Nonsolomamma

un post per giovanna

questo è un post per giovanna, del commento 64 al post precedente. per giovanna che dice: "sono a volte triste e depressa e non riesco a fare tutto quello che vorrei, e allora elasti mi sembra un esempio irraggiungibile, che non soffre mai, che riesce a fare tutto con ironia, che riesce a dormire, a scherzare, a vivere". è un post per chi pensa che ci sia qualcuno per cui la vita sia in discesa, sempre e comunque. per chi pensa che l'elasti-vita sia un fumetto e che l'elasti-mondo sia truman show.
questo è un post per dirsi, per dirci, che siamo tutte, o quasi, sulla stessa barca, che l'ironia a volte è l'unica arma che ci rimane, che piangere si può, ma non in pubblico, che ognuna di noi, nessuna esclusa, perde qualche pezzo, giorno dopo giorno.

lui aveva annunciato: "questa settimana non parto, anzi no, parto solo per 24 ore. vado e torno. non te ne accorgerai nemmeno". e lei si era rilassata, come le capita sempre quando lui c'è: viene colta da una sorta di narcolessia, una generalizzata decontrazione, un improvviso incoercibile desiderio di mollare gli ormeggi e lasciarsi andare. "andrò a londra domani sera e tornerò mercoledì", aveva spiegato. lei non aveva dormito, aveva la tosse, il raffreddore, la nausea, la febbre, i brutti pensieri e l'ansia. non era andata a lavorare, vincendo senso di colpa e del dovere in una botta sola, ed era rimasta a letto, a dormire, mentre lui lavorava nell'altra stanza e vegliava su di lei.
alle 6 del pomeriggio la casa era piena di hobbit, lei era in pigiama, ancora ubriaca di sonno e influenza, lui si mise la giacca, le scarpe e si avviò verso la porta. "allora vado. ci vediamo domani", comunicò girando la chiave nella toppa.
e lei fu colta dal panico. perché non poteva restare lì con quei tre bambini. perché non avrebbe saputo badare a se stessa figuriamoci ai suoi figli. perché quello che solitamente era routine la paralizzò e la annichilì. le mancò il respiro. "la vita è troppo difficile per me", disse. "se vuoi posso partire domani e tornare giovedì", propose lui. "non si può. giovedì mattina vado a lavorare all'alba e se tu non ci sei a chi lascio i piccoli alle sei, quando esco?".
lui uscì. lei pensò: "non ce la farò mai". lo hobbit piccolo disse: "mamma, mi viene da gomitale. mi polti una bazinella?", il microbbit fece la cacca, lo hobbit grande si ricordò che non aveva fatto gli esercizi di aritmetica. lei voleva urlare, singhiozzare, accartocciarsi e farsi minuscola, nascondersi e diventare invisibile, arrendersi, scusarsi e scappare via.
inspirò, espirò e chiamò nonna J, la sua mamma, perché quando hai la tachicardia, la voglia di piangere e la consapevolezza di non riuscire a stare al mondo ci sono due sole persone che possono aiutarti: la mamma o lo psichiatra di cui è purtroppo sprovvista. nonna J non rispondeva o forse lei aveva sbagliato numero e intanto qualcuno non doveva più vomitare ma aveva molta fame, qualcun altro aveva infilato la testa nella lavatrice e un altro ancora non voleva fare i compiti.
la tachicardia, la voglia di piangere e la consapevolezza di non riuscire a stare al mondo furono ricacciate piano piano in qualche anfratto del pozzo nero, durante la preparazione della cena.
elastigirl quella sera scrisse un post sul desiderio di una pensioncina a sesto san giovanni e andò a dormire, sull'orlo del precipizio, senza dirlo a nessuno.

ciao giovanna.
elasti, l'esempio irraggiungibile.

198 pensieri riguardo “un post per giovanna

  1. …………………….
    in parte mi consola… sono spesso a pezzi e mi sento inadeguata, come moglie e come mamma… a dire il vero come tutto…………..
    grazie elasti che ci sei!!!!!!!!!!!!

  2. Io, veramente, vengo qui, su questo blog, perché mi sembra che Elasti racconti una vita decisamente incasinata (scusa Elasti se mi permetto), eppure ne sa ridere, o vedere i risvolti nascosti e poetici.
    Per me leggere i post è come bere un bel caffè forte appena alzata: mi dà un gran pizzicotto per svegliarmi. Perché ho bisogno di ricordarmi quello che dice Porco Rosso nell'omonimo film: "Un maiale che non vola è solo un maiale".  Non m'interessa se tutto sia verità, oppure no, perché – l'ho già scritto una volta in un commento – chi scrive davvero (ed Elasti è un'autrice, forse senza nemmeno averlo voluto all'inizio) mette per forza un diaframma tra sè e il racconto di sé, trasformando la realtà in rappresentazione, con un gioco di specchi. La differenza tra nonsolomamma e tanti altri blog di stampo "mammesco" è che questo non è un diario puro e semplice, o la condivisione di uno sfogo personale. Qui c'è rielaborazione stilistica, narrazione, ci sono canoni e generi letterari. E' una bellissima astrazione, per di più divertente, che parla di vita, fatica, amore. Ecco perché in tanti ci riconosciamo e troviamo una specie di catarsi. Ecco perché anche lettrici senza figli sono diventate frequentatrici assidue. Poi ci sono i commenti, i pensieri e gli sfoghi che i post creano. C'è la discussione, una comunità. E questa, per me, è un'altra cosa. E' il bello insito nei blog. Quando si legge un libro, quello che suscita resta al lettore, o, nel migliore dei casi, a un gruppo di lettori. Coi blog si può invece discutere in presa diretta con l'autore e gli altri partecipanti. Diventa un gioco di scambi, di suggerimenti, rimbalzi e condivisioni reali, nati da un messaggio ed un tema. Questo sì che è un pezzetto di vita pulsante, contingente. Con tutte le sue meraviglie e orrori, intrecciati insieme. Siamo tuttti perfetti ed imperfetti allo stesso tempo, Elasti compresa, ovviamente. Per me è scontato. Ma è bello che anche lei abbia voluto lasciare per un attimo, davanti ad un commento sincero e sofferto, il ruolo di narratrice per ricordarlo. E' un gesto intelligente e, per me, segno di grande sensibilità. Mi piace questo posto. Tanto. Grazie!!! A tutti/e!
    Ce

  3. Cara Elasti, care nonsolomamme, vi scrivo perchè "quando ci vuole ci vuole" e per tirarvi su dal vostro autocompatimento…
    Questo è uno dei miei blog preferiti, lo seguo da tempo, perchè è benscritto, divertente e … mi fa intravedere la vita che avrei voluto: circondata da bambini urlanti e faticosi…
    Faccio parte delle tante che hanno cercato un bambino intorno ai 40 e il bambino non è mai venuto.
    Pensate un po' a noi, siamo in tante e vi invidiamo. Con affetto.
    = Vi invidiamo con affetto, credetemi si può.
    Lucia

  4. Ahò ma me ne sono accorta solo io che Elasti era aspra e furibonda(giustamente con la cara Giovanna?)non c'è niente di peggio di qualcuno che insinua che la tua vita sia una figata pazzesca mentre ti senti a pezzi come capita a tutte noi? 

  5. anch'io giovanna, anch'io mamma di due bimbe bellissime (3 anni e sei mesi), anch'io lavoro dalle 8 alle 8 (intese come le 20,00). ho la tata (e ti credo, che stanno a casa da sole?!) che se ne va nn appena metto piede in casa, e sono stanca. grazie elasti, stamattina quando ho visto il post ho pensato che mi hai letto nel pensiero. del resto, come dicevi anche tu qualche tempo fa, prima o poi cresceranno (e ci dispiacerà pure). baci a tutte, e in particolare a lesati ed all'altra giovanna

  6. @76: mi sento vicina a quanto hai scritto.sto attraversando un periodo di merda perchè da poco sono rientrata al lavoro dopo la seconda maternità (bella e appagante), faccio una fatica tremenda a scindermi tra il lavoro, l'essere mamma, dovrei finire una tesi che mi trascino da anni, gestire i capricci del grande che giustamente chiede le mie attenzioni e che io a volte faccio fatica a dare, e poi cose si è aggiunto ultimamente???? i giudizi di alcuni "amici" che si sono permessi di umiliare mio figlio perchè siccome è vivace e cocciuto (ma dai!!! ha tre anni!!!) dà fastidio e io dovrei saperlo domare meglio… ecco…mi sono sentita una fallita come mamma e tutto il resto perchè è vero che io sono in difficoltà quando il mio bimbo non ubbidisce e mi esaspera, ma cosa ci posso fare??ammanettarlo?chiuderlo in casa? è vero che è il suo modo di chiedere attenzione,magari però ci sono tanti motivi percui in questo anno ho faticato (2°gravidanza con qualche problema, affaticamento eccessivo, l'arrivo del fratellino, la gelosia, il cercare di gestire figli-casa-lavoro-famiglia-amici-me). in fondo mio figlio è un mito, e se dà fastidio alle mamme-perfette-con le figlie brave ed educate allora io da quelle me ne starò a debita distanza. Elasti, tu mi fai sentire meno inadeguata, mi diverti, mi permetti la "condivisione" di tanti sentimenti contrastanti. forse la botta ricevuta da questi "amici" mi permetterà di aggiustare il tiro col mio bimbo, ma non è giusto che lo abbia dovuto capire in questo modo. per questo non li ringrazierò.
    A.

  7. mo però ti faccio il culo.
    porco cane, hai un lavoro, e tuo marito pure, una casa di proprietà e varie collaborazioni con giornali e siti internet. hai un libro che viene venduto perfino all'esselunga (mio sogno proibito per il quale ti invidio sommamente), da cui immagino trarrai un buon assegno mensile di diritti d'autore e per il quale avrai ricevuto un cospicuo anticipo. non voglio farti i conti in tasca, ma due lire ce le avrai. e tutte meritatissime.
    perché non impari a goderti un po' la vita? perché non investi questi 12000 euro e ti prendi per un anno una tuttofare filippina che arriva alle 8, se ne va alle 8, e ti fa la spesa, il mangiare, la casa, lo stiro, ti va a prendere gli hobbit a scuola e sta con loro quando sono malati, in modo che tu possa andare a lavorare tranquilla e che quando torni a casa la sera non devi fare altro che entrare nel bagno caldo da lei preparato e sederti a tavola con i tuoi bambini puliti e pigiamati a mangiare una buona cenetta pronta e berti un bicchiere di vino rosso in santa pace?
    perché devi per forza soffrire?
    guarda che non è una colpa spendere i soldi guadagnati con il sudore della fronte per qualcosa che ci faccia vivere meglio, anche se la tua educazione calvinista ti dice il contrario.
    non togli niente a nessuno, perché non è colpa tua se c'è chi la donna fissa non se la può permettere. 
    forza, elasti, impara a volerti un po' più bene!
    clear

  8. è un dato di fatto che tutte noi ogni tanto ci chiediamo……."ma chi me l'ha fatto fare?"………………..per fortuna alle più il cerchio si chiude e la risposta si concretizza quando i figli ci abbracciano con il sorriso,quando ridono e ci dicono che ci vogliono bene o quando dormono beati e noi possiamo spiarli e allora sappiamo chi ce l'ha fatto fare…….
    A qualcuna effettivamente il cerchio non si chiude e allora ci sono due possibilità o è incazz… nera con il mondo e morde tutto e tutti oppure ne diventa vittima e si fa mordere da tutto e da tutti…………banalità su banalità aggiungo che la risposta alla depressione si trova solo dentro di noi e la vita ti sorride se tu la guardi sorridendo………è banale,ma è reale!!!!
    approvo la soluzione di devolvere il proprio stipendio nei primi anni di vita dei bimbi ad una filippina che ti fa godere la vita finchè i figli sono un pò più grandi e tutto si stabilizza….
    Cla

  9. Credevo di essere "fuori dal normale" , una delle poche a farmi prendere da attacchi d'ansia e pianti isterici nonostante uno "hobbit" di dieci mesi bellissimo e un marito amorevole…cosa si può desiderare di più?
    me lo ripeto sempre, nonostante le notti insonne da dieci mesi a questa parte, la stanchezza perenne ed una vita completamente stravolta….
    grazie della compagnia
    Giulia

  10. @108
    Cara Clearcross,

    non voglio essere l'ennesima alfiere di Elasti, ma visto che si va nel mio campo – l'editoria – vorrei puntualizzare un paio di cosette.
    Premesso che è sempre un po' poco elegante fare i conti in tasca agli altri, per quanto familiari e vicini ci possano sembrare grazie alle loro parole, è vero che Elasti ha avuto la bravura e la fortuna di essere pubblicata da uno dei maggiori editori italiani, ma questo non corrisponde di fatto ad aver vinto il superenalotto.
    Gli anticipi possono anche NON essere cospicui, soprattutto quando si è un'esordiente, e anche una scommessa dal punto di vista editoriale, venendo da un blog che è un "prodotto" diverso per stile, convenzioni e pubblico rispetto ai libri tradizionali. Il fatto che Elasti sia pubblicata in forma libro è solo l'attestato di una qualità di scrittura decisamente alta e capace di intrattenere (aggiungo io: intelligentemente).

    I fantomatici diritti d'autore NON vengono pagati mensilmente, ma su base annuale o in pochi fortunati casi semestrali, per tutta una questione di conteggi su fornito, venduto, rese, omaggi che sarebbe noioso e complicato spiegare qui, ma fidati che è così. Tra l'altro librerie e grande distribuzione (come la Esselunga che citi) sono per giunta canali di vendite diversi, e questo raddoppia l'iter appena citato.

    Ci sono poi persone per cui lavorare, con tutto lo sbattimento che ciò comporta, è un qualcosa a cui non si può rinunciare a cuor leggero: non ne faccio solo una questione economica, ma magari Elasti pur avendo scoperto una vena autoriale, si sente gratificata dal suo lavoro nell'open space folle in altro modo, magari semplicemente per il fatto che è frutto di anni spesi a studiare cose che io immagino ostiche, anni che uno potrebbe non voler buttare dalla finestra.

    Per quanto riguarda le ragioni per cui alcune persone potrebbero:
    – non volere o non riuscire a convivere con un aiuto esterno full time
    – non volere o non potere trasferirsi con tutta la famiglia all'estero in pianta stabile (ma magari per una lunga parentesi sì, come abbiamo letto)
    non mi ci addentro, ma mi permetto di suggerire il dubbio che delle ragioni potrebbero esserci, oltre quello che ci viene qui così generosamente raccontato.

    Cara Elasti,
    grazie per la piacevole lettura, e continua come sai e come preferisci.

    S.

  11. #72
    Giovanna, anch'io soffro di vere e proprie crisi d'ansia da diversi anni. Ancora prima che diventassi mamma. Quando ho saputo della mia seconda gravidanza sono sprofondata in un buco nero ed ancora devo risalire. Come te, mi sto facendo aiutare. Come te, me ne vergogno.  Se mi puoi contattare, ne sarei felice. Sapere che non siamo sole, aiuta.

    Mara.

  12. Beh che dire'? Io ti leggo sempre Elasti, perchè sei semplicemente un condensato di tutte noi, mamme a 365 gradi ed ammiro il senso della tua ironia, la forza che cerchi per farla uscire dando a noi tutte la possibilità di non sentirsi isolate. Un abbraccio da un'altra mamma circondata dal genere maschile.

  13. Io non sono ancora mamma, ma a volte mi sento proprio così.
    Stanca, inadeguata, minuscola rispetto ad altre persone che sembrano fare tutto in scioltezza, con tranquillità, senza ansie.
    Mi sento sbagliata. Poi leggo questo post  e i suoi commenti e mi sembra di stare un pochino meglio.
    Grazie elasti.

  14. ARTU'

    cara elastigirl,
    ho letto i 116 messaggi di risposta alle consolazioni che hai mandato a Giovanna, e vedo che ti hanno detto un sacco di cose diverse. Incidentalmente ad alcune dovresti proprio rispondere.
    Altri interventi ti celebrano come un modello di vita coniugale. Vuoi la mia opinione ? tu sei una mamma-moglie come le altre salvo due cose, ti autoprendingiro per le tue emozioni, e scrivi da dio.
    Sei proprio brava, accidenti.  

    artù

  15. Post e commenti molto impegnativi! Ogni vita a guardarla da vicino ha le sue tribolazioni, le sue difficoltà! La famiglia del Mulino Bianco non esiste! La Scandinavia vista da qui sembra un esempio da seguire, dove la coppia sceglie chi dei due genitori resta a casa i primi 2 o 3 anni del bambino, e sono numerosi i casi in cui è il padre  a fare il "mammo".

    Il famoso cerchio di Sharon non torna mai o forse torna sempre?… io credo che alla fine ad oguno tocchi portare una croce, che però non è mai realmente oltre la propria portata!
    Non trovo le parole giuste per non essere fraintesa… Giovanna, guarda il lato positivo della tua situazione: non è dato a tutti poter sostenere economicamente una terapia psicanalitica. A ben vedere, sarebbe utile ai più. Non so se venga riconosciuta e rimborsata dallo stato o dalle assicurazioni. Cogli questa opportunità. Parli di imparare ad amare sè stessi… è un grande passo verso la felicità! Accettarsi per come si è non è da tutti, e tu sei più vicina a questo passo di quanto non pensi! Sapersi raccontare come hai fatto ne è la dimostrazione, l'unica cosa che mi verrebbe da dirti, è di essere meno severa con te stessa, e di cercare di non giudicarti! Non è facile, ma evita i confronti, perché ti portano a svalutare te stessa e idealizzare gli altri. Sarà una cosa stupida, ma guardare i passi che hai fatto TU e congratularti con te stessa è molto più costruttivo. La depressione è una brutta bestia! Però colgo nelle tue parole molta grinta e anche rabbia e per quanto strano, la rabbia è un segno positivo! Ti dà la grinta e l'energia per uscirne!

    Ognuno ha le proprie gatte da pelare! Coraggio a tutte voi! Mamme e non mamme, perché poi il tutto fa parte della Vita… e il detto "giardino del vicino è sempre più verde!" è banale ma vero! Pure il vicino guarda il nostro giardino e a lui sembra che sia più verde del suo…

  16. cara Giovanna,
    perchè vergognarsi se sei depressa e ti stai curando(cosa di cui dovresti andare invece fiera, lavorare su se stessi non è cosa facile)?
    se avessi mal di fegato o i calcoli renali te ne vergogneresti?
    la depressione è una patologia e come tale và curata e riconosciuta.
    il problema è che è credenza di molti, che i depressi siano in realtà o pazzi o "pigri" e che con un po' di buona volontà ne potrebbero uscire da soli…finche non si buttano da una finestra perchè nessuno si è preso la briga di non "incolparli" perchè con la loro tristezza rompevano le scatole a tutta la famiglia, quando sarebbe bastato "sforzarsi" di uscire, "sorzarsi" di mangiare qualcosa, "sforzarsi" di dormire e "sforzarsi" di non vedere tutto così nero!
    se avessi un'unghia incarnita nessuno ti chiederebbe di "sforzarti" a camminare che poi passa.
    la depressione è una brutta bestia subdola e traditrice ma hai preso la strada giusta e vedrai la luce perchè, e riconoscerlo ti aiuterebbe, hai avuto il coraggio di guardarla in faccia, valutare che da sola non ce la facevi, chiedere aiuto e fare un percorso per uscire…credimi veramente NON è DA TUTTI!!!!
    Flo

     

  17. infatti io che la mamma l'ho persa 16 anni fa anche se di figli ne ho al momento uno solo, sono sprofondata in un baratro di solitudine e disperazione……

  18. Nei momenti di crisi io piango. Ovunque e in presenza di chiunque. Chi se ne frega di come posso essere giudicata? Sono io è il mio carattere e ne sono fiera.
    A mio avviso, versare qualche lacrima serve a distrarsi, la mente si focalizza su qualcos'altro e la prospettiva cambia. Dopo tutto sembra più semplice.
     

  19. Giovanna, per contattare Mara devi cliccare sulla finestrina che appare nel suo commento vicino al suo nome; cliccando lì arrivi sul suo blog dove troverai il modo di contattarla 🙂
    Per il resto, quoto Flo: l'importante è che ti stai curando, a te è capitata purtroppo la depressione, a un'altra qualche altra malattia a rendere  pesante la vita; ma ti stai curando e non devi sentirti inadeguata né vergognarti 🙂
    Devo dire che per quanto mi riguarda leggendo il blog di Elasti mi è sempre sembrato chiaro che la sua vita sia "imperfetta" e faticosa quanto quella di ogni donna (per di più mamma). Semplicemente, lei ci ride su, cerca di cogliere lo spunto ironico/comico/divertente per non affogare nello stress 🙂

  20. Ringrazio Flo e Flalia (grazie grazie grazie) e volevo dire a Elasti che non credo che la sua vita sia un Truman show e che sia tutta in discesa.

    Giovanna

  21. Grazie anche a  Jasmin. Mio padre mi ha lasciato qualche soldo, oltre a un grande vuoto. Li spendo per curarmi. Intanto lavoro perchè non sono miliardaria. Per fortuna non timbro cartellino ma allo stesso tempo è molto competitivo, popolato da donne e uomini molto richiedenti e per lo più senza famiglia ma con grande pelo sullo stomaco: sono ricercatrice universitaria.
    Dico grazie alle presone che mi hanno detto che sono a buon punto.  Vi credo col cuore. Ogni ricaduta per me è uno strazio indicibile.
    Mia mamma è di quelle che dice che con un po' di buona volontà se ne esce, che non ho niente, che sto male solo perchè vado dall'analista che mi mette strane idee in testa. Che appena sto male ci mette il carico dicendomi cose pesantissime. Mio fratello è malato e alcolizzato e vive con lei in simbiosi (a 47 anni)….
    La volontà non c'entra niente, ma lottare è necessario. Lottare contro la tua famiglia che ti dice che sei sbagliata. Quando ho vinto il concorso mia madre mi ha detto: "ero sicura che ti avrebbe preso un attacco di panico". QUando ho scritto il mio primo libro mia fratello mi ha detto "è scritto troppo piccolo". Non ho parenti. Comincio adesso a cercare dei veri amici. Amici con cui piangere, ma anche con cui ridere. Che non ridano di me e delle mie paure. E combattere contro la me interna che continua a dirmi che sono sbagliata, che sono debole, fragile, paurosa… A volte vorrei gridare le mia paure al mondo. Ma sono come Elasti: non si piange in pubblico. Anzi, sono peggio. spesso non piango per mesi, per paura di crollare.
    E ora vorrei essere una madre migliore, anche se a volte triste o depressa.

    E per quel qualcuno che scrive che questa è una valle di lacrime: questa è solidarietà. è una cosa preziosa e rara. E se per una volta il blog aiuta e magari è un po' triste, non credo che ne morirà nessuno. Chi scrive così è tra i tanti che volta la testa dall'altra parte

    Giovanna

  22. @Marianna commento #93: ti capisco, anche io sono nella tua situazione, condivido ogni parola che hai scritto… coraggio! Ho un bimbo di 2 anni e pensando a lui mi costringo ad essere forte e ottimista anche quando il terrore cerca di prevalere! Un abbraccio, Francy72

  23. io in questo momento sono sfatta:nani a letto, cucina da sistemare, bucato da piegare, pavimento da riscoprire (al momento ricoperto di matite colorate e fogli),doccia da fare…troppe cose fra me e il letto quindi procrastino girando da queste parti per non cominciare il 2°lavoro…quasi quasi lascio tutto così e mi passo la serata spapparanzata sul divano a guardarmi "sex and the city"… tanto non è che nessuno mi porta via niente…così come lascio stasera ritrovo domani mattina…non c'è pericolo!
    ma poi…la coscienza…'sta maledetta…la vocina della zia: "in una casa 2 cose non si possono MAI fare: uscire di casa senza aver rifatto il letto e andare a dormire senza aver lavato i piatti!" e poi la vocina della nonna: " vorrai mica far trovare a tuo marito la cucina i quello stato"…ora: il marito è fuori per lavoro (oddio ….lavoro…una cena…ok con persone del lavoro…ma mangiano anche loro come tutti no? e poi davanti ad un piatto caldo già pronto e qualcuno che poi lava i piatti non starei lì a sottilizzare sugli argomenti di conversazione) quindi non posso pretendere che torni a casa e riempia la lavastoviglie coi piatti che non ha neanche sporcato…quindi ancora 5 min e poi mi alzo da qui e vado a sistemare la cucina…piegare il bucato…raccogliere matite e fogli…

    … al diavolo la casa: divano e sex and the city e domani ci si ripenserà…

  24. per il commento 2
    Si e' proprio così anche per me,  tè compreso, con una piccola differenza: io sono la mamma …..e mia figlia (26 anni) dice che la tristezza condivisa non pesa più. Un abbraccio a Elasti.
    Renza

  25. Speriamo che anche Mister I. legga questo post…e si renda conto di che donna con le palle ha sposato…(ma probabilmente già lo sa)e che, magari, gli venga voglia di stare un pò di più con voi lavoro e vita parallela permettendo!

    Sami

  26. la tua forza sta proprio nella capacità di scrivere dal pozzo nero un post come quello sulla pensioncina a sesto san giovanni…siamo tutte giovanna in tanto momenti della nostra vita, ma poche sono in grado di riderci sopra come te!
    grazie del tuo esempio!

  27. @Marianna: mi era sfuggito il tuo aggiornamento, nei giorni scorsi ti ho pensata! Ti mando un abbraccio di cuore…

    @Giovanna: uff, non sai quanto ti capisco. Non soffro di depressione ma so cosa vuol dire quando la tua famiglia non ti capisce e non ti appoggia. Purtroppo credo che l'unica cosa da fare sia accettare senza rancore che, almeno per certe cose, le nostre madri non ci capiranno mai. Ma non vuol dire che a modo loro non ci vogliano bene. E soprattutto, la nostra vita non può dipendere sempre dai "no" e i "ma" degli altri, anche se sono le nostre mamme! Io… tra le righe del tuo commento ho letto il tuo dolore ma ho letto anche delle cose positive della tua vita e in te 🙂

  28. Cara Giovanna, 
    sono una ragazza di  27 anni, mia madre ha iniziato a soffrire di depressione quando io ero troppo piccola per ricordarlo, per ricodare la donna che mi dice di essere stata. Mia madre purtroppo non ha avuto l'aiuto di una famiglia che la capisse perchè viveveno lontani e lei non ha voluto dare preoccupazioni alla sua meravigliosa mamma e…la suocera che era vicino…non è stata propriamente di aiuto. 
    Ho sempre saputo che soffriva, ma quando ero troppo piccola per capire che avesse una malattia io mi sentivo un po' in colpa, credevo fosse anche colpa mia e ne soffrivo, non ricordo un'infanzia molto felice, proprio perchè eravamo soli, perchè per quanto mia madre cercasse di mascherare o di nascondersi da me, non poteva mai riuscirci completamente. Fai bene a curarti perchè la depressione è una malattia, fallo per te, fallo per chi ti ama, e non ti vergognare e non restare sola, cercati degli amici sinceri, il mondo è pieno di "bestie" ma c'è anche tanta gente bella!!!
    Mia madre ha iniziato a curarsi quando ero bambina, per amor mio, però ha trovato una buona cura solo 2 anni fa, per altri i tempi sono più brevi, per altri forse più lunghi, non ti scoraggiare mai. Continua a lottare contro questa malattia, io amo tantissimo mia madre forse anche di più che se non fosse stata malata e quando ho capito che questa tristezza era una malattia ancora di più ho amato lei e odiato questa malattia, pertanto appena chi ti ama sarà in grado di capire spiegagli che esiste una malattia, come un brutto raffreddore che ti butta un po' giù anche se non ci sono problemi, anche se non fa freddo, capita e basta. Vedrai che l'amore è davvero più forte di tutto!!!
    Auguri di tutto cuore!

    Anna

  29. @ Giovanna: non ci si deve mai vergognare di avere momenti di depressione e di chiedere aiuto per questo. Domani vado al solito appuntamento con le mie psicologhe (e per fortuna almeno queste non le pago, ché sono della Asl, mentre il resto… vabbé, lasciamo perdere….) e ci vado perché ho bisogno che qualcuno mi aiuti a non disperarmi perché sono malata e mi sostenga nel cercare di trovare in me la forza e la convinzione che qualcosa nella mia vita andrà bene, anche se non sarà come l'avevo immaginato.
    Ci vado anche perché, se accetto di guardare negli occhi la mia malattia, posso avere gli strumenti per combatterla e questo lo dico soprattutto a Marianna. Ci sono momenti in cui penso non stia succedendo a me, ci sono momenti di sconforto e poi momenti di consapevolezza e fierezza.
    E' un percorso, tra alti e bassi, che ti conduce a conoscerti meglio, a trovare risorse che non pensavi di avere, a incontrare persone e anche a dare coraggio a chi, vivendo la tua stessa situazione, sta attraversando il suo passaggio più buio.
    Non dobbiamo mai perdere la speranza e la voglia di ridere e sorridere.

    Un abbraccio a tutte

  30. E' incredibile l'effetto che tutte le volte mi fa entrare in questo blog, leggere le bustine e i relativi commenti…mi fate sentire completamente fuori posto e diametralmente opposta, mi viene il dubbio di essere una vergognosa egoista scriteriata senza senso materno…e tutto perché a mio tempo decisi di avere una sola figlia, decisi di non ammazzarmi di lavoro, decisi di continuare ad avere una vita coniugale con mio marito (fino a quando restammo insieme), decisi di continuare a godermi la vita viaggiando e coltivando le mie amicizie e i miei hobby pur mantenendo un tenore di vita assolutamente normale…mi spiace ma proprio non vi capisco, ci provo mi sforzo ma tutto questo carico di fatica oppressione senso di inadeguatezza e chi più ne ha più ne metta mi pare un suicidio mentale e fisico.
    Però, contente voi…

  31. Due cose. La prima è che devi immaginare che accanto ad ogni nostro nome ci sia un numero di telefono, e che ogni donna che passa a leggerti, se è anche mamma, conosce la fragilità di quei momenti bui e anche in piena notte avrebbe parole consoatorie e ironiche da raccontarti.
    La seconda è che una mamma con il marito lontano cambia mille volte in meglio la sua vita se ha in casa una ragazza alla pari: che dorma lì, che sia parte della famiglia per tutti i giorni feriali della settimana. In Svizzera c'è questa usanza fantastica che vale quanto 3 psichiatri a tempo pieno.
    La terza è che vorrei che tu lo sapessi bene, che qui si legge sempre nitidamente anche la parte che non scrivi. Sempre.

  32. beh tutto è relativo… l'altro ieri mi sentivo prorio come elasti, sull'orlo del burrone. poi mi chiama mia sorella, perchè aveva sentito da mia mamma (ci sentiamo sempre e ci vediamo spesso, è una bella famiglia) che stavo un po' giù. mi ha ascoltata mentre mi "cavava fuori" le parole di bocca.. Non volevo lamentarmi proprio con lei. alla fine, dopo avermi consolata e tirata su (come fa sempre), mi ha detto: tanto lo sai, non te lo dico nemmeno, vero? è sempre meglio averne di questi problemi. quando non ne puoi più guardali, i tuoi figli, e abbracciali e manda al diavolo il resto. poi ha chiuso il telefono.

    lei ha perso sua figlia, tre mesi fa'. appena nata, l'ha persa.
    inutile dirvi che ho cambiato il mio modo di vedere la vita, da quel momento.
    tutto è relativo, dicevo.

    valeria

  33. per Madrifea:

    sì probabilmente è una sorta di follia…

    Però quando si vola alto si tocca veramente la luna e questo probabilmente ripaga di ogni precipizio.

  34. Questo blog è fantastico e leggerlo è terapeutico. Te lo invidio molto,Elasti.
    . Leggendo questo post  con il senno di poi ( ho due figli più o meno ventenni)  mi sono risvegliata in quegli anni che sembrano senza fine in cui passi la tua vita a respirare dietro ai figli. E Mr Incredible che esce e chiudendo la porta dice " ci vediamo domani" ? purtroppo solo il genere maschile viene dotato geneticamente della capacità di reprimere i sensi di colpa in modo naturale. senza nulla togliere ai papà… le donne sono uniche, mitiche e una vera forza della natura. 
    questo non dimen tichiamolo mai.
    ciao a tutte
    ka

  35. #125
    Giovanna, condivido il pensiero di Flo e Flalia. A noi è capitata l'ansia!!. Ma anch'io come te, non mollo. Ho cercato aiuto nella medicina tradizionale. Ci sono molto pregiudizi. Ma fortunatamente la ragione ha sempre prevalso.

    Grazie Flalia per le dritte!!

    Giovanna spero di ricevere presto la tua e-mail!!

    Mara.

  36. giovanna:

    devi lasciar perdere tua madre e tuo fratello
    i loro giudizi ti colpiscono perchè sono la voce di quello che tu stessa pensi di te, in pratica loro ti sbattono in faccia le tue insicurezze e se hanno tanta presa è  perchè tu proprio tu dentro di te sei d'accordo.
    non sono loro i colpevoli, lasciali andare.
    piuttosto combatti contro gli auto-giudizi che ti dai e che, appunto, loro ti portano alla luce, come un nervo scoperto.
    un abbraccio
    una psichiatra

  37. @103
    un pensiero per te, perchè hai ragione eccome!
    io ho perso 2 bambini dai 30 ai 34 anni (neanche ai primi mesi…una cosa bruttissima) ed in quel periodo avrei voluto dire a tutte le mamme: non vi lamentate! non sapete come ci si sente senza figli!
    ora a 35 anni ho avuto una bambina e non ho dimenticato quello stato d'animo….un abbraccio!
    stefania

  38. Quoto Madifrea. Chi ci impone di sfornare figli a gogò??  Si sa che più ne fai ,più la vita è difficile per noi e anche per loro, in quanto avranno madri stanche e stressate. Ora mi parlerete del senso materno, di come sia bello stringere tar le braccia il pargolo, dell'Amore supremo, ok allora non lamentatevi! Altrimenti fate scelte razionali e poderate, che poi garantiscano di vivere bene o almeno senza ammazzarsi tra stanchezza, notti insonni, conti che non tornano (i figli costano), che diamine un po' di cervello!! Se poi proprio non potete fare a meno di sfornare bambini allora significa che ve lo potete permettere, almeno economicamente e quindi quoto Clear, fetevi aiutare full time!! Paola

  39. Insomma, a me piace tantissimo avere delle amiche, anche solo di penna (mail).

    Non conosco la depressione e non so psicoanalizzare le persone…ma credo che un'amica con la quale confrontarsi sia spesso un balsamo per l'animo.
    Elasti è per questo un'amica: posso leggerla e scriverle ogni giorno! Che fortuna che ha! Tantissime amiche!
    E secondo me Giovanna ne ha trovate altrettante.

    Io, Giulietto (2 anni) e mio marito abitiamo a Bologna.

    alexandrafsc@hotmail.com

  40. Da quando ti leggo non ho mai avuto l'impressione che la tua vita fosse solo in discesa anzi. Ma apprezzo tantissimo la tua ironia e la tua leggerezza nel raccontarti. Penso che a volte non sia facile. Ed il tuo esempio mi ha spronata a cercare di fare altrettanto. Non ci riesco sempre. E' anche una questione caratteriale. Ma ci provo. A vivere cercando di non sprofondare e a prendere gli accadimenti della vita dal lato spiritoso. Quelli che è possibile prendere.

  41. mi piace la tua ironia… sono consapevole che neanche la tua vita è tutta rosa e fiori ma il bello è che la tua ironia l'hai trasportata sul blog che è un oasi di incontro per tante persone che attraverso la tua lettura possono avere comunque un momento di risata e vedono la loro situazione sotto una luce + luminosa del solito.

    Io ho aperto un blog anche per questo,,,per leggere, confrontarmi e sfogarmi ogni tanto…con meno ironia della tua ma ci provo….ciao e
    grazie per la tua compagnia

    twinsbimamma

  42. Avercela una mamma a cui appoggiarsi…. la mia ha deciso di "dare le dimissioni" da madre, da nonna, credo pensi di aver già fatto troppo crescendomi da sola e adesso è troppo presa ad occuparsi di sè stessa.

    Anche io come te, Elasti, ho un marito a part-time, che ogni tanto, spesso a dire il vero, annuncia che starà via due, tre giorni, una settimana e a me viene il nodo allo stomaco e vedo davanti a me il buco nero di giorni e notti passate in completa solitudine con due nani, quando anche andare in bagno è difficile, lasciamo perdere preparare una cena o dormire in pace.

    Sono giorni e notti che passo in apnea, sperando che volino via in fretta, aspettando solo di sentire la chiave che finalmente gira nella serratura.

    Eppure spesso mi rendo conto di essere fortunata, i mei figli stanno bene, io anche, mio marito è un'ottimo padre, e nonostante tutto anche un buon marito, ci vogliamo bene anche se ogni tanto sembriamo non ricordarcene.

    Ma la stanchezza, la maledetta stanchezza non concede sconti e alle volte sembra di annegare….

    Un abbraccio a tutte.

    Ale

  43. Anche io una mamma ad aiutarmi purtroppo non ce l'ho, neanche un papà.

    Anche io mi ritengo fortunata perchè mio figlio sta bene.

    Ma devo essere sincera, e so che forse molte mi criticheranno, a fronte di tante difficoltà quotidiane e di certi buchi neri, io che sognavo una famiglia numerosa, mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: non siamo tutte uguali, non siamo tutte disposte ai sacrifici allo stesso modo.

    Mi fermo qui, a un figlio solo. E mi dispiace, per lui e per me, ma bisogna a volte essere onesti, a me sembra di morire già con uno.

    Onore e tanta stima a voi che siete andate oltre, e a te, Elasti.

    Io mi fermo qui.

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