Nonsolomamma

voli interni

mister incredible è negli stati uniti, per 36 ore circa. è andato nella città di A, in massachusetts, per incontrare alcuni economisti marxisti e fricchettoni. è partito domenica mattina, è arrivato, dopo un volo intercontinentale e uno interno, alle 7 di sera ora locale e da allora, senza requie, ha ininterrottamente discusso di sfruttamento, disuguaglianza e fallimento del capitalismo con teorici visionari e disadattati. non si è mai fermato, se non per scrivere la seguente mail di servizio a elastigirl:

sono arrivato ad A. racconti e aneddoti a quando torno. una cosa è certa: MAI fare voli interni in america. quando ho visto il posto che mi era stato assegnato ho pensato: ‘fikissimo, praticamente in business, quasi accanto al pilota’. peccato che la fila n.7, la mia, fosse l’ultima. la hostess ha passato la prima ventina di minuti a spiegarci che probabilmente avremmo vomitato tutti e che se si sentiva puzza nelle ultime file era perché quelli prima di noi avevano vomitato alla grandissima.

34 thoughts on “voli interni

  1. Io ho in generale moderatamente paura degli aerei, e un volo del genere l’ho preso. Mentre aspettavo la partenza, il signore seduto accanto a me in aereoporto mi ha gentilmente fatto sapere che quel tipo di aereo viene chiamato “the egg-beater”, il frullatore, a causa del rumore e della sensazione. Panico. Invece è andato tutto benissimo ed è stato anche divertente. Quindi magari Mr. I esagera….

  2. scusate io non ho capito… qualcuno sarebbe così gentile da spiegarmi? stiamo programmando la west coast per quest’estate… devo sperare di non fare scalo a new york?

  3. Ma Quest’estate tornerete anche voi nella città di A? Invece i voli interni australiani sono comodissimi!! Quasi come gli intercontinentali! Povero MI ma alla fine si sentiva parecchio puzzo???

  4. Una volta in un volo tipo quello un signore mi ha chiesto se gli potevo tenere il sacchetto per il vomito…. E quando lo ho guardato atterrita e gli ho risposto nemmeno per idea ha fatto anche lo sdegnoso! Buona giornata a tutti…

  5. Occhei, nel caso prossimamente vada in America e debba fare un volo interno… chiedo la fila n.1, così almeno, se proprio devo, “esplicito” addosso al pilota… così impara!!!

    Floralye

  6. Non ho mai commentato prima, ma leggo ormai da anni.
    Volevo solo aggiungere ai commenti sopra, come esperienza personale, il volo fra Atene e un’isoletta sperduta (Skiatos) di alcuni anni fa (non per turismo)… non c’erano praticamnete file ! Solo pochi sedili e salii insieme a qualche abitante del luogo e a 3 gabbie di galline (non so perchè non le avessero caricate nella stiva , forse perchè sarebbero morte poverine) . Il volo fu un incubo di vuoti d’aria e puzza ( c’erano a bordo anche casse di alimenti quali pesce secco e formaggi!) e l’atterraggio fu spettacolare : quasi sulla spiaggia! Da allora ho avuto molti problemi a riprendere l’aereo nei voli interni!;D
    Ciao e grazie per il tuo splendido blog che leggo quotidianamente
    valverde

  7. Succede anche qui in New Zealand. I voli interni sugli aeroplanini da 14 posti sono terribili. Soprattutto con il vento forte. Pero’ si chiacchiera un sacco tra passeggeri, tra un conato di vomito e l’altro.

  8. ahahahahaha! Mi è successa una cosa simile quando sono andata in Canada. Era la prima volta che volavo in vita mia e dopo un volo interminabile fino a Roma-Toronto, per spostarmi in Quebec mi sono ritrovata su una baracca volante! Una fifa blu!

  9. Ciao ti seguo da tantissimo e mi piace molto il tuo blog, poi condivido anche un marito della provincia di Bari! (il dialetto è incomprensibile! chi te’mmuert!)
    A me capitò di fare il volo panoramico sul Grand Canyon con un aeroplanino da turismo ovviamente a cui il caro pilota non aveve chiuso bene il portellone. Io ho passato tutto il tempo a tenerlo con forza e ripetendo “Sir, I think the door is open…” mentre lui mi rispondeva sdegnato “Nahh” e un compagno di viaggio vomitava al suo fianco. Senonché a un vuoto d’aria la mia forza di braccia non fu più sufficiente e il portello si aprì…. sono ancora viva! :-)))

  10. Mi ricordo di un volo interno (italiano) Milano-Vibo Valentia, su di un ex velivolo Itavia, divenuto Alitalia, primi anni ’80. Ali bruciacchiate, senza hostess, con uno steward obeso che causava vuoti d’aria, un bimbo che, comprensibilmente inquieto, urlava come un pazzo, e con una temperatura interna di 16° centigradi.
    Usciti (miracolosamente illesi) dall’aereo, in Calabria ce n’erano 35°…

  11. quel tipo di aereo l’ho preso anche io in USA… in effetti ti mettono un po’ di ansia. Mi ricordo che su uno avevano anche fatto salire una ragazza con un cagnone grande al guinzaglio che ha viaggiato seduto ai suoi piedi!!!

  12. Ahahahah, mi è successa la stessa cosa con un volo Palermo Lampedusa. dopo il check in ho pensato : che figata, siamo davanti! Poi quando ho visto l’aereo ( praticamente l’aereo di Paperino) non volevo salire!! E per inciso, la fila era la penultima! Tutto il mondo è paese 🙂

  13. Invece io ho a che fare proprio in questi giorni con una cliente che sta facendo le bizze perché in un volo intercontinentale non le ho trovato il posto in business più davanti di tutti e si deve accontentare della terza fila business…..

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