Nonsolomamma

atroce dubbio

stamane alle sette, sotto una pioggia torrenziale, elastigirl ha preso un treno per roma. dopo un viaggio tranquillo, comodamente seduta e dotata di giornali e accessori vari di intrattenimento e lavoro, è arrivata alle 10 in una città in cui, a sorpresa, non serviva l’ombrello. ha comprato due biglietti dei mezzi all’edicola della stazione e si è inabissata nella metropolitana, ritrovandosi in un treno tremendamente e variegatamente affollato. arrivata alla sua fermata, ha incontrato  casualmente una ex collega con i ricci che, dall’ultima volta che si erano viste, ha prodotto ben due bambine femmine e ha deciso di sposarsi lo stesso giorno e la stessa ora in cui l’italia in brasile giocherà contro il costa rica. tutto questo meritava un caffè, lì, subito, alla fermata della metropolitana. dopo, congedata la ex collega con i ricci, elastigirl ha camminato un po’, sentendosi piuttosto sciantosa sui tacchi e su un vestito verde per cui aveva fatto una follia, prontamente frantumata dallo spirito critico e distruttivo di mister i (“ti piace questo vestitino che ho appena comprato in un raptus di shopping ma che sicuramente vale lo sproposito che costava, amore?” “mpf… fa un po’ effetto sacco…” “ma che dici? è tagliato benissimo e poi guarda la scollatura sulla schiena… non è elegantissima?” “mpf, un po’ sacco…” “ok, ora mi suicido”), ed è giunta a destinazione. ha incontrato le persone che doveva incontrare, ha parlato con chi doveva parlare e, piuttosto contenta e allegra, ha fatto la strada inversa. sentendosi meno sciantosa, più sudata e meditando di dare fuoco a quelle maledette scarpe con il tacco che si stavano progressivamente trasformando in un infame strumento di tortura. ha mangiato in stazione l’insalata più deprimente della storia dei cibi verdi e ha preso un treno alle due che, in tre ore che le son sembrate tre anni, l’ha riportata a milano, dove ha preso un autobus, ha avuto la tentazione fortissima di togliersi le scarpe e proseguire scalza, ed è rientrata all’ovile dove ha fatto una doccia agitando le dita dei piedi, finalmente liberi dal giogo, si è infilata la mise più inguardabile e informe del suo guardaroba che conta alcune notevoli perle di sciatteria, e si è accasciata sul letto sentendosi la donna più stravolta e derelitta del globo terracqueo. e ha pensato che in fondo non aveva mica scalato l’everest, o attraversato la manica a nuoto. era solo andata a roma, seduta su un treno per sei ore, per degli incontri durati complessivamente un’ora e un quarto in cui aveva solo dovuto parlare e non dimostrare la sua perizia nei cento metri piani, nel salto in lungo e in alto. così le è venuto il dubbio che forse sta invecchiando e la resistenza, ormai, è quella che è.

43 thoughts on “atroce dubbio

  1. mai mettere le scarpe con il tacco quando si va in trasferta in treno – o in aereo – e poi c’è da camminare e magari si ha anche un portatile (che all’inizio del viaggio sembra leggero leggero e alla fine è un macigno che spacca la schiena 🙂

    1. Anche le suddite di Her Majesty. Anzi, a dirla tutta loro mica solo in treno, anche a camminare per strada…

      In ogni caso la soluzione sono le ballerine morbide e pieghevoli da tenere in borsetta (comprate due anni fa in parafarmacia). Sono la roba più orrenda, sciatta e antisesso che una donna possa mai indossare (quindi vanno usate con estrema, ESTREMA moderazione) ma quando i piedi chiamano vendetta e la strada verso casa è ancora lunga… ti salvano la vita 🙂

  2. da grandi ci dimentichiamo le scarpe speciali di Pippi Calzelunghe, e soffriamo per ore coi piedi rattrappiti, anche in scarpe non necessariamente coi tacchi… sarà il karma delle scarpe femminili… buon pediluvio…
    Nico

  3. Cara Elasti, non stai invecchiando. E’ solo colpa dei tacchi e dei sampietrini e della metro di Roma, che sa ridurre persino Hitler in una polpetta. Non ci credi? Guarda qui e divertiti:

  4. Faccio la pendolare da quattro anni, ogni settimana…fidati, passare da una città all’altra in giornata é davvero molto stancante…quindi non sei tu il problema;) é proprio che é oggettivamente devastante;)

  5. Beh, io ormai non ho più dubbi: STO invecchiando e la resistenza fisica è quella che è…;-) per cui forse (rimbambimento sempre in agguato…) avrei portato un paio di scarpe di ricambio, da indossare disinvoltamente nel viaggio di ritorno… e nonostante i commenti demolitori del coniuge ( sono proprio simpatici a volte, vero?) avrei continuato a sentirmi “sciantosa” anche se non più frescahissima come al mattino…
    Floralye

  6. Rispondo a Lauretra g, viaggiare stanca perché stare 3 ore + 3 ore sapendo che non puoi fare altro che stare seduta a leggere, al massimo, e’ snervante e questo stressa e lo stress stanca pure se dormi. E poi vogliamo parlare della metro? Io mi sono stancata solo a leggere il post. Per lavoro ho viaggiato molto e mi sono sempre stancata anche a 30 anni. Però sti 40 anni ( e passa ) si sentono tipo: vado a nuoto e non faccio più i tempi di 3 anni fa, l’allenatore mi dice “ah bella hai più di 40 anni che ti credi?” Vado dal parrucchiere e faccio notare che i capelli sono crespi spenti e mi rispondono “eh cara anche l’età non fa bene ai capelli del resto non li dimostri ma hai più di 40 anni”, vorrei un altro figlio ma dopo i 40 anni le probabilità sono seriamente ridotte….fino a qualche anno fa mi guardavano per strada, ora niente….io sti 40 anni cominciò a odiarli!!!

    1. Concordo su tutto ma non sui capelli, stranamente da quando ho compiuto 40 anni i miei capelli sono migliorati e me lo ha detto anche il parrucchiere.

    2. La “vecchiaia” a 40 anni è solo nella testa e nei commenti stupidi della gente.

      Ho 47 anni, vittorie, dolori e poi di nuovo vittorie e nuovi sentimenti, mi fanno sentire più in forma e più forte di 12 anni fa.

      Ti auguro un figlio che ti faccia ritrovare giovinezza e fiducia.

      Ho 6 figli avuti tra mille difficoltà. Ma la mia gravidanza e parto più facili sono stati a 41 anni (con un parto naturale dopo cesareo). E a 44 anni ho avuto l’ ultimo figlio, anzi figlia.

      In bocca al lupo Prisca

      Ciao
      Barbara

      1. Fisicamente forse è vero che si accusa un calo di resistenza, però è vero che finché si è curiosi e non ci si “siede” non si è vecchi nemmeno a 90 anni. Che bel commento il tuo Ciurmamom 🙂

      2. è tutto vero, ma l’illusione che possiamo rimanere giovani se lo siamo di testa è una stortura dei nostri tempi. Il corpo invecchia, accettiamolo con buona pace. Verso i 50 ci avviamo alla menopausa, altro che figli!
        Ma in bocca al lupo a tutte coloro che sono felicemente diventate mamme over 40 e perché no, anche over 50!

      3. @ Ilari sulla consapevolezza del cambiamento fisico ovviamente sono d’accordo. Ma parlavo di un altro tipo di invecchiamento, quello che per alcuni inizia già verso i 30-35, quando li senti dire che “Gli adolescenti di oggi sono molto più viziati di noi alla loro età”. Si aggrava con “Una volta ci si divertiva con molto meno” e finisce con cose tipo “L’amore di una volta era più vero, c’erano più valori che portavano ad avere sentimenti più profondi”. Quando non vedi più niente di buono nel mondo che ti circonda, vuol dire che è venuta l’ora di salutare, non importa se hai 99 anni o 49.

      4. In che senso l’ora di “salutare”?!? Ci sarà un brontolone in pù o c’è l’obbligo per tutti di sentirsi eternamente giovani e vitali?

  7. Vergini di Norimberga ai piedi+trasferta+passa “anta” : queste sono le mie giornate quotidiane. Comincio a dare segni di cedimento anch’io. Posso solo cambiare le scarpe, ahimè!

  8. Ricordo ancora certe tirate in treno di metà penisola oppure di penisola intera, dal bordo alla punta del tacco, fra i 20 e 30… un incubo. L’unica soluzione è cercare di viaggiare confortevole, una volta ho preso un Eurostar per disperazione, per me borsista universitaria costava un’enormità ma ero troppo stravolta per fare anche i cambi treno, specialmente quelli a Bologna dove mi perdo. Poi dipende anche dai compagni di treno. Come molte donne ho toccato con mano che cosa può sperimentare un disabile o un invalido quando sono rimasta incinta. Specialmente agli ultimi mesi mi sentivo una balena e dovendo viaggiare ho preso un biglietto di prima classe, non lo faccio mai. Il vagone pieno da scoppiare, e vabbè. Nessuno mi ha ceduto il posto, e vabbè. Ma sapessi come mi sono incazzata quando è passato il controllore: di quella fiumana di persone eravamo in tre, dico: in tre, ad avere il biglietto di prima classe.

  9. “effetto sacco” è il più tipico dei commenti maschili, può voler dire qualsiasi cosa (troppo lungo/corto/stretto/largo/vivace/costoso/scollato) e si traduce approx con “non farmi articolare un parere più complesso di così” 🙂

  10. Rispondo al pelo pubico bianco! Allora io li ho iniziato ad averli a 30 anni….a 35 ho adottato depilazione integrale (perché non potevo sopportare di avere una ricrescita pure pubica) e devo dire che è un look fresco e moooltoooo giovanile….

      1. “Nella vita ci sono tre fasi: giovane, vecchio e ‘ti vedo bene’. ‘Giovanile’ è da denuncia” (cit. Lino Toffolo) 😀

    1. Ho sbagliato!!! Era: “Nella vita ci sono tre fasi: giovane, adulto e ‘ti vedo bene’. ‘Giovanile’ è da denuncia” (scusa Lino… la vecchiaia 😀 😀 :D)

      1. Oddio ho scritto male il mio nome “Perisca” invece di Prisca…in un post in cui si parla di vecchiaia…c..zo…mi porterà bene, mi porterà male…è stato un lapsus froidiano? Io le corna le ho fatte, e ho pure toccato ferro!!!

  11. Sono a strasburgo sono rimasta super indietro ma che è tutto sto cambiamento??? Tacchi elasti discorsi??? Con chi hai parlato??? Progetti????

  12. Proprio oggi, in trasferta a Lecce, mi sono ritrovata in mezzo al temporale con abitino e tacco 12…annaspavo nelle pozzanghere ed ero terrorizzata di librarmi in volo..! Mai mai dimenticarsi le ballerine di ricambio!

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