Nonsolomamma

me lo leggo durante la ricreazione

ieri sera, dopo cena, lo hobbit grande stava guardando un film, il piccolo abitava un enorme scatolone di cartone, ben più grande di lui, arrivato nell’elasti-casa incidentalmente e, a grande richiesta, divenuto parte dell’arredamento, il medio e la sua mamma si spaccavano occhi e testa sulle mille e passa tesserine del puzzle kamikaze di formiche e animali, inziato domenica e ancora in fase embrionale, eliza parlava via skype con la nonna alle hawaii.
dlin dlon
la porta.
“e chi è a quest’ora della notte?”
“guarda che sono le otto e mezza, non è notte”
“aspettate, prendo un’arma e vado io! tutti fermi!”
“are you waiting for someone, eliza?”
“secondo me è un vampilo, o uno zombie o un mostlo. o magali è papà”
“papà arriva tra qualche giorno, hobbit piccolo”
“chi è?”
“tranquilla, mamma. l’ho visto dal buco: è il vicino. e comunque ho un martello dietro la schiena”
“vi date una calmata? non viviamo nella città del terrore. possiamo aprire la porta alle 9 di sera”
“…”
“buonasera! è interessata a una copia di lotta comunista?”
“mmmhh, non tanto, in verità”
però lui, il ragazzo che vendeva il giornale, sembrava arrivato da un altro tempo, ed era tanto in ordine e tanto gentile e tanto elegante e poi uno che ci crede talmente da passare un lunedì sera di febbraio a bussare alle porte di sconosciuti, in un quartiere dove probabilmente verrà mandato a quel paese due volte su quattro e la terza si prenderà un insulto e la quarta nemmeno gli apriranno, insomma, uno che tira fuori la vecchia zia buona che alberga in te, non si merita una porta in faccia.
“allora niente? va bene, molto gentile. buonasera”
“no, aspetti. ne prendo una copia. però non è che adesso venite sempre sempre sempre qui?”
“be’, se ci dà cinque euro è probabile di sì, se ce ne dà uno, torneremo solo ogni tanto”
“allora gliene do tre”
“grazie. buona serata”
“a lei”.
la serata è ripresa serenamente. e l’episodio sembrava definitivamente archiviato, insieme alla copia di lotta comunista, dimenticata all’ingresso, in attesa del rientro di mister incredible.

stamattina, ore 8,10.
“dai, ragazzi, sbrigatevi! dobbiamo uscire subito o arriviamo in ritardo a scuola. presto!”
“mamma…”
“dimmi hobbit di mezzo”
“posso portare a scuola questo giornale?”
“vuoi portare a scuola lotta comunista?”
“sì, ieri sera mi sono letto i titoli e mi sembrava interessante…”
…”
“me lo metto in cartella e me lo leggo durante la ricreazione”.

così lo hobbit di mezzo è andato a scuola con lotta comunista nello zaino e forse un giorno – oggi stesso, domani, martedì prossimo chissà – una maestra farà chiamare elastigirl per informarla che esistono letture più adatte e appropriate per un bambino di sette anni.

77 thoughts on “me lo leggo durante la ricreazione

  1. Mitico bambino. Gli farà sicuramente meglio di un’ ora di play station.
    La mattina nel tragitto per andare al lavoro a volte fanno capolino sorridenti ragazzetti o anziani e simpatici signori che cordialmente salutano ( in Lombardia non succede spesso che le persone siano gioviali , non la mattina alle otto ) e vendono lotta comunista.
    Non è’ il mio gjornale, ma anche io una volta lo ho comprato solo per il sorriso di chi me lo vendeva.

  2. 19 anni. Uscendo dal bar dell’università con amici, lattina in una mano e panino nell’altra -avevamo tempi stretti tra le lezioni- mi imbatto in un ragazzo sorridente “Lotta Comunista”? Lo avrei anche preso, ma ero ingoffata e ho risposto “no grazie, ho le mani occupate dal benessere”. Tutti gli altri giù a ridere ma io, che tra l’altro non ho mai votato a destra, se ci penso ancora mi dispiaccio un po’

  3. I ragazzi che vendevano lotta comunista mi hanno sempre fatto battere il cuore, per questo per un lungo periodo della mia adolescenza, ho comprato carovane di copie.
    Quando mi capita di pensare ad un figlio maschio (impossibile per me, che sembro geneticamente modificata per produrre solo femmine), mi piacerebbe che andasse per le strade, con il sorriso un po’ beota di chi sogna molto, a vendere copie di un giornale improbabile ma tanto affascinante

      1. Vero dal punto di vista genetico, ma come sempre noi mamme tendiamo all’ossessione del controllo…perciò siamo noi che, per una serie di fattori lunghi da elencare, scegliamo se accogliere una X o una Y. 🙂

  4. I preti per la benedizione natalizia li cacci, se non ricordo male, e ai comunisti dai soldi…. Almeno un euro pure al prete lo potevi date allora., no?

  5. Tutte le volte che ho.comprato Lotta Comunista in virtu’ di un sorriso aperto e radioso sul sol dell’ avvenire poi mi sono sentita migliore per tutto il pomeriggio.

  6. …attenta che poi si sparge la voce circa la magnanimità dell’Elasti-famiglia e poi ti suonano, in ordine sparso, venditori Follletto, testimoni di Geova, agenti immobiliari per chiederti se il tuo vicino vende, un emissario del parroco di zona per le offerte, un venditore di scope telescopiche (o forse quelli si vedono solo al mare), rappresentanti Avon/Just/Tupperware/SwisCare/AMC per fissare una dimostrazione…vado avanti?

    😀

  7. Vedo che l’educazione e la gentilezza di queste persone sono la loro migliore arma presso altri oltre a me. Ogni tanto lo compro perché mi fanno tenerezza e poi a volte dico loro la verità: Lotta comunista è proprio noioso, e anche un po’ anacronistico, mi spiace tanto non lo posso prendere sempre. E come l’avrà trovato lo hobbit di mezzo?

  8. Ho un collega che si mette all’entrata dell’edificio a vendere Lotta Comunista, ormai solo a vedere il titolo mi viene in mente il vecchio sketch dei Monty Python con l’omino che si credeva Trotzky e poi cantava con le piume di struzzo. Ho provato a fargli capire che preferisco quando giochiamo a go, ma non so se ha capito. E adesso mi siedo con i popcorn e aspetto il dibbbattito 🙂

    1. Sulla strada per andare al lavoro, io ne devo sorpassare 5 di fila.
      Alle 7 e mezza del mattino, anche se sorridono come beoti con in mano il giornare, sentirmi chiedere ” LOTTA COMUNISTA?” per 5 volte di fila mi snerva un po’.

      Sarà la “milanese” che è in me a parlare.

      1. Brava Aloise. Diffidare sempre di chi è gioviale alla mattina. Prima delle 10 non c’è motivo di sorridere, a meno che non ti dicano per qualche misterioso miracolo che puoi tornare a letto.
        A parte ciò, mi si dice che i lottacomunisti non votino perchè non si sentono rappresentati da nessun partito. La mia opinione su di loro dipende molto dalla veridicità di questa informazione. Confermate?

  9. in un periodo molto ma molto lontano partecipavo alle riunioni di Lotta Comunista a Roma, il sabato pomeriggio anzichè andare in discoteca a ballare (come avevo fatto in precedenza e come avrei fatto di nuovo successivamente). La storia è fatta di alternanze e ritorni (ma non proprio tutto torna).
    Che fascino questi giovani che credono ancora in quelle idee.

  10. da noi il maschio grande non c’è quasi mai
    nelle sue sporadiche apparizioni è riuscito a rifilarmi la visita periodica del giovine di lotta comunista, una donazione automatica mensile a save the children e una annuale a medici senza frontiere
    deo gratias non è mai stato intercettato dall’omino del folletto!

    comunque sappi che lotta comunista è arrivata puntuale fino al trasloco successivo ; )

  11. Fantastico!! Anche io non avrei resistito…solo che a quell’ora rischiano di trovarmi in pigiama…anche se mancano 3-4 ore a quando dormirò, doccia e pigiama è una tappa che ambisco sempre.
    Ora mi chiedo…ma l’hobbit di mezzo oggi nell’intervallo condividerà il giornale con mariòtereso riapparso tra le mura scolastiche?

  12. Da quando mi sono trasferita a milano per l’università quelli di lotta comunista passano ogni settimana più o meno a casa mia cercando di vendermi le copie! La prima volta gli ho pure dato i 5 euro… Quando la seconda volta gli ho detto di non essere interessata mi hanno risposto che potevo rinunciare a un biglietto del cinema e comprargli il giornale o_o o ma saro libera di spendere i miei (che poi sono i soldi dei miei genitori…) come mi pare?!
    comunque li ho conosciuti tramite un amico, posso confermare che sono ragazzi pieni di voglia di fare!
    Anche se non condivido il fatto che suonino porta a porta…

  13. Mi pare che dalle Alpi alla Sicilia ci sia un certo numero di persone (anch’io, beninteso) che almeno una volta hanno comprato Lotta Comunista più che altro per la simpatia e la buona educazione dei venditori, giovani o meno giovani ma tutti evidentemente fatti allo stesso modo, dalle Alpi alla Sicilia appunto. Non so cosa significhi ma mi intenerisce e mi fa sorridere.

  14. io sono stata quasi coinvolta a venderlo :O
    la faccenda, intellettualmente parlando, non e’ banale come sembra…
    e a dire tutta la verita’, Elasti, e’ un sacco che penso di chiederti il recapito di Mister I per parlarne (non avermene a male: e’ l’unico Economista Marxista che ‘conosco’)
    Insomma ho bisogno di uno scienziato economista marxista con cui verificare un paio di presupposto e di metodologie di Lotta Comunista, perche’ a parte il giornale fanno anche attivita’ di analisi storico – politica e certe cose mi convincono, altre meno…
    (e si noti che io non e’ che voti prorio sempre a sinistra, diciamo cosi’…)

    1. Il vero problema Claire è che sono davvero pochi quelli che si possono vantare di avere letto tutto Il Capitale, credo che sia notevolmente più lungo e più complesso di Guerra e Pace. Forse Massimo Cacciari, una volta, ha detto pubblicamente di averlo letto tutto – e sarei curiosa di sapere se l’ha fatto davvero oppure ha bluffato perché tanto nessuno potrà mai smentirlo.

  15. Mio figlio anche lui settenne ogni giorno mi chiede di poter portare a scuola l’album dei calciatori panini per poterlo guardare a ricreazione, e io ogni giorno dico di no.
    I patti con le maestre sono: niente che non riguardi la scuola può essere portato in classe……………..
    Non credo che lotta comunista possa riguardare la scuola (tanto meno in seconda elementare) o sia annovorato tra le letture estive consigliate, ma ho come la sensazione che le maestre chiuderanno un occhio per non sollevare un altro tipo di polemica………………
    (mi piacerebbe sapere il proseguo reale della storia….)

  16. Anche la mia collega si è fatta intenerire e l avrei fatto anch io. E bello che qualcuno abbia la capacità di crederci e girare per condomini alle otto di sera anziché vivere collegato ad un pc come fosse un polmone

  17. Laura ma dove li hai incontrati quei preti maledicenti? Un prete che dice quello che tu riporti compie un pesante illecito: ci sono gli estremi per una denuncia. Naturalmente bisogna dimostrarlo per non rischiare l’accusa di calunnia. Da me non arrivano preti intenzionati a benedire la casa da almeno 20 anni, si vede che a Bergamo non usa più (strano eh in questa succursale di Roma)

  18. X Cla
    Ma che Maestre tristi ha tuo figlio
    E’ preoccupante limitare anche l’ora d’aria degli scolari
    Ok più li si munge da piccoli e più diventeranno scintillanti manager che non torneranno a cena dai loro figli per mandare avanti il mondo, e davvero tanto di cappello a costoro, ma qualcuno dovrà pur limitarsi a vivere. N’est pas?

    1. Posso essere d’accordo sul fatto che c’è un’eccessiva rigidità nelle maestre (dovuta anche al fatto di non essere in grado di gestire i chiari di luna di ogni singolo alunno, ed essendo 25 può essere capibile! Dopotutto non esistono neanche più i bimbi di una volta impauriti e rispettosi della figura dell’adulto in generale e della maestra in particolare…….)
      Ma generalizzare in maniera così drastica che da grandi saranno bimbi anaffettivi e insensibili al rapporto con i propri figli mi sembra un tantino drastico/catastrofico!

      1. Secondo me è un modo per tagliare la testa al toro, i bambini oggi a scuola più che gli album di figurine portano i tablet e gli smartphone.

      2. Io parlo di scuola elementare……e per non portare tablet e smartphone a scuola non c’è bisogno di divieti da parte della maestra, ma solo di buon senso, o buon uso del senno, da parte dei genitori.

    2. La questione è molto più semplice (ho a lungo frequentato la scuola da educatrice): se i bambini portano i proprio giochi, libri, cose “private” nel giro di 5 minuti si generano liti della serie “me lo presti, me lo fai vedere, ecc”.
      Molte insegnanti preferiscono che a scuola ci siano solo oggetti gestibili equamente da tutti.
      In più, cosa che purtroppo limita TUTTE le attività scolastiche e le iniziative di insegnanti e operatori scolastici, succede sempre che ci siano genitori pronti a far polemica (“mio figlio ha portato a scuola la sua tartaruga ninja da 150 euro ed è stata rotta/smarrita/regalata”).
      Ecco il perchè…la motivazione è molto meno filosofica di quel che si pensa…
      LaLu

      1. Nella scuola di mio figlio (USA, scuole elementari) i bimbi possono portare le loro cose per giocare durante l’intervallo. Due sole regole: le conseguenze sono chiare (se lo perdi o se te lo rompono o se te lo rubano, lezione imparata per la prossima volta), se tiri fuori le tue cosine durante la lezione, gli oggetti in questione vengono presi dall’insegnante e riconsegnati a fine lezione. Finora non ho visto problemi con questo sistema…

      2. x Chi: mi scoccia dover ammettere che per senso civico e di rispetto delle regole gli americani sono più avanti……..

      3. veramente non sono solo gli americani. nella scuola elementare di mia figlia (città toscana, quartiere ultrapopolare) funziona come nella scuola del figlio di Chi, negli USA.

  19. Il mondo degli psicanalisti ovviamente si sfrega le mani e ringrazia. In un momento di crisi come questo creare lavoro e’ illuminante.
    Le maestre ci riescono alla grande.

  20. X Cla: pensa che a noi alla visita alla scuola elementare le maestre hanno detto che loro incentivano i bambini a portare un gioco o simile a ricreazione per fare gruppetto, stare insieme a giocare, socializzare e non passare l’intervallo e la pausa pranzo semplicemente a correre su e giù.

    1. non so cos’è più giusto. io purtroppo vedo i bambini maschi far gruppetto volentieri intorno ad un Nintendo (mamma mia!!!!!) allora ci dovrebbe essere una lista dei giochi si e dei giochi no……………
      E se le maestre introducessero loro stesse svaghi e divertimenti consoni all’ambiente scolastico e alla giusta socializzazione dell’intera classe?

  21. Ho trovato maestre che pur di vedere i bambini tranquilli accettavano che portassero il game boy.
    Ne parliamo..?
    Ma ne ho trovate pure che rispettavano i bambini e li facevano giocare con le carte le figurine le bambole.
    Maestre vere e bellissime.

    1. sono sempre più convinta che essere maestre non è un lavoro, ma una vocazione………lavorano anche in condizioni difficili (numero di bambini esagerato, mezzi inadeguati e insufficienti…), però di maestre veramente motivate io non ne conosco più….

  22. Pure la mia mamma, che ha quasi settant’anni e non credo abbia mai votato i comunisti in vita sua, cede davanti ai ragazzetti che vendono lotta comunista casa per casa. 🙂

  23. Anni 80. Scuola elementare. Indagine della maestra sulla lettura del quotidiano nelle case dei suoi scolari. Torno a casa e alla mia domanda su quale quotidiano si legge mio padre risponde: noi leggiamo l’Unità ma tu di’ pure che comperiamo il Corriere. 😉

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