Nonsolomamma

nessun problema

lunedì sera, in macchina, sotto una tormenta di acqua, tuoni e fulmini, verso l’aeroporto di brindisi.

“se io fossi al tuo posto, mister i, adesso avrei una tristezza e un’angoscia devastanti”
“perché mai?”
“perché, a me, la fine dell’estate, la spiaggio vuota, il vento che ti porta via, gli aghi di pino per terra, il silenzio, la solitudine mi mettono voglia di piangere tutte le mie lacrime”
“io invece sono serenissimo”
“cioè, mi stai dicendo che la prospettiva che io parta e torni a milano e tu resti al mare con i piccoli non ti disintegra?”
“no, io sono contento. chi meglio di me? mi sveglio alle 5, lavoro fino alle 9,30-10, poi vado al mare con i ragazzi, il pomeriggio stanno con i miei e io lavoro ancora un po’…”
“non hai la malinconia?”
“per niente”
“lo struggimento cosmico?”
“nemmeno per sogno”
“la saudade dei portoghesi?”
“assolutamente no”
“il desiderio intermittente di lanciarti dalla scogliera?”
“nemmeno”
“sei solido, quindi”
“sì”
“in equilibrio con te stesso e con la deprimente fine dell’estate sulla spiaggia”
“totalmente in equilibrio”
“non sei un uomo, sei un androide”
“…”
“posso partire per milano tranquilla, allora?”
“certo. non c’è nessun problema”
“quest’estate mi fai paura, mister i. sappilo”
“buon viaggio, elasti”.

35 thoughts on “nessun problema

  1. Che mito tuo marito! Del resto non poteva che essere così…e mi sa che ha ragione: “chi meglio di me”? Ma dormire un po’ di più no, eh? ci starebbe bene anche lui a condurre un programma radiofonico…

  2. Quando la tristezza cosmica arriva in agosto in Alto Adige, 15 giorni in un luogo meraviglioso ma con clima novembrino, il rientro in città diventa una festa! Quest’anno spleen al contrario!

  3. Ecco, allora, probabilmente avrà anche lui le sue pecche eh, ma io sogno di trovarne uno così. Solido anche a fine estate.
    Sono felice per te. E ti invidio da morire 🙂

  4. Beh, Elasti, fagli una bella intervista e poi raccontaci cosa ti ha risposto alla seguente domanda: come si fa a svegliarsi alle 5, a mettersi subito a lavorare e a rimanere solidi?
    Mi metto in attesa della risposta, ché sarebbe utile anche per me, saperlo…. Almeno ho più tempo per preparare gli esami! 🙂

    Un bacio grandissimo e in bocca al lupo a te per il nuovo lavoro e allo hobbit grande per il suo primo giorno di prima media!!! 😉

    1. Ah, dimenticavo di aggiungere che così, ad una prima lettura, mi sembra anche meglio del signor NCNP, con i capelli da Playmobil, che può anche buttarti giù un appartamento e ricostruirtelo in 24 ore.
      😉

  5. A casa mia funziona al contrario. Mio marito non è solido nemmeno in primavera. Ha costantemente l’ansia preventiva per qualunque cosa che potrebbe andare storta da qui all’eternità. Per cui, in famiglia, quella solida devo essere io, anche con un ometto di 5 anni e una bimba di 14 giorni che mi assorbono completamente. A volte si fa anche finta di essere solidi. Mister i lo é davvero o a volte anche lui finge un po’?

    1. Non sono Mr I, non so cosa valga per lui, rispondo quindi per la mia esperienza. La solidità te la costruisci, un po’ te la insegna la famiglia di origine, e un po’ te la fai nelle varie fasi nella vita, sia in coppia che da solo.
      Poi c’è il fatto che, quando si parla di solidità in una relazione, ogni coppia è un universo a sé stante e quindi non credo che esista un tipo di solidità unica. Per una donna solidità può essere un uomo che le permette di far carriera e non si sente “minacciato” nella sua virilità se la moglie guadagna di più e ha una posizione lavorativa più alta, per un altra solidità può essere un uomo che si dedica all’economia della casa (anche tramite il proprio lavoro garantendo sicurezza economica) e lei non deve preoccuparsi di quanto ci sia di mutuo e quando vada pagato.
      Le coppie che vedo più stabili sono quelle nelle quali spesso entrambi hanno vissuto da soli (magari quando studiavano) ed hanno entrambi la comprensione di cosa voglia dire la “normale amministrazione” (pagare le bollette, pulire, fare la spesa, piccoli lavori di manutenzione, parlare con un idraulico, un elettricista o un muratore, lavare, stirare, cucire, cucinare, fare un minimo di budget, pianificare,…). Inoltre spesso hano avuto figli dopo un periodo di convivenza abbastanza lungo (qualche anno), nel quale hanno avuto modo di capire quanto sono compatibili negli spazi che si concedono a vicenda, nel supporto di cui l’altro ha bisogno, in cosa considerano importante e cosa futile, in quali sono le cinque cose non negoziabili nella relazione.

      1. fefo, credo farò tesoro di quel che scrivi (anche se per forza di cose, avendo già un figlio, non potrò attuare “maipiù” l’opzione della convivenza senza figli per un po’) 🙂

  6. Elasti scusami ma ha ragione lui..
    Per lui l’estate non e’ finita: e’ al mare coi suoi genitori ed i suoi figli!
    Per di piu’ puo’ lavorare… cosa potrebbe volere di piu’ dalla vita?
    Hai sbagliato domanda: dovevi chiedergli se gli mancavi!
    Li forse ti avrebbe risposto ‘si un sacco ma cerco di non pensarci – distraendomi col lavoro e i bambini appunto’ e ti sarebbe sembrato piu’ umano
    Ma dubito che l’avrebbe ammesso 😀

    1. Fidatevi di noi. Siamo più solidi di quanto crediate. Magari non facciamo come avreste fatto voi, e sicuramente, almeno all’inizio, “sbagliamo” (se si può parlare di giusto o sbagliato), ma la solidità si costruisce anche con l’esercizio. Un po’ come i muscoli. Non si impara a nuotare senza entrare in acqua, non importa quanta teoria si faccia.

      1. Io in genere mi fido, non sono una di quelle che crede che i padri non siano capaci, anzi so che ce ne sono di capacissimi! E’ lo spirito e l’iniziativa di dire “Vai pure cara, ci penso io” che manca alla mia metà. Lui non è mai stato più di un giorno solo con i suoi figli e non aggiungo altro. Non mi lamento, ma tutto quello che ho fatto e faccio, per lavoro o per piacere, il dottorato, i convegni, le malattie dei bimbi ma anche parrucchiere e shopping, lo devo al supporto di altre donne, che ringrazio quotidianamente. Avrei voluto condividere di più con lui… Comunque col tempo e i figli che crescono le cose vanno meglio.

      2. @fefo, concordo con te. siete solidi e non sbagliate. fate solo…le cose in maniera un pochino diversa. i miei figli stanno benissimo con il papà, io divento matta quando torno e li trovo con “le patacche” sulla maglietta

  7. E’ uomo, i neuroni degli uomini riescono a essere serafici, mentre i nostri si struggono di nostalgia e piangono 😉
    Il mio Chirurgo non ha visto il Nanissimo per un mese, gli mancava ma era sereno. Quando io non l’ho visto per 2 giorni gli sono corsa incontro con i lacrimoni perché ero commossa!

    1. 😀
      il Crucco ha pianto perche’ il cane ha morso mia madre pur di farsi riportare da noi… e’ solido ma non mi pare sia piu’ propenso ad essere serafico di me, semmai il contrario! 😛
      [mi spiego: il ristorante dove avevamo cenato il Crucco, mia mamma, la levriera ed io si e’ trasformato in discopub, mamma e levriera cascavano dal sonno e se ne sono andate allegramente a casa, dopo poco mia madre torna e riconsegna la quadrupede che, non paga di essersi impuntata tipo mulo, al suo tentativo di prenderla in braccio l’ha morsa per farsi riportare da noi. Invece di punire il cane, mio moroso si e’ commosso per il suo attaccamento ai padroni :O]
      Temo che se facessimo un figlio sarei in guai seri… 😉

  8. Che bella opportunità la radio. Anche a me sarebbe piaciuto tanto, ma per me, come dici tu, sarà davvero in un’altra vita, forse. In bocca al lupo per tutto.

  9. Un abbraccio di ammirazione ad Elisa: pensavo di essere io quella solida nella coppia, ma da due mesi a questa parte, da quando è nata la piccina, mi sciolgo praticamente tutti i giorni, più volte al dì …no, non può trattarsi solo di ormoni! Il più. solido in famiglia ora è il fratello settenne. Quindi un bel “bravissima ” ad Elisa!

  10. “cioè, mi stai dicendo che la prospettiva che io parta e torni a milano e tu resti al mare con i piccoli non ti disintegra?”
    “no, io sono contento….
    ecco io non gli avrei fatto finire la frase.
    a questo punto avrei cavato dalla borsa la padella di ghisa (che ogni donna dovrebbe tenere a portata di mano per evenienze del genere) e gliela avrei calata sulla testa. certo il rischio di andare fuori strada era serio, ma vuoi mettere la soddisfazione.
    non puoi averlo fatto uscire indenne dall’ammissione che senza di te e con i figli starà benissimo.

  11. La fine dell’estate è una cosa tristissima.
    Disegno una linea sul bagnasciuga, alcuni stanno da un lato quelli come il professor dall’altra parte.
    L’estate intesa come tempo che si dilata senza scadenze improrogabili, il ferragosto nella città deserta, un ritmo che asseconda i bisogni dimenticati, io quando sento che finisce questa pausa mi immalinconisco.

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