Nonsolomamma

il problema

dopo quasi 18 anni di rapporto a distanza, fidanzamento, matrimonio e tre figli compresi, elastigirl ha capito alcune cose. il problema non è l’assenza, che per molti è addirittura il segreto degli amori duraturi, e forse non hanno tutti i torti. il problema non è nemmeno la presenza che si porta con sé i reciproci calzini sporchi, le maniacalità incrociate per l’ordine e il disordine, il lato deteriore della quotidianità, l’invasione gradita e sgradita degli spazi.
perché l’assenza, con i suoi languori, la sua vertigine di indipendenza, i suoi vuoti silenziosi, è una condizione suggestiva, di attesa e trepidazione. l’assenza, a guardarla bene, se non dura troppo (quanto è troppo? quattro giorni? tre settimane? tre mesi? elastigirl non l’ha ancora capito. forse tra altri 18 anni lo saprà), non è affatto male.
perché la presenza, nonostante i fantasmi del calzino infestante e della follia individuale (“chiudi la finestra? ho freddo” “no, il freddo tempra” “ma fuori ci sono meno 7 gradi!” “appunto, ci tempriamo”. “cos’è questa palla?” i vestiti che avevo oggi, perché?” “piegare mai?” “non ne vedo l’utilità” “mo’, sei proprio un debito” “solo un economista triste usa il sostantivo ‘debito’ per insultare qualcuno”) è fatta di riti festosi, di condivisione e complicità, di risate al buio, di sostegno e di chiacchiere, di turni e i turni sono un segno di civilità e rispetto. la presenza, a guardarla bene, è una fantastica invenzione.
il problema è quello che ci sta in mezzo, tra la presenza e l’assenza. il problema è la zona grigia della partenza. il problema è il cambiamento, il passaggio da uno stato all’altro.
quella cosa lì, quell’area vischiosa di bagagli e cattivo umore, fa talmente schifo che non ci si abitua, nemmeno dopo 18 anni.
per questo questa sera, mentre mister incredible apre le finestre e infila i calzini bucati in valigia, pronto per partire domattina all’alba dopo tre, dico tre, settimane casalinghe, elastigirl è di pessimo umore, vorrebbe sbattere fortissimo la testa contro il muro e coprire di insulti il primo passante sotto il suo balcone, così, giusto per sfogarsi un po’.

279 thoughts on “il problema

  1. Elasti, trovo che tu abbia un modo delizioso di raccontare fatti della vita quotidiana ed emozioni, toccando spesso aspetti della vita che sono ‘universali’ e che tutti in qualche modo hanno vissuto. La leggerezza del blog è ciò che mi spinge a leggerti… prescindendo dal divertimento di alcuni a battibeccare su quanto di vero o di eccezionale ci sia in ciò che scrivi … comunque non è da tutti trovare l'”eccezionale” nella quotidianità

    1. Forse perchè spesso nella quotidianità di molte persone i problemi sono così tanti che diventa davvero difficile vederne l’eccezionalità. Svegliati…

      1. parlando di eccezionalità nella quotidianità intendevo la capacità dello scrittore (in questo caso di Elasti, ma di tanti altri, ovviamente) di parlare di qualcosa di assolutamente comune e renderlo interessante e fonte di riflessione… tutti hanno problemi , più o meno gravi, ma magari non li mettono in piazza

    2. ecco… non avrei saputo trovare parole migliori x dirlo… chi legge questo blog lo fa x sorridere… non sono le capacità di elasti ad essere eccezionali ma il suo modo di raccontarle, di rivestire di un tessuto fiabesco le piccole faccende di tutti i giorni, quelle che tutte le mamme possono vivere…
      e questo, lasciatemelo dire, non è da tutti…

      1. Sono l’anonimo delle 13:54.
        Concordo sul fatto che scrive in modo simpatico cose quotidiane e che fanno sorridere (a posteriori. Sul momento a me viene la voglia di ribaltare i miei figli e mio marito insieme), quello che intendo dire io, è che, secondo me, chi ha una certa sicurezza alle spalle (e quindi può risolvere più facilmente i problemi che ovviamente tutti hanno, chi più chi meno) riesce a vedere le piccole cose della vita con aria scanzonata.

      2. Secondo me qui si sta andando un po’ “fuori tema”. Anche se nella finzione letteraria si riescono ad intravedere dei riferimenti alla vita reale di chi scrive, trovo che non abbia alcuna importanza da quale situazione personale (sicurezza alle spalle di cui parli, anonimo) parta lo scrittore. Ciò che importa è il messaggio che dà, le emozioni che suscita, ciò che evoca nel lettore. Trovo che spesso le commentatrici di questo blog prendano le parti di Elasti o la attacchino, come se lei avesse bisogno di essere difesa o dovesse essere criticata sul piano personale. Parla del malessere del distacco da una persona che ama, tra l’altro descrivendo un sentimento comune a molti in pochissimi tratti, e le si scatena contro il mondo, con commenti che perdono completamente di vista il post…

    3. E’ vero su questa cosa ti do ragione, bisognerebbe separare lo scritto da quello che è lo scrittore, ma quando leggo qualcosa mi viene naturale pensare alla persona che l’ha scritta, per di più se parla di se stessa. La cosa che a me da fastidio non è quello che lei scrive, ma sono i commenti adulanti e consolatori delle sue FANS. Non credo che la De Lillo scriva i suoi post per farsi consolare da persone che neppure conosce.
      Quello che altre commentatrici fanno (vedi Cheppalle) non è un attacco a lei, ma a queste persone. Spesso mi sembrano più acide loro di cheppalle…

      1. Ma che colpa ne ha lei dei commenti e dei commentatori? Questo proprio non me lo spiego… Acidi o adoranti, ognuno si prenda la responsabilità di quello che scrive! Se Claudia scrive qualcosa che urta la sensibilità di qualcuno, ben venga il commento negativo, ma trovo davvero assurdo il dar contro al “commentato” per attaccare i “commentatori”! Non sarebbe male poter commentare qualche post di Cheppalle e dei vari anonimi sui loro blog anzichè i loro commenti su un luogo che di fatto non è loro…

  2. Guardate ,care signore, che anche noi ometti abbiamo il nostro bel da fare…soprattutto se separati, con figli a carico e con un’attività da portare avanti.
    Comunque ciò non toglie che questo è un blog principalmente seguito da donne/mamme, quindi potrei essere una mosca bianca…
    Ma tant’é: mi piace leggervi, mi fate svagare ed è bello trovare di che sorridere (o ridere) nel vedere di come , a volte, vi perdete in un bicchier d’acqua…a battibeccare su chi offende chi e chi lecca il culo a chi…siete MERAVIGLIOSE!

    1. Mah. Andrea ogni tanto sbircio i forum cosiddetti maschili e di episodi simili è pieno. Un forum, frequentato dal mio compagno, a causa di battibecchi, invidie ed equivoci ha rischiato di chiudere. Anche lì si sono persi in un bicchier d’acqua…Non è una questione di genere ma di pura buona educazione e saper vivere, civilmente, insieme agli altri.

      1. Ah allora avevo capito giusto.
        Si manca (quella che conoscevo bene), ma di roba ce n’é x tutti in giro…quindi ci arrangiamo.

  3. Io ho avuto mio marito part time per quasi due anni, nel mentre che abbiamo voluto e concepito il primogenito! Quando è nato la lontananza è stata devastante, quando arrivava il momento della partenza era un incubo ed io vivevo in apnea fino al suo ritorno. Cosi non poteva andare avanti, o lui cambiava lavoro, anche a rischio di stare a casa o fare il precario mentre io conservavo il posto sicuro, o lo manteneva lui , io mi licenziavo e ci trasferivamo da lui!!!
    Abbiamo opatato per la prima soluzione. Marito con lavoro attuale precario, più casalingo che lavoratore, secondo figlio cercato ed arrivato, io ho mantenuto posto fisso e comprato casa con un mutuo trentennale.
    Risultato però è stato di tanta serenità, armonia e fiducia che le cose, lavorativamente parlando, migliorino, ma abbiamo anche capito sperimentato e sofferto che la famiglia DEVE sempre, in qualunque circostanza restare UNITA. Questa è la forza della nostra famiglia. La famiglia viene prima di tutto, del lavoro, della carriera e dei soldi. E dico la famiglia, non i figli che poi crescono e se ne vanno, ma la famiglia in senso più ampio come unità composta si dai figli ma anche dalla coppia.

  4. Buongiorno Claudia
    il tuo post mi è stato segnalato da un’amica e mi ha lasciata sgomenta: io vivo una situazione molto simile alla tua:
    3 figli (due ragazze e un bimbo)
    marito impiegato all’estero
    blogger per caso.
    Questo è il post che ho dedicato alla sua vita nomade, vuoi dargli un’occhiata?
    http://trefigli.style.it/2012/04/12/quando-il-papa-riparte/
    (tra l’altro, leggendo la tua presentazione mi sono accorta di avere anche io usato l’espressione “marito part-time”. E’ stata una cosa involontaria, e si che mi pareva una definizione originalisssssima!).
    Io gli compro un sacco di calzini. Ciuffi, mazzi, branchi di calzini – tanto ci pensa la lavatrice a mangiarne almeno uno per coppia. E’ il mio modo di fargli sapere che lo penso sempre.

  5. Cara Elasti, grazie. Hai descritto perfettamente quello che a me capita abbastanza spesso, quel maledetto nervosismo pre-partenza del marito partime e quel rientro con la nuova condivisione di spazi e tempi. Che fatica. Ma siamo mamme multitasking, ricordi?

  6. Elasti ha una famiglia meravigliosa
    Elasti gestisce un blog di successo
    Elasti lavora part-time
    Elasti ha scritto due libri
    Elasti scrive per riviste e partecipa a tramissioni tv
    Elasti viene invitata dal Presidente della Repubblica Italiana
    Elasti è simpatica, ironica e intelligente e questo, tutto questo forse infatidisce qualcuno, perché non si puo’ sempre piacere a tutti, perché l’invidia è una brutta bestia. Una volta preso atto che le lettrici di questo blog abbiano contribuito al successo di Elasti, cosa cambia? E’ ovvio come il sole che splende al mattino che è così e io sono felice per lei!!!
    E se non fosse tutto vero (ogni tanto in effetti spero non sia tutto vero, soprattutto quando parla di virus dei bimbi/stanchezza/etc) quello che scrive, cosa cambierebbe? Rimane sempre un piacere leggerla, sempre.
    E’ diventata un prodotto di marketing? Buon per lei, vuol dire che è brava, che ha talento perché non mi sembra che qui ci sia qualcuno in obbligo di seguirla.
    A me il solo fatto di sapere che c’è, contribuisce a rendere certe giornate più lievi.
    Il suo sorriso birichino è contagioso e l’ultimo articolo su D mi ha fatto piangere. Gliel’ho pure scritto via email privata, perché mi sentivo di farlo. Sono malata? Vorrà dire che lo diro’ al medico al prossimo controllo. O forse la mia, e quella di tante altre, è ammirazione e stima. Che poi ci si affezioni a un personaggio così, mi pare ovvio.
    Quello che non è ovvio e non capisco, è come mai le persone che non la ammirano continuino a seguirla. Perché se non sono apprezzati i commenti delle lettrici considerate adulatrici basta leggere solo il post e buonanotte.

      1. Ossignore, in che mani siamo…
        E queste (tipo la Chicca) sono madri? Hanno dei figli? Li devono educare?
        Ossignore…

  7. Ragazze, e mamme, papà, nonni e tutti i lettori del blog, sta diventando impossibile leggere i commenti al blog, con tutti questi acidi commenti ai commenti (non al blog). Per cui nessuno di noi s’azzarda più a condividere qualche cosa di personale, che siano idee, avvenimenti, sentimenti, che vadano al di là di qualche complimento e poco altro nel timore di venire azzannati da chi non gradisce e non ha trova migliore occupazione al suo tempo.
    Vi propongo di non postare nessun commento al blog per 2 settimane. O magari anche per un mese…. tra poco si apre la sarabanda di fine anno di saggi, recite, feste, pizzate e papà, mamme, nonni e nonni hanno molte possibilità si occupare al meglio il loro preziosissimo tempo. Leggiamo il blog e poi: muti! Che dite, lo facciamo? Ci riusciamo?
    Un abbraccio a tutti
    Mela

  8. Buongiorno Claudia
    il tuo post mi è stato segnalato da un’amica e mi ha lasciata sgomenta: io vivo una situazione molto simile alla tua:
    3 figli (due ragazze e un bimbo)
    marito impiegato all’estero
    blogger per caso.
    Questo è il post che ho dedicato alla sua vita nomade, vuoi dargli un’occhiata?
    http://trefigli.style.it/2012/04/12/quando-il-papa-riparte/
    (tra l’altro, leggendo la tua presentazione mi sono accorta di avere anch’io usato la definizione “marito part-time”. E’ stata una cosa involontaria!).
    Io gli compro un sacco di calzini. Ciuffi, mazzi, branchi di calzini – tanto ci pensa la lavatrice a mangiarne almeno uno per coppia. E’ il mio modo di fargli sapere che lo penso sempre.

  9. “A me il solo fatto di sapere che c’è, contribuisce a rendere certe giornate più lievi.
    Il suo sorriso birichino è contagioso e l’ultimo articolo su D mi ha fatto piangere. Gliel’ho pure scritto via email privata, perché mi sentivo di farlo. Sono malata? Vorrà dire che lo diro’ al medico al prossimo controllo. O forse la mia, e quella di tante altre, è ammirazione e stima. Che poi ci si affezioni a un personaggio così, mi pare ovvio.”
    A me sembra veramente la pazzia pura!! Se è una tua amica e vi conoscete anche nella vita reale, ci può stare, ma in caso contrario lo trovo davvero grave. Scusami, non vorrei offenderti, ma la vita è un’altra cosa.
    Anche a me piace ( a volte) leggere i suoi post, ma finisce lì.
    Sono felice per i successi dei miei familiari e dei miei amici, ma dei successi di un’estranea devo dire francamente che non me ne importa nulla.

      1. Però non la conosci, voglio dire, non vi frequentate, non avete un rapporto.
        Sicuramente non sono affari miei, e ripeto, non è mia intenzione offenderti, ma davvero, non riesco a capire questo affetto per una sconosciuta.

      2. Oh signore, ma quanto la fate lunga… La gente si affeziona ai personaggi… I lettori si affezionavano alle (dis)avventure di Oliver Twist pubblicate a puntate nell”800, la gente si affeziona alle vite delle persone che rappresentano qualcosa di positivo per loro. E’ normale, capita a tutti. Da bambini ci affezionavamo a Paperino e agli altri. Da grandi ai personaggi dei film. Ognuno ha il suo genere. Ce n’è per tutti: cantanti, attori, scrittori, di finzione letteraria e di vita vissuta. C’è stato un tempo in cui qualcuno si affezionava a Ulisse, pensate…

    1. Ma davvero non ti è mai capitato di essere contento quando il tuo cantante del cuore vince un premio? O quando il tuo atleta preferito vince una gara? E scusa non sei contento per loro? E il loro successo non ti provoca contentezza? Se non è così sei tu che sei un po’ strano, gioire delle gioie e dei successi degli altri non è da pazzi, si chiama empatia. E provare simpatia per qualcuno che non conosci personalmente ma che “segui” in qualche modo è normale. Il fatto che in sto caso si tratti dell’autrice di un blog non fa molta differenza a parer mio.
      Se il libro del mio autore preferito è in cima alle classifiche mi fa solo piacere, così come se la mia blogger preferite pubblica libri o va in tv. Non ci vedo nulla di pazzo in questo, mi sembra anzi molto molto umano.

      1. INfatti lo è, fa pare della vita. Coloro i quali dicono che chi gioisce per queste cose non ha una vita sono i primi a non averla. O ad averla piuttosto povera… magari non hanno mai pianto alla fine di un libro, non si sono mai affezionati a un personaggio fantasticandone la vita… Poca fantasia mascherata da buon senso e una buona dose di grettezza e invidia del tipo “gioisco solo per chi conosco e se lo faccio per un’estranea sono una poveraccia manipolata. E perchè dovrei essere contenta per chi ha una vita magari migliore dalla mia ecc ecc”. Bella roba.
        Teach your children well, si diceva una volta…

  10. C’è gente che si ammazza per una partita di calcio, gente che invade il campo e costringe i calciatori (mooolto più pagati della De Lillo) a togliersi la maglia per non disonorarla, gente in preda a crisi isteriche ai concerti di cantanti comete che spariranno dopo un paio di stagioni (ah, i mitici anni ’80 con Sandy Marton, Tracy Spencer, i Bros, Rick Astley, gli Spandau Ballet… ‘zzo faranno oggi?), gente che fa ore di coda per l’ultimo modello del melafonino. Certo, lasciarsi andare in apprezzamenti esagerati per un post magari a giudizio di qualcuno neanche tanto ben scritto sarà irrazionale, ma mi sembra che nella lista delle persone che devono svegliarsi nella società odierna ce ne siano tante che vengono prima.
    Ammettilo cheppalle!…anche tu volevi sposare Simon Le Bon 🙂

      1. lo avevo scritto anche io, alcuni post fa..ma anonimo che forse sa chi è..mi ha detto che come psicologa nn ci prendo una cippa..ihih! e che chepalle è una donna..pure intelligente..

    1. Fefo, chapeau!
      Hai perfettamente centrato il problema, di chi commenta in modo “sbrodoloso” e di chi, partendo da alcune (e sottolineo, alcune) esagerazioni, parte in quarta tacciando chiunque legga e a volte commenti questo blog di idiozia, idolatria nei confronti della scrittrice, etc. etc. per arrivare anche ad altre “piacevolezze”.
      Per quel che mi riguarda, come già scritto da altre persone, quando ho tempo e voglia leggo, a volte commento, ma la mia vita, fortunatamente, è altrove; quello che non sopporto è la maleducazione, puramente e semplicemente.

      Floralye

      1. Fefo, se devi citare Dante fallo a modo: “non ti curar di lor, ma guarda e passa”.
        ‘Gnurant.

      2. In quanto docente di lettere al liceo devo bacchettare l’ “anonimo”.
        Ha senz’altro ragione Fefo che cita correttamente Dante :” non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

      3. Il passaggio, con citazione corretta “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa” arriva a 02:34 🙂

        A proposito, troppo attuale!

  11. Elasti scusa, ma qui si esagera su tutti i fronti. Ormai si leggono solo commenti di frignone represse che pare aspettino solo i toi post per farsi una lacrimuccia, che poi cosa c’è da piangere proprio non so. Oppure le applauditrici a prescindere, loro fanno solo clap clap e anche qui si manifesta la loro repressione e pochezza. Oppure le aggressive/offensive/rosicone che hanno deciso di riversare qui tutta la loro invidia per la tua vita, aggredendoti gratuitamente. Allora, poichè credo che smetterai di scrivere perchè i commenti sono insostenibili, nell’uno e nell’altro verso e credo che tu ne abbia piene le balls, suggerisco che tu continui a scrivere ma elimini la possibilità di commentare. Non vedo perchè privare noi che ti leggiamo senza dare i numeri, senza commentare, dei tuoi piacevoli racconti di vita. Paola

    1. E se a me viene da piangere perché leggo in questo post quella zona d’ombra sulla quale è finito il mio amore CHI CAZZO SEI TU PER DIRMI DI NON PIANGERE? E se voglio adorare Elasti come certi uomini adorano Dal Piero o certe donne George Clooney CHI CAZZO SEI TU PER DIRMI DI NON FARLO? C’è chi piange al cinema, quando la storia è finta, chi si fa coinvolgere da un libro che è solo un romanzo, E ALLORA?
      Hai paura che Elasti smetta di scrivere perché sempre più persone si fanno coinvolgere emotivamente? Ma allora non capisci nulla di marketing, ma solo di markette!

  12. 18 anni.
    Buon anniversario.
    Ora che siete maggiorenni siete pronti per prendere la patente.
    Come mai ti sei messa a pelare patate adesso? Perché accendi il forno?
    Vado!
    Meglio che saltello via!

  13. Elasti , va meglio ? Un abbraccio !
    PS: non avevo mai letto i commenti prima d’ora. E credo che non li leggerò più . Quanta acredine da parte di alcuni ! Ha ragione Fefo!

  14. Mi dispiace ma è proprio il concetto di fondo che non mi vede d’accordo con le critiche: cioè il fatto che voi vi sentiate chiamati a combattere contro Claudia sulla base di una presunta falsità di quello che scrive. Premettendo che non vedo nulla di male nell’abbellire un avvenimento per renderlo appetibile, che non conosco Claudia e non posso giudicare la veridicità delle sue affermazioni, che TUTTI sappiamo che il marchio elasti è anche marketing, che viene pagata per le sue attività…premesso tutto questo, Voi, in che maniera vi sentite defraudati?
    Perchè avete inondato la bacheca di insulti ma non mi è chiaro il motivo del contendere. Vi chiedo, per cortesia, se possibile, di illustrare a tutti noi il motivo della vostra acredine – aldilà del fatto che non vi piaccia il blog in toto perchè noioso, inutile ecc – per avere almeno una base per una discussione.
    Grazie.

      1. Il motivo è semplice. Perchè si lamenta allorquando Salgari perdeva la vista nelle biblioteche per mantenere una famiglia di molti figli. Perchè è rappresentativa non della sofferenza vera, e neppure di una qualche forma di umorismo o di uno stato interessante, ma dell’assenza di generosità in rapporto agli stati altrui. Ecco perchè si sofferma sulle transizioni del suo stato. Si parla del nulla, e nel nulla si finisce. Almeno il nulla ha una sua caratteristica, una sua dignità, che è l’essere invisibile.

  15. …io, comunque, son sempre qui con i cuscini in mano da ieri sera e ancora nessuno ha voluto giocare con me a cuscinate. Grazie…davvero, grazie a tutti/e!!
    Vatti a fidare delle genti che scrivono sui forum/blog/pizzini e quanto altro!!
    Daiiiiii, giochiamo?? ci sfoghiamo divertendoci…..così ci stiamo “incarognendo” e basta!!

      1. se bagnassi metà cuscino con acqua, sarebbe troppo sleale?? solo metà e poi le piumine le raccolgo tutte tuttoline io, ok? 🙂

      2. Sput sput, che schifo: mi sono finite in bocca! Adesso prendo uno di quelli antistress, quelli che non fanno lo sbuffo …lo sai vero che tra un po’ inibiscono noi due? Non sono riuscita a fare ”rispondi” al tuo, mah

  16. 18 anni di via vai continuo e non riesco a capire come tu faccia a resistere. Lo so che quando c’è di mezzo il lavoro si è disposti a far sacrifici però io sarei già andata fuori di melone! Brava Elasti, resisti e concediti le tue giornate di malumore nelle fasi di transizione!

  17. Ciao Elasti, anch’io ho un marito che parte e torna, è verissimo, il difficile è la valigia e il saluto davanti alla porta, ip non mo’ co sono mai abituata, è in disastro ogni volta, mo’ sento ogni volta come una vedova di guerra.. Poi alla gine durante l’assenza c’e la faccio ma quando torna è una festa!! E questo mi conferma che ho sposato l’uomo giusto!! Calzini a parte…

  18. Ma tutti gli anonimi criticoni non hanno altro a cui pensare? Leggere questo blog è uno svago e come tale può benissimo rimanere. Se non vi piace non leggetelo e non cercate di redimere chi invece lo legge con divertimento e piacere. Fatevi ‘na vita dai…

  19. Cari criticoni, conosco Elasti da quando è nata e, mi dispiace proprio per voi, ma è esattamente come la leggete e come appare in pubblico. Rodetevi pure, ma il suo successo sta proprio nella sua spontaneità. Non fa l’attrice, non sa recitare e se si fosse inventata un’immagine a tavolino prima o poi si sarebbe smascherata da sola.
    Ogni botte dà il suo vino, il vostro vino in che botte si è fermentato per essere così acidi, sospettosi, aggressivi e offensivi? Poveretti voi e chi vi sta accanto!

    1. …e non solo! pensa come schifo deve stare (chiaro che non lo ammetterà mai, ma ci pensi il suo specchio a dirglielo) uno che sa di essere definito troll…poverello proprio. Ma la rete ha di utile una cosa, quella di mettere in evidenza alcune tipologie umane nella loro essenza. Così le ingenue come me la smettono di illudersi che persone veramente cattive non esistano. Ci sono eccome, basta stanarle, e dirgli guarda che ho capito cosa sei. Nel reale è più complicato, perchè si truccano (cattivi ma furbi) mentre qui è un attimo.
      Servite, troll, fate pure: ci allenate ad attrezzarci bene per quando vi incontriamo fuori da qui. Roba da matti, bisogna pure ringraziarli Elasti!!! 🙂

  20. Era un pezzo che non leggevo i commenti, sono rimasta basita, anche se a ripensarci i primi troll che ho conosciuto e che hanno fatto quasi chiudere le mailinglist, millenni prima dei blog, risalgono agli anni 90….. Non dovrei stupirmi di tanta stupidità. Fossi in te blinderei i commenti. Un abbraccio

    1. concordo…per me non dovrebbero esserci. tutti a puntare il dito…elasti è benestante e tanti no, elasti ha un lavoro e tanti no…non è l’unica a crescere 3 figli addirittura ho letto…”hai pure insistito per avere il terzo” ma scherziamo? quanto è semplice dire che ci sono persone messe peggio…semplice e popolare. allora siccome ci sono persone che fanno sacrifici enormi chi ha un lavoro ha studiato anni per averlo e guadagna i suoi soldi onestamente deve andarsi a nascondere o viene chiamato falso ecc ecc… mah! io vivo con 1500 euro al mese faccio sacrifici di continuo…ogni tanto vengo qui e mi faccio una risatina con un racconto…perchè un blog non ha nessuna altra pretesa che raccontare! ha avuto successo ci ha scritto un libro e allora? buon per lei che ha avuto l’idea io non l’ho avuta altri nemmeno vogliamo condannare lei? poi non capisco…ho il diritto di dire quello che penso, nella vita al di fuori non credo che siano tutti in perfetto accordo con quello che pensi qualcuno la penserà diversamente…benissimo è vero ma fammi capire….se un ristorante non ti piace tu continui ad andarci? non credo. fai una campagna a sfavore davanti all’entrata o vai tavolo tavolo consigliando di andar via? non credo proprio, non ci vai e basta al limite ne parli male ai conoscenti. invece no qui ci sono i diritti…quelli di rompere le scatole a chi semplicemente scrive ciò che le capita o che le piace e chi ancora più semplicemente legge sorride e lascia un saluto, adorante o non, saranno anche fatti loro. quanto inutile accanimento.

  21. Elasti, capisco bene il tuo stato di transizione reiterato, e sarebbe opportuno che cambiassi stato, vale a dire andassi all’estero, per rendere a tutti la vita più semplice. Coteste mammine borghesi sono del tutto irrilevanti per lo spirito, e anche per il corpo, e in ogni caso non sono in grado di confortarti in alcun modo. Quello che ti consiglio è di partire con tuo marito, affittare uno chalet in Giappone, e rilassarti.

  22. Diceva la mia nonna: “Una bocca cheta la ne cheta cento”.
    Vai serena per il tuo “viottolo”, cara.
    Simona (a 36 settimane secche… …) + un figlio dormiente.

  23. A me non interessa se Elasti scrive cose vere, verosimili o proprio false…è piacevole da leggere e tanto basta. A volte mi danno fastidio I commenti adoranti, più che altro perché li trovo noiosi, quindi li salto, senza troppo disturbo. Mi danno ancora più fastidio i commenti saccenti e saputelli tipo “io ho capito tutto e voi siete dei poveracci” soprattutto se conditi da insulti gratuiti. Purtroppo ogni tanto qualche povero di spirito sembra aver bisogno di farlo…Aggiungo che trovo insopportabile il livore con cui si rimprovera a Elasti la sua (vera o presunta) ricchezza…ma saranno pure fatti suoi! Per concludere, mi chiedo se che quelli che lasciano decine di commenti nello stesso giorno abbiano anche altro di cui occuparsi nella vita… a volte sembra di no, e me ne rammarico.

  24. Di solito non commento, e leggo i commenti altrui raramente, però non capisco bene questa faccenda della presunta ipocrisia, del millantare un eroismo che non c’è ecc.
    Penso che sia molto ovvio, perchè l’autrice di questo blog lo ha ribadito molte volte, che la sua condizione è privilegiata. Penso che lo riconosca lei stessa e non se ne vergogni (perchè dovrebbe, del resto?) Lei stessa ci ha detto di avere un marito ed un padre professori universitari (un lavoro da elite, non da proletari), di avere una madre molto ricca che frequenta un uomo ancora più ricco che vive in un castello (altra condizione privilegiata) e una serie di altri indizi sul suo status socio-economico che indicano, senza possibilità di sbagliarsi, che l’autrice ha un back-ground alto-borghese. A meno di non essere così sprovveduti da pensare che un marito marxista che legge il Manifesto significhi automaticamente vivere da proletari, non capisco lo stupore e l’astio (del resto, i proletari non leggono il Manifesto, ma Novella 2000). Detto che Elasti è una persona privilegiata, e che lo ammette e che lo riconosce, non capisco perchè da questo debba derivare un’impossibilità di raccontare esperienze e sentimenti universali. Ora, se Elasti si spacciasse per un’operaia, sposata con un meccanico cassaintegrato, e poi si fosse scoperto che raccontava un sacco di cazzate, capirei l’astio. Ma non mi pare che sia questa la situazione, anzi. Del resto ci sono blog che raccontano la vita durissima di persone che non sanno come fare a sbarcare il lunario, e chiunque può scegliere di leggere quelli piuttosto che questo. Ribadisco, capisco la rabbia verso qualcuno che finge di essere un miserabile mentre pranza a caviale e champagne, però non essendo questo il caso, perchè prendersela?

  25. In effetti da qualche tempo il blog è diventato noiosetto e scontato. I commenti poi sono adoranti o ostili e il tutto senza apportare nulla. Non mi diverte più quindi saluto tutte, soprattutto le commentatrici storiche (che tra l’altro ormai si vedono pochissimo, forse annoiate pure loro) e Fefo (bella testa e simpatico blogger) e cerco altri svaghi mattutini. Abbracci e buon proseguimento

  26. Bene invece io ho un altro problema.
    Altre volte espresso con rispetto e gentilezza, adesso con difficoltà. I post di questo blog mi sono sempre piaciuti, perchè al contrario di altri ne apprezzo il fatto che e’ sempre stato un prodotto editoriale – se così non fosse, non ci perderei tempo. I blog delle mamme, nel novanta per cento dei casi li trovo, naturalmente è gusto e opinione personale, noiosi se non direttamente deleterii.
    Ho sempre amato anche questo commentarium a cui appartengo da tanto tempo con divertimento e senso di amicizia. Nella gran parte dei commenti ho riscontrato un giocare all’idealizzazione – gioco tipico della rete – da parte di gente che si rilassava che si sentiva in una casa di amici e che tranquilli aveva sempre ben altro da fare. I blog di successo fanno questo in effetti creano un gruppo di affini una comunità. Il commentuarium spesso è divertente quanto lo è il blog.
    Lo era.
    Ora il blog è infestato dagli insetti. E non parlo di chi esprime un commento più o meno condivisibile anche critico verso elasti. Ma di tre o quattro imbecilli che monopolizzano lo spazio e rispondono e dicono cazzate e vanno ot e insultano elasti e inquinano lo spazio. A me questo mi respinge. Io allora pur comprendendo e capendo, proprio trovo antipatico che Elasti non cancelli questi commenti. Il gesto di lasciare tutta questa roba mi lascia intedetta. Non difende i suoi lettori, non difende se stessa non difende uno spazio che con tanti anni si è faticosamente costruito. Alla fine con la storia della democrazia Elasti si lascia espropriare del proprio spazio. Si io li bannerei tutti senza indugio. Ma proprio.

      1. Zauberei hai veramente ragione.
        Io non sono brava con le parole e lascio fare a chi e’ piu bravao di me. Pero’ penso la stessa cosa.

        PS. e pure OT, ogni volta che leggo un tuo commento, proprio per la storia delle affinita’ che citi sopra, vado sul tuo blog per leggerti, (questa non vuole essere assolutamente ne’ una critica ne’ un insulto, per favore non prenderla in tal modo, avrei voluto scrivertelo come commento al tuo blog ma insomma, ora siamo qui e approfitto), ecco, me lo faresti un riassunto, magari per punti, ogni tanto, dei tuoi post?
        Sei bravissima a scrivere, mi piace la tua ironia e il tuo modo di essere nonsolomamma, ma, mea culpa, non riesco mai ad arrivare alla fine del post.
        Un abbraccio.

      2. Anche a me il non difendersi lascia interdetta. Eppure con tre figli maschi penso che difendersi debba essere un imperativo, appreso se non altro…
        Vabbé, questa magari è una mia proiezione personale, ma restando strettamente all’ambito bloggheristico e letterario, difendere il proprio spazio, mettere dei confini, a volte è necessario, se ti stanno facendo a fette.
        Lo so, agire con autorità per noi donne è difficile, ci sentiamo cattive e di tarpare le ali agli altri. Ma così ci facciamo solo camminare sopra.
        Detto questo, chiaramente ognuno fa quello che vuole.

      3. Zuauberei, c’é chi come te é interessato alla qualità dei commenti del proprio blog e chi alla quantità. Tu scrivi per il piacere di scrivere e avere confronti, la De Lillo ci campa, c’é una bella differenza.

      4. Scusate, naturalmente la mia imperizia ha colpito ancora: è con Zauberei che concordo…

        Floralye

      5. Linda – lo so, e non sono d’accordo uguale.
        Camomilla grazie:) sono in tanti a reagire come te! E’ un diritto:) non ti preoccupare:)

  27. Mi associo: mi sono annoiata. Dei post e ancora di più dei commenti. Elasti non è più una giovane mamma, non ha più bambini piccoli, come me. Anche io ho cresciuto i miei figli (che hanno l’età dei due primi di Elasti) con questo post. Ma ora è cambiata la situazione. Elasti è un personaggio pubblico, forse dovrebbe aprire un blog più ampio di discussione. Non credo che potrei ancora leggere le avventure del terzo Hobbit e l taduzione del suo linguaggio. Le partenze del marito, sempre le stesse, le vacanze in Salento, sempre le stesse, i Natali con i nonni (che pure loro sono invecchiati)… è stato carino sin qui, Un bel passatempo leggero. Buona fortuna e buon proseguimento

    Julia

  28. Da lettrice saltuaria e silente: questo blog è ben scritto, anche io, come una delle commentatrici, trovo noiosi la gran parte dei blog mammeschi. Tuttavia, come per i commenti sugli articoli dei giornali, per un “prodotto” (in senso tecnico, senza alcuna svalutazione) il numero dei commenti e delle visite è più importante della qualità del dibattito che si sviluppa. Se fate attenzione, anche i giornalisti di rado, anzi quasi mai, rispondono ai commenti dei lettori. E lì, come qui, si sviluppa un ambiente poco sano, litigi e insulti ecc. E’ il marketing – niente di male, anzi.

  29. Scusate se rispondo e dico alcune cose.
    1. Io trovo che il blog continui a essere bello e se c’è una nota – non nuova – del commentarium da cui mi sono sempre discostata è questa pretesa di giudicare in base alla vita concreta. Ah ci hai i figli piccoli, ah non ce li hai. Nè mi pare che la qualità del blog sia paeggiorata. Anzi. Certo lo dico da blogger di lungo corso, è difficile variare temi con il tempo, sorprendere sempre. Si ritorna su certe corde, pazienza. Forse si se nte questo. Ma questo post di oggi per dire è lieve e curato come sempre.
    2. Non trovo proprio che Elasti scriva in maniera più interessata di me. Scrive solo di cose diverse. Ringrazio GG del complimento – ma davvero non lo condivido. Confesso anche che anche a me il blog ha portato cose di lavoro, piccole monetizzazioni e relazioni importanti per me anche da un punto di vista professionale.Ne sono stata contenta e non ci trovo proprio niente di disdicevole. Magari facessi li soldi di Elasti:) Non è reato.
    Dico solo che se i troll se ne vanno qui è meglio per tutti.

    1. @Zauberei: anche se fai sempre la sapientona number one, ti è sfuggito che chi ha tirato in ballo il tenore di vita di Elasti eccetera non lo ha fatto per accusare Elasti di essere ricca o di “sentirsi un’eroina”. Ha accusato le commentatrici adoranti di adorare questa donna considerandola (loro) un’eroina, un’amica, una di loro, quando non è vero. Anche a me divertiva abbastanza leggere questo blog (ultimamente lo trovo anch’io ripetitivo ma immagino che arriverà sempre qualche nuovo lettore e per lui/lei sarà un blog nuovo e tutto da scoprire) ma appunto come prodotto editoriale, non certo per identificarmi con Elasti o per avere un’eroina davanti a cui sdilinquirmi. Quello che mi differenzia da Chepalle! è solo che io non mi prendo la briga di scagliarmi contro le commentatrici che vanno in brodo di giuggiole per cose normali come un bambino che dice qualche cosa buffa o una festa di compleanno come se ne fanno tante; ma di certo concordo con lei, magari non sui toni ma certamente sui contenuti. Questo tuttavia non ha niente a che vedere col criticare Elasti, che è sempre stata onesta sul suo essere una privilegiata; quindi non c’è bisogno che tu venga a fare l’avvocato difensore (magari nella speranza che commentare qui porti bene anche al tuo presuntuoso blog; magari sbaglio ma ho sempre interpretato in questo modo il tuo commentare qui).

      1. Io sono presuntuosa a prescindere:) essendo presuntuosa a prescindere e blogger a prescindere la selezione dei blog da commentare tra tanti che ce ne sono va in base alla stima. Per il resto boh non ho molto da aggiungere. Non riferendomi a nessuno in particolare troppe sono le cose che mi sono sfuggite. Non avevo lo scopo di fare una disamina dei commenti singoli.

  30. elasti racconta le cose in maniera interessante, poco banali secondo me. come altri blogger, o alcuni commentatori, che leggo personalmente volentieri che raccontano emozioni, intelligenza, senso critico, e anche voglia di partecipare.
    non im sembra cosa da poco, visti i tempi e guardandoci in giro!
    un pensiero alla società che stiamo, noi, adulti, costruendo. ricchi, poveri, consapevoli più, meno, per niente, si, ci sono tante differenze tra di noi, ma.. agiamo insieme per il miglior mondo possibile per tutti: più sano, più libero, più responsabile, più rispettoso della vita di tutti, soprattutto dei bambini. che ne dite? un caro saluto

  31. …e si pregustano già i post che leggeremo qui tra pochissimi anni, quando si parlerà di adolescenza. A proposito Elasti, diglielo al marito che una donna da sola non ce la fa a reggere l’adolescenza di due figli e la preadolescenza del terzo. È una certezza, credimi, questo post sembrerà allegro e spensierato al confronto. Un sorriso. Mir

  32. E’ terribile leggere certi commenti. Io credo che se la situazione continua (non so se e’ possibile) Claudia dovrebbe chiudere l’accesso ai commenti e scrivere solo il blog cosi’ chi lo vuole leggere lo legga. E’ evidente che Jes e’ una persona invidiosa che si sfoga sul blog e Claudia fa bene a inibirne l’accesso. Mi dispiace tanto. Un blog come questo e’ un posto di condivisione e nel contempo che fa sorridere, perche’ far accedere gente che porta solo astio?

  33. Però devo dire che questa situazione sta portando fuori parecchi commenti interessanti-diversi-intelligenti. Punti di vista a cui non avevo pensato, e belle menti. Grazie dunque.

  34. Ti prego fai qualcosa…. il tuo blog mi ha sempre fatto riflettere con ironia anche sulla mia quotidianità di madre (3fmaschi!!), moglie e lavoratrice.
    Ma è veramente triste leggere i commenti ultimamente.
    Forza siamo con te.

  35. Non capisco come mai oggi qui siano tutti critici di alta levatura.

    Elasti è privilegiata – benissimo – tralasciamo comunque che ha studiato e si è fatta abbastanza il mazzo, ma immaginiamola patrimonialmente come una conterranea Paris Hilton.

    I post diventano monotoni, ohimè, non possiamo pretendere che sia pure Indiana Jones ‘sta donna.

    Ha pure l’ardire di fare due soldi con il blog, santi numi.

    Ma a voi che importa?
    Santo cielo, ma saranno fatti suoi?

    Un blog si legge se piace.
    Non vi piace?
    Avete da questionare?
    Ma andate a fare il pubblico di Forum.

    E vari troll: le visite ai blog in generale sono diminuite, pure a quello di Elasti e capita.
    Dubito che il picco di questi pochi giorni di flame sia per lei di chissà quale soddisfazione, introito, vittoria.

    Lei scrive qui da tanti anni, ha raccontato nel bene e nel male la sua vita, che è da privilegiata (esistono i privilegiati meritevoli), a tratti monotona (sì i figli non possiamo cambiarli di continuo), ricca di aneddoti familiari belli, carini, divertenti, ovvi, noiosi, nuovi, ripetitivi.

    Voi esperti dell’ultima ora siete solo noiosi.
    Bah.

    1. Ovvii con due ‘ì’, è più colto e indubbiamente meno noioso. Chi critica gli esperti dell’ultim’ora, saccente arrivista fruitrice di internet, che non sai manco cosa sia il protocollo di comunicazione TCP IP, né lo schema ISO OSI? Sarai forse tu – almeno – un’espertona di cosa sia la netiquette?

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