
tu sai arrivare agli altri
brava e…. grazie
ecco, tu vai ovunque, in valli sperdute e anche all’estero, ma a Firenze no…
allora potresti fare san martino di castrozza tra il 13 e il 20 febbraio, se proprio proprio firenze no. Ecco
E a Roma ?! La capitale ?!? Quando verrai qui per una presentazione? Solo io ho comprato sei copie del tuo libro che sto regalando alle mie amiche…Ti aspettiamo numerose. Un abbraccio Alessandra. PS stasera una mia amica che legge il libro mi ha detto: mio marito non ha potuto accompagnare il bimbo al nido perchè aveva una riunione importante…speriamo almeno abbia salvato il pianeta !
ANONIMA 31: a roma sono già venuta! in autunno in un giorno di diluvio pazzesco!
Ancora non ti conoscevo! il libro l’ho letto a Natale. Vabbè a Roma si può anche tornare una seconda volta…ciao complimenti ALessandra
Julie… la fortuna è averla incontrata, anche se poi l’hai persa. Quello che sei lo devi un po’ anche a lei, penso.
cara elasti, sono venuta a sentirti a pont st martin e ieri sera ho finito il tuo libro; quando ho girato l’ultima pagina e ho letto i ringraziamenti, il mio cor contritum quasi cinis mi ha mandato scariche di dispiacere, perchè mi sembrava di perdere un’amica che capisce le mie fatiche e le mie gioie, anzi mi allevia le prime e fa risaltare le seconde. poi ho scoperto il blog e sei tornata, tu e le amiche. tra l’altro alla biblioteca di pont c’era una ragazza plurimamma e moglie come me e noi, che non vedevo da tempo, ma con la quale ho un feeling pazzesco, e ci siamo ripromesse di andare un giorno vicino a mangiare in pausa pranzo insieme. un bel regalo mi hai fatto, cara elasti ,col tuo essere semplice e speciale. baci anto
che tonfo al cuore quando ho letto pont st martin…ora che sono così lontana dall’italia…
quanti bei ricordi mi legano a quella valle!
sono un’amica di tom…ti ho sempre letta in silenzio…ma stasera ho sentito di doverti scrivere, mi hai fatto veramente sussultare…
Anche io sono Giuli, senza la J, però che peccato, ti ho persa il 6 febbraio!
accidenti
un abbraccio
http://laprolunga.iobloggo.com/