Nonsolomamma

numeri uno

al parco della città di A. gli hobbit escono dall’automobile e si precipitano verso tre bambini, gridando i loro nomi con un trasporto e un entusiasmo non proprio insoliti per i loro standard chiassosi e tendenzialmente caciaroni ma decisamente inusuali in questo luogo di gente controllata e contenuta. “jung! kwang! shin! ma dai! siete voi! che bello ritrovarvi!” e poi virili pacche sulle spalle, strette di mano, come stai? che piacere rivederti! fico. yeah. cool. do you want to play tag? che poi sarebbe: giochiamo a ‘ce l’hai’? e via, a ricorrersi come pazzi furiosi e felici.

elastigirl, dopo avere rimirato questo quadretto di interazione e amicizia tra maschi piccoli, ha scorto, su una panchina, quella che poteva essere verosimilmente la mamma dei tre. vestito bianco, sandali e una visierona di paglia in pendant con i sandali infradito.

“i tuoi bambini erano al campo naturalista qualche settimana fa?”

“sì. mi chiamo sun. e due di loro sono i miei figli, l’altro è mio nipote, in visita per l’estate. noi viviamo qui, nella città di A per due anni. siamo sudcoreani. e tu?”

“mi chiamo elasti, sono italiana e quei tre sono i miei figli…”

“ah dai! i coreani e gli italiani si somigliano molto, lo sapevi?”

“veramente? no, non sapevo. credo di no avere mai chiacchierato con coreani, prima di oggi”

“sì. viviamo entrambi in una penisola, siamo entrambi socievoli, amichevoli e simpatici”

“bello!”

“già. tuo figlio grande è molto bello”

“grazie”

“forse tuo marito è molto bello”

“ehm, be’ veramente…”

“l’uomo italiano è il sogno di ogni donna coreana, sai?”

“no, sun, non lo sapevo. mi stai aprendo un mondo sul tuo paese…”

“probabilmente è anche perché gli italiani parlano molto. mentre gli uomini coreani non spiccicano parola…”

“be’, dipende…”.

sun è ingegnere informatico ma quando suo marito ha avuto l’opportunità di venire due anni nella città di A, si è licenziata e lo ha seguito con i bambini. qui in america non può lavorare. “quando ero in corea invidiavo le casalinghe. oggi che sono casalinga ho capito che è un lavoro pesantissimo, che non sono capace di fare”. è preoccupata perché quando tornerà a casa, l’anno prossimo, non sa se troverà un lavoro. il suo no di certo.  la sua società, un’enorme multinazionale dei telefonini, ha chiuso la sede coreana. “in corea scambiarsi effusioni in pubblico, anche tra marito e moglie, è sconveniente. è sconveniente anche che una donna sposata abbracci o baci un altro uomo, e viceversa. “mi sono talmente disabituata a toccare una uomo che non sia mio marito che mi rendo conto ora che ho smesso di abbracciare da anni anche mio fratello. che peccato”. con i bambini però si può essere affettuosi quanto si vuole, anche in pubblico.

elastigirl e sun hanno deciso che sono amiche e quando si sono salutate, si sono abbracciate perché, pare dica un antico proverbio, italiane e coreane una fazza una razza. jung, il bambino più grande, coetaneo dello hobbit maggiore, per congedarsi, si è avvicinato a elastigirl e le ha stretto la mano. “è stato un piacere conoscerti e ritrovare i tuoi figli”, ha detto. 

“simpatici i vostri amici, hobbit”, ha detto lei in macchina tornando a casa.

“molto simpatici”

“e poi sono super educati. quando mi ha salutata jung, per poco non cadevo per terra dallo stupore. è un vero signore. mica come voi tre bestie”

“mamma, i coreani sono i numeri uno”.

28 thoughts on “numeri uno

  1. Da quando vivo negli usa mi capita di pensare al fatto che qui per indicare una persona che si occupa di casa e figli e non ha un reddito lavorativo si può scegliere di usare una parola neutra, sia come genere che come connotazione sociale: homemaker. E penso con tristezza che una parola cosi in italiano non c’è (o almeno non mi è ancora venuta in mente!). Si è costrette a scegliere tra “faccio la mamma” e “sono casalinga “. Ci vedo una differenza in termini di libertà e modernità tra quei due modi di parlare dello stesso concetto… in Italia siamo ancora fermi all’housewife e chissà per quanto ancora. Homemakers di tutta la penisola, ribellatevi!

  2. Un amico dentista a Milano dice che i bambini coreani sono educatissimi e quando vanno da lui ( non ricordo perché ma aveva una serie di pazienti da quel paese) non piangono, non dimostrano paura, non si lamentano, zero, aprono la bocca e fanno fare al dentista quello che c’è da fare. Gulp!

  3. Elasti, mi hai aperto un mondo! Mio bimbo di 3 anni ha fatto amicizia con un suo coetaneo coreano nella scuola materna e stanno sempre insieme. Per tutto l’anno mio marito ed io abbiamo provato a conoscere i suoi genitori ed a interagire con loro – con l’intenzione di invitare il piccolino a casa giacché lo vedevo così felice insieme al mio – ma non c’è stato verso! Mi sono presentata alla mamma almeno tre volte in italiano, in inglese, e niente! Una volta ci siamo perfino incontrati in una piazza vicina a casa, dove loro mangiavano un gelato, ci siamo avvicinati e loro dopo salutarci cortesemente se ne sono andati! Fa niente! L’anno prossimo ci proveremo di nuovo… forse ci fanno una denuncia per stalking!

    1. anche mio figlio aveva un amichetto coreano. interagire con i suoi genitori un’impresa titanica, gentilissimi ma completamente diversi da noi; impossibile ad esempio che si rapportassero con gli altri genitori usando il “tu”. quando è nato il secondogenito mamma e bimbo sono stati chiusi in casa per 40 giorni. ci hanno spiegato che da loro si usa così. il grande era accompagnato all’asilo e al parco dai nonni materni, venuti in italia per l’occasione, e che per salutare facevano una specie di “inchino” con la testa. anche in quel caso la moglie aveva seguito il marito lasciando il proprio lavoro. dopo un pò entrambi hanno deciso di tornare al loro paese. purtroppo non erano riusciti ad integrarsi in una realtà che consideravano tanto diversa dalla loro.

      1. beh il termine quarantena forse ha origine da qui. Mia nonna raccontava che una donna dopo il parto stava a letto 40 giorni e mangiava solo brodi di pollo.si si. qui in lombardia!

  4. Gli uomini italiani sono il sogno di ogni donna coreana? Io l’ho già sentito detto da donne di mezza europa e di qualche altro continente, la Corea mi mancava. Oh, ce li invidiano tutti 😀

  5. Parlare con gli asiatici per me è straniante, hanno un modo di essere gentili facendo gaffes a ripetizione che mi lascia ogni volta di stucco. E immagino che lo stesso effetto dobbiamo fare noi a loro.

    Comunque: OPPA GANGNAM STYLE!

  6. Allora la mia amica coreana ha realizzato il sogno di ogni donna del suo paese: ha sposato un italiano!!

    Ed è vero, sua figlia è educatissima. Una volta a pranzo a casa nostra ha assaggiato la pasta con la zucca, si è fermata un momento e poi mi ha detto: Scusa, ma devo dirti una cosa. Questa pasta non mi piace tanto, va bene se non la mangio?

    Aveva 5 anni!!

  7. “mamma, i coreani sono il numero uno” alla faccia dell’indecisione per le classifiche,
    “tuo figlio grande è molto bello” non sei solo tu a vederlo bello,
    “forse tuo marito è molto bello” esclude che tu abbia trasmesso i tuoi geni al primogenito,
    “gli uomini coreani non spiccicano una parola” non è un gran male.
    Bel pomeriggio al parco, ricco di stupore e audacia.

  8. I tuoi racconti dall citta’ di A. sonola rpova lampante che qualche anno o anche solo mese, fuori dal proprio paesello fanno bene alla testa allargando prospettive ed orizzonti.
    Ho in mente un paio (ho detto un paio??) di politici italiani che forse si dovrebbero fare una vacanzina studio con gli hobbit…..

  9. Cara C., è proprio vero che i coreani e gli italiani sono molto simili. Nei miei sei mesi a Paris, io e la mia coinquilina avevamo instaurato una nostra routine di pranzi domenicali con la nostra famiglia: quattro italiani e una coreana!
    Presto scoprirai che:
    – in Corea l’ospite è sacro, come in Italia. E come in Italia, l’ospite si offre comunque di aiutare a sgomberare il tavolo, prendere da bere, eccetera.
    – alle coreane piaccioni gli uomini italiani, sì, ma quelli non… bellissimi. Proponi un ragazzo carino e diranno che non è un granché, proponine uno con una certa… personalità e gradiranno molto.
    – i coreani credono che tutti gli italiani abbiano un cane e abitino in una “house” tipo villetta, non in degli “appartment”. E che abbiano tutti tre figli (sei un cliché!).
    – i giovani coreani moderni iniziano a prendersi per mano in pubblico, ogni tanto.
    – i coreani sono molto legati alla famiglia, in particolar modo alla mamma, ma anche ai nonni. E la mamma ha sempre ragione.
    – i coreani cucinano benissimo, e uno degli ingredienti più gustosi è il kimchi. Tuttavia i coreani credono che solo i coreani possano apprezzarne il gusto super piccante. Invece è buonissimo, soprattutto dentro i ravioli (Kimchi mandu). Altra delizia è il bibimbap con l’olio di sesamo.
    – I coreani non possono accettare i complimenti. Dire “Sei bravissima a dipengere” avrà come risposta un educato “no, no, sono certa che sia più brava tu!”
    – I coreani amano ridere
    – Le coreane non si depilano
    – I coreani sono simpatici ed ospitali
    – In corano Ciao si dice “Agnaou” tipo miagolìo, “Grazie” “Goumawa” (quasi kumbawa) e “delizioso” “Mu si shu” e piacere di conoscerti “Mbanna sao pangawa” (pronuncia, non traslitterazione corretta!)

  10. Ehi Mammamedico anch ‘io quando è nato il mio primogenito sono stata chiusa in casa per 40 giorni, è un’usanza molto vicina ai sentimenti delle mamme di neonati secondo me, ma poco vicina alla nostra etica sociale dove rinchiudersi è sinonimo di disagio.
    Poi se ci penso bene anche mia mamma al parco ti saluterebbe con un movimento della testa…stai a vedere che ci assomigliamo davvero!

  11. Sono stata all’estero per lavoro, in Germania, una settimana. I Coreani incontrati là erano accoglienti, amicali, aperti. Anche loro dicevano che Coreani e Italiani si assomigliano perchè vengono da una penisola. Erano a loro agio finchè non hanno scoperto che ho due figli. “E chi sta con loro, mentre tu sei qui?” “Mio marito”, ho risposto. Hanno sgranato tanto d’occhi e non sono più ritornati sull’argomento.

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