Nonsolomamma

giorno due

con i calzettoni afghani,
con la coperta sulla testa,
con i pentoloni di acqua sul fuoco per mezz'ora per tre dita di acqua calda dentro una vasca gelida,
con la punta del naso ghiacciata,
con il senso di colpa e la rabbia che montano per le punte di tre piccoli nasi ghiacciate (che poi una riesca a sentirsi in colpa anche per interposta caldaia è un problema che va affrontato, non ora che fa freddo ma va affrontato),
con nonna J nell'inconsueta modalità nonna papera accudente,
con gli hobbit coperti di pile e piumoni dalla testa ai piedi (che per fortuna oggi avevano piscina e si sono fatti una doccia calda e pubblica),
con quel senso di strisciante malessere che ti fa preferire la tisana di finocchio al cioccolato bianco pralinato e ti convince che quella creatura imbottita da cui spuntano improbabili calzari non sia veramente tu.

la caldaia ha un problema serio che ha colpito l'intero condominio. sono tutti nella stessa barca ma non per questo hanno meno freddo. pare che per sostituire una caldaia ci voglia una riunione condominiale ad hoc, pare che l'amministratore sia stato sfiduciato e se la rida pensando a quegli ingrati condomini con le stalattiti dentro il naso, pare che il riscaldamento non sia un diritto garantito dalla costituzione.

102 pensieri riguardo “giorno due

  1. Partire immediatamente per una vacanza ai caraibi sperando che 10 giorni bastino per riparare la caldaia o perlomeno perché arrivi un po' di primavera!

    Comprare un paio di quelle pericolosissime stufette ad aria, poco a norma ma molto efficaci….

    Uccidere l'amministratore sfiduciato.

  2. Estrema solidarietà a Close The Door.

    E poi, sono solo affari di Elasti (ma mettendoli su questo blog diventano un po' anche affari di tutti, aperti ai commenti appunto), ma io continuo a non capire come si possa vivere col marito latitante per la maggior parte del tempo.

    E' indubbiamente ammirevole, ma personalmente mi fa anche un po' in*****re…

  3. Close, sulla faccrnda delle nonne ti do non solo ragione ma di più, soprattutto sulla base di quanto mi sta per accadere, perchè se è vero che il fatto che mia figlia sia incinta mi regala brividi di eternità è certo che mi spaventa non poco l'idea di quello che si aspetta da me in relazione al bambino Come hai detto sacrosantamente bene, QUANDO SARO' UN MINUTO LIBERA, visto che dal lavoro tra 20 anni ?  Scusa Elasti l'invasione e garzie ancora una volta per l'ospitalità.  Per quanto riguarda il freddo in casa non hai parlato della borsa dell'acqua calda (da caricare col bollitore sennò ci si mette troppo)
    http://www.nonnasidiventa.blogspot.com/

  4. Cara elasti, ti sono vicino.
    Purtroppo è così in condominio si condivide tutti, volenti e nolenti è quasi come se foste parenti.
    Per la caldaia l'amministratore ha l'obbligo di ripristinarla tempestivamente, se non lo fa potete farlo uno o più di voi autonomamente e poi la spesa verrà ripartita tra tutti secondo i consueti canoni.
    Se deve essere sostituita allora la procedura è più lunga, anche perchè non è che te la procurano ed installano in 2 minuti.
    Se l'amministratore fa le orecchie da mercante potete autoconvocarvi ma anche li ci sono tempi e modalità da rispettare.

    ti consiglio un'ottimo forum con professionisti competenti che ci mettono al faccia per aiutarvi http://www.professionistiforum.it/forum/

    Eclipses

  5. Ma pensa a quando lo racconterete: "ve li ricordate ragazzi quei giorni allucinanti?".  E poter aggiungere al racconto la sola cosa positiva di questo fuori programma: "l'amministrazione decise di sostituire quella caldaia con una super ecologica!" (adoro le utopie, si sa)

  6.  Elasti scusa ma hai tenuto in considerazione l'idea di comprarti una stufa a gas, giusto per fronteggiare l'emergenza? Non credo che a casa tua ci siano problemi di soldi tali da non poter effettuare una spesa imprevista (e poi mica le stufe costano così tanto) e quando la caldaia sarà riparata potrai regalarla ad una famiglia che ne ha bisogno.
    http://www.delonghi.com/it_it/family/gas-heaters/
    Mi auguro che quello che scrivi sul blog non sia davvero la tua realtà quotidiana ma che sia "romanzato" ad arte. Perchè se così non fosse sarai pure la regina dei blog ma il fatto che tu non sappia trovare soluzioni più efficaci per affrontare un imprevisto mi lascia piuttosto basita.
    So che adesso scatenerò le ire funeste di tutte le groupie ma credo che una discussione sia costruttiva se ci si scambia delle idee e non soltanto adulando la padrona di casa. 

  7. #50
    questa è ottima idea. se lo fai davvero ti faremo santa subito non sopporto l'idea delle 4 creature al gelo.
    poi Elasti si sdebiterà, come vorrà. ma intanto starà al calduccio con i suoi piccolini!
    se abitassi a Milano, ti lascerei pure io le chiavi di casa di mia sorella, che sta sempre all'estero!
    allora?
    coraggio.
    audaces fortuna iuvat!

    chiara da Bologna

  8. massima solidarietà ad Elasti, e adesione al progetto immediato acquisto stufa!
    per il resto, sono d'accordo al 100% con close the door, come ho appena finito di scrivere sul suo blog (per evitare derive off topic qui ne ho iniziata una di là). detto da una che continua a chiedere aiuto alla mamma per evitare di chiederlo al marito.
    Elena

  9. Compra stufette elettriche, una per ogni stanza.
    Se non puoi permetterti la spesa (cosa di cui dubito), fattele regalare da tua madre…che mi sembra se la passi bene…dille che è il vostro regalo di Natale anticipato.

  10. Quando siamo entrati nella casa nuova, appena costruita, non avevamo il gas. La mia vicina si faceva il bagno caldo scaldando l'acqua con la lavatrice e facendola scaricare direttamente nella vasca. Chiaramente, devi avere la vasca vicino alla lavatrice… Invece termosifoni & c. puoi sempre noleggiarli… Dovete resistere solo due giorni, poi ci son le vacanze di Carnevale. E sarà più semplice il trasferimento a castello. In bocca al lupo.
    ps vedi? Se eri full time ti scaldavi in ufficio. Ora con il part time ti toccano i calzini afghani… 😉

  11. Hai tutta la mia solidarietà anche perchè noi siamo nella stessa situazione!
    Ieri pomeriggio ho cucinato una torta e il pollo per riuscire a cenare al caldo.
    Abbiamo trasferito i bambini nella nostra camera per dormire, così siamo un po' più al caldo.
    La prima cosa che faccio appena torno dal lavoro e al mattino quando mi sveglio è toccare i termosifoni per verificare se è cambiato qualcosa.
    E' da circa un mese che abbiamo la caldaia rotta e  ci siamo attaccati alla caldaia dell'altra via. Mi chiedo come mai improvvisamente sia diventato pericoloso usare l'altra caldaia!!
    Nicoletta

  12. Le stufe a gas magari necessitano di canne fumarie per scaricare i fumi (appunto) e non tutti gli appartamenti nei condomini ne sono dotati.
    Dopo i tre strati di vestiti proposti giustamente da Fefo (i cari vecchi maglioni di lana non sono da sottovalutare, a mio avviso), io farei così, non sapendo come è distribuito l'appartamento:
    cucina e Elasti-camera da letto uniche stanze agibili;
    non si aprono le finestre né si tirano su le tapparelle, a meno che non siano in battuta di sole (che a Milano sta scarseggiando);
    Gli hobbit dormono con Elasti-mamma, al massimo si portano le loro coperte e le aggiungono sul lettone.
    Si cucina a lungo, polenta, arrosti al forno, pentoloni di acqua calda.
    Non è estate, non si suda, non serve fare il bagno proprio tutti i giorni; se si va in palestra o piscina, usufruire spesso di tali strutture.
    19° in  casa sono sufficienti, anche per scatenati hobbit, organizzare eventualmente gimkane domestiche.
    I gravi guasti condominiali non richiedono assemblee straordinarie e una rottura di caldaia al 1° marzo da 3° rientra nella casistica.
    Se l'amministratore non è stato confermato, non ne avete già nominato uno nuovo?
    Roberta

  13. un mese senza caldaia?? aiuto io sarei da ricovero per polmonite dopo 1 settimana!  coraggio a tutte le famiglie che hanno il riscaldamento condominiale.. abboliamolo!!!
    Ale

  14. ok visto che hai scartato l'ipotesi di un trasferimento da nonna j suggerirei di andare da Mediaworld a comprare un termosifone elettrico. In alternativa ci sono sempre il bue e l'asinello XP
    Comunque anche ai miei genitori si è rotta la caldaia, in tre giorni avevano riscaldamento e acqua calda malgrado la sostituzione dell'impianto non fosse terminata.
    Ojamajo
    http://www.ojamajolife.blogspot.com

  15. Concordo in tutto e per tutto con Close the door.

    A Elasty, che leggo volentieri senza mai commentare, avrei una domanda da fare che, temo, cadrà nel vuoto.
    Ma tuo marito che ne pensa di tutto ciò?
    E con tutto ciò intendo il blog e chiaramente i commenti nei suoi confronti (non sempre lusinghieri come il ritratto che talvolta ne emerge).

    Berty

  16. Roberta le stufe a gas di cui parlo non necessitano di alcun tipo di canna fumaria. In Sicilia, dove vivo e dove i vecchi appartamenti sono tutti sprovvisti di riscaldamento centralizzato, ce n'è una praticamente in ogni casa. Per questo mi sono permessa di segnalare il link (a scanso di equivoci: non lavoro per la ditta che le produce). Sono facilmente trasportabili da una stanza all'altra, sono più economiche di quelle elettriche, hanno un alto standard di sicurezza, non emanano cattivi odori e quando sono prive di bombola sono leggerissime e facilmente trasportabili (qualora la si volesse regalare poi ad una famiglia bisognosa).
    Lina (nel post di prima avevo dimenticato di firmarmi, scusate)

  17. Il disagio che si crea non è da poco; sia per i grandi ma, ovviamente, ancora di più per i piccoli; e ne è conferma il "sintomo" del preferire la tisana al finocchio, al cioccolato!
    …poi è successo proprio in questi giorni in cui la temperatura è di nuovo scesa…
    Forza elasti, un abbraccio CALDO !

  18. mmm… mica sarà necessario fare il bagno tutti i giorni, vista la situazione di emergenza…
    Poi, non dicevano una volta che lo sporco tiene caldo? 😉
    In bocca al lupo
    Tobina

  19. #CtD
    Brava, giusto, ma è così. E non è vero che non lo sappiamo come è con le donne questo Paese, lo sappiamo, qualcuna di noi si è battuta ma è stata peggio che sconfitta rimbalzata. E allora consapevolezza e titi avanti. Sono sicura che Elasti lo sa perchè altrimenti avrebbe fatto scelte diverse da quelle che ha fatto, a cominciare dal part time, a meno che per lei tutto questo sia diventato un lavoro molto più interessante e  appagante e perchè no pure redditizio che stare in redazione.

  20. Ooooh Close… (#42)
    Ieri avevo pensieri che non ho pubblicato, perché mi era venuto lo sconforto.
    Poi mi hai fatto pensare alla coppia più serena che conosco, fatta di un mammo (orrida parola, ma rende più o meno l'idea) e una mamma. Lei, chirurgo ortopedico d'meregenza, lui geriatra. Hanno adottato una bambina. Lei lavora 12/18 ore al giorno, rapita da folle, insana passione per ossa rotte e traumi vari. Lui ha scelto un sonnecchioso centro diurno di vecchietti, con orari da asilo, per stare il più possibile con la figlia. Lei adora viaggiare per il mondo, spesso parte da sola, molte volte porta la bimba alla scoperta. Lui, invece, si diverte come un matto ad organizzare le giornate tra amici, parenti e attività ludico-sportive. Gli piace proprio tanto stare a casa e, potesse, lo farebbe a tempo pieno. Quando le donne partono, si gode una variopinta, rigenerante solitudine.
    Non sono felici perché lei si è finalmente sdoganata dal ruolo mamma-moglie-amante-accidentalmente lavoratrice, mentre lui si è rifugiato poco virilmente in faccende femminili. Non si tratta di semplice inversione di ruoli da film.
    Sono felici perché le loro nature si sono incontrate e, dopo anni di riflessioni sulla divisione sociale dei ruoli familiari, hanno nuotato controcorrente, come salmoni, scoprendosi e comprendendosi.
    Vivono su due rive dello stesso fiume, come tutti noi, ma entrambi sono stati anche sull'altra e sanno perfettamente come ci si senta in una condizione diversa dalla propria. C'è molta consapevolezza e compassione (sentire insieme) nel loro rapporto. Come abbiano poi scelto di organizzarsi è solo una questione logistica (visto il paese in cui viviamo, che obbliga un genitore a rinunciare a qualcosa) e personale.
    La maggior parte degli altri, di noi, non vive così. Corriamo, corriamo, corriamo. E, quando ci fermiamo, non ci vediamo più, perché troppo lontani.
    Non basta che un marito/padre aiuti in casa. Perché cambiare pannolini, preparare papponi, portare i figli a scuola, nel tempo libero, non è abbastanza. E' ménage familiare da ventunesimo secolo, un po' meglio di quello del ventesimo, ma non è abbastanza. E' la partecipazione attiva e responsabile alla realizzazione materiale di un progetto comune, punto e basta.
    Io pretendo, dato il ménage per assodato, che mio marito capisca cosa ci sta succedendo. Voglio si renda conto che le nostre scelte familiari solo in parte sono nostre, e per il resto, invece, imposte dal luogo e dal momento storico in cui viviamo. Voglio sappia, con tutto se stesso, che le donne non sono ancora libere come gli uomini. Perché i diritti sulla carta non sono automaticamente diritti reali (mio marito aveva chiesto il congedo parentale, che ci spettava. Gli hanno riso in faccia e annunciato che, al ritorno, il posto ci sarebbe stato, ma non si sapeva né dove, né come. Questione di priorità, gli han detto). Ci sono così tante barriere culturali, tante sovrastrutture mentali, che scambiamo per natura, storia personale, meri bilanci economici casalinghi, che non ci rendiamo davvero conto della realtà.
    Le donne, 90 volte su 100, quando fanno figli, rinunciano al lavoro, o ripiegano su qualcosa, in forma o sostanza, che non era quello per cui si erano date tanto da fare. Gli uomini no. Questo è un dato di fatto, con gigantesche conseguenze esistenziali, anche nella coppia. Ci dovrebbe essre la libera scelta, ed invece abbiamo scelte, di fatto, subdolamente obbligate, per una sola parte in causa.
    Le mamme sono sfinite, scoraggiate anche per questo, non solo perché i figli sono un compito immane (i figli sono pure immense, appaganti gioie e, si trattasse solo di fatica contingente, tutto passerebbe). Se gli uomini non lo comprendono, se le donne non li obbligano a capire, allora, piano piano, secondo me, si aprono crepe, liberando rabbia e risentimenti. Questo non significa trasformarsi in lagnose, disperate, sante casalinghe, ma parlare. Tanto. L'intimità, scusate, ma per me è fatta di questo scambio/confronto. Quella fisica viene di conseguenza, o è solo un'ancora di salvezza, che poi affonda.
    Io sono convinta che le cose si cambino anche rivoltando l'economia domestica. E quando mio marito (lui, come altri), un giorno, avrà il coraggio di dire: "Per quest'anno rallento io. E' arrivato il tuo turno di lavorare alla tua strada. Ti dò il mio tempo", ecco, allora si potrà iniziare a lottare insieme, fuori, perché nessuno dei due debba rinunciare a un bel niente, pretendendo servizi ed una organizzazione del lavoro umana, compatibile con la famiglia. Il primo mutamento di una reazione a catena sarà avvenuto.
    Mamma e bimbo nella nostra società (parlo di società, non di amore e legami psicologici) sono una diade sacra ed indissolubile. A noi piace credere ci sia immensa poesia tutelata (appunto "tutelata", come per fragili esseri in via d'estinzione) in questo, talvolta un miracolo della biologia cui inchinarsi, ma non è così. Siamo messi insieme, da leggi e teorie sociali, perché siamo gli esclusi (con gli anziani, che non servono più), gli emarginati: una perché deve fare il lavoro dietro le quinte che permette all'eroe di salire sul palco e, se non lo facesse, salterebbe tutto il baraccone; l'altro, il piccolo, perché non è ancora e deve essere educato a lungo, prima di essere pronto, di avere un ruolo attivo a pieno titolo. Ricordatevi, vi prego, che da noi le donne hanno potuto iniziare a lavorare veramente, salariate, fuori di casa e fuori dai campi, e di conseguenza votare (perché avere potere economico è avere peso politico) solo con la guerra, ovvero quando gli uomini erano al fronte e non c'era alternativa per mantenere la famiglia. La guerra ha permesso un salto di qualità nell'emancipazione femminile.
    Nessuno ci regala niente. Non c'è, per fortuna, un governo illuminato, magnanimo e saggio, che dispensa ai cittadini innovazioni e diritti. Sono le persone, nel piccolo, che cambiano, finché lo stato non può più far finta di non vedere.
    Non ce l'ho coi mariti, con gli uomini. Non sono arrabbiata con nessuno, ma bisogna darsi da fare. Ognuno trova l'equilibrio che gli è più congeniale, a patto, però, che si chieda, almeno, perché?

  21. Ce_cecilia: grandissima ! hai appena strappato lo scettro a jasmine per il commento più lungo della storia!

  22. Ce Cecilia più che altro i tuoi amici mi sembrano felici perchè hanno trovato il modo di incrociarsi a piccolissime dosi, che poi forse è il segreto del matrimonio duraturo, come sembra confermare Claudia (da parte mia di sicuro confermo).

  23. grazie cecilia, sono 85/87 dei commenti al post precedente e cercherò di mettere a frutto queste tue note così semplici e lucide

  24. eh, si! Per ovviare a questo tipo di inconvenienti, a casa mia c'è uno splendico caminetto a legna…. e fuori in  giardino TANTA legna…..
    coraggio, la caldaia si installa in max 2 ore… e un amministratore nuovo si trova anche in meno di un'ora… Cristina

  25. Ohibò se facciamo a gara di disturbi invernali non posso che rilanciare con il mio cavallo di battaglia preferito: l’anno scorso, un metro di neve fuori dalla porta, in immensa campagna, blackout per 48 ore, niente acqua ( meno male che di neve da squagliare ce n’era un bel Po’), niente via d’uscita ( se non via cielo con pompieri, ma siamo un po’ più seri di così), niente riscaldamento. Soluzione: stufa accesa e accampamento ribelle in mono stanza con marito, pargolo di 3 mesi e cane artritico. Ho cucinato delle cose molto buone alla fine. Ci siamo anche divertiti a modo nostro, peccato che finite le provviste abbiamo dovuto mangiarci il pargolo…rots

  26. elasti, dato che zappa è amministratore e non lascia mai col ku per terra nessuno, neanche il venerdì sera … (e non ditemi che ha l'amante !!!!!) … stasera cicche memedesima gli chiederà cosa si può fare per abbreviare i tempi …
    nel mentre, credo che da castorama vendano delle stufette a gasolio che, si puzzano un po', però eviti black out per sovraccarico e durano a lungo …

    hasta il calzettone
    cicchezappa

  27. abbiamo recuperato una stufetta elettrica e una roba tipo phon che butta l'aria calda. pare che l'amministratore, in casi di emergenza, possa ordinare la caldaia nuova senza convocare un'assemblea, anche se è in uscita. quindi la caldaia è stata ordinata e arriverà tra 1 settimana.
    per l'acqua calda temo che dovremo abbassare i nostri standard igienici e far bollire tanti pentoloni. comunque mister i stasera torna!

  28. scusa elasti ma a parte il fatto che in qualsiasi grande negozio di elettrodomestici sono in vendita oggetti che producono calore e mi pare strano che tu fino ad ora non abbia provveduto, ma non ti sei accorta di tutta la discussione avvenuta sopra e anche sotto (post precedente)? no così tanto per non dare l'impressione che lanci il sasso e poi ti dilegui.

    MarinaM

    ps leggendo il commento di nonnasidiventa nel post precedente (quello che Zaub ha respinto come teoria preistorica) mi è venuto in mente un passo di Anna Karenina che spiega proprio per bene quel tipo di sentimento, Levin che non prova nulla per il figlio appena nato fino al momento in cui… eheheheheheh per il seguito leggere Anna Karenina.

    ps sono felice che mister I sia di ritorno, porterà calore umano, almeno quello… 

  29. Ma due stufette non possono bastare a scaldare una casa…e una settimana è lunga. Ti consiglio di prenderne almeno una per stanza. Perchè stare a soffrire il freddo?
    Poi le potrai mettere in cantina o regalare a chi ne ha bisogno.

    Alex

  30. MR I torna stasera??? Acc… uno in più a lavare!!!! e vai di pentoloni!
    Coraggio, dopo gli ultimi gg possiamo dire che da ora può essere solo discesa?
    In bocca al lupo!
    Isa (Giasel)

  31. Sono molto contenta che ci siano ragazze come Close e Cecilia, dicono quello che direi assai meglio di me. Sissì, siamo tutte tanto comprensive con l'evidente inadeguatezza del maschietto italico, però viene sempre il giorno che bisogna parlare fuori dai denti e mettere ciascuno di fronte alle proprie responsabilità. Se si può fare prima che il giocattolo si rompa, meglio.

  32. Urca!
    Capito per la prima volta sul tuo blog, dopo essermi gustata il tuo “nonsolodue” (che, tra l’altro, sono convinta di aver scritto io durante improbabili nottate di sonnambulismo), e ti trovo ibernata nonostante strati di abbigliamento malamente sovrapposti fra loro.
    Tutta la mia solidarietà, Elasti… che poi io indosso degli stivali di peluche (rossi) anche con la caldaia in funzione!!
    arianna
    PS. complimenti per quello che scrivi, mi hai fatto divertire

  33. Volete soffrire. Non c'è niente di male, a volte capita. Una stufetta elettrica e una roba che butta ariacalda, per una casa intera, non sono abbastanza, soprattutto se si parla di una settimana.. a meno che vi mettiate tutti in una stanza, per vivere, mangiare e dormire…
    Salutoni,
    Annapao

  34. La migliore commentatrice (per me)  è Nonnasidiventa.

    Grazie per quello che racconti, per come lo racconti; sono due giorni che rifletto (tra una corsa all'asilo, al nuoto, al supermercato) su quello che hai scritto in questi giorni.

    Ale

     

  35. LO SO CHE è una palla ma vai dalla nonna, non so se è così anche da voi, ma la prox settimana i pupi fanno 3gg di vacanza. pensaci…
    poi i bimbi iniziano a starnutire e tu ti fai le pare per averli tenuti al freddo anche se non centra…

    tras-lo-co! tras-lo-co!

    Lauretta G

  36. Assolutamente d'accordo con CloseTheDoor.
    Quando leggo certe cose non posso fare a meno innervosirmi.
    Io vivo in Svizzera e mio marito (tedesco) ha la fortuna di avere uno studio privato praticamente dentro casa. E' ovvio che anche quando lavoriamo lo stesso numero di ore lui ha la possibilità di controllare i bambini, di stare con loro se si ammalano, di fare qualcosa in casa ecc… I miei parenti (italiani) mi hanno fatto sentire una schifezza per questo. E ancora non riesco a capire esattamente perchè. Ecco, io non mi sognerei mai e poi mai di andare a lavorare in un altro stato e non vedere i miei figli per settimane, ma se solo avessi osato pensarlo… posso immaginare i commenti.

     DD

  37. serena e francesca: meglio che non lo ripetiate. perché vi prendo in parola ma questa volta non vengo con la borsa e il fotografo con gli occhi blu ma con la valigia e le tre iene. baci!

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