Nonsolomamma

troppo

il microbbit ha quattro mesi e un po’. con gli altri due hobbit elastigirl aveva aspettato che compissero cinque mesi e un po’ e poi, alternando sollievo e strazio, era tornata a lavorare. in entrambi i casi era fine settembre-inizio ottobre. uscire dal guscio e ricominciare a vivere come tutti gli altri con l’inizio dell’anno scolastico sembra fisiologico, ineluttabile, persino sano. rientrare nel mondo quando il mondo rientra a scuola ha una intrinseca simmetria che aveva a suo tempo pacificato l’elasti-animo.
oggi piove, l’elasti-animo è ben lungi dall’essere pacificato e tra un mese gli hobbit finiranno la scuola e inizierà l’estate.
"quando hai intenzione di tornare, elasti?", ha chiesto tempo fa l’elasti-capa.
"non saprei…"
"un’idea?"
"stt, ott, nonz bn’ sigh sob’"
"scusa?"
"probabilmenteasettembrelosoèlontanissimoscusatelososonounasciagurata"
"…"
"è troppo?"
forse è troppo. ma adesso gli hobbit sono tre e tre bambini, di cui uno tetta-dipendente, non si danno in outsoursing estivo. forse è troppo ma elastigirl invecchiando diventa chioccia. forse è troppo ma elastigirl ha le idee confuse e molta paura di non farcela a ricominiciare la vita di prima. forse è troppo ma a settembre, forse, avrà smesso di piovere.

160 pensieri riguardo “troppo

  1. @ 145: per rispondere alla tua domanda, sì, pago al 100% le tasse e lo posso affermare con sicurezza. E non mi va di pagare le "vacanze" altrui.@ Zauberei: concordo con te al 100%. . Fa schifo che la "truffa" esercitata da poche venga utilizzata come scusa per allontanare la figura femminile dal mondo del lavoro. E fa schifo altrettanto che, pur vivendo in un sistema sociale retrogrado e maschilista non si faccia nulla, ma proprio nulla, per migliorarlo. (vedi comportamento del personale ospedaliero dell'interessante articolo citato da Close The Door, nonchè conclusione nel paragrafo finale dell'articolo).

  2. Ciao Elasti, leggendo il tuo post, mi sono ritrovata in te!Sono alla mia prima maternità, il 24 rientrerò al lavoro…dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18….sono andata in maternità ufficialmente il 24 dicembre…in realtà fino a metà gennaio andavo in ufficio perchè sapevo che la mia azienda (che per me è un'altra famiglia) aveva bisogno di me….io amo il mio lavoro, anche se faccio semplicemente la segretaria, anche se la mia paga è misera (sono soltanto 500), ma sono fedelmente legata alla mia ditta, sono stata felice quando mi hanno chiamato per dirmi che senza di me è dura…ma adesso da lunedi si rientra….e mi sento in crisi a pensare che la mia cucciola (che ha appena 3 mesi e 14 giorni) rimarrà con i nonni, senza la sua mamma che gioca con lei tutto il giorno, che la coccola, che le fa le vocine e le fa fare i risolini…qua hanno detto di tutto, qualcuno ha tirato fuori la storia vecchissima della parità…io non sono portata per fare la casalinga a tempo pieno, ma penso comunque che il part time sia la soluzione ideale per le donne che devono conciliare lavoro, figli, casa, marito….per me sarebbe un sogno laorare dalle 9 alle 14…mi sentirei una donna appagata ma avrei del tempo per crescere la mia piccolina (che di certo non rimarrà figlia unica). Grazie Elasti per essere tutte noi!!!!!

  3. exxxanonimo concordiamo allora:)E poi non so se ho capito bene, magari no, ma insomma afferrare che la commentatora 152 ci ha l'attaccamento alla maglia, quando la maglia le passa 500 euro al mese con un lavoro full time – mi ha onestamente procurato un tracollo.Poi una dice la gravidanza anticipata – altro che gravidanza anticipata –  ce vole la vertenza precoce.

  4. @ 152: altro che vertenza. Parto dal presupposto che tu sia una libera  cittadina italiana (quindi senza pressioni contingenti particolari – tipo ottenimento di un permesso di soggiorno). Da quello che scrivi traspare ingenuità e buona fede, e non ti si può certo accusare di connivenza verso una situazione di puro sfruttamento, quale è quella in cui ti trovi. Tuttavia i tuoi datori di lavoro andrebbero sbattuti in galera. Fossi in te filerei alla Camera del lavoro a farmi spiegare giusto due o tre nozioncine tipo il valore di una paga base, o il fatto che durante l'astensione obbligatoria dalla maternità non si va in ufficio. Altro che seconda famiglia, scusa la franchezza, ma quelli ti prendono per il culo, e finchè esisteranno realtà come la tua, in cui certe situazioni vengono accettate così benevolmente (e guarda caso solo dalle donne), la parola "parità" resterà sempre e soltanto una bella utopia.  

  5. Sono l'autrice del commento 152…si sono una libera cittadina italiana e so benissimo che il mio stipendio non si può neanche definire tale!Sarò ingenua, ma ognuno conosce la realtà in cui vive….io sono siciliana e vi assicuro che qui è così che funziona….anzi, avercelo un lavoro è un lusso. Ho lavorato tutto il giorno anche per meno, quindi, per quanto poco, mi accontento, continuo a lavorare onestamente, nella speranza di un ulteriore aumento.Comunque, a discolpa dei miei capi, durante l'astensione andavo io in ufficio senza che nessuno me lo imponesse…era una mia scelta, mi faceva piacere e andavo. Grazie comunque x la solidarietà

  6. Cara Elasti, e' molto semplice. se sei nella invidiabile posizione di poter scegli, SCEGLI! Sei la mamma, la tua scelta sara' giusta per definizione.

  7. Copioincollerò questo post e lo manderò al mio dirigente domani mattina, tanto perchè gli siano chiare alcune cose…Io ne ho fatti quattro. L'ultimo è nato in settembre, pensavo di tornare al lavoro dopo il 30 aprile, data spartiacque a scuola dopo la quale il supplente assunto al tuo posto rimane in carica anche con il tuo rientro. Il 3 maggio ho chiamato il dirigente per comunicargli la mia intenzione di prendere un ulteriore mese. E così farò a giugno. Insomma… ci vediamo a settembre!Francesca

  8.  Sono molto colpita dai toni dei molti commenti sull'astensione dal lavoro. Fermo il diritto individuale di godere del riposo per un evento di forte impatto come la gravidanza o la nascita di un figlio, mi chiedo se l'astio palesato nei confronti delle donne da altre donne abbia un senso. Alcune parlano di "stronze" che rimangono a casa senza motivo, di bambini allattati per ben 12 mesi (?), di soldi rubati alla collettività. Forse chi non ha figli non si rende conto di quanto ci sarebbe da fare ancora in Italia per tutelare la maternità e la genitorialità, in termini di assistenza e di servizi. Forse chi non ha provato non sa cosa vuol dire avere nausea e vomito per 15-16 settimane di continuo, avere le mani e i piedi gonfi, avere mal di testa e non poter prendere neanche l'aspirina. Io ho lavorato fino a 36 settimane di gravidanza per scelta mia, pur essendo una dipendente pubblica, ma mi è costata fatica e ho partorito 4 gg dopo l'inizio dell'astensione obbligatoria, con un mese d'anticipo. La tutela dei neonati passa per la tutela della madre, non è un concetto difficile, e, per chi cita le donne africane, i dati sulla mortalità infantile nei paesi in cui la tutela della salute non esiste parlano chiaro. Non è meglio cambiare le leggi e rendere meno pesante l'impatto delle gravidanze sui datori di lavoro?

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