Nonsolomamma

il coniglio

ieri sera, in un orario trasgressivo – dalle 20 alle 22 – noemi ha festeggiato il suo compleanno numero sei.
di lei lo hobbit piccolo dice: “noemi è la mia fidanzata, io sono il suo gatto” e questo già pone le basi per un legame duraturo e difficilmente solubile.
grazie all’eterogeneità per età delle classi delle scuole materne milanesi, prima di essere compagna del piccolo, noemi è stata in classe, per ben due anni, con lo hobbit di mezzo, attualmente in prima elementare.
dello hobbit di mezzo noemi diceva e dice: “lui è il mio grande amore”. lui di lei non dice alcunché perché, al momento, il mondo femminile non presenta, sentimentalmente, alcuna attrattiva né interesse.

ieri mattina, a colazione, lo hobbit di mezzo aveva un’aria più stordita, svagata e assente del solito.
“ehi, siete pronti per la festa di noemi, voi tre? certo che una festa di sera è proprio da grandi… ah! hobbit di mezzo, mi sono dimenticata di dirti una cosa!”
“…”
“hobbit di mezzo? sei tra noi?”
“eh? ah. sì, certo, dove vuoi che sia?”
“boh, mi sembri scollegato… comunque volevo dirti che la mamma di noemi, questa sera, ha organizzato una grossa sorpresa per lei e mi ha chiesto se tu potevi partecipare a questa cosa. le ho detto di sì, naturalmente”
“questa cosa cosa?”
“allora: la mamma di noemi ha preparato una torta gigantesca…”
“ah, bello!”
“talmente grande che dentro ci può stare anche un bambino”
“oh! addirittura?”
“già. e vorrebbe che tu ti ci infilassi dentro e uscissi nel momento in cui bisogna spegnere le candeline. tipo regalo dentro la torta”
“mi sembra una cosa da fuori! può venire dentro anche lo hobbit grande, con me?”
“no, sei tu il regalo, non lui. ah. c’è un’altra cosa che non ti ho detto: dovresti vestirti da coniglio. hai presente? con le orecchie lunghe, una codina tonda e magari una calzamaglia e una maglietta aderenti”
“…”
“e quando esci dalla torta devi cantare ‘tanti auguri a te’ in italiano, in inglese e ovviamente in conigliese. tutto chiaro? siamo d’accordo allora?”

lo hobbit grande era entusiasta all’idea, il piccolo ha dichiarato che voleva entrarci lui nella torta, però vestito da gatto. lo hobbit di mezzo ha smesso di mangiare, di parlare, di respirare, ha sgranato i suoi occhi tondi da civetta e si è chiuso in un torvo e preoccupato silenzio.

“ehi!”
“eh?”
“guarda che è uno scherzo! ti stavo prendendo in giro!”
“…”
“tranquillo! non c’è nessuna torta gigante!”
“quindi non mi devo vestire da coniglio?”
“ma no!!! era unio scherzo, per vedere come reagivi. però sei stato gentile. non hai detto ‘nemmeno morto!'”
“mpf”
“certo che ‘tanti auguri a te’ in conigliese potrebbe essere una sorpresa carina per noemi…”.

50 thoughts on “il coniglio

  1. ^_^
    Ricordo ancora cosa faceva al peluche transizionale i primi post che ho letto qui da te… ci credo che era terrorizzato a doversi vestire da coniglietto!

    😀

    1. è bello vedere che lei cerca di mantenere un po di privacy (almeno sui nomi) e i veri stalker non vedono l’ora di dimostrare che loro, si, sono dei veri stalker!

      1. non sono una stalker, e non sono nemmeno anonima.
        leggo da sempre e commento poco.
        il nome mi è scappato.
        ma non è un segreto per nessuno.
        come non lo è la mia predilizione per l hobbit di mezzo.
        simpatia portami via!

  2. È bello a volte vedere le reazioni dei figli davanti a queste cose. Ma pensa se l’idea l’avesse attratto e ci fosse rimasto male che era uno scherzo 🙂

  3. … ma tu vuoi sottilmente dire che lo hobbit piccolo è diventato il gatto di Noemi perché lei in realtà ama quello di mezzo e dunque lui gliela ‘porta via’??? No, così, mi è balenata l’idea. Non si sa mai. 😉

  4. Per favore dimmi come hai fatto a leggere me before you in inglese in un solo pomeriggio.
    Saltavi le pagine? Come si fa a leggere 900 pagine in un pomeriggio. Dimmelo ti prego?

  5. Ah ecco, mi pareva che qualcosa non quadrasse…
    – punto primo: stavo pensando come poteva tecnicamente essere fatta una torta del genere;
    – punto secondo: stavo pensando che madre degenere poteva giocare con i sentimenti della figlia;
    – punto terzo: mi chiedevo se Elasti fosse impazzita per accettare una simile proposta!

  6. Perfida e fantasiosa mammina, cosa vai a inventare per svegliare a colazione un povero piccolo ! Vedrai che prima o poi sarai ripagata con la stessa moneta e ci cascherai anche tu, spero ridendoci sopra.

    1. beh allora non sono così carogna come mi descrivono….:-)
      il mio piccolo (!4) è al primo anno di liceo e spalleggiata dagli altri due e dai suoi compagni gli ho fatto credere che a fine anno dovrà fare un discorso davanti ai compagni e insegnanti perchè è il più piccolo della classe e che questa è una tradizione del liceo artistico…la fine della scuola si avvicina…e i suoi occhi diventano più grandi ogni giorno che passa… magari diventa un pò meno arrogante e spocchioso…che ne sappiamo noi poveri mortali? 🙂 🙂 🙂

  7. Ora sono sicura che hai i superpoteri…. una senetta del genere di prima mattina io non riuscirei neanche a recitarla, figurati inventarsela e metterla in scena!
    Fatalaura

  8. Ma l’eterogeneità alle materne non credo sia appannaggio solo di Milano. Anche a Roma è così e io credevo fosse la norma delle materne pubbliche. scopro un mondo 🙂
    Ilaria

  9. Ma povero! Direi che l’idea di spuntare dalla torta, tutto sommato non lo avesse turbato più di tanto, però effettivamente fare IL coniglietto penso avrebbe impensierito anche uomini più scafati… 🙂 🙂 🙂

    Ho ammirato l’aplomb con cui hai orchestrato e portato a termine lo scherzo! 😉

    Floralye

  10. secondo me si è preso una bella scuffia (cotta) per Noemi e quasi quasi ci stava pensando sul serio ad uscire dalla torta!

    da noi in Brianza ci sono sia classi eterogenee che omogenee come quella del mio bimbo
    Linda

  11. Un breve OT ma neanche tanto:

    anche voi siete nel trip delle torte che vanno di moda ora, tutte costruzioni e decorazioni? Ho visto castelli, torri, piramidi, chiese, grattacieli….

    Tutte fatte di un terribile wafer morbido come il cartongesso, insapori, immangiabili. Di solito c’è una torta più piccola che viene servita insieme ad un pezzetto di cartongesso, giusto per far mangiare qualcosa agli invitati.

      1. è di moda il cake designer, torte all’americana – visto mai su real time le torte di Buddy? – mattoni farciti di crema al burro e coperti con la pasta di zucchero che si può stendere e modellare. in teoria una idea carina in pratica si vedono orrori. 😀

  12. Ah AH! Questo è esattamente il genere di scherzo con cui io e mio marito ogni tanto tormentiamo mio figlio… Quanto si arrabbia, quando glieli facciamo, perchè ci casca sempre…. è che loro magari raccontyano un sacco di balle, ma non hanno questa vena sadica che abbiamo noi “grandi” che ridiamo alle loro spalle! infatti mio figlio dice sempre che non è giusto, che lui a noi non ci dice mai cose così. Anche perchè quando ci prova non ci riesce, lo “becchiamo” subito e, a volte, stiamo al gioco per non deluderlo: Come quando arriva e mette su una scenetta di disperazione per avere preso 4 o 5 brutti voti. Si capisce subito che scherza; invece se è uno SOLO il brutto voto, allora si capisce subito che è VERO!!! Chi non scherza così con lui sono i nonni che, anzi provano empatia e non apprezzano il genere. Siamo noi i sadici, siamo cresciuto guardando troppa tv satirica, mi sa. Ma ci ripagheranno, con gli interessi, temo…. Sai le risate che ci faremo!!!! 🙂

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