Nonsolomamma

a volte, non sempre, può succedere

questa mattina elastigirl si è svegliata all’alba, si è lavata, si è vestita, ha fatto colazione, ha preso la bicicletta che di notte dorme in cantina, è andata in ufficio alle 7, è stata al centro della redazione per svariate ore, ha bevuto tre caffè, ha pranzato con un’amica, ha avuto un pomeriggio postlavorativo impegnativo a causa di incombenze varie, è passata a salutare nonna J che la settimana scorsa si è fatta male a un piede e deve restare ferma per 15 giorni (“come è successo, mamma?” “sono caduta dalle scale in metropolitana” “e come hai fatto?” “sono inciampata, correndo” “mamma, te l’ho già detto, te lo dice anche il dottore, che bisogno avevi di correre?” “stavo perdendo il mio treno…”) e, verso le 19,30, è tornata a casa.
era stravolta. come una che ha solo bisogno di mangiare un quintale di pasta e una tavoletta di cioccolata per poi svenire vestita sul letto o, se non ci arriva, va bene anche sul divano. era devastata. come una che non si ricorda nemmeno bene i nomi dei suoi figli e che non è in grado di gestire se stessa, figuriamoci tre hobbit e un’eliza. era sfinita. come una che butta la carta nel bidone dell’umido, la plastica in quello nella carta e se stessa in quello dell’indifferenziata.
insomma, questa sera, elastigirl non era proprio in grado di fare la madre. ma mica si può tornare a casa e dire: “ragazzi! facciamo un gioco bellissimo! io adesso non sono la vostra mamma. no, non sono nemmeno vostra zia, vostra sorella, vostra nonna o la vostra vicina di casa. io non esisto. ciao. a domani, forse”.
così, con la leggerezza della martire data in pasto ai leoni, ha fatto il suo derelitto ingresso nel focolare.
“ragazzi, io veramente questa sera non so bene cosa…”
“abbiamo già cenato, mamma. non devi preoccuparti. siediti pure. noi andiamo di là”
il piccolo si è sdraiato sul divano, si è coperto con un plaid e si è messo a far finta di leggere il fumetto dello hobbit, interpretando magistralmente l’espressione “de te fabula narratur”.
il medio si è messo le cuffie e ha ascoltato in loop “sotto casa” di max gazzè, sua passione e perversione.
il grande ha visto un episodio di modern family, dentro cui ormai vive ben più che dentro la sua vera famiglia (“mamma, sono tesissimo” “perché?” “perché il bambino non è ancora nato. stiamo aspettando” “vedrai che andrà tutto bene” “sicura?” “ma certo” “io non posso stare qui, con le mani in mano, senza nemmeno sapere se è maschio o femmina…” “vorrei solo farti notare che non sei tu il padre…”).
ognuno ai propri posti, a coltivarsi in autonomia il proprio amore, senza battibeccare, senza massacrarsi di botte, senza richieste, senza fare alcun rumore.
praticamente un miracolo. a volte, non sempre, può succedere, quando i figli crescono, almeno un po’.

ps di servizio.
venerdì mattina, 24 gennaio, elastigirl sarà al forum delle politiche sociali del comune di milano, al teatro elfo puccini. qui i dettagli.

sabato, 25 gennaio, alle 15 sarà al porto delle storie a campi bisenzio, firenze. qui i dettagli.

44 thoughts on “a volte, non sempre, può succedere

  1. Oggi io e le pupe siamo state in biblioteca a piedi. Embe’? Niente, rientrando ho realizzato che hanno ascoltato le letture, l’esperto geologo, risposto a tono, fatto il loro lavoretto una vicina all’altra come due “complici”. Rientrando nessuna mi ha strattonato, nessuna da rincorrere, le ho guardate chiacchierare mentre le tenevo tranquillamente per mano; “bimbe mie state crescendo”, loro non ci hanno fatto caso, ma io si’

  2. allora prima o poi succede di non dover urlare come un invasata x la strada o al super o di rincorrerli carica come un mulo di borse con cambi e giocattoli…xo m sa che devo aspettare un po…
    cmq devo voglio assolutamente conoscerti sabato che vieni a firenze..ormai il linguaggio hobbit e entrato comunemente nel nostro parlare in casa (non c scorderemo mai del bello pello e del favoloso omino del pisello..)
    chiara mamma d andrea d due anni e mezzo e giada di cinque mesi

  3. Speriamo arrivi presto anche per me…o forse poi rimpiangerò questi anni di prima infanzia? Aglaia con Sveva 5 anni e mezzo, Diletta 3 anni e Margherita quasi 18 mesi

  4. Prima di avere figli, pensavo a come si faceva in casi come il tuo, in cui hai quelle giornate che alla sera sei una super pezza! Adesso lo so: fai lo stesso! Vai avanti, fino a quando non chiudono gli occhi e puoi stramazzare anche tu! Stringendo i denti, l’unica frase alla quale ci si aggrappa in certi momenti e’: “cresceranno e non sarà proprio esattamente così”. E a quanto pare e’ vero.

    1. Cara, mancheranno….ma in tutti i sensi! Parlo per esperienza. A un certo punto ti accorgerai che il tuo piccolo non lo è più tanto. Non ti ridurrà a poltiglia con continue richieste perchè non avra più così tanto bisogno di te. Una sensazione straniante: non sarai più indispensabile. E questo senza alcun preavviso. Sollievo e smarrimento insieme. E una bella sfida: dovrai resistere alla tentazione di trattarlo da piccolo ed essere tu a facilitargli l’allontanamento. Dovrai farti da parte: non sarai più al centro del suo mondo. Ma non credere che il tuo compito sia finito: le richieste di attenzione torneranno, più confuse e difficili da decifrare, da parte di un adolescente che talvolta non capisce neanche se stesso. Niente paura: l’intelligenza del cuore ti guiderà!

      1. Giusto Barbara! E’ esattamente come mi sento io con i miei che hanno 12 e 9 anni: meno faticoso fisicamente, ma più faticoso psicologicamente “le richieste di attenzione torneranno, più confuse e difficili da decifrare”

  5. ” e se stessa in quello dell’indifferenziata” ecco come riassumere in modo perfetto uno stato che a volte provo ma non so esprimere!

  6. …io non vedo l’ora che tu sia al Porto delle Storie, proprio qui a due passi da me a Campi Bisenzio, perché verrò a conoscerti e a godere dell’inaugurazione di questo progetto bellissimo! A sabato! 😀

  7. L’altra sera la primogenita settenne mi ha detto”mamma stasera leggo io la storia a mio fratello…” (Quasi cinquenne)
    Si sono seduti sul letto di lui, lei gli ha fatto scegliere i libri e glieli ha letti.
    Io…un po’ smarrita e stupita, mi sono seduta per terra sul tappeto ad ascoltare e guardarli, pensando “stanno diventando grandi, e questo rito della lettura ad alta voce da parte della mamma- o del papà – si sta evolvendo” .
    E un po’ lo confesso, mi dispiace!

  8. Effettivamente, che ci sta a fare Eliza se sei tu a dovertene occupare? ecco qua la ragione per cui si prendono aiuti in casa 🙂
    Ilaria

  9. se i figli crescono sarebbe bello sentire l’elasti “non solo mamma” che si deve essere persa da qualche parte…. ogni tanto passo di qui ma dopo il divertimento iniziale… non faccio che chiedermi perche noi donne dobbiamo ridurci ad essere “mamme” parlare solo di “nani” e “hobbit” come se avere dei figli fosse una forma di realizzazione superiore che compensa il fatto che magari se non siamo mozart non e’ perche “abbiamo figli” ma perche abbiamo interesi limitati. Elasti tira un po fuori la donna.

    1. Un po’ hai ragione, io sto diventando un po’ più critica pur divertendomi e commuovendomi con questo blog. Sarà che ho appena letto due libri molto interessanti in merito…non voglio fare pubblicità ma mi hanno aperto un po’ gli occhi (Di mamma ce n’è più d’una e Ave Mary).

  10. Vuoi vedere che questa è la volta buona che ci vediamo?
    🙂
    Sabato, se ce la faccio, vengo e mi porto dietro un paio di libri.
    Te, semmai, pensa alla dedica!
    😀

      1. Scusa Elena, però così si fa pubblicità alla scopiazzatrice di post altrui.

        Lo so che era per segnalazione, ma me la immagino tutta contenta mentre vede che le sale a picco il numero di visitatori sul suo blog.

        (Lo dico con cognizione di causa, le sole volte che il mio blog supera le 15 visite giornaliere è quando commento qui)

  11. Tornare a casa esausti, con la voglia di sprofondare nel letto o anche sul divano e dormire (a Bari si dice anche collassare, che rende meglio l’idea…), è qualcosa che mi capita, qualche tempo fa anche molto spesso. Non avere la forza e l’energia di relazionarsi con alcun essere vivente (bimbi, marito, cane…) e neanche con sé stessi e sentire il peso della necessità di farlo è duro, a volte triste. Ci sono sere in cui trovo il modo di recuperare un po’ di energia e di arrivare “dignitosamente” a fine giornata. Invece, a volte faccio tutto in maniera sbrigativa, cena, coccole, nanna, per raggiungere l’agognato giaciglio. Quelle sere, se qualcosa va storto (da una favola se ne devono leggere 3, le coccole non bastano mai, voglio l’acqua, dove è il ciuccio, mamma un bacino…), la mamma zombie vorrebbe solo scomparire…o essere soccorsa, e si sente sempre più piccola e incapace, quasi indegna del ruolo di mamma. Ma ci sono sere in cui tutto va liscio, la cena scorre piacevole, i figli collaborano, magari anche il babbo, la famiglia non sembra un’arena da gladiatori, oppure c’è una fata che ha provveduto al posto tuo. Comunque sia, quelli sono momenti in cui ci si sente fortunati…

  12. Figli permettendo, sabato ci sarò. Non solo per vedere e ascoltare la tua intervista, anche per incontrare altre lettrici/lettori di Firenze e dintorni dell’elasti-blog. Spero saremo in tanti! Ciao ciao…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...