Nonsolomamma

accidia

elastigirl, un paio di giorni alla settimana, lavora da casa. in questi due giorni ci sono cose urgenti e di routine, che vanno sbrigate in fretta e obbligatoriamente, c’è l’irrinuciabile corso di cardiostep nella palestra di zona con la meglio gioventù delle ultra-toniche pensionate del quartiere, e poi ci sono progetti a più lunga scadenza, compiti autoinflitti, messaggi di posta elettronica che si accumulano e vanno evasi, idee, letture, contatti e una zona grigia intitolata giro-vedo-gente-faccio-cose che può essere luminosa e divertente come un circo ma anche insidiosa come una selva oscura.
e poi c’è il pantano di accidia. quello che la risucchia a tradimento, che la inghiotte tra un caffè, un mandarino e lo sguardo fisso sulla pioggia lì fuori. è una pozza informe, in cui si trova a sguazzare, mentre passeggia dentro twitter o guarda le notizie, perché mica posso vivere come una bruta, devo pur sapere cosa è successo oggi nel mondo! e i minuti, le ore, le mattine scivolano così, tra i fogli di appunti accumulati sul tavolo, la contemplazione dell’agenda, una puntata sul letto – cinque minuti ad occhi chiusi per raccogliere le idee e poi li riapre dopo un’ora sentendosi colpevole come se avesse ammazzato il gatto dell’eritreo cazzulati al piano di sopra, senza neppure un’idea in testa.
grazie a nonna j e alla sua disciplina ferrea al suon dell’imperativo ‘hop hop!’, un sergente prussiano alberga dentro elastigirl che, fortunatamente non inciampa spesso nel pantano di accidia. ogni tanto però sì. come oggi.
e alla fine di giornate così si sente un po’ sbrindellata, sciattona, inconcludente e anche un po’ disonesta. perché probabilmente, oltre al sergente prussiano, lì dentro, la abita anche un pastore calvinista.

53 thoughts on “accidia

  1. proprio così… si alternano momenti di frenesia in cui si gestiscono insieme 20 cose diverse, a momenti in cui è difficile anche alzarsi dalla sedia dell’ufficio per andare a casa…. per questo sono ancora qui!

  2. Claudia ..Claudia….sei sempre così severa con te stessa !! La tua non è accidia, è lo stakanovisimo da milanese perfezionista che abita in te assieme al pastore calvinista e a qualche altro losco figuro…

    1. Sottoscrivo. Ma dico… perché? Perché ti colpevolizzi? Io una mattinata così non la ricordo più da tempo immemore e mi manca da morire…
      Per una vita ho avuto mia madre col fiato sul collo a suon di “hop hop”, oggi lo devo dire io a lei.
      Serenità. Parola d’ordine serenità. Si vede che il tuo organismo ha proprio bisogno di staccare e guardare il “punto bianco”, sai quello sguardo fisso e catatonico sul nulla? Ecco. Pigliatelo serena 🙂

  3. Ti confesso che il pastore calvinista alberga anche in me, che invece avrei tanto voluto essere una figlia dei fiori, una Kerouac de noantri, una rastamamma tutta peace and love and take it easy. Cerco costantemente di farlo tacere, di sviarlo, anche solo di mandarlo a dormire, ogni tanto, ma niente da fare

    1. Ecco, Fefo, “moderazione”
      ma anche no
      dopo i 40 diventiamo paradossi viventi: per essere efficaci (non più efficienti, ormai) occorre rallentare.
      E fermarsi e rilassarsi ogni giorno almeno un po’.

      Voler tenere il ritmo dei 30 anni è vanità e illusione, che portano presto alla rovina mentale.

  4. Coraggio, coraggio, basta vivere con i sensi di colpa! Anche questi momenti sono creativi, solo che noi non ce ne rendiamo conto. Conosci la storia della formula di Kekulé, il grande chimico tedesco che scoprí che il benzene ha una struttura molecolare esagonale? Lo scienziato, dopo anni di studi, propose la sua teoria alla comunitá scientifica nel 1865, ma non volle rivelare il metodo di ricerca adottato per giungere a tale conclusione. Solo molti anni dopo Kekulé cedette alle pressioni di amici e colleghi e raccontò che 25 anni prima si era addormentato davanti al fuoco e nel sonno aveva visto un serpente che si mordeva la coda e che il sogno gli aveva suggerito l´idea della struttura ciclica esagonale del benzene. Insomma, il nostro cervello continua a funzionare anche quando noi non ce rendiamo conto, a volte le idee migliori vengono quando lo lasciamo lavorare in pace, senza stress e senza sensi di colpa 😉

    1. La storiella di Kekulé, che era un furbacchione, colpisce tanto l’immaginazione, ma l’ouroboros nasconde un plagio intellettuale. Valla a raccontare ai francesi.

  5. Per Fefo: non credo, io ho solo i due maschi che giocano a calcio e di solito i tornei che fanno sono solo di squadre maschili. Pero’ e’ possibile che ci siamo incontrati da qualche parte, Stoccolma non e’ poi cosi’ grande….

  6. Il lavoro sul lavoro è paragonabile a un cane, docile e addomesticato, mentre il telelavoro è paragonabile a un gatto, devi fargli le fusa per fargli fare quello che vuoi tu. I tempi sono dilatati, ma non è molto meno stancante.
    Elasti, ogni tanto offri al sergente prussiano e al pastore svizzero una birra da parte mia, che si appisolino sul divano. Non può che far loro del bene.

  7. Slow Food, slow education, slow travelling… Ti dicono niente. Ci sarà un perché se il mondo sente il bisogno di rallentare e ci sarà un perché se tu senti il sano bisogno di rallentare… ogni tanto! C’è chi tenta di vivere all’insegna della lentezza ogni singolo giorni, ogni singola ora della sua vita e non credo già poi così sbagliato.
    http://www.vivereconlentezza.it
    E ogni tanto è sacrosanto pure cazzeggiare!!!
    P.S. Ogni tanto commento, ma non vado mai a rileggere indietro, quindi se qualcuno di importante da dirmi o semplicemente vuole comunicare con me mi contatti pure du FB (Sarah Brambilla). Il blog è ancora una nuvola informe… un sogno per quando saró grande…

  8. Fai come me: portali tutti a bere, sti tizi che abitano là dentro, e ricordati che se ti dicono che sei brava un motivo ci sarà 🙂

  9. Elasti sei una mamma che lavora, l’accidia è un tuo lato bellissimo, come gli altri. Non è non fare poi ( come benissimo detto in un commento più sopra) ma fare altro. Quindi non accidiosa ma diversamente attiva:-)

  10. Lavorare da casa trovo che sia molto impegnativo: tutto il tempo che guadagni evitandoti gli spostamenti te lo bruci facendo 100 cose per la casa, 1 per il lavoro e meno di zero per te…w l’ufficio 😉

    1. Beh peró chi lavora sul posto di lavoro (negozio, o ufficio o scuola che sia) in quelle ore non riesce a fare nè qualcosa per se nè 100 cose per la casa… Allora perchè w l’ufficio (o la scuola, o il negozio) ?

  11. Io sono cresciuta con il mantra: l’ozio è il padre dei vizi. Che oggi si materializza in smanettamenti in rete alquanto inconcludenti. E poi mi sento come lo scolaro che si é giocato la scuola e gli vengono montagne di sensi di colpa.
    Grazie per questo post!!!

  12. Cara mammina, frenetica lavoratrice presenzialista, che in un raro momento di smarrita pausa subisce la sferza del sergente prussiano e del pastore calvinista inseriti nel suo DNA,
    rilassati
    amati
    assolviti
    Così ammetterai di essere solo simpaticamente umana e non un robot.
    In ogni caso non dimenticare mai che hai un numero grande di affezionati lettori che ti sono vicini, comprensivi e partecipi, che dividono con te le stesse paure, emozioni e gioie.
    Si immedesima spesso in te, anche se è un curioso fenomeno biologico quando questo avviene in un maschio, pensionato e settantenne.

  13. Io faccio così (quando mi riesce): mi do dei tempi di cazzeggio.
    Tipo: “adesso per 45 minuti mi guardo la tv spazzatura e metto in ferie il cervello.” OFF
    Poi mi riaccendo e sono più attiva e priva di sensi di colpa. ON
    Tanto quando non sono concentrata posso passare anche un’ora a torturarmi e a rileggere la stessa frase 6 volte…meglio staccare completamente dandosi un tempo massimo.
    Ecco, poi anche a me capita l’attacco di narcolessia…

  14. Eritreo ha anche un gatto ? Non si fa mancare nulla ! Un abbraccio ! Ma non è accidia dai…. È normale voglia di farne saltami addosso !!!!

  15. Posso dire? Posso? Da tendenzialmente accidiosa quale sono, ma che in realtà quando lavora… lavora e basta, senza se e senza ma… (grazie alla auto-disciplina da generale prussiano) direi che un bel “chissefrega” ci può anche stare, se ti capita la mattinata “moscia” e con ritmi lenti!

    Floralye

  16. Cioè fammi capire tu ti sentì pigra DOPO essere anche stata in palestra? Io quanto vado in palestra sto a posto con la coscienza per molte e molte ore

  17. E io che pensavo che noi due condividessimo solo il compagno matematico pazzo. Invece anche il sergente!!! Pensa che c’è stato un periodo all’università che il mio mister I mi salutava con “come sta il sergente?” 🙂
    Tanta comprensione, tantissima.
    E un po’ di rimpianto perché sarebbe stato belle essere amiche da gggiovani 🙂

  18. Succede anche a me, esattamente con le modalità da te descritte, anche se lavoro in ufficio, perchè ho una stanza tutta per me e quindi non sono ‘controllata’ dall’esterno. Grazie.

  19. …io lavoro a casa tre giorni a settimana e lavoro dal primo secondo all’ultimo disponibile, pranzando davanti alla tastiera, poi riprendo quando i bimbi dormono…il mondo in cui può esserci l’accidia è sconosciuto a noi mamme co.co.pro.

    1. …il commento è solo per dire: da casa si può lavorare quanto e più che in ufficio, contrariamente a quello che appare dai post qui sopra, viva il telelavoro!

  20. Prova a programmarla una mattinata così: se tu sai che quella sarà la tua mattina di cazzeggio, lo fai senza che l’accidia ti assalga. Il generale prussiano e il pastore calvinista saranno contenti, e anche tu. (e io come amo la programmazione da nevrotica-ossessivo-compulsiva!) 🙂

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