Nonsolomamma

alternative possibili

hanno gambe lisce e braccia abbronzate, biancheria da mille una notte e la borsa dello stesso colore delle scarpe. sono morbide e vivaci, curiose e lievi, libere come l’aria.
hanno un lavoro importante e fidanzati di passaggio, sono libertine e gaudenti, coraggiose e vivaci. ballano da sole ma hanno amici come reti e amiche solidali a cui telefonare a qualsiasi ora del giorno e della notte.
prendono aperitivi e fanno le ore piccole, studiano il cinese perché è la lingua del futuro e hanno fatto un corso di sommelier perché nella vita viene sempre utile.
leggono e vanno al cinema, a volte hanno l’abbonamento a teatro e nel weekend vanno al mare.
sono padrone del loro tempo, dei loro amori e della loro vita. hanno imparato a navigare nella tempesta, a controllare l’olio alla macchina e a non avere bisogno di nessuno.
a volte fanno le zie e, da brave zie, fanno follie e rubano cuori ma quando si stufano riconsegnano il nipote ai legittimi genitori e vanno a farsi una sauna e una tisana depurativa.
non hanno catene né reti e questo a volte dà le vertigini o la malinconia.
ma hanno imparato a stare al timone e a non addormentarsi mai, hanno conosciuto l’indipendenza e la forza che ti regala.
quando elastigirl era piccola e aveva paura di tutto, nonna J, la sua mamma, le apriva il palmo della mano e le diceva "guarda! hai il mondo in mano". lei faceva sì con la testa ma quel mondo lo vedeva rotolare per terra e aveva l’impressione che mai avrebbe avuto mani abbastanza grandi e una presa abbastanza salda.
ieri sera elastigirl è uscita a cena, come non succedeva da secoli, e ha incontrato donne proprio così, con il mondo in mano. che hanno preso altre strade e altre vite. erano vicine e lontanissime e lei per un attimo ha desiderato essere come loro, con il reggiseno di pizzo e gli accessori coordinati, libera come l’aria, padrona di se stessa, leggera come una farfalla.
poi le è passato, ma non del tutto.

142 pensieri riguardo “alternative possibili

  1. nooooooooo!!!
    Sono stata così, un tempo, ma il calore di una famiglia è impagabile, anche quello di un marito part time (pure il mio è così).
    ele

  2. i figli sono e resteranno sempre, anche quando non li vedrai mai o quasi mai, una tua ricchezza personale per la quale perdere il potere di controllo della propria libertà è l’onere da pagare, MA quando crescono non sono più così oppressivi, anzi sei tu che ti riversi su di loro e loro cercano di allontanare la tua pressione, la tua invadenza, allora puoi tornare ad occuparti di quegli spazi che non frequenti da tanto ed a fare corsi, organizzare incontri, andare a teatro ed al cine senza pensare alla babysitter che deve tornare a casa…. vedrai prima o poi torna anche il periodo di riconquista della tua libertà, marito permettendo… ma lì patti chiari amicizia ops matrimonio lungo! 😉

    Mio marito chiamava la mia gravidanza: appendicite con le ossa!

    Un abbraccio e tanti auguri!
    Renata

  3. Esiste la versione maschile di uomini col mondo in mano. Spesso mi viene il pensiero che mi sarebbe piaciuto essere così, ma dopo un po’ mi rendo conto che vorrei essere così per una sera. Non sarei felice ad esserlo tutta la vita. Invece, quello che sono mi sta bene almeno 360 giorni all’anno. Che dirti, Elasti… siamo normali!

  4. ma quante siete in dolce attesa???
    complimenti e in bocca al lupo.
    vi auguro che nelle vostre pance ci siano tante piccole future ragazze che invece di pensare al colore della borsa e delle scarpe, pensino a come salvare il mondo dalla fame, che invece di passare da un aperitivo all’altro, si chiedano come guarire milioni di persone da terribili malattie, invece di imparare il cinese si accontentino di parlare bene l’italiano per insegnare un sacco di cose bellissime a ragazzi in ascolto, e che quando poi alla sera torneranno a casa, trovino dei figli e un marito a cui regalare l’amore che ancora rimane in loro.
    PS gli auguri ve li manda una che non ha figli nè marito, ma che sa solo leggere a persone in ascolto.
    un abbraccio

  5. Sembra tutto meraviglioso quando si vede da fuori … probabilmente quelle donne nella tempesta ci stanno assai male, ma hanno imparato a non farlo vedere.

  6. mah. io sono stata single per aaanni e pur avendo un lavoro “importante” sognavo solo di avere un compagno, ma uno vero e non accontentarmi del primo che passava. e quando ho avuto la fortuna di trovarlo, e’ venuto prepotente il desiderio di un figlio.

    ma non avrei mai ammesso nulla all’amica con marito e prole che sembrava attribuire un senso alla vita delle persone solo se hanno una famiglia, ne’ alle varie vicine e parenti che domandavano “e tu niente morosi?”.

    meglio soli che male accompagnati, ma niente ti scava dentro come la solitudine. solo impari a non farlo vedere all’esterno e ti godi la vita del bello che ha. ma non c’e’ niente comparabile a sentirsi amati.

  7. Un po’ come sexy and the city:::)))donne libere, lavoro importante, ma sempre alla ricerca del grande amore, per poter buttare l’ancora e fermarsi per sempre!!!!
    baci Sharon&G

  8. Hanno peli come foreste e occhiaia nere spesse due dita. Non comprano una borsa da almeno tre anni e comunque sarebbe enorme e informe e nera che va con tutto. Non vanno al cinema da almeno due anni, il teatro va ancora di moda? Vanno in piscina ma solo in quella dei piccoli, hanno una borsa-marsupio di pelle vera che ricopre la parte superiore dello slip del costume comprato sei sette anni fa. Non conoscono il nome dell’ultimo cocktail trendy, solo tutti i nomi dei Gormiti in ordine alfabetico. Non restano mai sole e si convincono che non saprebbero che farne di tutta quella libertà.
    Ma conoscono la gioia sottile di un paio di manine appiccicose che ti sfiorano il volto e ti chiedono un bacio. Sentono il cuore sanguinare quando mentre le amiche si preparano alla grand soiree mettono a letto le pulci e addormentate le guardano dormire e ne aspirano il profumo. Le rare volte in cui escono sole (per fare la spesa) sobbalzano ad ogni vocina che dice mamma e fanno tutto di corsa per tornare il + presto a casa, perché senza non ci si può stare.

  9. ciao cara,son eli da cork, e sono una zia. zitellissima, le mie amiche mamme mi invidiano e pensano che faccia bladoria tutto il fine settimana tornando a casa ad orari impossibili quando loro hanno a che fare con pappe e cambio di pannolini…
    non le invidiare, a me manca tanto una famiglia…

    baci
    eli da cork

  10. #15 hai descritto in poche righe tutto quello che provo. avrei potuto scriverlo io questo commento. sottoscrivo! chiara

  11. Anche io ero così, per molti anni e per giunta a Milano! Mi sembrava davvero di avere il mondo in mano, poi a un certo punto…degli aperitivi non ne puoi più, di essere sempre “in tiro” non ne puoi più, di amicizie numerose ma superficiali non ne puoi più, di vari corteggiatori che vanno e vengono non sai più che fartene.
    Ora che le osservo, da sposata, da mamma, sorrido e mi vengono in mente tanti ricordi ma non le invidio. E’ una vita bellissima a venticinque anni, anche a trenta, dopo non ti basta più…

  12. Cara Elasti,
    io ho 28 anni e una figlia arrivata tra capo e collo, che mi ha spaiato gli accessori, rivoltato i sogni, calpestato l’eterna adolescenza in cui abitavo, distrutto ogni genere di leggerezza. O almeno così credevo. So che UNA figlia non è paragonabile a due-quasi-tre, e 28 anni sono ancora pochi. MA. Io ero l’essere MENO ADATTO a diventare mamma. Io non ero soltanto lieve e colorata come queste ragazze, io di libertà mi nutrivo, e di follia al tempo stesso. Non ero zia, ero sempre in corsa, ero affannata da troppa energia, ero in sei agende diverse, ero la risata in tasca, ero giovane così giovane ed ero così tante cose possibili.
    Poi mia figlia.
    Che ora ha 10 mesi e non dorme. E io piango, mi dispero, mi esaurisco. Ma voglio credere che passerà. E soprattutto che quello che ero lo potrò essere di nuovo. Perchè è la mia stessa essenza. E non sono le borsette coordinate con le scarpe, nè la biancheria col pizzo (anche se a quella non ho mai rinunciato). E’ quello che si è. Quello a cui non rinuncio. Quello che voglio rimanere.
    A leggere questo post mi è prima di tutto salita un’enorme rabbia. Pensavo “è vero, io ero questo e ora sono schiava di 70 centimetri urlanti: non è giusto!” ma poi mi ha soltanto dato una grande consapevolezza. Di quello che non voglio diventare. Voglio essere e continuare ad essere la donna che legge queste descrizioni, sorride, guarda la sua bellissima figlia e pensa: che fortuna, sono ancora così.
    Scusa la lunghezza della riflessione. E’ che questo per me fa a botte con l’idea di mamma che cerco a tutti i costi di trasmettere, anche attraverso il mio blog (se ti va, passa a trovarmi). Basta con gli stereotipi. Avrei tanto voluto che tu sapessi che una di loro aveva a casa un bimbo di sei mesi. Sarebbe stato bellissimo. E, credimi, possibile.
    Wonderland
    http://machedavvero.blogspot.com

  13. a wonderland.

    credo che tua figlia, come spesso succede tra madre e figlio in una sorta di “assorbenza” e restituzione dell’energia, sia proprio come te, è per quello che non dorme…dovresti esserne fiera!
    l’opportunità che hai è di guardarti , in lei, dall’esterno.

    elediriva

  14. Ecco, io posso dire una cosa a Elasti e anche alla Wonderland (19). Anche io parlando per esperienza diretta. Io non solo ci ho un primo figlio ad anni 36 ma mi sono sposata ad anni 34. Sono contentissima delle mie scelte e delle mie tappe. Ma ecco c’è un tempo per tutte le cose – e queste cose devono evolversi magari in coerenza col proprio stile, ma devono evolversi, e trovare il proprio modo di essere leggiadre, col pizzo una, coi libri un’altra con le balere una terza. Ma il gaudente parossismo – e a me poco ce mancava prima dell’avvento di Mister C dopo un po’ te sfianca.

  15. Come ti capisco!! Sono stata la donna che dicevi per 27 anni e poi è arrivato il mio nanetto 8 mesi fa.. ed ora non sono libera di farmi un shampoo se non quando mio marito si degna di tenerlo per quei 10min! però ogni volta che vedo il mio gnomo sorridere, me ne frego altamente della borsa coordinata alle scarpe, degli aperitivi, ecc… e ti dirò che ne sono felice.. io vedo tante mamme che trascurano i figli per fare tante cose di quelle che hai appena descritto!!!
    Lisanna

  16. Ma una via di mezzo non è prevista? Anche io spesso vedo tutto bianco o nero ma credo che si debba trovare il giusto compromesso.
    Ho gambe senza peli, braccia abbronzate e conosco il nome di tutti i gormiti. Non vado in palestra, ma perchè sono pigra, ma faccio shopping e vado dal parrucchiere. E’ vero ho solo 1 figlio e non due o quasi tre, ma non per scelta. Perchè poi parli di lavoro importante? Pechè il tuo non lo è? Per me è importante il lavoro che ti permette di fare tre figli e mantenerli a Milano o in altre città, con asili e baby-sitter tutto il giorno. Come vedi nessuno è mai soddisfatto di ciò che ha.
    P.S. avere intimo coordinato se lo compri sempre tutto bianco o tutto nero non è poi così difficile…

  17. Elasti, due hobbit così, certe conversazioni esilaranti, il loro amore e l’amore che tu rappresenti per loro… non c’è paragone. Poi posso anche condividere il pensiero di wonder #19, parzialmente; nulla vieta che una plurimamma abbia i suoi vezzi. Reggiseno di pizzo o borsa stagionale o sedute regolari dall’estetista, tutte queste cose e altro assieme… Personalmente ho notato che, da quando sono nate le mie bambine, tanti particolari che prima mi sembravano vitali e irrinunciabili sono automaticamente scivolati indietro nella scala delle priorità. Da subito, dalla mia prima bimba. Ma è avvenuto in modo spontaneo, naturale e non traumatico. Sono la stessa persona e mi diverte semplicemente constatare i cambiamenti che la vita apporta in te e apprezzare i lati positivi. Che per me hanno significato maggiore libertà; sentirsi nude ad uscire di casa struccate, dipendere dal parrucchiere per arginare la famigerata ricrescita, mi sembra oggi più vincolante e claustrofobico che mai. La maternità mi sta regalando una diversa accettazione di me così come sono, al naturale, senza orpelli e accessori, che prima non avevo. Questo non significa adagiarsi e buttarsi via. Ci sono tanti obiettivi da perseguire ugualmente, prendendosi cura di sé e la biancheria da mille e una notte me la sono pure tenuta, come vezzo 😉
    Infine, come mamma di due femmine oltre che come donna, condivido in toto il pensiero espresso da margueritex al commento # 9. Nella famosa scala delle priorità è quello il genere di valori che è automaticamente salito da quando sono nate loro… Spero di cuore che le mie ragazze un domani si incammineranno su quella strada.

  18. Capisco la nostalgia per vite alternative e immaginate, o per un passato ricordato migliore di come in realtà era (ho scritto un post su questo proprio oggi).

    Bisognerebbe vivere appieno il presente, senza rimpiangere il passato, senza invidiare vite altrui, senza temere il futuro…ma è difficilissimo!

  19. Il reggiseno con il pizzo, con le tette da gravidanza è strepitoso!!!!!! Io voto nero coi fiocchetti fucsia. E culottina in tulle e pizzo nero vedo-non-vedo coordinata, naturalmente! Che aspetti?

  20. io ho provato tutte e due le vite.
    e, non voglio parlare per nessuno se non per me, ma credo che il calore e l’emozione di dividere la tua strada con qualcuno, regalandogli un pizzico della tua indipendenza per riceverne in cambio tanto di più, non possa essere compensato da niente altro. almeno per me!

  21. L’ideale sarebbe riuscire ad essere un po’ tutte e due le cose: mamma a tempo pieno, che ogni tanto si riappropria di se’ stessa e si va a fare un aperitivo con le amiche, una cena fuori o una serata a teatro; il tutto vestita e pettinata come Dio comanda!
    Ma non è poi così facile…!

  22. e sai cosa mi fa inca@@@@e da morire?
    è che si faccia ancora di tutto per frenare questa indipendenza…a Roma adesso nemmeno si può andare più a parcheggiare la macchina in garage perchè c’è il serial stupratore di turno e in altri “luoghi” la donna è da far girare su una “giostra” , sottoponendola a “finti matrimoni” e ancora usata come merce di sambio…il nostro paese sarà mai totalmente accessibile alle sue donne??

  23. elasti mi è piaciuto troppo questo post, come tutti questi commenti. è naturale che diventare mamma ti cambia la vita, è normale confrontarsi e ….. a volte volersi vedere libere come farfalle.
    In questo momento ti capisco.

  24. Davvero bellissimo post, in cui ognuna può riflettere sulla sua situazione e i suoi desideri… Grazie soprattutto alle anonime 19 e 24 e a mammalisa (26) per i loro commenti! Io sono una single con tutta la libertà del mondo (ma con un lavoro normale) che però preferisce le camminate in montagna e i posti fuori dal mondo allo shopping e all’happy hour… Credo che se avessi avuto un figlio sarebbe cresciuto nello zaino 😉
    Lo

  25. A volte vorrei essere così, libera e gaudente, ma poi guardo negli occhi il mio piccolo re e vedo che il mio mondo sta brillando proprio lì dentro e allora penso che in fondo, il tesoro più grande del mondo è proprio lì, ad un abbraccio da me.

    Cia

  26. guarda che non siamo solo cosi’. il mondo ci crolla addosso ogni singolo giorno, e piu’ diventiamo sofisticate piu’ diventa difficile per noi trovare un uomo che si offra di farci da ombrello in questo mondo difficile.

    magnolia

  27. Cara Elasti,

    a me sono altre le cose che mi mettono paura. sono cresciuta in una famiglia anaffettiva dove non c’era amore. Anni di sofferenze e di lettino da grande (ancora!). Ho un rapporto tremendo con mia madre e mio fratello che si sono coalizzati contro di me (lui, dopo la separazione, è tornato a vivere da lei a 45 anni!). io per loro sono sempre e sarò sempre il nemico. quella che nella vita non si è fermata.
    adesso ho due figli, e ho il terrore di fare gli stessi errori, di avere un rapporto tremendo con mia figlia quando sarà grande e tutto il resto.
    queste sono le mie paure.
    se tu da piccola hai potuto dire “ho paura”, questa è una gran cosa. io non l’ho mai potuto fare, ma adesso lo dico: HO PAURA!!! da mamma.
    ma non rinuncerei mai alle mie due piccole pesti…
    come vedi ognuno ha le sue paure
    un abbraccio

    I.

  28. ARTU’

    Cara elasticina,
    hai avuto una crisi di maschilite, sai di quei maschi che non devono chiedere mai !
    Peraltro non sono una novità; ce ne sono stati in tutte le epoche. Ricordiamoci la figura dei vari John Wayne nei film americani o di quelli che vengono rappresentati a correre dal loro ufficio lunare alla barca che li attende il porto e con amiche e amici sfreccia su una nave vestita da motoscafo intorno ai faraglioni, reggendo con sicurezza il timone ed avendo a fianco una strepitosa ragazza che pende dalle sue labbra. E gli esempi sono tanti.

    Ma sono tutte visioni del piffero. Il machismo in generale o in particolre, è una cosa assolutamente triste e squallida sia che sia vestito da uomo che da donna.
    E’ meglio lasciare che ci giochino gli uomini, tu pensa ai tuoi tati a tutti i livelli di crescita, e non farti distrarre.

    Bacioni

    artù

  29. per molte donne è un’utopia la babysitter, le vacanze, andare a cena fuori. a 35 anni e 4 figli mi ritengo fortunata a potermi permettere il parrucchiere ….

  30. sì è vero, a volte vedi le “altre” così perfette e sicure e poi ti guardi, sempre un po’ troppo sciatta e mai abbastanza brillante, e un po’ ti dispiace.

    ma alla fine penso che in fondo in fondo mi preferisco come sono.

    se penso che vado dal parrucchiere una volta all’anno (al massimo!) e non mi trucco mai e ormai ne compio 29, e da quando convivo ho rinunciato a stirare perché preferisco passare diversamente le serate, vedo che sono scelte piuttosto consapevoli.
    ogni tanto però sì, vorrei sentirmi meno inadeguata…

    Laura di Modena

  31. io di tutto quell’elenco ho solo “leggono” e “sanno controllare l’olio della macchina”.
    si può vivere lo stesso, e, botta d’orgoglio, forse anche meglio.

  32. Mia cognata 50enne dimostra 10 anni di meno, è sempre abbronzata e va in giro per il mondo con il suo ricco ricchissimo compagno on-off (ultima vacanzina: 15 gg a bora bora). Veste firmato; in bagno ha un assortimento tale di profumi creme trucchi etc da far invidia ad una profumeria; frequenta ristoranti esclusivi e “la gente che conta”. MA…Ma in fondo in fondo è un’insoddisfatta, perché tutte le “fortune” che ha non le riesce a considerare tali e non compensano la mancanza di amore e di affetto, il calore che può darti una famiglia tua. Soprattutto, credo che si penta di non avere avuto, come invece sua sorella e suo fratello, un partner innamorato e dei figli.
    Per questo quando mi guarda dall’alto in basso e mi chiede perché non rinnovo il guardaroba, perché non mi abbronzo un po’, perché gli orecchini che indosso non c’entrano con il resto del look, io non ci resto male, e penso, tra me e me, che le sue critiche non nascondono cattiveria né presunzione, ma solo un vuoto affettivo e, forse, un po’ di “invidia” nel vedermi, solo 30enne, già felicemente sposata e mamma…

  33. Ha proprio ragione Nonna J!
    E guarda come sei stata brava a tradurre in pratica…. TU il mondo ora ce l’hai in pancia, lo tieni x mano (con tutte e due le mani), lo guardi negli occhi!!!…continua così..sempre in evoluzione, buttando sì un occhio ai satelliti che ti circondano, ma senza che offuschino il tuo splendore!

    Anto ^_^

  34. Ma tu hai il mondo in mano!!! Sono quei tuoi piccoli hobbit e il marito part-time…a quelle donne togli la facciata e cosa rimane? Ho letto un libro di recente che riportava questa dedica: Ai miei figli: grazie di farmi provare quell’amore per il quale si è anche disposti a morire…
    Questo vuol dire avere il mondo in mano…

  35. io non cambierei la mia vita con le loro. Certo una tantum è ok, ma avere un uomo al proprio fianco, dei piccoli hobbit da accudire e delle notti insonni… vuoi mettere?!? 😀

  36. “ma non del tutto”… Ecco, il virus si è insinuato dentro di te… Quanto durerà l’incubazione? Chi lo sa, so solo che ti ammalerai… E non è un problema di “se”, ma è un problema di “quando”. Accadrà. E avverrà quando capirai che il barese come lingua ora ti infastidisce, che l’odore delle cicorie ti dà la nausea, che non ne puoi più del disordine e delle urla dei piccoli, che “quanto è bello il vicino single e nerboruto”, insomma quando ti accorgerai che la tua vita non ti basta più… Ecco allora la malattia sarà scoppiata. Allora cercherai un dottore, anzi mille dottori, mille cure e pensando di curarti ti farai solo del male… Il “virus”, Elasti, è una brutta bestia.

  37. “ma se anche possedessi tutto il mondo e non avessi la carità…”
    e in ogni caso confondere la libertà con l’assenza di vincoli è fuorviante.

  38. …bello tutto il lavoro di intrspezzione che parte da questo post!
    …io penso che ognuna è mamma a modo suo… chi fa rinunce senza nemmeno accorgersene… chi invece ne sente il peso… chi è un pò mamma e un pò ‘l’alternativa possibile’… l’importante è essere consapevoli delle proprie scelte e cercare di essere felici di ciò che si ha!! …certo il calore di una famiglia è impareggiabile… ma c’è anche chi si può sentire soffocato… insomma dobbiamo trovare il nostro equilibrio… che è diverso per ogniuna di noi…
    Elena

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