Nonsolomamma

squatter

un collega nordico di mister i, partito con i figli alla volta della scandinavia per un mese, con generosità, disinvoltura e parecchia fiducia, ha prestato casa sua all’elasti-famiglia, nella città di A, in massachusetts.
è una casa di legno color indaco. c’è un piano terreno, dotato di immensa scarpiera-ripostiglio, di enorme dispensa, che qui si chiama pantry, di gigantesco sgabuzzino, di garage con sette biciclette, attrezzi, tagliaerba, copertoni di automobili che qui si usano come materassini-salvagente per andare a fare il bagno al lago, tre skateboard e varie altre cose generalmente reperibili nei garage dei film americani, di grande lavanderia con lavatrice e asciugatrice di ordinanza, oltre alle stanze delle case normali, tipo la cucina. e dopo che uno passa cinque minuti in un posto del genere capisce che lo spazio, in questo paese non è decisamente una risorsa scarsa.
c’è poi un primo piano con le camere da letto e i bagni e infine un terzo piano sottotetto, detto “soprissimo” dallo hobbit piccolo dove elastigirl lavorava e faceva ginnastica con il tablet e dove c’è un televisore grande quanto il lenzuolo di un letto a una piazza.
c’è anche un ragazzetto, con le gambe secche, pelosissimi e i ricci che abita di fronte e che viene a tagliare il prato ogni tanto, quando a suo insindacabile giudizio è necessario.
e ovviamente c’è un giardino, anzi backyard, con vari alberi e una casetta su quello più alto, un coniglio di passaggio e uno stagno con una rana sana che ci viveva dentro. dopo il passaggio degli hobbit è diventata una rana cardiopatica ma è ancora viva e questo è un grandissimo risultato visto l’entusiasmo dei tre nell’intrattenerla.
insomma, è una casa in cui si stava bene. e larghissimi. e per cui l’elasti-famiglia era grata.
sabato il collega nordico è tornato dalla sua vacanza nordica e l’elasti-famiglia, dopo cerimonie, omaggi e riti di ringraziamento sperticati, ha traslocato.
“cosa fazzamo? pelché zi sono tutte queste valize?”
“perché cambiamo casa, hobbit piccolo”
“e dove andiamo?”
“andiamo nella casa vicino all’adorabile brenda, una casa carina, un po’ più piccola, al primo piano, sotto un tetto rosso e sopra a un portico, dove si vive un po’ tutti insieme, con le altre persone che abitano lì e ogni tanto si cena in tanti sotto il portico. anche hiroshi, l’amico di papà, abita lì, insieme a milioni di scoiattoli”
“ah, la casa di mamma e papà”
“no, è la casa dove sta papà, solo lui, quando viene in inverno, a lavorare qui. la casa che vedevi al computer quando chiamavamo papà”
“ha anche un soplissimo?”
“no, la casa nuova non ha un soprissimo, però ha una bella camera grande dove dormirai con i tuoi fratelli”
“pelché andiamo via di qui?”
“perché il padrone di casa torna, con i suoi bambini”
“e non possiamo occupale questa bella casa?”
“ehm, no, non funziona così, amore. dobbiamo andarcene”
“andiamo a casa di mamma e papà?”
“no, non è casa di mamma e papà, solo di papà. ora aiutami a mettere questa maglietta in valigia”
“pelché fazzamo tutte queste valize?”
“te l’ho appena spiegato. stiamo traslocando…”
“io sto qui. questa casa ola è mia. non vado a casa di mamma e papà, con queste valize”.

32 thoughts on “squatter

  1. Come mai usi la presenza di Hiroshi come una attrattiva? Non pare funzionare affatto, comunque. La notizia gli è scivolata addosso come acqua fresca

      1. sono sempre tutte appetibili, perchè chi scambia casa, vuole scambiare innanzitutto la casa…ossia il carico di vissuto, costumi e abitudini…poi anche l’entourage conta…ma non è l’unica cosa, credimi!(noi abitiamo in provincia di roma e siamo inondati da offerte ogni anno 😉 provaci!)

  2. C’è qualcosa che non ci vuoi dire?… non è che il trasloco ha a che fare con la concentrazione notturna di forze di polizia di cui sopra?! 🙂 Si scherza! 🙂 Buon proseguimento altrove,
    Linnea

  3. i bambini e le case sono un tema su cui potrei scrivere a lungo…grazie alla scambio casa, ora “abbiamo” una casa a Marsiglia, una a Stoccolma e una a Copenaghen…per Lollo le ultime due sono le case di mamma (???) e Ric insiste nel voler tornare accasastoccolma (tuttaunaparola) giovedì prossimo! ecco , ho cercato di spiegarglielo come funziona lo scambio, e lui, giustamente mi ha detto…”ma io vojio andare accasastoccolma per giocare co Max e Lovisa…la prossima volta scambiamo casa ma i bimbi restano a casa dove andiamo noi” !

    1. Anche noi! Siamo pieni di case! Anche solo se ci passiamo una notte per un weekend, anche solo se è una stanza d’albergo (“uuh, com’è piccolina questa casa!” – “veramente non è una casa, è solo una camera” – “perchè questa casa è così piccola?” – “amore, non è una casa, è solo una camera d’albergo, ci stiamo una notte poi torniamo a casa nostra” – “sì, ma anche se è piccolina questa casa mi piaze lo stesso”)… bè meno male, vuole dire che ovunque andiamo si sente a casa, eheh!

  4. Tutto bello, Elasti, c’è solo una cosa che mi perplime: copertoni usati come salvagente e materassino?!?!
    Maddai, un copertone è una roba durissima che pesa 10 chili! L’affoghi sti regazzini! L’avevo notato anche nel post sul lago.
    Non è che forse forse ti riferisci a quelle robe a forma di ciambella che si gonfiano e che stanno DENTRO i copertoni? Fossero magari camere d’aria?? Opinerei in tal senso oppure chiamiamo il telefono azzurro della zona?

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