Nonsolomamma

refezione scolastica

“come è andata oggi a scuola, hobbit di mezzo?”

“bene, a parte a pranzo”

“perché?”

“perché oggi è mercoledì e il mercoledì è uno dei giorni difficili”

“?”

“perché c’è la maestra di matematica a mangiare con noi. e si trema. a volte si vomita anche. per esempio oggi abbiamo vomitato in tre”

“avete vomitato? in mensa? pure tu? al massimo avrai sputacchiato. non posso credere che tu abbia vomitato”

“dovevi esserci! non mi credi?”

“no, ti credo ma mi sembra tutto un po’ strano. raccontami per bene”

“la maestra di matematica dice che il cibo è la nostra benzina”

“ha ragione”

“avrà anche ragione. ma dice che dobbiamo mangiare tutto. ma proprio tutto quello che mettono nel piatto. quindi noi vomitiamo. cosa dobbiamo fare?”

“e oggi cosa c’era da mangiare?”

“minestra”

“hai vomitato la minestra?”

“no, quella l’ ho mangiata”

“poi cosa c’era?”

“carote”

“e…”

“no, non le ho vomitate quelle. e non ho vomitato nemmeno la mela. invece fabio ha sputato la minestra e ha vomitato le carote. giulio ha vomitato la minestra”

“ma che meraviglia, deve essere un piacere stare a tavola con voi. e tu cos’hai vomitato di buono?”

“i bastoncini di pesce. alla fine la maestra era talmente arrabbiata che ha detto che non mangerà mai più con noi”

“e voi?”

“abbiamo fatto una festa. ma dentro la nostra mente, così lei non se ne è accorta”.

96 pensieri riguardo “refezione scolastica

  1. Ma i bambini non possono scegliere quanto mangiare avere?
    A scuola della mia settenne hanno il self-service, quindi per non sprecare cibo prendono sempre dosi piccole e fanno il giro 2-3 volte.

    1. ho appena scoperto che qui servono la minestra alla scuola materna (il mio nanetto ha appena cominciato..l’ultima materna di cui avevo notizie dirette è stata la mia 37 anni fa!) e mi sono domanda seriamente quanto cibo viene buttato (oltre che vomitato). povero hobbit di mezzo, ha tutta la mia comprensione.

    2. l’idea sarebbe comunque quella di indurre i bambini almeno ad assagiare. per questo non c’è il self service. ovviamente questo comporta molti sprechi e molto terrore quando si incontrano maestre che obbligano a mangiare tutto. a loro discolpa c’è da dire che, almeno per quanto riguarda milano, il cibo sembra essere sempre peggio dal nido alle elementari.

      1. Qui il self-service c’è anche perché i bambini possono scegliere ogni giorno fra un piatto vegetariano ed uno non. Solitamente c’è sempre almeno un giorno alla settimana con pesce ed un altro in cui entrambe le proposte sono vegetariane.

      2. Bello. Già, ma qui siamo in Italia e ai bambini tocca diventare astuti. E l’italico senso di colpa si instilla anceh a partire dalla mensa delle elementari: “Mangia tutto che c’è gente che muore di” fame…. Così dicevan le nonne, così dicono alcune maestre. Ma dove sono gli aerei per spedire gli avanzi? E come la mettiamo con i bambini in sovrappeso?
        Il mio non ha mai fatto storie per mangiare, anche perchè fino all’anno scorso la cosa non era certo in cima ai suoi pensieri. Ora, a dieci anni compiuti e un bel po’ di sport “pesante” ogni settimana, gli sta scoppiando la fame preadolescenziale e si è accorto che la mensa fa, mediamente, schifo in confornto al cibo di casa. Mangia tutto solo perchè ha fame, tanta fame. Ma ha dieci anni e pesa 30 chili!!!!

      3. Non so se l’ho già raccontato, ma nel mio asilo il TERRORISMO psicologico avveniva come segue: 1) il più comune “pensa ai bambini dell’Africa che non hanno niente da mangiare” (e la mia tacita domanda era, ma a loro cosa cambia se io finisco o non finisco il mio piatto di riso – lo so, già a 4 anni enucleavo concetti profondi!); 2) il più perfido – quando approcciavamo il cucchiaio di minestra ustionante a denti stretti e con una smorfia sulle labbra, le maestre ti passavano dietro e sussurravano “non fare così con la bocca altrimenti passa l’angioletto e rimani così per sempre”. Ora, sono passati ben 35 anni e io questa cosa me la ricordo ancora come fosse adesso. Terrificante. 3) a merenda ci veniva dato sempre e solo pane e marmellata, la marmellata era quella con i pezzettoni di frutta, già non amavo molto la marmellata in sé (a casa mia non se ne mangiava) ma i pezzettoni di frutta mi davano davvero il disgusto eppure per quasi tre anni sono stata obbligata a mangiarli tutti i santi giorni. Con il risultato che finita la materna non ho più toccato marmellata per circa 20 anni; quando ho iniziato ad apprezzare il té delle 5 ho anche approcciato di nuovo quella senza pezzi di frutta, ma l’altra tutt’ora faccio una grane fatica a mandarla giù…

  2. sommo leader……
    che dire geniale…..un po’ come in Inghilterra dove il cibo delle mense e’ meglio sputarlo….
    forse in Svezia vista la qualita’ del cibo e’ meglio prenderlo a piccole dosi…un po’ come qua’…

      1. sei stata consacrata discepola…….welcome.
        Vorremmo aggiungere che Jamie Oliver fece un programma televisivo anni fa e girovagando per la Puglia decreto’ le mense scolastiche italiane come un esempio da seguire.

      2. Di nuovo: sei in Puglia? Critichi le mense pugliesi per esperienza diretta? O ti piace criticare a priori tanto per fare polemica. Quale esperienza DIRETTA hai della mensa dei tuoi figli?

    1. Ma tu lo dici per esperienza o perché te lo ha detto tuo cuggino tuo cuggino? Lo sai che in Inghilterra Jamie Oliver fece nel 2005 (7 anni fa!!) la campagna “Feed Me Better” per migliorare il cibo nelle scuole e che il migliorare le mense venne alla fine deciso dal parlamento di aumentare i fondi di 280 milioni di sterline tanto che Jamie si guadagno il titolo di persona più politicamente influente nel 2005?

      1. E preciso, che il cibo preparato nel nido di mia figlia (London, UK), non e’ soltanto vario (ogni giorno cucina di un paese diverso dall’indiano al cinese all’italiano), ricco di verdure e frutta e preparato nella cucina in loco, ma e’ anche buono.
        Proprio buono.
        Io non ci credevo, ho voluto assaggiarlo!

  3. certo che è proprio democratico sapere che tutti i bimbi (di milano) mangiano le stesse cose. Mio figlio oggi mi aveva raccontato della minestra (che ha mangiato) dei bastoncini (che nn ha mangiato) grazie per avermi informata delle carote 🙂

  4. Nessun self service se non per portarsi le cose in tavola, sprechi a volontà anche da noi (mensa a cura della Gemeaz) che mi verrebbe dire ai miei figli: portate un contenitore e riportate a casa i vostri avanzi, che almeno ne salta fuori pranzo e cena per me. Si può fare? Tanto i miei non mangiano granchè di quanto proposto e io pago!
    Roberta

  5. Ommioddio sono sconvolta! Io sto praticando autosvezzamento con la mia bambina di un anno e anche al nido dove va lei sono della mia idea quindi l’approccio al cibo non prevede assolutamente che i bambini vengano costretti a mangiare tutto! Ora mi rendo conto che le età sono diverse ma io ad esempio mi trovo seriamente imbarazzo anche ora di fronte a porzioni enormi di cibo perché sto male se ne mangio anche solo uno spillo più del dovuto. Elasti io parlerei con la maestra. In ogni caso i racconti di HM sono sempre esilaranti nell’esposizione!

  6. La presenza della maestra e in generale dell’autorità costituita suscita il voltastomaco. É proprio così, e con ragione. Questi ragazzi si formano da piccoli. L’uomo di natura é spirito libero che si vibra nell’aria, malsopporta costrizioni. Per secoli si é pensato di educare questo istinto, però forse é giunto il momento di abbandonarsi alla ribellione: la generazione degli hobbit ci salverà!

  7. Che furbone l amico hobbit, così hanno allontanato la maestra castigamatti. Credo che la qualità della mensa scolastica sia certe volte discutibile,ma non so se ci sono controlli da parte dei genitori. Ai miei tempi mi ero molto battuto per questo, certo gli interessi in gioco sono enormi e i funzionari oppongono spesso un muro di gomma. Difendete i vostri diritti piccoli hobbit!!

    1. Nel mio paese c’è un commissione mensa, composta anche da genitor,i che controlla il cibo, con assaggi a sorpresa.
      Anni fa hanno fatto togliere il pangasio, una piccola vittoria!

      1. anche da noi c’è la commissione mensa, con i genitori presenti, ma per assaggiare devi avvisare una settimana prima, che senso ha?

      2. Io faccio parte da poco della commissione mensa, zona 9 Milano…il clima dell’unica riunione alla quale ho partecipato finora è stato pessimo. Pare che i bambini di 3 anni siano costretti a sedersi al banco con la minestra bollente già servita nonostante tre volte su quattro se la rovescino addosso. Sapete come è stata giustificata la cosa da quelli di Milano mense? L’assicurazione copre i bambini se si ustionano da soli ma non se a ustionarli è la scodellatrice. Sono rimasta di sasso. E ancor di più quando alla proposta di servire pasta e condimento separatamente per evitare sprechi (i bambini che evitano alcuni accoppiamenti non rimarrebbero digiuni e si eviterebbe di buttare tutto) sono stata assalita dall’intera assemblea – e con la maggiore veemenza da altre mamme – che mi hanno tacciata di non saper educare i miei figli. I quali, per inciso, mangiano quasi tutto. Non so se ci tornerò.

    2. …era solo un modo di far capire come mi sono sentita, certo che ci tornerò, ormai le maestre mi hanno incastrata e mi tocca. Ma non penso che si possa ottenere nulla con l’atteggiamento che ho visto…

  8. Questo post avrebbe bisogno di un avvertimento prima della lettura, i deboli di stomaco potrebbero non uscirne bene…un po’ come la maestra…che da oggi non può non aver capito che con i bimbi occorre essere un po’….elastici!!!

  9. La descrizione del colore e della consistenza della minestra fatta da mio figlio fa venire il voltastomaco… Per fortuna nessuno li obbliga a mangiare. Hanno avuto anche loro una maestra che obbligava, un anno, ma anche loro a forza di sputazzi le hanno fatto passare la voglia. I bambini sanno difendersi e sopratutto sanno quando hanno fame e sanno distinguere il cibo buono dalla sbobba. Quando è buono e in giusta quantità i piatti sono puliti.

  10. Mamma mia…le mense scolastiche sono state l’incubo di tutti noi figli del tempo prolungato.
    La nostra maestra ci concedeva magnanimamente di lasciare una delle pietanze previste, se proprio non ci piaceva: ricordo di sogliole affondate nella minestra e di piselli ficcati a forza dentro il pane…
    E ora che ci penso, anche di un picchetto di protesta quando ero in prima media, spietatamente represso dalla professoressa di inglese.
    I bambini sanno il fatto loro!
    …a me comunque la sogliola dà la nausea ancora adesso.

  11. Mio fratello, quasi vent’anni fa, ha praticamente digiunato per tutti e due i primi anni di elementari. Essendo sostanzialmente carnivoro, non mangiava quasi mai il primo a meno che non fosse semplice pasta al pomodoro e siccome la regola della maestra era “se non mangi il primo, non mangerai neppure il secondo”, tornava a casa affamatissimo. Così ogni tanto le bidelle, mosse a pietà, appena potevano gli allungavano di nascosto una michetta in più perché potesse comunque mettere qualcosa nello stomaco.

    Per carità, ho sempre pensato anche io che mio fratello avrebbe dovuto imparare a mangiare una maggiore varietà di cibi, ma penso anche che questo sistema coercitivo non sia molto efficace e che forse andrebbero tentate altre strade…

  12. In Brianza ieri pasta allo zafferano e wurstel! a parte gli scherzi è vero che le maestre spingono i bambini a mangiare tutto per fare in modo che assaggino anche le cose che in apparenza dicono di non volere, nell’asilo di mio figlio tutto il programma scolastico di quest’anno è improntato sull’educazione alimentare. detto questo devo anche dire che il cibo fa schifo soprattutto, come nel nostro caso, quando non c’è una mensa interna ma il cibo arriva già confezionato da fuori. ve lo immaginate un risotto che arriva alle 9 del mattino e viene mangiato alle 12.30?

  13. Già, tutto viene scaldato, dal riso alla pasta… E tutto viene pagato non poco: con la stessa cifra del buono mensa (anzi meno) chiunque di noi prepara un pasto più che dignitoso per il proprio figlio. L’altro gionro hanno dato come frutta una roba immangiabile denominata caco mela, dura e impossibile da pelare, quindi andava mangiata con la buccia, una di quelle bucce che sciugano il palato e la lingua… Roba che neanche ai maiali si da… Ma ai bambini non si dovrebbero dare le cose migliori?
    Quando lavoravo all’asilo nido, anni fa, avevamo la cuoca in asilo e c’era da leccarsi le dita con le sue torte, focacce e anche minestre…
    Più di venti anni fa anche alle elementari c’era la cuoca ed era la stesas che prestava servizio anche in estate nei centri estivi, dove lavoravo io come animatrice: vi assicuro che i bambini non vedevano l’ora che arrivasse il momento del pranzo e tutti facevano il bis…. Poi sono sparite le cuoche, sono subentrate le mense e questo è il risultato.

    1. il caco mela – che ho scoperto di recente – è buonissimo, è come dice il nome un caco con la consistenza della mela e un delizioso retrogusto di vaniglia. sarà che sono un maiale? 😉 o sarà che i bambini sono mostruosamente viziati? 😉
      l’unico dubbio è se si tratta di un innesto o di un frutto geneticamente modificato.

    2. Io adoro il caco-mela ed i miei bimbi pure. Si sbuccia come una mela e non ha l’effetto fastidioso sul palato che puo’ avere il caco normale se non e’ ben maturo. Tra parentesi qui da me sono pure molto piu’ costosi delle mele…

  14. Posto che il racconto tragi-comico dell’hobbit di mezzo mi ha rallegrato la mattinata, io questa cosa di far ingozzare i bimbi a scuola non la tollero.
    Sarà che sono stata una bambina difficile (aka una vomitina doc con tanto di marchio registrato alla SIAE) e ho ricordi terrificanti legati all’ora del pranzo che, invece, dovrebbe essere svago, gioia e condivisione.
    Perché mangiare dovrebbe essere un piacere oltre che un “dovere”.
    Ricordo bimbi costretti a tenere la verdura in bocca per ore e svomitazzamenti continui. Roba che tu mangiavi con l’ansia che il compagno ti svomitazzasse nel piatto. Una libidine.
    Capisco l’esigenza di trasmettere ai nani il valore della corretta alimentazione ma il “mangia tutto quello che hai nel piatto anche se stai per vomitare” mi sembra un concetto arcaico oltre che insano. No?

  15. Io spero davvero non sia vero che li obbliga a mangiare tutto. è una cosa scorretta orrenda e sconsigliata da nutrizionisti e psicologi.

  16. Ma a nessuna sembra terribile tutto questo? Arrivare adirittura a vomitare o avere il terrore dell’ora di pranzo? Ma se capitasse a noi o in qualunque mensa aziendale cosa succederebbe? A me pare una violenza nei confronti dei bambini…

  17. “vomitare” non è in senso letterale, non sono in carcere duro!! La mensa a Milano non è granché, lo ammetto, ed anche i miei non la amavano e mangiavano poco. Sono usciti dalle elementari sani e salvi, con la consapevolezza che se hai fame va bene tutto e se non ne hai molta puoi aspettare. Mai intervenuta: con il piatto pieno davanti non si fanno certo morire di fame e se hanno energia per non mangiare sono fatti loro …. Andare a parlare con la maestra???? Ma suvvia …..

  18. Chiara, beh a me sembra allucinante… Spingere a provare cibi nuovi va benissimo, accanirsi contro il gusto di qualcuno è soltanto profonda mancanza di rispetto. Mangiare è anche un atto abbastanza personale, immaginando la situazione in un contesto adulto, come qcn suggeriva, ne viene fuori l’assurdità evidente.
    Madri fate qualcosa! 🙂

  19. la mensa non è gran che neanche da noi a Sondrio anche se temo che la ditta che l’ha in appalto sia la stessa…..
    beh almeno le maestre dell’asilo non li obbligano……

  20. Presente bambina che ha vomitato quasi ogni giorno di mensa, finché i miei genitori mossi a compassione non hanno convinto la nonna a prendermi a casa tutti i giorni.

    Io avevo l’ulteriore handicap di un’intolleranza alimentare pesante che mi costringeva a cibi ancora più orrendi (leggasi: puré allungato a acqua ma non mescolato quindi sabbioso; pasta che si sollevava rimanendo a forma di piatto senza perdere nemmeno un maccherone alla prima inforchettata) e ho avuto maestre che hanno tentato di forzarmi, ma anche di quelle che hanno capito e che hanno smesso di costringermi. Avevo fame ma quel cibo dà la nausea.

    La soluzione è davvero farsi sentire e cercare di riportare le cuoche all’interno, o comunque più vicino, alle strutture didattiche. E l’idea del self service non è affatto stupida, non è uniformando il cibo per tutti che si insegna come e quanto mangiar bene.

  21. Francamente a me fa venire il vomito venire a sapere che è così comune che a Milano nel 2012 così tanti bambini vomitino in mensa, dopo tutto il parlare che si è fatto delle migliorie al sistema di ristorazione scolastica effettuate. E’ assolutamente scandaloso, se pensiamo a quanto siano comuni oggi i gravi problemi alimentari negli adolescenti – e negli adulti… e i bambini vengono istigati al vomito da piccoli? Non ho parole. Ma possibile?
    Non so. spero che questa sia un’immagine distorta.

  22. Io ho provato diverse volte a proporre, sia alle mamme che alle maestre, di far portare ai bambini qualcosa da casa da riscaldare al microonde o anche un panino, mi hanno sempre guardato storto adducendo che bisogna salvaguardare la completezza del pranzo della mensa. Figurarsi che un giorno una maestra mi ha addirittura chiamato al cellulare per dirmi stizzita che mia figlia non voleva mangiare! Che esagerazioni, partono sempre dal presupposto che noi i figli li viziamo e che gli consentiamo di fare i capricci sul cibo. Certo che buttare via tutti quegli alimenti è davvero un peccato. Non si può nemmeno riutilizzare, dicono per motivi igienici.

  23. Nella mia famiglia è famosa la storia di quando, all’uscita da scuola, mamma mi chiese cosa avessi mangiato a mensa ed io, per tutta risposta, tirai fuori un fazzoletto e mi ci “pulii” la lingua: avevo mangiato zucchine lesse. Decisamente indimenticabili anche l’orrido zuccotto di pesce col sugo di pomodoro e gli gnocchi. Gli gnocchi non ce la facevi proprio a scollarli dal palato ed io ci sono rimasta traumatizzata, credo di averli assaggiati di nuovo solo verso i 16 anni!

  24. il problema è, secondo me, che non si può lasciare in mano a delle cooperative che chissà in che modo hanno vinto l’appalto mensa, il cibo da destinare ai nostri bambini! Si dovrebbero riaprire le cucine nelle scuole (e dove non ci fossero destinare dei lacali a questo uso, e cucinare sul posto, con controlli improvvisi sulla qualità del cibo preparato! Brave/i cuoche/i ce ne sono a bizzeffe e penso che oltretutto costrebbe anche meno! Stessa cosa andrebbe fatta negli ospedali! Avete mai provato a mangiare la minestrina serale dell’ospedale (qualsiasi ospedale in qualsiasi parte d’Italia? Una colla inverosimilmente immangiabile o le zucchine lesse? bleahhhhhhhhhhh! Il problema è che credo ci siano troppi “strani” interessi sotto………..
    Buona cena a tutte/i
    Cristina C.

  25. Mi è venuto in mente un blog aperto da una bambina scozzese ed il padre, sui pasti della mensa nella sua scuola: http://neverseconds.blogspot.it/ (si può, vero?)
    Anche io ho brutti ricordi del momento dei pasti… All’asilo non erano neanche male, c’era la cuoca me ero io ad essere delicata e testarda, ma non ricordo di aver ricevuto pressioni dalle suore.
    Invece, di un cugino, mi è stato raccontato che tornò dall’asilo con la carne ancora in bocca.
    Della mensa delle elementari, mi ricordo ancora l’odore nauseabondo del cibo quando venivano aperte le vaschette… Tantissimi tipi di carne mai più mangiati, verdure cotte riassaggiate dopo più di 5 anni, gnocchi dopo 10…

    1. Ma questo blog e’ simpaticissimo!!!

      Sapete qual e’ la mia impressione?
      E’ che in posti come UK e Svezia, avendo ormai, a spese della salute di un sacco di gente, realizzato l’importanza di una buona educazione alimentare, si stiano sforzando, ci stiano lavorando.
      In Italia, purtroppo (non voglio generalizzare, sono sicura che di buone realta’ ce ne siano ancora tante, non fraintendete), essendo il cibo e la cucina parte integrante della nostra cultura, la stiamo dando un po’ tutti, troppo, per scontata.

  26. Faccio parte del comitato mensa a scuola da noi e ne ho sentito di tutti i colori. Ma la maestra non si rende proprio conto?? Almeno sembra che lo hobbit abbia presa questa soluzione come “pratica” e basta… conosco dei bambini che per una sforzatura del genere (yogurt) poi per 2 anni interi abbiano rifiutato ogni cibo di colore bianco…

  27. ma PERCHE’ le maestre ripetono in continuazione che i bambini dobbiamo educarceli a casa, che loro non devono educare ma insegnare, e poi si sentono in dovere di stabilire cosa e come devono mangiare?? un pò di coerenza !
    anche perchè tutti i nutrizionisti e i pedagogisti sono d’accordo sul fatto che non bisogna MAI obbligare un bambino a mangiare un cibo sgradito, e invece questo succede ogni giorno in tutte le scuole …
    allegra

  28. fra tante voci scandalizzate perché i bambini sono invitati – mica li ingozzano come le oche per il fois gras! – a mangiare tutto quello che hanno nel piatto (santo proposito, vedo troppi bambini sprecare cibo buono) non c’è che nessuno che si scandalizza per i bastoncini di pesce. Ma come il top del cibo spazzatura alla mensa della scuola?!’!? Non sarà che poi diventano obesi per questo tipo di alimenti e non perché vengono invitati a mangiare tutta la loro porzione di pasta-carne-verdure?!?!

    1. purtroppo ti posso testimoniare personalmente che “ingozzare” in alcuni casi è da prendere molto letteralmente e sono fortunati i bimbi che hanno una maestra che sa dove finisce il significato della parola “invito” e dove inizia la “costrizione”, che sia fisica o psicologica

  29. onore agli hobbiti di mezzo enon. ieri la mia capa mi risponde “si, è vero, ma.. sennò si crea un pprecedente.. “, no, dico: se in quel modo tanti sono in difficoltà.. rivediamo le regole..

  30. Il mio 4enne, vomita a casa, quando lo costringiamo ad assaggiare cibi che non ha mai mangiato e/o che guarda diffidente nonostante li abbia già sentiti.
    A scuola, la maestra “gli fa le parti” quando c’è qualcosa di ostico, cioè gli divide il cibo nel piatto: poche forchettate le deve mangiare, il resto no.

    1. ma pensare qualche volta che un bambino racconta “a parole sue”. Altrimenti sai le maestre quanti genitori dovrebbero denunciare per “abbandono educativo”. I bambini hanno il loro linguaggio e la loro visione. Se tu a casa lo brontoli per qualcosa di normale, capiterà che pianga disperato o che dica “brutta cattiva” ecc… o che vada di là acercar raccamondazioni altrove dicendo “la mamma non vuole che” o la mamma vuole costringermi a … Che facciamo, denunciamo le mamme? O pensiamo a cercare di capire e parlare prima tra adulti?
      (fermo restando che mamme e maestre possono sbagliare come chiunque, lo scopo del gioco resta il dialogo e l’obiettivo l’educazione)

  31. io sono madre di due figli e maestra di scuola materna. non costringo mai nessuno, scelgono loro la quantità e se dicono “una carota” è una, perché lo scopo è farli assaggiare…però, in tutta sincerità, la maggior parte delle mamme sono due palle! se non è il cibo è perché li porti fuori, se non è perché li porti fuori è perché devono dormire, se dormono “il mio non ha mai dormito”. Ragazze, un po’ di auto osservazione, sembrano tutti gesù bambini!

    1. approvo!!!!
      ps:non sono una maestra ma una mamma di un quattrenne che a tavola deve almeno assaggiare una forchettata di qualunque cosa ci sia

    2. Concordo, quando ero capo scout dai lupetti (età 8-12 anni, un po’ più grandini quindi) la regola era “ne gradisco poco”, cioè un pochino di ogni cosa entrava nel piatto per essere almeno assaggiato… Poi per alcuni bambini di gusti veramente difficili non stavamo lì veramente a controllare che tutto venisse assaggiato, e lodavamo anche solo l’intenzione…

      Non dimentichiamo che il racconto di questo episodio è stato romanzato due volte, la prima dallo hobbit (che sembra avere una certo gusto per lo “splatter”) e la seconda da Elasti, immagino che la conversazione sia proseguita per capire meglio se era vomito oppure sputacchiare, e se davvero la maestra obbliga ad avere il piatto vuoto alla fine, o solo a provare un po’ di tutto 🙂

  32. Leggo chi considera giusto far finire ai bambini quello che hanno nel piatto.
    Costringere un bambino a mangiare più di quanto il suo stomaco gli dica significa fra il resto predisporlo all’obesita (le pareti dello stomaco con il tempo diventano più elastiche)
    Le porzioni sono assolutamenre arbitrarie non tutti i bambini hanno le stesse necessità e sono studiate per evitare che alcuni bambini rimangano con la fame.
    Significa insomma che per la maggioranza dei bambini le porzioni mensa sono troppo grosse.
    Inoltre quanti adulti mangiano quello che non amano? Perchè ci si aspetta che lo facciano i bambini?
    Voi mangereste insetti? Conosco molti adulti che non mangiano la trippa perchè gli fa senso (assolutamente lecito) altrettanti che non mangiano interiora.
    Ma un bambino che non vuole mangiare le carote desta scandalo.
    Dov’è la differenza?

    I bambini non vanno mai obbligati a mangiare per nessun motivo.
    Se si ci mette in testa questo e si offrono alimenti sani non ci sarà mai nessun problema.

    Il bambino che mangia poco è solo un bambino che mangia meno di quanto il genitore reputa opportuno.
    Il poco è nei nostri occhi loro sanno di cosa hanno bisogno noi no.

    Poi ovvio che se si carica il cibo di affetto a 4/5 anni il bimbo imparerà che non mangiano può manipolarci.
    Ma è proprio per questo che va evitato da subito.

    Il cibo è cibo l’affetto è affetto e sono assolutamente indipendenti.
    Mai obbligare un bambino a mangiare.
    offrirgli alimenti sani (schifezze di rado) e avere in casa un’alimentazione sana (tutti)

    Queste sono le basi

    1. Parole sante Elena!
      Anche se ammetto che qualche volta “impongo” l’assaggino, in questo modo sono riuscita a fargli apprezzare qualche verdura in più.

    2. sacrosanto ma eccoti ora un repertorio medio delle risposte dei miei alunni:
      “non lo mangio mai nemmeno a casa, nessuna verdura, la mamma lo sa, mangio solo patatine fritte”
      “Anche a casa mangio solo pasta in bianco, sempre”
      “Noi la minestra non la facciamo mai, è da vecchi”
      “tanto lo dice anche la mamma che la mensa fa schifo”
      (bene, pensiero mio, allora visto che è casalinga e non lavora perchè non ti ha messo ai moduli cos’ magiavi a cas tua tre giorni a settimana? risposta: perchè sta meglio se sei qui fino alle 16,30)
      Oppure, per non buttare la frutta del progetto frutta nelle scuole, io la dò ai bimbi in uscita, una mamma mi torna indietro con un diospero (kaki) e mi dice “guardi lo riprenda pure, questo fa schifo anche a me, in casa non lo mangia nessuno”.
      Oppure trovo sempre la frutta nei bidoni del sudicio piccoli davanti alla scuola.

      Qual’è quindi la vera origine del problema, sempre quella: esempio ed educazione in famiglia.

    3. concordo parola per parola, mia figlia va al nido e fa il tris di tutto tranne che di ricotta e carote, amen facciamo insieme la torta di carote e la sbrana e le prendo i tortellini ricotta e spinaci ( soprannominata pasta con la sorpresa)…quello che non vuole non lo mangia, ci mancherebbe, però non si mangia fuori pasto, colazione, spuntino, pranzo,merenda, cena, moooooolto raramente un lecca lecca, una brioche ( ne avrà mangiate 2 in vita sua). adora il cibo sano, sa come si preparano le cose, facessi una torta versando l’impasto mi guarderebbe come se fossi pazza. detto questo…è inutile costringerli a mangiare tutto ma capisco la maestra che commentando + sotto si dispiace per il cibo buttato, ma non basterebbe darne meno e in caso fargli fare il bis? l’hobbit medio è un genio, però non dovrebbero metterlo nella condizione di “imbrogliare la maestra” ma chi di dovere dovrebbe capire che non sono vizi ma necessità. io ancora ricordo con orrore il pranzo del giovedì dalle suore x 5 anni di elementari, cervello fritto e piselli, quanti tovaglioli ho riempito e quante ore di gioco perse perché dovevo restare a tavola finché non finivo….ovvio non mangio cervella anzi se le vedo scappo!!!

    1. Stando agli usi della blogger di norma i nuovi post non arrivano mai nei fine settimana.
      Dal giovedì alla domenica si fa pausa. Quasi sempre.
      I lettori di vecchia data lo sanno bene e si limitano a ripassare al lunedì.
      Quale sindrome ti obbliga a rileggerti un post che trovi triste?
      Hai l’intero web a disposizione per leggere cose più allegre. Almeno fino a lunedì.

      Buonanotte.
      Anonymus

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