Nonsolomamma

la mia famiglia e un pellicano

elastigirl aveva appena metabolizzato l’idea che, nella città di A, una gallina di nome kushla potesse diventare la regina della casa, amata come un cucciolo di cane e viziata come un bambino. certo, l’acquisto di vermi essiccati a uso, consumo e piacere di kushla la lasciava ancora parecchio perplessa, ma, nonostante tutto, il mondo le sembrava ancora abbastanza in ordine.
poi è andata a cena, con mister i e gli hobbit, nel portico di brenda, la vicina di casa che vive in una comune multietnica all’insegna della diversity, in cui gli inquilini sono equamente e rigorosamente ripartiti tra genere, orientamento sessuale e religioso, provenienza etnica e geografica.
ha portato, allo scopo di non turbare gli stereotipi sul cibo italiano, una grande pizza fatta in casa, oltre a tre hobbit vocianti e un mister i munito di birre, e ha trovato, in cambio, lata.
lata è indiana, insegna hindi all’università di A ma vorrebbe tornare a casa sua, possibilmente con un marito che la aspetti. e, tra un pezzo di pizza, del salmone al vapore, gran quantità di maionese e qualche foglia di insalata, lata ha cominciato a raccontare, come se fosse tutto terribilmente scontato e banale, della sua infanzia indiana con una mamma casalinga, un papà poliziotto, un fratello maggiore, una sorella minore e “alcuni animali domestici nel giardino”.
“alcuni animali domestici? tipo?”
“ma no, niente di che…”
“gatti? cani?”
“mmmhhh, sì, avevamo un paio di gatti e anche un cane. ma non mi sono mai stati molto simpatici”
“e oltre al cane e ai gatti avevate qualche altro animale domestico?”
“be’, certo. un coniglio… tre mucche…”
“tre mucche???”
“sì. e anche un altro animale, simile alla mucca, ma più grande e selvaggio. ma ha un nome intraducibile. poi mio papà amava i serpenti e ne aveva uno”
“accidenti! cane, gatti, mucche selvagge e non selvagge, un coniglio, un serpente…”
“be’, avevamo anche delle scimmie ma erano terribilmente dispettose. io non le sopportavo”
“avevate uno zoo?”
“no, no. stavano a casa nostra. liberi. in giardino…”
“avevate un parco!”
“no, un giardino. c’erano anche un paio di cavalli e un cervo”
“un cervo???”
“sì. un cervo. ma soprattutto… il mio preferito!”
“e chi era il tuo preferito?”
“il pellicano!”
e mentre nominava il pellicano, lata si illuminava, come se avesse evocato un grande amore.
“e com’è un pellicano domestico?”
“meraviglioso! simpatico, divertente, affettuoso! mia madre però lo detestava perché quando lavorava a maglia il pellicano le rubava i gomitoli e li disfaceva, riempiendo il giardino di fili della sua lana…”
“…”
“mia madre non sopportava il pellicano e il pellicano, che era intelligente, non sopportava mia madre”
“e quindi cosa faceva?”
“e quindi un giorno ha preso mia sorella, che era piccola piccola, nel suo grande becco. e se ne andava in giro con mia sorella dentro il becco, guardando mia mamma con aria di sfida”
“e tua sorella?”
“mia sorella non capiva, ma si divertiva molto”
“e tua madre?”
“mia madre gridava ‘ridammi subito mia figlia!'”
“lata, ma dove stavi tu in india è normale avere uno zoo nel giardino?”
“no, non proprio. infatti casa nostra era sempre un via vai di visitatori che volevano vedere i nostri animali domestici”
“domestici…”
“mamma, possiamo prendere un pellicano così magari si porta via sneddulone dentro al suo becco?”.
e allora elastigirl si è convinta che, in fin dei conti, i vermi essiccati di kushla sono mal di poco e che tutto, ma proprio tutto, ha, da qualche parte nel mondo, la sua versione iperbolica.

11 thoughts on “la mia famiglia e un pellicano

  1. In un libro di favole è divertente il pellicano che porta in volo la sorellina, ma nella vita reale mi sembra uno spavento da capelli bianchi (ma quanti anni aveva la bambina?).
    Conosco una che ha sette gatti e un cane nel suo appartamento e che si sente una mamma gatta, se provi a sollevare una piccola obbiezione sull’impossibile menagement ti guarda con occhi strabuzzanti, come se avesse ascoltato un ufo. La vita reale spesso supera la fantasia.

  2. anche io voglio un pellicano!
    :O mi sembra interessantissimo e dolcissimo e mi piacciono le bestie intelligenti che guardano gli umani con aria di sfida
    ma forse non sopravviverei
    visto che ho passato la notte al capezzale di una banale cagna
    al terrore che morisse a mia insaputa per shock anafilattico
    (ha una zampa gonfissima, non camminava, aveva il naso caldo e si leccava in continuazione: probabilmente l’ha punta una vespa, ora sta meglio)
    Claire

    1. Banale il nostro cane? Ascoltano i nostri sproloqui con tanta pazienza e non ci offendono neppure quando ce lo meriteremo. Meritano il nostro amore perché il loro è infinito.

  3. Io ho scoperto che galline e volatili vari sono davvero intelligenti! Ogni mattina le mie “ragazze” mi chiamano dal giardino per farsi portare la “colazione”!!! E ricambiamo con un tenero ovetto!!! Che emozione !

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