Nonsolomamma

ci ho pensato seriamente

eliza, la ragazza alla pari che viene dal massachusetts, cresciuta in una comunità di hippie, dentro una casa nel bosco, con una tarantola dietro un vetro, gli orsi fuori dalla porta ma senza il wireless né la televisione, ieri sera, dopo cena, ha chiamato a rapporto elastigirl.

“senti, io ci ho pensato seriamente”
“a cosa, eliza?”
“a noi, al nostro rapporto”
“e?”
“e un conto era l’anno scorso, in cui il mio ruolo era chiaro: tu eri da sola, mister i lavorava in america e io dovevo semplicemente esserci, for your peace of mind. quindi, anche se magari non facevo chissà cosa, capivo che per te la sicurezza di non essere sola con i piccoli era già un aiuto”
“esatto”
“però quest’anno è diverso. mister i non è assente per settimane consecutive. sta via per qualche giorno e poi torna. va a londra e rientra. parte per un convegno e torna a casa… e io… ecco. voi mi state pagando troppo. io sto bene con voi e sto con gli hobbit volentieri. ma non voglio essere pagata così. non ce ne è bisogno”
“eliza, io ti chiedo tre pomeriggi a settimana, qualche mattina, in cui ho il turno presto in ufficio, per gli accompagnamenti a scuola, una sera ogni tanto, la copertura delle emergenze… questo si chiama lavorare e il lavoro va pagato, altrimenti è sfruttamento”
“mmmhhh. non so. però allora chiedimi di più, usami, esci, viaggia, divertiti. io sono qui per questo. e comunque, se vuoi pagarmi di meno, puoi”
“eliza, io apprezzo molto questa tua follia ma ti assicuro che va benissimo così. ti ringrazio”
“sicura?”
“sicura”
“vuoi mangiare un po’ di peanut butter a cucchiaiate insieme a me?”
“piuttosto mangio il cucchiaino, grazie”.

eliza sarebbe perfetta. assolutamente perfetta. se a volte non sembrasse finta. o completamente matta.

69 thoughts on “ci ho pensato seriamente

  1. Tutto ciò fa pensare a come funzioni diversamente il mercato del lavoro negli Usa. E di conseguenza a come sia diversa la mentalità dei lavoratori americani.

  2. Ma come no al peanut butter!?!?! Elasti mi deludi… una vera golosa come te nn puo’ farselo mancare è buonissimo specie abbinato al dolce tipo marmellata…

  3. Potresti darti alla pazza gioia con mister i, arricchire il mondo di un quarto hobbit e così eliza sentirebbe che il suo salario è guadagnato…tutto a posto!! ;-);-);-);-)

  4. Senza arrivare a sfruttarla potresti approfittarne per fare un po’ la fidanzatina con Mister I. Penso che dopo tanta distanza ve lo meritiate. I bimbi non patiranno. Con Eliza stanno d’incanto.

  5. Sono di Bari e fino all’anno scorso ho fatto da baby sitter a 6 bambini (si…tutti fratellini)…un anno mattina e pomeriggio dal lunedì al sabato (per 350 euro mensili) e poi due anni solo i pomeriggi (dal lunedì al sabato) per 250 euro.
    Tra le mansioni: far studiare i piccoli che erano in prima elementare, insegnare ai super piccoli di 3 anni l’inglese, ascoltare gli orali dei due grandi (quinta elementare e seconda media)…e poi stirare, preparare la cena, spazzare la casa, fare il bucato (si…a mano!!!), rifare i letti (cambio lenzuola compreso) e dalle pattuite 4 ore al giorno spesso diventavano 5 o 6…naturalmente non pagate e naturalmente tutto in nero.
    Per bisogno ci si accontenta di tutto…
    La differenza tra nord e sud…

    1. Quello era vero sfruttamento…e andrebbe denunciato, senza pietà. Il fatto è anche che da noi non esistono, credo, ragazze come Eliza, hippies senza wireless e senza televisione. Voglio dire che non credo che Eliza sia rappresentativa del giovane lavoratore tipico della società americana. La società americana per certi versi mi sembra la peggior società possibile, ma produce e possiede, per caratteristiche intrinseche, possibilità di espressione da noi inimmaginabili. Eliza è il prodotto di una (contro) cultura, quella hippie, che da noi non è mai esistita. In Europa, ormai da secoli, anche il fenomeno culturale più “alternativo” è omologato. Non siamo solo conformisti, anche volendo abbiamo proprio meno possibilità di non esserlo. Le Elize ci lasciano senza parole!!!

    1. se guardi su aupairworld.com ti fai un’idea. alla ragazza alla pari i contributi non si pagano perché non è un contratto di lavoro tipo quello di una baby sitter, che poi rientra nel contratto colf.

  6. anche la mia dolce Eliza albanese che ci aiuta , oggi non voleva il compenso per tutte le ore….: “perchè mi fate sempre mangiare con voi e anche alla vostra tavola!”
    e ora che ti leggo, penso e mi chiedo, quale sia la differenza e il pensiero così diverso, fra loro e le nostre ragazze così meno disponibili!

    1. anche la Dina, la signora che aiutava mia mamma in casa quando ero piccola, non voleva fermarsi mai in orario di lavoro perche’ non le sembrava giusto, neanche per mangiarsi uno yogurt (di cui era ghiottissima) che mamma le porgeva a meta’ pomeriggio come merenda
      allora mamma mandava me a portarglielo, pensando che magari ad una bambina non avrebbe detto di no…
      e vi assicuro che era italianissima, per la precisione friulana!

      1. mi quadra ancor di più non sono friulana ma ci vivo da 40 anni, e i friulani sono persone riservate e gentili, orgogliose di appartenenza e dignità

  7. Grazie vi fidate di aupairworld?si sntono molte brutte notizie in giro. Inoltre, deve essere complesso far entrare nella propria casa una persona estranea, soprattutto condividere il caos, ii calzini sparpagliati, I cassetti in disordine, etc etc

    1. io non ho mai usato aupairworld per trovare una ragazza alla pari, quindi non so dare un giudizio. l’ho invece consultato per avere un’idea di massima sulla retribuzione. e su questo dà delle indicazioni utili.
      diciamo che se sei diffidente e ti spaventa la promiscuità con un’estranea, forse la ragazza alla pari non fa per te. certo, ci vuole molto spirito di adattamento reciproco, molta tolleranza (anche le migliori eliza hanno i loro lati oscuri e, a maggior ragione, ce li ha ogni famiglia), parecchia fortuna e un po’ di alchimia. ma io trovo che, se ti va bene, sia un’esperienza fantastica e super arricchente e istruttiva per tutti quanti

    2. Io ho fatto la alla pari tre volte qualche anno fa, due volte a Vienna con aupairworld e una volta a Londra con gumtree, che e’ stata l’unica esperienza finita male, delle altre ho un bellissimo ricordo e con una delle due famiglie sono ancora in contatto e ogni tanto ci vediamo. Per esperienza personale in ogni caso e’ la ragazza nella posizione di debolezza, difficilmente la famiglia.
      Se ti interessa un punto di vista dall’altra parte della barricata ti metto qualche link =)
      http://www.comeicavoliamerenda.com/2013/03/pulizie-di-primavera-tre-posti-dove-non.html
      http://www.comeicavoliamerenda.com/2013/11/la-mia-vita-con-due-chirurghi-cinesi.html
      http://www.comeicavoliamerenda.com/2010/10/londra-per-neofiti-vendere-cara-la.html

  8. @commento 17: ho 24 anni, sto finendo l’università e con i soldi che guadagno dando ripetizioni cerco di pagare tutto (vacanze, palestra, regali vari) cercando di chiedere ai miei genitori meno soldi possibile. Non mi pagano tanto ma non mi lamento, eppure mi trattengono immancabilmente almeno venti minuti dopo ogni lezione per parlare dei loro figli e tutto il resto. A me scoccia…come mi scoccia arrivare puntuale e non trovare in casa nessuno perche poi non mi pagano i quarti d’ora passati sul marciapiede al freddo. Faccio il mio lavoro sottraendo spesso tempo al mio studio e mi faccio pagare il giusto. Non è che solo perchè una non vuole i soldi è una santa…e chi si fa pagare è una ragazza italiana viziata e pretenziosa…mi spiace se sei stata sfortunata negli incontri, ma ci sono anche ragazze italiane che lavorano e si fanno il BIP…

    1. Brava. Il problema non sono le ragazze nostre “meno disponibili” (a che? a farsi sfruttare, a lavorare gratis?) Il commento 16 mi fa molta tristezza. Una ragazza (albanese o no) che non vuole compenso perchè mangia la tavolo con la famiglia mi stringe il cuore… Quanto tempo dovrà passare ancora perchè si capisca che il lavoro è lavoro e va retribuito? Perchè siamo tutti pronti a levarci il cappello davanti al dottore che entra in casa scusandoci della perdita di tempo che gli causiamo con i nostri malanni e lasciamo invece la baby sitter ad aspettare mezz’ora e consideriamo “più disponibile” chi non vuole essere pagata perchè considera un onore essere ammessa al desco della famiglia? Perchè? Un secolo fa (!) ho fatto anch’io la baby sitter. Lavoravo il giusto e venivo pagata il giusto. Ero ragionevolmente disponibile ma quando mi è stato proposto, come un vantaggio, di passare le vacanze nella casa al mare con pupi e famiglia, ho detto no, perchè dovevo farmi già le mie, di vacanze. Se lo avessi fatto avrei preteso di essere pagata il giusto, e la famiglia avrebbe cambiato idea comunque!!! Avranno poi trovato una più disponibile??? ;-))

      1. che tristezza di commenti che fate Monica e C!!!
        Sono mamma di 2 bambini e ho avuto diverse baby sitter e sono stata baby sitter a mia volta…
        Sono arrivata qualche volta in ritardo a casa e la baby sitter mi stava spettando e qualche volta è arrivata in ritardo lei come capita nei normali rapporti di lavoro o di amicizia (mettela come preferite).
        Ho sempre pagato il giusto, e sono stata pagata il giusto, ma ero contenta se come baby sitter venivo invitata a cena, perchè mi ero affezionata alle mie bambine e mi faceva piacere ogni tanto stare a cena. Sono andata anche un paio di giorni nella loro casa al mare e non è importato niente di farmi pagare perchè mi sono fatta un paio di giorni di vacanze gratis e in cambio ho solo giocato con loro qualche ora.
        Quando la mia baby sitter si ferma a parlare con me dei miei bambini mi fa piacere e quando ha fretta va via di corsa ma quando mi presenta il conto delle ore non considera mai questo tempo in più cosi come facevo io quando ero ragazza. Trovo tutto questo molto normale.

      2. Un conto è la linea di principio, un conto le esperienze personali, queste possono essere positive o negative, ma non fanno “giurisprudenza”.

      3. sospettavo che il mio commento potesse essere frainteso, ma io mi emoziono e mi arrabbio quanto voi, se le ragazze che ci aiutano trovano speciale stare a tavola con noi, perchè significa e poi lo confermano, che nelle loro varie esperienze, purtroppo non é così consueto trovare un rapporto di uguaglianza,
        rispetto e perchè no, affettuoso

  9. Mi lascia un po’ perplessa questa conversazione! Eliza c’è o ci fa? Non capisco, ti propone di pagarla di meno e termina la conversazione offrendoti il burro? Ma te l’ha dato un abbraccione? Non so, adoro Eliza, magari ho frainteso il senso delle parole….

  10. Anche io ho incontrato una persona speciale che da 7 anni mi aiuta a occuparmi dei miei due bimbi (8 e mezzo, quasi 3 anni). E’ un mix tra una sorella piccola e una fata (concreta, affidabile, allegra e dolcissima), le affido i miei cuccioli quando sono impegnata col lavoro e lei se ne occupa, dal gioco allo studio, dalle passeggiate al bagnetto, dai pasti ai controlli dal dottore. Capita anche che le affidi i bimbi malati e supporta mia mamma quando sono a casa sua. Ho fiducia in lei, fa parte della loro educazione, è un riferimento. E’ il nostro angelo, è di famiglia è un regalo.

  11. Magari tutte le host family fossero come voi, elasti! A me finora sono capitati solo tizi che non vogliono pagare affatto (“ma ora ti spiego eh …”) o che come minimo con la prole devi starci anche di notte. Per carità -quasi- tutte brave persone però nonche ci tengano molto alla correttezza.

    1. Ragazze ditelo a gran voce che essere una au pair non è una passeggiata, chi deve adattarsi siete voi e peraltro se una non ha un progetto chiaro di cosa vuol fare nella vita è tempo gettato alle ortiche.
      I tempi per imparare qualcosa nella vita sono brevi, l’elasti famiglia si preoccupa che i lori figli imparino l’inglese da bambini, ma Eliza vuol mangiare burro di arachidi per tutta la vita?

  12. Grazie a tutti x le info e come esperienza mi piacerebbe per arricchimento di tutti, ma suppongo che qndo c’e’ qcun altro a casa la tua libera’ e qlla di tutta la famiglia viene limitata oppure ti abitui e continui a girare un mutande ahaha

  13. Abbiamo usato aupairworld.com come famiglia una volta e l’esperienza è stata “media”. Non troppo positiva, ma neanche troppo negativa. Ora non ci serve, ma non escludiamo di ripetere. Il punto non è se il sito sia affidabile o meno: loro sono efficaci nel dare uno scambio di contatti, poi l’esperienza va bene o male a seconda delle persone che incontri. Cioè come accade con qualsiasi altro strumento che mette in relazione persone che non si conoscono. Anche cercare persone per conoscenza diretta e con agenzie tradizionali espone allo stesso rischio. Ma io credo che – se serve – il gioco valgs la candela

  14. Io sono iscritta ad aupair world da mesi, ma non trovo uno straccio di ragazza disponibile ad essere accolta e pagata da noi famiglia con 3 bimbi,( ora 2,4,7 anni) credo solo perché viviamo in paesino imbucato al sud della Sicilia, eppur bellissimo e vicino ad un mare meraviglioso almeno 7 mesi l’hanno!!!!bó!come faccio?

    1. forse cerchi persone che vengono dalla zona sbagliata? perche’ non provi a cercare una ragazza di origini Siciliane che magari e’ curiosa di conoscere la terra dei suoi nonni? o una che vuole studiare biologia marina da grande, o ama la natura… scremando ben bene i profili un buon match vedrai che lo trovi! In bocca al lupo!
      (ex aupair con aupairworld)

    2. Con tre bambini so per esperienza che è durissima trovare.
      Se ti interessa parlo della nostra esperienza nel mio blog.
      Ehm mi spiace rovinare quest’atmosfera idilliaca ma io sono riuscita a trovare solo offrendo di più.

  15. Elasti di quanti nostri commenti di incoraggiamento hai bisogno per seguire il consiglio di Eliza?
    Fai la fidanzatina con Mister I!
    Ve lo meritate e se non lo fate rischiate grosso (e lo sai) e lei c’e’ solo per pochi mesi quindi l’occasione va’ sfruttata
    Gli Hobbit sono in buone mani e lei capisce al volo: cosa puoi volere di piu’? Se non altro fallo per tutte quelle che in questo momento non hanno questa possibilita’…

  16. Confermo: purtroppo non è raro trovare host family poco accoglienti o magarifredde e distaccate seppur corrette e nel peggiore dei casi anche totalmente scorrette. Purtroppo in quanto au pair siamo sprovviste di tutele e quindi può accadere, se incappi nelle persone sbagliate, di essere trattate alla stregua di camerie-esperienze vere ma per fortuna sono un minoranza- o più comunemente che la famiglia approfitti della nostra condizione di dipendenza da loro (soprattutto per via della convivenza).
    Aupairworld è un ottimo strumento : funzionale, ben fatto economico e sicuro. Almeno sulla base della mia personale esperienza mi sento di consigliarlo – per quel che ne so è il più usato. Come detto sopra il problema non è il sito ma le persone. Trovo che con una buona dose di audacia e una certa chiarezza sin dal primo contatto con la host family sia un’esperienza bella, istruttiva e perfino divertente, come diceva elasti. Forse non formativa da un punto di vista strettamente professionale come si diceva in un commento ma da quello personale si.

  17. Noi siamo alla settima au pair, quasi tutte bellissime esperienze. Certo bisogna avere aspettative realistiche, l’au pair non è una donna delle pulizie o una baby sitter non stop.
    E’ una giovane ragazza che vive a casa vostra e che deve diventare una presenza simpatica e di appoggio per i vostri figli.

  18. Per quanto mi riguarda dipende dal punto di vista.
    Questa mentalità ce l’ho anche io quando mi capita di fare da babysitter: per la maggior parte del tempo giochi, disegni, ridi e scherzi…tutte cose che ho sempre fatto gratuitamente. Per questo tante volte mi faccio problemi ad accettare la paga.
    La situazione cambia radicalmente quando si parla del mio vero lavoro. A tempo pieno (e determinato,ovvio) faccio la maestra in una scuola dell’infanzia privata e guadagno 4 euro l’ora: seguo 29 bambini con bisogni totalmente diversi, gioco, canto, faccio attività di vario tipo. E’ un lavoro duro, ma allo stesso tempo credo che sia il più divertente del mondo e non lo cambierei con nessun altro impiego. Però stranamente non mi sento di guadagnare troppo. 😉

  19. E l’amica di eliza per la quale cercavi una famiglia ospitante qualche mese fa? Trovata? … chiedo così, per pura e scimmiesca curiosità

  20. Elasti ,Eliza è “così” perché ha trovato in voi persone “così”, si è generata la giusta sinergia tra voi.
    Per il resto Lu complimenti e grazie molto dei tuoi consigli….dai quali ho capito di non avere molte chances vivendo appunto in un paesino; tra l’altro consideravo che ho sempre chiarito loro che a noi interesserebbe solo far familiarizzare i bimbi con la lingua inglese perché ho già colf e baby sitter (tra l’altro per questo effettivamente mi peserebbe pagare l’au-pair più di quello che è il tradizionale rimborso indicato su au-pair world..)…grazie ancora a tutti per i consigli,spero comunque di farcela

    1. Anche noi viviamo un paese e devo dire che poi ce l’ho sempre fatta. Un consiglio, per la prima esperienza magari orientati su una nazionalità di quelle meno ricercate, in genere dalla seconda volta in poi è più facile trovarle perché si hanno le referenze della precedente au pair.

  21. Sono stata una ragazza alla pari circa 10 anni fa.

    E’stata un esperienza bellissima e difficilissima, ho imparato ad adattarmi!
    Ora vivo all’estero ed e’stato tutto piu facile!

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