Nonsolomamma

scary

“elasti…”

“dimmi”

“ma, secondo te…”

“eh…”

“io… faccio paura?”

“da morire. soprattutto da quando fai la birra in casa e un’ora di nuoto ogni giorno come un pazzo ossessivo dentro il tunnel delle proprie nevrosi”

“no, dai, sul serio. io faccio paura?”

“boh. a me no. ma se mi facessi paura avremmo un rapporto malsano e disfunzionale… e non abbiamo un rapporto malsano e disfunzionale, noi due, no?”

“no, certo che no…”

“dai, mister incredible. racconta”

“no, niente. chiedevo così”

“racconta, su. non farti pregare”

“va be’, ieri, a londra, stavo facendo ricevimento studenti”

“e…”

“e a un certo punto uno studente mi chiede di rispiegare una cosa che avevo spiegato a lezione e che non aveva capito. ‘sa, aveva spiegato molto velocemente’, mi ha detto”

“…”

“e allora mi sono arrabbiato. “scusa! ma perché non mi hai fermato a lezione e non mi hai chiesto di rallentare, se non capivi? eh? perché non hai alzato la mano e non mi hai interrotto?’, gli ho domandato io”

“e lui?”

“ecco, appunto. sai cosa mi ha risposto lui?”

“no, cosa?”

“because you are scary”

“pensa… e non sa neppure che vai in piscina come un maniaco pazzo…”.

38 thoughts on “scary

  1. Uh… sarà mica colpa dell’annata?

    Metti giù subito quel ferro da stiro.
    Vengo spesso accusata di parlare troppo velocemente, solo che me lo dicono alla fine… eppure io sono persona tranquillissimaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Sì. Come no.

    Un pacifico è pacioso coniglio… con due incisivi a volte letali, per iscritto. 😉 (vero?)

    Buon fine settimana.

  2. Uhm… mi sembra strano. Secondo me dovresti dire a mr. I che se si ha paura di un professore si ha ancora più paura a dirglielo in faccia…
    Magari il ‘messaggio’ del ragazzo era un altro. ‘Scary’ può avere varie sfumature.
    Se mi immagino davanti a una prof temuta mai e poi mai avrei potuto dirle ‘you are scary’ (che oltretutto suona come un insulto). Casomai avrei trovato – forse – il coraggio di dire ‘because I am scared of you’.

    Ma magari i ragazzi di oggi sono diversi.

  3. Forse intendeva dire che aveva soggezione? Poi detto tra noi, se un ragazzo in mezzo ad un aula gremita non riesce a stare dietro a una spiegazione, mica ferma l’insegnante?!… il timore non è l’insegnante ma la figura davanti alla classe di essere uno lento di comprendonio! perché nella posizione del ragazzo, è normale pensare di essere il solo a non star dietro alla spiegazione e che invece gli altri fighissimi hanno capito tutto! semmai sta all’insegnante (sensibile a questo problema) a fermarsi dopo ogni concetto, ripeterlo, farne un riassunto , fermarsi e chiedere se per tutti è chiaro… insomma lo spiega bene John Medina (un esperto delle tecniche di insegnamento basate sul funzionamento del cervello… da consigliare a Mr I)… per il nuoto… pure io ci vado ogni giorno! è salutare, rilassante, ritemprante… e molto altro.

  4. Beh, io ho avuto degli/delle insegnanti, anche all’Università, ai quali era implicitamente proibito anche solo pensare di chiedere spiegazioni e/o integrazioni pena esplosioni di “ira funesta” nonché anche contumelie più o meno offensive, a volte. Era un fatto risaputo, che peraltro non aveva spesso nulla a che vedere con la preparazione dei suddetti insegnanti. Non ci trovo nulla di strano nella risposta del ragazzo, anzi ha avuto fegato. Ovvio che ciascuno di noi è, volente o nolente, diverso nei vari ambienti e con le varie persone con cui interagisce. Se poi, come nel caso di mister I, c’è anche un ruolo ben definito… il gioco è fatto. Per inciso: lavoro nella stessa università in cui ho studiato, e ora che li conosco “dall’altra parte della barricata” mi convinco ancora di più che spesso e volentieri il ruolo che i professori rivestono sia ahimè una specie di guscio se non del tutto vuoto… quasi. Questo senza riferirmi in particolare a mister I, sia ben chiaro.

    Floralye

  5. Si arrabbia se gli studenti non capiscono tutto quello che spiega a lezione? Secondo lui tutti quelli che non interrompono il professore capiscono? Ma il ricevimento dei professori a cosa dovrebbe servire altrimenti?
    Infine non gli viene il dubbio che se non è stato capito potrebbe non essere stato abbastanza chiaro? Talvolta succede.

    1. No, si arrabbia proprio perché lo studente non lo ha interrotto durante la lezione chiedendogli di rallentare: perché la cosa sarebbe andata a vantaggio di tutti, anche di quelli che, come lo studente in questione, non capivano e non osavano intervenire. E’ fisiologico che, a prescindere dalla competenza e dalle capacità didattiche del docente, passaggi della lezione non vengano compresi immediatamente da tutti, ed è buona cosa se gli studenti lo fanno presente subito, soprattutto nel caso delle discipline matematiche o tecniche come quelle che insegna mr. I. Ovviamente capisco la reticenza, anche se obiettivamente mi sembra difficile credere che docente, interrotto con una richiesta di chiarimento, possa arrabbiarsi (sicuramente c’è chi lo fa, ma dubito si tratti della maggioranza).
      Di buono c’è che poi lo studente è andato a chiedere chiarimenti durante l’orario di ricevimento: spesso non fanno nemmeno questo, e i nodi vengono al pettine durante l’esame. Allora sì che c’è da arrabbiarsi…

      1. Beh, diciamo che forse arrabbiarsi perchè non ti interrompono durante la lezione è un po’ troppo. Magari il ragazzo è un po’ timido e temeva di fare brutta figura davanti all’intera classe. Se Mr. I è uno che si arrabbia per queste cose, capisco che un po’ di timore ci sia. Però rimane il fatto che non è così “scary” da impedire allo studente di andare a chiedere chiarimenti a ricevimento, il che mi sembra indice del fatto che non è un professore così malvagio! E “saper spiegare meglio” non è una scienza infusa, né una caratteristica che vale per tutti gli studenti allo stesso modo!

  6. Quoto jazzmin, si ha un po’ imbarazzo di essere gli unici a non aver capito visto che tutti sono assorti e sembrano a loro agio con l’argomento. Studio una lingua ostica, con molti ragazzi giovani e giovanissimi, ho scoperto che se una cosa non viene spiegata chiaramente nessuno nemmeno si sogna di interrompere e chiedere spiegazioni, tranne poi ritrovarsi tutti ad impazzire su un materiale che già di per se può causare follia.

  7. ma elasti proprio tu spesso hai scritto che ” il professore” quando si presenta ai suoi studenti incute timore ….. Quindi non mi stupisco !!!

  8. Scary per un professore è cosa buona, secondo me… Soprattutto se non lo è abbastanza da consentire a uno studente di farsi spiegare le cose in privato. Comunque la cosa che amo di voi è che pure nella quotidianità e nelle eventuali diatribe trasmettete armonia.
    Io torno a casa con una persona che a stento ultimamente mi chiede come stai. Che amarezza.

  9. Scusate se intervengo di nuovo: ma a voi pare normale avere paura del proprio insegnante? A me assolutamente no! Qui mi pare ci sia un po’ di confusione tra autoritarismo (che, parlando manzonianamente, chi non ce l’ha non se lo può dare) e autorevolezza, quella che ti fa RISPETTARE, e non TEMERE, un insegnante. Tra gli insegnanti che ricordo con più affetto c’è il mio relatore di tesi: un pozzo di scienza, di rigore (ti faceva un “tombino” cosmico, agli esami), e di umanità insieme!

    Floralye

  10. D’accordissimo con Floralye. Ricorderò sempre il prof di Biochimica, nato sordo, con l’apparecchio acustico fisso, per superare il proprio limite aveva imparato cinque lingue e per hobby dirigeva un coro! Chiaro e sempre logico a lezione, la prima volta mi bocciò all’esame perché m’impappinai sul collagene e l’idrossiprolina… disse “anche Segovia prima dei concerti aveva la tua ansia da prestazione” e m’invitò ad andarlo a trovare in laboratorio, nel mese successivo, a ripetergli i punti salienti del programma. Presi 28 all’appello seguente ma per gli anni successivi, incontrandolo, diventavo porpora al suo cospetto; non per paura, ma per il profondissimo rispetto che il suo carisma mi suscitava.

  11. Cito quasi testualmente da mr I subito dopo avermi salvato dall’insistenza di uno studente con pretese irragionevoli che non riuscivo a gestire “cosa credi che sia la lotta di classe? e’ quella che facciamo noi in classe” :)))

  12. Io ho notato la stessa cosa con i miei studenti, anche se ho sempre fatto di tutto per essere informale, disponibile e alla mano. Solo oggi, dopo tre mesi, hanno finalmente iniziato a chiamarmi “Stella” nonostante avessi detto fin dall’inizio che potevano chiamarmi per nome. Fino a ora si limitavano ad alzare la mano e ad aspettare che li vedessi. Eppure ho 31 anni e loro dai 19 ai 22, quindi la differenza di età non è neanche così enorme da incutere soggezione.

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