Nonsolomamma

un antiestetico senso di oppressione

da quando elastigirl si sveglia alle quattro e un quarto del mattino per andare a lavorare, la sera crolla intorno alle otto e mezza e questo, oltre a essere terribilmente inibente per qualsiasi attività sociale o culturale in orari compatibili con il fuso orario dell’europa centrale, comporta un crudele abbandono della prole in un momento tradizionalmente deputato alla convivialità familiare. pertanto, quando mister i è assente, elastigirl comunica agli hobbit medio e grande che hanno ancora mezz’ora di tempo per attività ludico-ricreativo-letterarie prima di andare a dormire e, per comodità e contro i suoi stessi principi, si porta il piccolo nel lettone. in qualche modo bisogna pur sopravvivere.

tuttavia, l’occupazione regolare del letto da parte di un minore, spesso logorroico, ingombrante seppur di dimensioni ridotte, vagamente protervo e fermamente convinto di essere il maschio alfa, le provoca, nell’ordine:

un senso di oppressione, di insofferenza, di fastidio, di soffocamento, di claustrofobia.

un desiderio di fuga, di solitudine, di libertà, di nascondersi, di affrancamento.

ecco, lo ha detto. poi naturalmente si sente una madre orrenda ma questo non è sufficiente a placare le mostruose inquietudini.

24 thoughts on “un antiestetico senso di oppressione

  1. A proposito. Ti hanno citata su un articolo di Wired (credo) a proposito di falsi miti mammeschi, come esempio di mamma che ammette che essere mamma non è sempre uno spasso.

  2. La risposta l’hai già data: in qualche modo bisogna sfangarla.
    Una volta la si racconta, un’altra la si ascolta, ma la storia è sempre la stessa.

  3. I figli, quelli adoranti, che si infilano nel letto e non se ne vanno più sono soffocanti come un boa, ma sono anche teneri e affettuosi… e qui che si scatenano contrastanti sentimenti in una madre qualsiasi distrutta dalla giornata. Siamo in tante, ma non mi consola.

  4. “Un senso di oppressione, di insofferenza, di fastidio, di soffocamento, di claustrofobia. Un desiderio di fuga, di solitudine, di libertà, di nascondersi, di affrancamento.”
    Come capisco, oh come capisco! Ho appena implorato il Cucciolo di andare a nanna perché ho bisogno della mia mezz’ora di decompressione…e mi sento una mamma mostro…

  5. Questo è niente: aspetta quando non vedrai l’ora che se ne vadano (anche solo temporaneamente) via da casa. Giovani quasi adulti altrettanto appiccicosi e vagamente protervi. E invece farai finta di avere la lacrimuccia sul viso.
    Le mamme devono essere (almeno apparentemente) all’altezza del proprio mito. E almeno con i figli.
    🙂

  6. Ah allora non sono l’unica “mamma mostro”… ma perché questo non mi consola? E perché ho la sensazione che ci sia qualcosa di terribilmente ingiusto da qualche parte?mah…

  7. Penso che se arrivi a sentirti così, vuol dire che è ora di trovare un’alternativa a portartelo nel lettone. E cercare un nuovo modo di sopravvivere. E’ faticoso, come ogni volta che si deve spostare un confine un po’ più avanti. Ma indispensabile per trovare un nuovo, perennemente instabile, equilibrio se questo di adesso non va più bene per te.

  8. Il pediatra alla prima visita di controllo del nano grande che aveva 10 giorni mi disse: “Signora, lei che può, si tiri il latte e deleghi l’alimentazione a qualcuno e ne approfitti per uscire, farà bene a lei ed al bambino”; lo guardai come se mi avesse detto di abbandonare mio figlio. Aveva ragione, dovremmo essere capaci di staccarci senza sentirci in colpa, invece ci facciamo prendere dal senso di inadeguatezza se non siamo madri perfette e sempre presenti e ben disposte verso la prole. Siamo esseri umani, abbiamo cedimenti e condividerli aiuta tanto.

  9. Proprio in questi giorni stiamo abituando nostra figlia di tre anni a dormire da sola nella sua cameretta nuova e quindi è un profluvio di “ma quant’è bella…e che letto grande…avessi io una cameretta così bella!”
    E lei, che insiste che non le piace, perchè è più bello il lettone di mamma e papà, è bravissima a toccare i nervi più sensibili: “Mamma, mi manchi tantissimo quando vai a lavoro e io sono a scuola”…
    E io, che cerco di convincerla a dormire da sola, mi sento come se la stessi abbandonando in un angolo di strada!!

  10. Ragazzi! Ricordatevi cosa c’e’ scritto nella maschera di ossigeno in aereo: indossare la propria PRIMA di aggiustarla al vostro bambino!
    Se no nsiete in forma e non state bene con voi stessi no npotete essere presenti neanche coi cuccioli, quindi basta sensi di colpa!
    Claire

    1. Claire! Sempre pragmatica :-)) Anch’io penso spesso al messaggio della maschera d’ossigeno… ma non basta a placare i sensi di colpa che quei piccoli manipolatori sanno generare!
      Però sapere di essere in tante aiuta !

  11. Io non mi sento orrenda, direi solo molto stanca. E i mostri che occupano i miei sonni sono in carne ed ossa e alla vista, dice, anche molto piacevoli. L’estetica? La mancanza di sonno a quanto pare non migliora i connotati. Buoni sonni indisturbati a tutti

  12. Elasti, no worry, abbiamo tutte/i questi “cattivi” ed egoistici pensieri ogni tanto…è normale e umano, siamo tutti esseri (e genitori) imperfetti…

  13. Lunedì: Mamma oggi dormo nel lettone perché non c’è papà.
    Oggi dormo nel lettone perché ho il raffreddore.
    Oggi dormo nel lettone perché sei trooooooppo il mio amore.
    Oggi dormo nel lettone perché voglio addormentarmi sul tuo braccio mentre mi racconti la storia.
    Oggi dormo nel lettone perché mi sei mancata tantissimo mentre eri via (al supermercato, mica a ballare).
    Oggi dormo nel lettone perché stasera sono troppo sveglia e in cameretta ci vorrebbe troppo e poi litighiamo.
    Oggi dormo nel lettone perché è domenica e siamo stati tutti insieme sempre e non vorrei lasciarvi più.
    E la settimana è andata.

  14. guarda il lato positivo: i grandi dormono nel loro letto. da noi se viene uno deve venire anche l’altra e viceversa. e quando il papà parte nessuna malinconia perchè appunto si impossessano del lettone

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