Nonsolomamma

una pensa

che i figli ormai non siano più minuscoli. che l’era dei capricci, delle mattane, dell’irrazionalità, degli istinti primari sia alle spalle. che adesso, grazie a un’interazione articolata e adulta, tutto sarà più facile. che quel desiderio di chiudersi a chiave in bagno e far finta di non esistere sia ormai un lontano ricordo di un passato tetro di cui si è persa traccia. che la vita sia in discesa. che, in fin dei conti, cosa vuoi che siano tre figli? sì, un po’ faticoso all’inizio, ma poi, prati in fiore!
una pensa così.
fino alla sera, tipo ieri sera, in cui il primogenito, con il cappuccio sulla testa e l’aria goffa di chi sta facendo la muta da un corpo a un altro, ti comunica che l’indomani ha la verifica di geometria. sugli angoli. dieci pagine da studiare. “scusa ma perché non hai studiato nel fine settimana? perché non mi ha detto niente prima? perché te ne vieni solo ora, con quest’aria da vittima sacrificale dell’universo, a dirmi questa cosa degli angoli? alle 8,30 di sera, sapendo che io ho la sveglia alle 4, che siamo soli in casa e i tuoi fratelli richiedono attenzione. perché?”. “boh, mamma, mi aiuti?”.
così si studiano gli angoli, convessi, concavi, consecutivi, congruenti, retti, piatti, per due ore. e alla fine, come al solito, tu li sai alla perfezione e ti ricordi quanto ti piacevano quando andavi alle medie e lui, con il cappuccio sempre sulla testa, è confusissimo e approssimativo e devastato dall’ansia.
e il piccolo allora decide che ha bisogno di attenzione e affetto e cure e ti mostra un dito, perfettamente sano, forse un anulare sinistro, ma nei tuoi ricordi è il medio. e ti dice che lui mai nella vita ha avuto un dolore così insopportabile, lancinante, furibondo in un dito. “non vedi che taglio tlemendo?” “no, non vedo niente” “io cledo che sto molendo dal male”. e urla come un’aquila impazzita.
e il medio invece sembra che abbia trent’anni, tanto è posato e sereno. e dici tra te: “almeno uno normale, su tre. me lo merito”.
ma poi va a letto e si addormenta in 23 secondi netti e comincia a gridare, come un pazzo, come uno dentro a un videogioco in cui si consuma una strage e lui è il carnefice, e si alza e tu sei letteralmente terrorizzata da questo sonnambulo fuori di testa. e ti ricredi perché no, su tre non ce ne è nemmeno uno normale.
e allora capisci che da quel tunnel non uscirai mai. e cerchi disperatamente la chiave della porta del bagno, per andare a nasconderti. e smettere di esistere in pace.

86 thoughts on “una pensa

  1. Il pavor! Pensavo il medio fosse “solo” sonnambulo, invece da come lo descrivi sembra soffrire di “pavor nocturnus”. Anche il mio piccolo (20 mesi) fa così, a volte nel cuore della notte, e capisco bene l’ansia che si prova a vederlo dimenarsi in quel modo.

    Comunque non scrivere così ché io, con due ancora piccoli, mi cullavo nell’illusione che tra un paio di anni sarebbe andata meglio! 🙂

  2. Anche il mio , prima media, mi fa sempre cosi’ con i compiti….e a volte alle 10 di sera siamo ancora li’ a ripassare e io mi chiedo se avessi piu’ di un figlio come farei….ecco, ora so’ cosa succederebbe……e ogni giorno capisco sempre di piu’ che le cose non cambieranno mai…forse quando avranno 20 anni….ma allora vorremmo tornare indietro alle sere in cui lo interrogavamo di aritmetica, piuttosto che saperlo in giro in macchina con gli amici,……forse non saremo mai contente………

    1. anche mio figlio fa così, e alle nove di sera mi dice devo studiare 5 pagine per domani….io impreco e poi penso a quando non me lo chiederà più e mi chiedo………
      ne sarò sollevata o sentirò un vuoto???
      Io spero di essere talmente presa dalle mie cose da non rattristarmene troppo, dopotutto la vita va avanti, e non è solo filosofia!!!

  3. Se ti può consolare, mia figlia ha 17 anni, 4 liceo scientifico, spesso la sera chiede un piccolo aiuto soprattutto in latino e una pensa “non è mai finita”

  4. E io ne ho 4.. Oggi una piangeva perché aveva un male terribile a una mano e non riusciva a colorare la scheda d’inglese, quella che doveva studiare geografia era stravaccata sul divano a leggere Topolino, un’altra giocava nel bidet con l’acqua, un palloncino e la colla stick e la quarta voleva essere presa in braccio.. E io dovevo finire di preparare la cena, metter su la lavatrice con la roba della piscina, liberare il tavolo per la cena… A volte e’ peggio di un corso di sopravvivenza…

    1. e allora ti attacchi a skype , ma dopo le 10, che magari non abitano nello stesso fuso orario. e poi il numero raddoppia, perchè vuoi bene anche ai compagni, e ti preoccupi per loro.se poi arrivano i nipoti ricominci daccapo. e per non perdere i mesi e gli anni più belli, impari a volare e odiavi l’aereo, po torci che ci sono i nipoti vicini da accudire e poi … e poi….. sei vecchia e aspetti nuovamente l’adolescenza ricominci a non dormire sapendoli fuori e poi….. epoi…….

  5. Non finisce mai. I problemi crescono con loro. Certo arriva il momento in cui si fanno la doccia da soli e si asciugano anche i capelli o altre cose così. Ma per il resto tra compiti, paturnie amorose, esami universitari e gatte da pelare ne avremo tutti per un bel po’. Come figlia credo ancora di dare a mia madre qualche grattacapo!;-)

  6. Ma quanto è dolce essere mamme, pensa che i maschietti ti adoreranno tutta la vita, con sperticati elogi che faranno impazzire le loro compagne. Pensa che gortunsta che sei. I poveri papà invece negletti e fimenticati, solo perchè in questo periodo tumultuoso erano impegnati altrove. Proprio vero che certe volte penso che se rinasco voglio essere donna, magari non subito, ma tra qualche reincarnazione, senza fretta mi raccomando.
    Con partecipato affetto da un vecchio nonno.

    1. mica tutti i papà… il mio c’è sempre stato e mio marito si gode i figli più di me… infatti io capisco, ma un po’ anche invidio questo tempo da poter dedicare loro (anche se ti fanno impazzire!)

    2. il mi babbo c’era sempre! era lui che mi soccorreva se mi svegliavo di notte e lui che andava a parlare coi prof perche’ avevo problemi di condotta a scuola!
      e mi e’ sempre stato molto piu’ simpatico della mia mamma (forse perche’ ho ereditato quasi tutto il carattere da lui)
      non ti preoccupare nonnotalpone: i bimbi si ricordano pure dei genitori maschi e i nipoti adorano pure i nonni!
      (io mio nonno lo adoravo e mio moroso mi ha fatto fare mille km in macchina per mostrare il nostro cane a suo nonno cacciatore :O)
      claire
      ps
      donna non te lo consiglio: se rinasco, uomo tutta la vita!

  7. Io non sono ancora madre, ma solo figlia…e credimi, poi, verso i vent’anni, ci ricordiamo di tutto questo, e vi ringraziamo

    1. Io di anni ne ho 28 e sono uscita di casa a 22.
      E concordo. Poi ci ricordiamo tutto, ci riprendiamo dall’amnesia momentanea dell’adolescenza e impariamo a dire grazie.

    2. Io non ho dato mai nessun motivo di preoccupazione ai miei genitori. Ho sempre fatto i miei compiti senza disturbare nessuno e andavo bene a scuola. Vorrei che fossero loro a dirmi grazie a questo punto.

  8. Fino alle tre di notte, e non sto esagerando, l’altro giorno, a “studiare” (io tra virgoltte, lui no) fisiologia con mio figlio. vuoi sapere qualcosa sull’apparato digerente? Sono prontissima!

  9. Mettici oggi, giorno del compleanno del grande (17!), e quello che pensavi potesse essere l’uomo del tua vita si tira indietro… E tu al ristorante a festeggiare… Mentre vorresti essere chiusa in bagno a piangere… Come ora, finalmente. E una mammasingle che fa anche da padre a due adolescenti, ora si asciugherà le lacrime nascoste da un improvviso raffreddore e andrà a piegare il maglione del 17enne…. Il bagno resta sempre una salvezza….

      1. … e mentre ti soffi il naso di’ al 17enne di piegarsi il maglione. E’ l’inizio di un nuovo capitolo, forza!!

    1. coraggio, gli uomini vanno e vengono, i figli sono figli tutta la vita!! goditi loro e sai che si fa? trovi un altro più bello che problemi non ha!!!! 😉

  10. La filosofia dei miei genitori era “Non hai studiato per tempo? Bene, assumitene le conseguenze”. Mi sono presa le mie insufficienze, ma alla fine ho imparato la lezione.

    Poi ovviamente ognuno utilizza l’approccio e il metodo che meglio crede, ci mancherebbe. E capisco che in certi momenti sia dura… un abbraccio.

  11. Mi chiedo spesso se una laurea in pedagogia e una in psicologia mi avrebbero aiutata a risolvere i problemi che non sono riuscita a capire.

    1. Assolutamente NO!!!!!!! Medico non curare te stesso!!!!! Ho studiato per diventare maestra, poi per diventare psicologa… Ho ottimi consigli e soluzioni operative per le mie amiche ma… Con le mie manette mi sembra sempre di non azzeccare nulla!!!

  12. che tenerezza il particolare del cappuccio! felpa col cappuccio, sempre. prima o poi torna utile per nascondersi dentro, cercare un nido, una sicurezza, nei momenti difficili.
    anche i miei hanno sempre voluto solo felpe col cappuccio, anzi, le vogliono ancora.
    a volte li trovo che ci dormono dentro, specie se incombe qualche esame o comunque qualche fonte di stress

      1. stanotte ho sognato che avevo la felpa col cappuccio! :O
        e mi sono svegliata con la ferma intenzione di comprarne una rossa
        Claire (adolescenza finita da 30 anni, anzi non fatta proprio)

  13. Non so se ti è di consolazione, ma a quasi 32 anni anche io a volte grido nel cuore della notte, se va male piango e se sto di genio parlo. Per la gioia del marito che una notte mi ha solo toccata per farmi smettere e per poco non mi è uscito il cuore dagli occhi dalla paura!
    Ognuno ha il suo personalissimo circo Barnum insomma. ❤

    1. Ha! Ha!
      Si si certo: nel mio letto il Supercrucco urla (in tedesco) piange (sul serio!) e si dimena e la levrierina abbaia, ringhia e agita le lunghissime e muscolosissime zampe!
      Ho provato a svegliare entrambi, ma il veterinario ha detto che e’ un crimine (e’ l’unico sonno vero e profondo che il cane fa ed e’ sintomo che si sente davvero al sicuro) e mio moroso si limita a scusarsi goffamente, riaddormentarsi e ricominciare!
      E il bello e’ che in passato dicevano A ME che mi agitavo nel sonno… :O
      Coraggio, qui si va’ di tappi in cera per le orecchie..
      Claire

    2. Io ne ho 28 e soffro ancora di Pavor Notturno!
      Grido, piango, urlo forte e mi dimeno.
      se mi svegliano non mi “sveglio” davvero e rimango appesa tra sogno e realtà ed è peggio perchè non riconosco niente/nessuno e mi spavento ancora di più.

  14. Mia madre, che la mattina insegnava a scuola e il pomeriggio si ammazzava di lezioni private per crescere me e mia sorella e per non farci mancare nulla, se le chiedevo di aiutarmi con i compiti mi rispondeva sempre lo stesso, dalla prima elementare in poi: fare i compiti è il tuo lavoro, non il mio; se sei in ritardo organizzati meglio. E non ti sognare di prendere brutti voti. Ancora la ringrazio. Insegnarti a far da sola è la cosa migliore che un genitore possa fare.

      1. ma che commento è?? io mia figlia l’ho cresciuta da sola, anche per scelta, e non me ne è affatto passata la voglia anzi!

      2. Che commento è, Viola, è un commento ovvio!
        Se il lavoro per stare dietro a tre ragazzini è 100, quando è suddiviso tra due persone, l’impegno di ogni genitore è 50. Mi pare banale, no?
        Se tu hai scelto di crescere UN (giusto?) bambino da sola, hai fatto bene, è una decisione e, permettimi, sembrerebbe comunque meno difficile di farlo con tre.
        Anche Elasti avrà scelto, assieme a suo marito, perchè sono dinamiche di coppia, di affrontare dei momenti da sola coi figli, ma davvero non me la sento di dire che sia l’unica soluzione possibile, soprattutto non a qualcuno che di figli non ne ha ed è spaventato all’idea della mole di lavoro che implicano!
        Si puo’ decidere di essere sempre in due, 50-50, e le cose assumono contorni decisamente meno tragici 🙂
        Insomma Giovanna, falli sti figli 😉

  15. La chiave del bagno è nascosta, pronta per essere tirata fuori per ogni evenienza. Perché i miei figli hanno scoperto il mio trucco e mi vogliono sabotare anche l’ultimo barlume di privacy.
    Roberta

  16. pretendono troppo da sti ragazzi
    a me piaceva andare a scuola ma ho tirato un sospiro di sollievo quando sono finite le superiori. Non vedevo l’ ora di andare a lavorare e una volta finite le mie ore non pensarci + fino al giorno dopo.

  17. I miei, entrambi maschi, rispettivamente 20 e 15 ….. e ho perso la chiave di entrambi i bagni. Anzi, di uno dei due forse non ce l’ho proprio mai avuta una chiave. Disastro!

  18. So che non consola né restituisce il sonno perduto, ma l’adolescenza può far sbocciare qualcosa di molto, molto peggio. Del tutto inaspettato. E farti restare insonne per mesi, forse per anni, magari per sempre a cercare una via d’uscita

    1. Non consola affatto anzi intristisce ancora di più, si crede che a noi non possa succedere mai. Tutto a un tratto ti rendi conto che la vita non la conosci e sei in mare aperto.

  19. Sono d accordo con l assumersi le prooprie responsabilita’.non studi fattacci tuoi.prendere qualche mazzata fa parte della vita.da noi dopo una certa ora non si studia più e anche i miei ragazzi hanno aattività extra scolastichea volte li vogliamo aiutare e proteggere troppo…ms quando cominceranno a camminare da soli? Un abbraccio

    1. mio papa’ alle superiori era in collegio: dice che alle 21 spegnevano la luce dell’aula studio!
      se proprio avevi compito o interrogazione potevi chiedere proroga speciale fino alle 21:45 ma SOLO se il guardiano testimoniava che durante il pomeriggio / sera avevi studiato e non cazzeggiato! :O
      pare che fino ad una certa eta’ a non dormire abbastanza si rallenti la crescita e ci si ammali… (questa era la scusa di mia mamma per cacciarmi a letto)
      claire

  20. Io non ho figli ma se mio figlio venisse a chiedermi aiuto per i compiti credo che lo caccerei di casa.
    Non ha ALTRO da fare che andare a scuola e fare i compiti e non lo fa??? Ma che e’ ‘sta storia?
    Eppoi mica ‘scusa mamma NON CAPISCO mi spieghi per favore?’ che uno puo’ anche dire ‘vabbeh se non capisce rispiego..’ ma uno capisce e non ha studiato prima??
    Elasti scusa ma se comincia cosi’ in prima media in cui le cose sono facili ed e’ scontato che ci stiano in un normale pomeriggio, cosa succede se sceglie una scuola superiore e/o una universita’ in cui il carico di lavoro e’ davvero pesante e bisogna davvero essere organizzati ed efficienti per farcela?
    Io non lo so ma mi pare che dare per scontato che si aiutino i figli nei compiti sia sbagliato.
    Inoltre poi fino alla fine delle medie non dovrebbe essere necessario studiare dopo cena o il week end… se succede c’e’ qlc da rivedere o nella quantita’ di impegni extrascolastici o nel modo che ha il pupo di organizzare i tempo e di studiare (ma studia, quando studia, o legge Topolino?)
    Scusami pero’: non volevo infierire 😀 E’ che ti verrebbe meno da chiuderti in bagno se lui no nti inseguisse con la verifica di geometria (mentre il medio sonnambulo e il piccolo con bisogno di affetto credo che siano fisiologici e non rimediabili)
    In bocca al lupo e coraggio!
    Claire

    1. inoltre poi fino alla fine delle medie non dovrebbe essere necessario studiare dopo cena o il week end… se succede c’e’ qlc da rivedere o nella quantita’ di impegni extrascolastici o nel modo che ha il pupo di organizzare i tempo e di studiare (ma studia, quando studia, o legge Topolino?)
      ..o magari qualcuno ha una prof di italiano, storia e geografia come ce l’avevo io, che dava una marea tale di compiti che avrei avuto bisogno di giornate di 80 ore per finirli (mia finiti, ed a scuola ero brava). E’ vero che guardavo anche le mosche ma soprattutto perche la mole di lavoro mi atterriva (gli altri compiti di tutte le altre materie li ho sempe fatti tutti no problem).

    2. hai premesso: io non ho figli. io ne ho e fino a quest’anno (III elementare del grande) la pensavo esattamente come te (e un pò in realtà lo penso ancora). mio figlio i compiti li faceva da solo e quando nelle vacanze provava a chiedere aiuto la richiesta cadeva nel vuoto. perchè quest’anno è diverso? perchè gli insegnanti hanno caldeggiato un aiuto, il seguirli nei compiti. e io sono dovuta rientrare “in carreggiata”. convinta però che i nostri figli se la possano cavare perfettamente da soli e che un pò ne approfittino

  21. Se i ragazzi ti chiedono un aiuto con i compiti forse è perché hanno bisogno semplicemente di un po’di sicurezza e rispondere arrangiati alle scuole medie non mi sembra proprio bello. Sono d’accoro comunque che a 11 anni si debbano responsabilizzare…piano piano.

  22. sulla stessa barca, se non per il sesso della mia ultima Hobbitttta …… e la consepevolezza che tra poco, quando di sera o peggio di notte saranno in giro per feste, disco con amici di amici, a casa di XY….. il tunnel sarà ancora + nero e + lungo. sigh!

  23. Cacchio, con tre davvero non sai da che parte incominciare… Per il medio mi pare di capire che ci sia solo da aver pazienza e aspettare che passi, per il grande anche io sarei per lasciare che se la sbrighino da soli se non hanno studiato, però poi mi ricordo mio papà che passava dei pomeriggi a cercare di decifrare le spiegazioni della mia prof di matematica – su cui ammattivo – alla fine decideva che non ne capiva nulla nemmeno lui ❤ Invece per il piccolo che ha il male "fantasma" alla mano , suggerisco la medicina speciale che ha preparato mio marito per la Stellina (che da quando è nato Attila ha sempre male da qualche parte): miele sciolto nell'aceto. E' una medicina cattivissima, che infatti fa benissimo !

  24. Mi permetto: credo che Elasti sia un supporto. Tant’è che gli ha detto “poi ti interrogo, se vuoi”, non “ora studiamo insieme”… Magari sa che lo hobbit grande ha bisogno di ripetere ad alta voce e, invece di farlo ripetere al muro, lo fa ripetere a lei…

    Detto questo, io all’aiuto di mia madre con i compiti devo tutto: se avessi fatto solo quello che mi chiedeva la scuola, non saprei nulla di grammatica italiana, non avrei imparato a leggere i grandi classici e ad apprezzarne la bellezza ecc ecc.
    Quindi secondo me dipende molto da come sono fatti i bambini/ragazzi, dal loro metodo di studio e dagli insegnanti che hanno 😉

    P.S. Elasti, non ti preoccupare, poi passa… Almeno lo spero; io sono sempre stata super-mammona, ma lo vedo sui miei cugini…e spero che sia solo un momento passeggero!!! E consolati, può andare peggio: i miei cugini sono sonnambuli tutti e tre, come anche mio zio….non ti dico quando sono malati in contemporanea (cosa che succede abbastanza spesso)…….

  25. Ancora ….come il 10 dicembre….e mille altre volte …sembra proprio casa mia è quello che penso io.
    Io non so raccontarlo così. Bravissima

  26. Concordo con i post che suggeriscono di lasciare che i figli si responsabilizzino e studino da soli ma… La prima media (e in generale tutti i tre anni) sono un territorio ostile e periglioso. Aiutare “ascoltando” e’ la strategia migliore soprattutto perché’ non si deve MAI interrompere la comunicazione e a questa età’ e’facile vederli allontanarsi.

  27. questo è un post triste.

    Ed è tanto più triste perché mi ci riconosco appieno. A parte per la faccenda del pavor.

    E’ un post così triste che verrei lì solo per farti una camomilla e dirti di metterti a letto due ore, ché agli angoli ci penso io.
    Anzi, no.
    Baratto gli angoli con la dinastia dei Merovingi.
    Ti interessano, i Merovingi?

  28. Caro il mio anonimo senza figli che minacci di cacciarne di casa uno eventuale, mi piacerebbe vederti veramente sul campo.
    Tu che imponi regole e controlli che non leggano topolino oppure rivaluti a tavolino la quantità di impegni scolastici. Tu che addirittura dai per scontato che se un 11enne si riduce a studiare geometria all’ultimo lo farà per il resto della sua carriera scolastica come se non si crescesse, cambiasse e maturasse mai.
    I figli non sono programmabili, non ce li scegliamo e men che meno possiamo impostarli per fare ciò che noi vogliamo che facciano.
    I figli a volte studiano e a volte no e quando lo fanno raramente è per la gioia della scoperta, spesso è per accontentare i genitori e non sentirli brontolare.
    I figli se possono svicolano gli impegni e si fanno prendere dall’ansia dell’ultimo minuto, spt quando sono confusi, incappucciati e pronti a partire per il mondo dei grandi.
    Confermo che le ansie dell’adolescenza sono tremende ma la confusione dello star dietro a 3, lavorare in casa e fuori, convivere con un marito anche presente ma comunque meno attento e poco affidabile su diverse cose può anche portare piano piano, giorno dopo giorno sulla strada del bagno.

  29. La prima media é una brutta bestia, pensare che dovrò passarci una seconda volta mi terrorizza. Ma col senno di poi, ora che mia figlia é in terza e studia sempre da sola senza le nottate, le ansie e i pianti da cui non avrei immaginato saremmo usciti, penso che sia stato salutare, a un certo punto, lasciarla sbagliare. Prendersi la responsabilità di un brutto voto, magari, ma capire ciò che studiava in autonomia. Ha addirittura preso un “recupero” a fine anno, tutto suo, dopo che noi abbiamo smesso di controllare più di tanto che avesse fatto tutti i compiti. Tutto ciò le é servito a crescere, perché le medie non sono solo gli anni di prova per lo studio del liceo, ma anche gli anni in cui si conquistano le prime autonomie, si conoscono nuovi amici, si esce da soli per la propria città al di là del proprio quartiere, ci si innamora. Mamma e papà devono fare un passo indietro. Dunque Elasti, tu alla fine ti ricordavi tutto, lui no. Lascia fare ai professori e a lui, che é sicuramente un ragazzo con buone basi e con molti stimoli culturali. Ce la farà, come tutti. Ma ce la dobbiamo fare anche noi. Le medie non sono più le elementari, in tre anni li vedi trasformarsi da bambini a piccoli adulti come non é mai successo prima e non succederà dopo.
    Dura per loro e dura per noi, che non siamo più così indispensabili.
    Se una sera sei stanca e lui non ha studiato, vai a dormire, vedrai che non succede niente di irrecuperabile
    Ilaria

    1. e’ vero, pero’! non abbiamo solo la responsabilita’ di farli star bene, ma anche quella di farli crescere!
      Brava Ilaria e complimenti per la figlia in terza media!
      Claire

  30. Ciao, mi chiamo Lia e sono anch’io mamma tris ma nel mio caso si tratta di fanciulle, di 12 anni e mezzo, 5 e mezzo e due anni. Anch’io lavoro, sono impiegata in una piccola ditta metalmeccanica (mica un lavoro figo come il tuo!!!) a tempo pieno ed anch’io cerco ancora fortemente quella pace e sento il bisogno di sparire ogni tanto…ma come fai tu? Sei una forza della natura! Io, in questo momento della mia vita, mi sento un disastro totale, con la figlia più grande le cose non vanno affatto bene, occorrerebbe un esorcismo per riuscire ad andarci d’accordo, per non parlare del rendimento scolastico, una tragedia…le altre due sono come delle spugne ed apprendono in fretta!!! Fantastica la tua ironia, la adoro e mi mette sempre di buon umore, come vorrei vedere anch’io le cose in questa prospettiva…ma ora sono più forti la paura e lo sconforto che mi paralizzano e mi rendono davvero un cattivo esempio per tutte!!! Scusa il post depresso (sarà che sono in piena pms, o forse perchè ho da poco compiuto i 40 o più probabilmente perchè ho appena fatto una brutta litigata con la primogenita…), volevo soltanto farti i complimenti e dirti di continuare così, mi raccomando, sei troppo simpatica (e brava!!!) 🙂

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