Nonsolomamma

è stato mio fratello

la scorsa notte il silenzio dell’elasti-casa è stato squarciato da un urlo agghiacciante proveniente dalla stanza degli hobbit. non era un urlo tanto per urlare, come se ne sentono in abbondanza nelle ore diurne in quei luoghi. era un urlo di terrore e dolore insieme. un urlo che metteva i brividi.
elastigirl, con il cuore in gola, è balzata fuori dal letto e si è teletrasportata all’altro capo del corridoio pensando che sarebbe morta d’infarto prima di riuscire a raggiungere il figlio in presunto pericolo.
faccia a terra, spalmato a mo’ di pelle di orso sul paquet, giaceva lo hobbit di mezzo, caduto dal suo letto di mezzo, più alto di quello del piccolo ma più basso di quello del grande. si contorceva come un serpente, terrorizzato più di tutto il resto.
elastigirl lo ha girato, lo ha sollevato di peso e lo ha portato di là.
era atterrato probabilmente di faccia ma, per qualche legge della fisica che vale solo per i bambini, l’urto era stato attutito da invisibili forze cuscinetto. aveva un graffietto sulla fronte, gli occhi sbarrati e la bocca spalancata a facilitare l’uscita delle suddette urla beluine.
“vieni qui, fatti vedere. shhht! basta gridare. ti sento benissimo anche se abbassi la voce. ora sdraiati vicino a me. rilassati. dimmi dove ti fa male”
“…”
“dai rispondimi. non fare la civetta che mi fai impressione con quegli occhi giganti. dove ti fa male?”
la civetta non parlava. guardava il soffitto, muta.
elastigirl ha spento la luce.

la mattina dopo lo hobbit di mezzo si è presentato in cucina, per la colazione, con l’aria sconvolta e il viso pesto.
“ma tu guarda! povero mediolo. sei tutto pieno di graffi e lividi!”
“certo. è stato lui, mio fratello, ieri, ai giardini, con una pallonata in mezzo alla faccia!”
“cosa stai dicendo? sei stato tu stanotte, cadendo dal letto!”
“macché!”
“non ti ricordi??? sei cascato come un salame sul pavimento, hai gridato come un pazzo, io ho perso dieci anni di vita e ti ho raccattato da terra, poi ti ho portato nel lettone e tu guardavi davanti a te, con gli occhi sbarrati, come fanno le civette, o i pazzi, o i… sonnambuli! vuoi dire che dormivi??? che hai fatto tutto quell’ambaradan senza mai svegliarti? ora chiamo un esorcista”
“non so, non mi ricordo niente. secondo me ti stai inventando tutto. avrai sognato. è stato lui, con il pallone, ai giardini, ieri”
“ho bisogno di una vacanza da voi, io”.

66 thoughts on “è stato mio fratello

  1. si si… pavor! anche a mio figlio è capitato con gli stessi sintomi e poi mai più risuccesso. Gli occhi apertissimi ma il non interagire sono un segnale piuttosto chiaro. Succede più spesso di quel che dica la letteratura…

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