un giovedì qualsiasi che potrebbe essere anche oggi, nell’elasti-redazione.
“tu lo sai di avere addosso un maglione color ottanio, vero?”
“ti devo assolutamente raccontare la barzelletta della mela e della pera in chiesa”
“vado a prendere un ginseng”
“state ballando sul titanic che affonda, stronzi”
“ma tu hai visto la foto sul tesserino aziendale della collega E.? conturbante”
“caccia fuori la foto”
“qualcuno ha un moment?”
“io ho l’oki”
“sta per parlare draghi”
“buono l’oki! posso averne uno?”
“mi sono svegliato stamane con un trapano che mi bucava l’occhio destro”
“l’unica cosa che amo fare sono le cascate di ghiaccio”
“a me ‘sta cosa che l’angela si sta un po’ innamorando del mario piace da morire”
“angela? mario? sono amici tuoi?”
“certo, la merkel e monti. all’angela il mario piace parecchio. si vede benissimo”
“ci sono una mela e una pera in chiesa che si devono sposare”
“hai telefonato in kazakistan per la storia di unicredit?”
“c’era una tizia qui fuori in lacrime”
“bel cappottino”
“in kazakistan telefoni tu”
“secondo me nicolas rosica”
“nicolas?”
“sarkozy, quanti nicolas conosci?”
“fa molto anna karenina”
“come sta tuo padre?”
“ho l’impressione che tu abbia superato quell’obsoleta e borghese distinzione tra capi invernali ed estivi”
“sì. forse è per questo che ho la bronchite da due mesi”
“se il catarro è giallo è batterica. hai guardato il colore?”
“siete disgustose. me ne vado”
“faccio uno shut down e vedo se la mia vita migliora”
“io prima o poi prendo un fucile e lo uso. lo uso, eh?! poi non andare a scrivere in giro che non vi avevo avvisati”.
ps per evitare domande inopportune e dolorose, a proposito del post di ieri. tanto rumore per nulla. mister incredible non ha trovato né il libro della kinsella (effettivamente è uscito prima in italiano che in inglese, misteri dell’editoria globale) né una serie tv che lo convincesse. quindi, alla faccia dei sensi di colpa e dell’espiazione, è tornato a mani vuote e con la barba sfatta.
Prima?
A me giunge al cervello una domanda…ma che cacchio di colore ha l’ottanio???
è un colore tra il verde e il blu mischiati insieme. Sono preparta sull’ottanio perchè mia madre scelse l’abito del mio matrimonio di questo colore e ancora, a distanza di sette anni, ho gli incubi ricordando la ricerca delle scarpe.fine comunicazione di servizio.
Grande Elasti, da quando ho scoperto il tuo blog non ti lascio più.
Sono barese e soprattutto quando racconti delle avventure nella mia terra e della convinzione di mr. incredibile di conoscere l’esperanto della lingua europea mi fai morire dal ridere. Perdonami le divagazioni.
Complimenti per la tua scrittura, leggera e curiosa, mi allieta il post lavoro quotidiano.
Un bacione a te e hai 3 hobbit
E che succede alla mela e alla pera in chiesa che si devono sposare?
Appunto!!! Che fanno? Che succede?
son tutta orecchi!
PS: a proposito dell’espiazione: MEGLIO che sia arrivato a mani vuote!! Così deve espiare ancora di più!!! :-))
ahahah mo voglio sapere come finisce la barzelletta!
:-p
PS: …però ti ama!
Sì, infatti, la mela e la pera? Sono andati in viaggio di nozze in Kazakistan?
Espiazione solo posticipata!! No?
stavolta è davvero bastato il pensiero.
niente grey’s anatomy???ma che senso ha fare uscire un libro di una scrittice inglese prima in italiano???mah
Ma in che razza di ufficio lavori? Al confronto i 3 nani paiono tranquilli…. 😉
PS: L’ottanio era un colore che nominava sempre anche la mia nonna, credo fosse una specie di blu/verdone, e mi ha sempre fatto l’impressione di un nome un po’ “petrolchimico”.
Impressione giusta. Altrimenti detto Verde (o blu) Petrolio
Ma nemmeno Mad Men gli è piaciuto? Da HMV a Heathrow avevano tutte e quattro le stagioni…
Beh, almeno, visto il tuo ufficio, che ti prenda il film “office space”
http://www.imdb.com/title/tt0151804/ 🙂
no, ti prego, non posso non sapere come finisce la storia fra mela e pera… è come se mi riguardasse in prima persona!!!!
:))
Anche io in attesa di regalo espiatorio … Ma dopo 4 anni di vita in ” commuting” lun-ven non so più cosa aspettarmi… Meglio non aspettarsi niente… Finchè l’aspetto … E lo aspettano anche i nostri due marmocchi 🙂 se xó considero che sono rientrata al lavoro lunedì e che sabato è pure il nostro anniversario forse qualcosa me lo aspetto… 😉 ma anche no… Boh???
Beata te che vai in un ufficio a lavorare! Io mi trovo sempre bambini intorno, a casa e sul lavoro!
Perché? che lavoro fai?
Ilaria
sarà maestra, no?
magari pediatra?
Ilaria
Secondo me avreste dovuto prendere Dr. House…! Comunque com’è la barzelletta della mela e la pera???
Ah, Elasti, sto leggendo un libro di Allison Pearson: “Ma come fa a far tutto?”. È davvero carino, ne hanno fatto pure il film. La protagonista è una trentacinquenne in carriera nella City che fa la fund manage. Ha due figli e nemmeno un minuto di tempo…
Chi l’ha letto???
Iris_viola_a_macchie_gialle
Ho finito ieri il libro della Kinsella oggi comincio questo poi ti dirò…CIAO
L’ho letto e mi è piaciuto parecchio. Fare mentalmente le liste mentre sei a letto (da sola o in compagnia!)…che brutta cosa 🙂
Ho visto anche il film e mi è piaciuto molto meno, molta sintesi, brutti tagli di interi pezzi, e lei (che pure mi piace tanto, la Parker) sembra non fare altro che correre sui soliti tacchi, coi cappottini al vento…
Decisamente meglio il libro!
avete ricevuto lui, come regalo!!!
coraggio. maestra
Ciao Elasti e fanciulle/i del blog!
Posso permettermi una domanda un po’ indiscreta? Allora mi butto: ma com’è che solo a me la descrizione dell’ambientino redazionale nel quale lavori fa l’effetto di una gabbia di matti? E mi rafforza nell’idea (forse un po’ pregiudiziale) che i giornalisti (anche quelli economici…) mediamente siano un po’ storditi? Boh! E sì che io, che non faccio la giornalista, ho lavorato (e lavoro ancora) con personaggi “bin ciapà” come si dice in piemontese…
P.S.: visto che oggi sono in modalità “signorina perfettini”, vorrei precisare che il color ottanio, come già correttamente detto, è un colore particolare, tra verde e blu, tanto è vero che già durante un precedente momento di gloria del suddetto colore (parliamo della fine anni ’80… ebbene sì, sono un po’ stagionata…) veniva chiamato “color verde petrolio”. Infatti è proprio dalla serie chimica degli ottani (che comprende elementi come l’ottano, il propano, il butano, etc.) che ha preso il nome, e quindi sarebbe forse più corretto chiamarlo ottano…
Floralye
Anche gli open spaces che non appartengono alla categoria giornalisti economici hanno l’aria di una gabbia di matti. Credo sia una prerogativa degli open spaces!
Roberta
pensa che io ho scambiato l’ottanio…ops OTTANO per il cobalto! torno nella mia caverna. freefrà
Non vorrei fare la saputella, ma in fondo basta digitare su GUGHEL colore ottanio (immagini) e vualà, ecco il colore desiderato, che dicono sia il trend di quest’anno. Muah!
Detto anche vinaccia
Non vorrei dire, ma vinaccia è una specie di bordeaux…
che stordita che sono! Pensavo agli abbinamenti!
Verde petrolio va bene?
concordo con P: l’ottanio e il vinaccia sono diversi..ma magari per i daltonici no..
Ma quanto sarà intellettuale un marito che scelga come strumento d’espiazione non dei banalissimi gioielli, dei pericolosi cioccolatini o degli sdilinquevoli fiori, ma invece un libro?
lo avrà anche scelto, ma non glielo ha portato.
Non trovandolo era meglio se prima di tornare passava da una gioielleria.
PS: Elasti, le gioiellerie ci sono anche a Milano, eh!
ma.. la mela e la pera?? X)
Per piacere: devo andare a dormire. Non ce la posso fare se non conosco le sorti matrimoniali della mela e della pera!!!! Per piaceeereeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vabbe’ ma che Mr. I non e’ uno da regali s’era capito. A parte quel bellissimo vestitino cOlor albicocca di quest’estate. Se devo dirla tutta principe azz mi riempie di regali, spesso incredibili a volte non proprio. Ma ironia della sorte, sono cresciuta con un padre amorevole che mi ha fatto pochissimi regali in vita sua ( ma non e’ stata molto lunga) percio’ questo aspetto di Mr. I mi emoziona…
Scusatemi tutti!
Sono Elena Perfettini e vi porto una grande delusione.
Già sapendo cos’è il color ottanio, ho cercato su google “barzelletta mela pera chiesa” ed ho trovato questo (barzellette.it):
<>
…è una barzelletta teribbile…
Nuuu porca miseria, mi si è censurata la barzelletta.
La riscrivo:
c’e una mela e una pera che si vogliono sposare, allora vanno in chiesa e il prete dice: “tu mela vuoi questa pera” “si la voglio” “e tu pera vuoi questa mela” “si la voglio” e allora il prete dice: “allora vi dichiaro macedonia!”
sarà che son le 6.42… ma qsta stende anche i più tosti…
per restare in tema vegetariano, CIAO! vado e mi inoltro nella giungla milanese 😦
omm-io-ddio ecco perché Elasti non ha scritto la fine.. per risparmiarcela!!
noooooooooooo! buuuuuuuuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhhhhhh x mister incredible! nemmeno 1 sorpresa picculina? ma allora che espiazione è????
però te ne poteva prendere un altro della Kinsella…la serie shopaholic l’avrai letta tutta, ma hai letto anche tutti quelli scritti da lei con il nom de plume di madeleine wickham….? In aeropporto (cos’è, Gatwick?) li trovi tutti
ho capito perchè mi piace il tuo blog…
Mi piaci tu, con la tua scrittura, leggera e ironica anche quando tocca tasti delicati, gli hobbit, mr Incredible e tutto quanto riporti generosamente della tua esperienza di vita 🙂
… e mi piacciono i commenti dei tuoi followers -s’impara un sacco sulla grande famiglia umana :)))
Allora è il momento di usare tutti i crediti accumulati…. e via di saldi e coccole tutte per te!! Sono felice sia arrivata la cavalleria per alleggerirti un pò.
Visto che dovevamo evitare di parlare dei regali…
Alessandra
Anch’io, Ariete, ho un marito Bilancia che ha difficoltà a trovare regali (ha sempre paura che non mi piacciano). Che M.I. espii nel sacro talamo! A noi Arieti piacciono queste espiazioni!
Ma quale sacro talamo! Qualsiasi cosa facciano nel sacro talamo NON è espiazione.
Se proprio espiazione ha da essere che sia seria. A scelta:
1. Stile cortigiano: passare PRIMA, insieme, da una gioielleria.
2. Stile dominatrix: stabilire 24 ore di dominio assoluto: farà tutto e solo quello che dici tu. ANCHE nel sacro talamo.
4. Stile Vendicativo: mollargli i 3 gremlins per 12 ore filate e sparire nelle nebbie, tornando a sera tardi, fresca e riposata e pretendendo di TUTTO nel sacro talamo.
e che c…..!
mi inchino alla 43
Bentornato a casa Mr. I. Vedi di coccolarti la tua Elasti che una così non la trovi neanche in capo al mondo.
Per Mr. Big (commneto post precedente): evidentemente non l’hai conosciuta dal vivo. O se l’hai vista non l’hai riconosciuta, perché sembra una ragazzina (che invidia mi fai Elasti, neanche una ruga!)
Certo che chiamare una maglia “ottanio” invece che “verde petrolio” fa molto più figo! Anzi, visto che sta tornando di moda sia il color ottanio che il lavoro a maglia, vado a cercare nell’armadio i gomitoli di lana verde petrolio. Ops, ottanio! e mi faccio un maglione.
Roberta
grande Roby!
sempre avantissimo!
BLU l’ho cercato il color ottanio e per me è blu, lo sapevo che sono indietro!
c’e una mela e una pera che si vogliono sposare, allora vanno in chiesa e il prete dice: “tu mela vuoi questa pera” “si la voglio” “e tu pera vuoi questa mela” “si la voglio” e allora il prete dice: “allora vi dichiaro macedonia!”
Anche io guardo con commossa partecipazione il flirt tra Angela e il Mario, e se niki rosica sono solo che contenta, perchè in questa “anche li ricchi piangono” versione realpolitik, è quello che mi sta più incoercibilmente antepatico.
(Poi non so elasti, il tuo posto di lavoro mi pare un girone infernale:)
ma invece sono simpaticissimi i colleghi di elasti! anch’io faccio il tifo per angela e mario! l’Italia sta riguadagnando credibilità all’estero (almeno qui in germania)!
ma nessuna si ricorda che la zia matta si è sposata con un vestito color ottanio? e anche lì tutti a chiedersi che colore era…
meno male che la fine della barzelletta non era nel post, se è proprio quella dei commenti meglio evitare.
trovo simpatici i tuoi colleghi, e l’openspace mi è semptre piaciuto perché aiuta (in genere) a socializzare e rende il lavoro meno gravoso.
C’è quel mix tra lavoro e attività ludiche e scherzose che rende il luogo di lavoro un posto piacevole e divertente!… si diventa un pò adolescenti… a volte bambini… dove lavoravo, alcuni colleghi si davano al lancio delle gomme tra di loro, e scherzi vari… ma lavoravano anche molto! Però quella complicità rendeva le cose più piacevoli, e si creava uno spirito di squadra. L’ottanio l’ho sempre chiamato “verde petrolio”… era di moda negli anni ’80. Si vede che è tornato di moda ora!
Secondo me ha letto il tuo post ed ha voluto dimostrarti che non NON ha nessuna colpa da espiare…. così ti impari!! come dice mia figlia:-)
w la barba sfatta!
Ciao Elasti… scusa se utilizzo lo spazio dei tuoi commenti per una pubblicità… ma domenica a milano si terrà una slendida manifestazione a scopo benefico e ci tenevo tanto a darle visibilità:
http://ciccisnestandgarden.blogspot.com/2012/01/red-nose-running.html
Potrebbe essere una bella idea per fare sfogare anche i tuoi hobbits!!!
😀
Ho appena trovato un articolo che ne parla: http://milano.repubblica.it/dettaglio-news/milano-11:43/6795
Elasti, una giornata nel tuo ufficio e altro che part-time verticale…una settimana di ferie per riprendersi dalle risate. Sei troppo brava, e la maestria con cui strappi un sorriso ad ogni più semplice quotidianità è impareggiabile! grazie.
Abbraccio solidale!! Tutti uguali, eh! (i mariti…)
Cla
Un i-pad è un ottimo segno di espiazione :))) appena scartato ( direttamente da Heatrow) .
scusate il fuori tema: c’è un’anima buona che mi spieghi come fare a mettere la fotina qui accanto?
grazie!
pare che tu debba iscriverti a gravatar. ma non so altro
grazie!
Cara Elasti, leggo da molto tempo la tua rubrica. Anzi aspetto con ansia Ddonna al sabto proprio per leggere la tua rubrica. Non so come, ma riesci sempre ad emozionarmi; spesso facendomi ridere di gusto altre volte lasciandomi a lungo a meditare. Leggendo la tua rubrica di oggi 14 gennaio non son riuscita a trattenere le lacrime. Ho 37 anni, al momento sono incinta di 20 settimane ma 1 anno fa’ ha vissuto un’esperienza simile a quella che tu hai raccontato in Appunti&divagazioni pubblicato oggi. Ciò che mi ha emozionato non sono gli ormoni impazziti della gravidanza e neanche ricordare un’esperienza tanto triste ma il piacere di leggere, espresso molto bene da un’altra persona, ciò che ho sentito e che tuttora sento verso il mondo dei ginecologi obiettori. La rabbia e la sensazione di ingiustizia per il fatto che sia permesso ad un medico ginecologo di abbandonarti in un momento così drammatico della tua vita, come se per la donna scegliere l’aborto fosse una scelta presa con leggerezza. Non mi dilungo su ciò che penso del diritto all’aborto che grazie al cielo ancora esiste in Italia, ma vorrei raccontarti di quanto sia stato difficile per me trovare un ginecologo non obiettore dal momento in cui questo “piccolo particolare” non viene certo scritto sulla targhetta del loro studio nè tantomento sui loro grandiosi siti internet e così lo scopri quando è troppo tardi. Se un ginecologo ha il diritto di obbiezione perchè non ha anche l’obbligo di comunicarlo fin dalla prima visita alle proprie pazienti? Perchè in ognicaso non può indirizzarle verso centri dove queste si possano rivolgere nel caso in cui sopraggiunga la triste eventualità di dover ricorrere all’aborto? Ma come è possibile che questo non sia reso obbligatorio?Ma come è possibile che un ginecologo chieda per anni parcelle di centinaia di euro e non comunichi la propria obbiezione di coscienza?
Cara Elasti grazie perche riesci sempre a cogliere degli aspetti della vita quotidiana che fanno riflettere sulla nostra società e sul nostro senso civile
Il punto è che la legge esiste, è fatta così, e ce la teniamo. E la legge va applicata.
Un parente medico mi passa, poi, questo pensiero:
in Italia più dell’80% dei ginecologi sono obbiettori, ti sei mai chiesta il perchè? Tutti bigottoni servi della Chiesa? Non è che c’entra il fatto che loro, molto più di altri, sanno esattamente cosa sia un aborto? Cioè la soppressione di una vita umana?
Esistono pagine pesanti nel nostro LAICO ordinamento giuridico sul reato di omicidio, declinato in ogni modo possibile. Personalmente non trovo accettabile che si chiami “diritto” la possibilità di sopprimere una vita umana quando lo si decide noi, solo perchè non la vogliamo.
Immaginatevi questo principio applicato alle diatribe condominiali, o peggio, ai rapimenti a fine di espianto di organi che stanno tanto aumentando.
La vita umana non è una malformazione che il chirurgo ha il dovere di curare. Un embrione non è una malattia, e nessun medico può essere obbligato a “curarla”, perchè non c’è niente da curare.
Ripeto, è la legge LAICA dello Stato Italiano che condanna il reato di omicidio, qua la religione non c’entra.
C’entrano solo le evidenti contraddizioni di un ordinamento giuridico che da una parte vieta e condanna la soppressione della vita umana e in una legge la ammette per una sola fascia di età.
E’ una situazione che ricorda molto il vecchio codice Rocco, in cui l’omicidio prevedeva delle attenuanti se la vittima era un bambino, perchè la vita di un bambino valeva meno di quella di un adulto.
Oddio santo, è la fine di questo commentarium. Prevedo tuoni, fulmini, e cateratte che si aprono – giustamente.
Io credo che uno Stato laico e civile debba consentire ai cittadini di decidere su questioni così intime e importanti (come l’aborto, l’eutanasia, il testamento biologico).
Poi ognuno di noi decida secondo la propria coscienza.
Tutto il resto, a parer mio, è un’inutile esercizio di filosofia etica.
Aborto significa libertà di scegliere. Come la metti in caso di stupro?
I medici sono obiettori perchè praticano clandestinamente, magari anche oltre i limiti stabiliti dalla legge.
W l’aborto, W la RU486
Credo che abbiano ragione un po’ tutti su questo argomento. In ogni caso nel nostro paese avere un figlio con degli handicap, e’ un lusso che non tutti possono permettersi. Inutile per lo struzzo mettere la testa sotto la sabbia. Se ci fosse l’assistenza necessaria a vivere una situazione del genere con piu’ serenità e supporto allora forse si potrebbe accettare una polemica antiabortista nel caso in cui ci si accorga che il nascituro avrà seri problemi di salute. Io non credo che abortirei mai ma detto questo: viva la libertà di scelta.
un articolo di ernesto burgio su cellulari, wifi, cordless:
http://www.cadoinpiedi.it/2012/01/11/cellulari_a_rischio_cancro.html
si, è dfficile, ma per il bene dei bambini noi adulti non possiamo non fare o dire niente. esistono sistemi alternativi: mentre l’industria cerca soluzioni, cerchiamo di usare quelli! saluti a tutti!
Chi parla di omicidio dovrebbe riflettere profondamente. Ho due figli, non ho nonni e non ho uno stipendio che mi permetta aiuti. Li ho avuti in incoscienza, con una casa piccola, un marito con uno stipendio piccolo (anche se una grande persona). Ho sofferto di depressione post-partum. Ho avuto tante difficoltà e pochi aiuti. Problemi a far prendere i figli alla scuola pubblica nel mio quartier per carenza di posti, problemi a portarli a fare sport… ma non voglio fare l’elenco. Tutti i genitori sanno che un figlio non è un capriccio e che il grosso non è farlo, ma anche crescerlo. Dunque, sono credente, ma invito tutte le persone che forse non sanno di cosa parlano a riflettere. Avere un bambino con handicap non è alla portata di tutti, soprattutto emotiva, e questo non è un delitto. non può esserlo. Alla mia prima gravidanza il mio ginecologo mi ha consigliato di fare l’amniocentesi, al di là dell’età: “io lo consiglio anche alle diciottenni, bisogna sapere”. Ero perplessa. Un mio caro amico è neuropsichiatra infantile in una struttura pubblica: mi ha raccontato la distruzione delle famiglie con figli con handicap, i problemi che insorgono sempre, la fatica, l’isolamento, la mancanza di strutture, i rapporti che si deteriorano. E io l’amniocentesi l’ho fatta. è andata bene, ma è stato giusto che io abbia saputo. Una mia cara amica cattolica ha tre figli: al primo non l’ha fatta perché era incosciente e euforica, come tutte al primo figlio e diceva “accetto tutto”. Già dal secondo non ha avuto alcun dubbio. Un figlio è una cosa seria, serissima. Ognuno deve avere tutti gli strumenti per decidere, per conoscersi. E non può essere mai lasciato solo.
Ilaria