Nonsolomamma

dare i numeri

lui ogni mattina si sveglia, con i capelli dritti in testa, lo sguardo allucinato e il pigiama sbrindellato di terza mano. si mette seduto, di scatto. per fortuna è ancora troppo basso per battere la testa sul letto del fratello al piano di sopra.
dice un numero.
“12!”, “21!”, “10!”.
ogni giorno uno diverso ma con una logica implacabile. come un oracolo, un orologio, un calendario, un pazzo.
poi, nel corso della giornata, quel numero viene ripetuto, ogni volta che incontra la sua mamma, o con lei interagisce.
dopo averlo pronunciato, sorride, con un guizzo trionfante nello sguardo.
ogni giorno l’euforia aumenta, come se il potere e la magia di quel numero crescessero con il tempo.
lui fa un conto alla rovescia ma senza spiegarlo. è un calendario dell’avvento vivente e vagamente petulante. il numero zero arriverà giovedì prossimo, quando questo rito ossessivo sarà terminato.
“otto!”, ha esclamato la mattina, con lo sguardo tondo e incredulo.
“sono pochi, otto, eh?”
“abbastanza pochini. sì. ma ola vado a fale colazione”.
lo hobbit piccolo partecipa all’elasti-countdown per la liberazione dal gesso con il coinvolgimento, l’entusiasmo e la trepidazione del protagonista, come se il piede rotto fosse il suo e non di elastigirl. per l’occasione ha imparato a contare al contrario.
oggi è arrivata la comunicazione che è stato accettato in prima elementare, nella stessa scuola dei fratelli.
“ehi! che bello! stai diventando un ragazzo! a settembre andrai anche tu alla scuola dei grandi”
“quanti giolni mancano?”
“tanti. vari mesi”
“io ho bisogno di sapele esattamente quanti giolni sono”
“te lo dico dopo che mi sono tolta il gesso. va bene? due conti alla rovescia contemporaneamente non saprei gestirli”
“okay. ma licoldati”.

21 thoughts on “dare i numeri

  1. Almeno lui vuole andarci: la secondogenita urla ogni volta che sente nominare la scuola primaria!
    Sarà colpa del fratello che continua a ripetere: non vedo l’ora che anche lei vada a scuola, così anche lei dovrà fare i compiti e non potrà più fare quello che vuole!!
    L’ha terrorizzata

  2. Primi tre secondi.
    12 21… sigh. (No niente. Anniversari.)

    Dopo pochi istanti.
    10… ahaha no vabbé io quest’anno col blog sono nel decimo anno.
    Posso festeggiare la curiosa scelta di numeri come se lo avessi fatto apposta anche se so che è stato un caso?
    Ok, io festeggio.
    ^_^

    (E di anni ne ho 42 mica 5!)

  3. Veramente, mi sembra incredibile che vada già in prima elementare… era ieri che ha iniziato l’asilo e lo mandavano a casa per le caccone…. ! 🙂

  4. Ah…la prima elementare….lascia un segno profondo nell’anima dei genitori sicuramente,almeno per me è stato così è l’ultimo giorno di scuola di quel primo anno all’uscita ho pianto…lo confesso

  5. L’ultimo figlio alle elementari è uno shock da cui dopo un anno e mezzo non mi sono ancora ripresa. E visto che nel frattempo si è aggiunto il primo figlio al liceo, la sindrome post traumatica incombe 😉

  6. Anche la mia piccola hobbit l’anno prossimo andrà alle elementari.. anche lei ha uno sguardo tondo e pazzo, entusiasta del mondo… spero non lo perda… intanto dovrà accettare la prima grande delusione della vita, lei a scuola dove andranno gli amichetti non è stata accettata…

  7. Io, quando, a 5 anni (durante l’ultimo anno dell’asilo) il papa’ mi ha portato dal Direttore del plesso scolastico per l’iscrizione in prima elementare, me lo ricordo ancora! (e sono passati 38 anni)
    E’ uno dei bei ricordi della mia vita e mi sembra ieri!
    Il Direttore era grande, grosso e autoritario e I miei mi avevano detto di comportarmi bene ed avere rispetto. Stava in un ufficio da solo, ci ha fatti entrare, ha guardato e riempito un po’ di carte, parlando con mio papa’, e poi si e’ rivolto a me, con sguardo attento e benefico, e mi ha chiesto: e io ovviamente, con entusiasmo:
    Aspettavo quel momento praticamente da cinque anni (a casa mia tutti andavano a scuola: mio fratello aveva 5 anni piu’ di me e I miei erano insegnanti), significava avere finalmente accesso al sapere, ma per me il fatto che il Direttore mi considerasse, che concedesse a ogni remigino un colloquio e che avesse chiesto la mia opinione, era il benvenuto piu’ bello!
    E poi a casa erano tutti contenti: ho proprio sentito che mamma e papa’ erano felicissimi che finalmente potessi cominciare la scuola (probabilmente anche perche’ avrei avuto la maestra, da tormentare con le mie domande e la mia inattaccabile logica 😀 )
    Godetevi il momento!!!
    Claire

  8. Io, quando, a 5 anni (durante l’ultimo anno dell’asilo) il papa’ mi ha portato dal Direttore del plesso scolastico per l’iscrizione in prima elementare, me lo ricordo ancora! (e sono passati 38 anni)
    E’ uno dei bei ricordi della mia vita e mi sembra ieri!
    Il Direttore era grande, grosso e autoritario e I miei mi avevano detto di comportarmi bene ed avere rispetto. Stava in un ufficio da solo, ci ha fatti entrare, ha guardato e riempito un po’ di carte, parlando con mio papa’, e poi si e’ rivolto a me, con sguardo attento e benefico, e mi ha chiesto: ‘e tu? sei contenta di andare a scuola???’ e io ovviamente, con entusiasmo: ‘Siii!!! Moltooo!!!’
    Aspettavo quel momento praticamente da cinque anni (a casa mia tutti andavano a scuola: mio fratello aveva 5 anni piu’ di me e I miei erano insegnanti), significava avere finalmente accesso al sapere, ma per me il fatto che il Direttore mi considerasse, che concedesse a ogni remigino un colloquio e che avesse chiesto la mia opinione, era il benvenuto piu’ bello!
    E poi a casa erano tutti contenti: ho proprio sentito che mamma e papa’ erano felicissimi che finalmente potessi cominciare la scuola (probabilmente anche perche’ avrei avuto la maestra, da tormentare con le mie domande e la mia inattaccabile logica 😀 )
    Godetevi il momento!!!
    Claire

  9. “Mi sveglio la mattina e non lo so perché
    Nella mia testa gira
    Sette, cinque, nove, tre
    Mi alzo e vado a scuola Duecentoventisei
    E’ questo quel che trovo sempre nei pensieri miei!…”
    Do i numeri, Zecchino d’Oro 2014

  10. E’ già così grande… Come passa il tempo… Mi viene in mente quando sei arrivata a casa dall’ospedale con lui che era irresistibile nella tutina blu di terza mano…

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