Nonsolomamma

il paradiso, fino a un certo punto

all’uscita dal campo estivo.
“mamma, oggi siamo stati in un posto, ma in un posto…”
“bello?”
“no, non bello, mamma! molto di più!””accidenti! che meraviglia. dov’era?”
“non so, ma devi assolutamente chiederlo al counselor. dobbiamo tornarci tutti insieme prestissimo”
“va bene! glielo chiedo e poi sabato ci andiamo”
“non so se resisto fino a sabato. io ci andrei adesso… o al più tardi domani!”
“adesso non abbiamo la macchina. chiediamo a brenda se ci presta la macchina sabato. di solito nei fine settimana non la usa”
“sì, ma deve venire anche lei. tutti devono vedere questo posto straordinario!”
“va bene. la invitiamo. ma spiegami cosa c’è di così meraviglioso in questo posto”
“ci sono torrenti, ruscelli e poi cascate… e salite e discese molto slippery
“si dice scivolose”
“sì, come ho detto io, slippery
“da come lo descrivi sembra bellissimo”
“mamma, è il paradiso. e poi ci sono animali, hawks, owls, salamanders, frogs, turkey vultures…”
“in italiano si chiamano falchi, civette, salamandre, rane, avvoltoi…”
blue jays, cardenals…”
“questi non so cosa siano…”
“animali del paradiso, mamma! io, un posto così, non l’ho mai visto in vita mia!”
“bene. fammi chiedere subito al counselor. così quando siamo a casa guardiamo su internet dov’è esattamente…”
“che posto… che posto, mamma!”
“…”
“che poi… alla fin fine… sì, è un paradiso… però…”
“però cosa?”
“però per i primi 20, diciamo 30, magari anche 40 minuti…”
“e dopo 40 minuti cosa diventa?”
“a bore”
eh?”
“una noia, mamma. 40 minuti di paradiso. e dopo noia”.

20 thoughts on “il paradiso, fino a un certo punto

    1. Credo che ripetano ciò che ha detto l’accompagnatore per trasmettere l’emozione. Lo vedo con le mie figlie quando siamo in Italia. Parlano con la mamma in svedese, ma usano parole italiane tipo giostra o gelato che sanno nella propria madrelingua, ma che nel caso specifico derivano da un contesto che ha toccato le loro emozioni.

    2. Mia figlia studia (4 elementare) alcune materia in inglese e a volte proprio non le vengono i vocaboli in italiano, non è questione di tirarsela, proprio non conosce la traduzione…
      Non giudichiamo troppo questo bambini!!!

    3. E’ normalissimo, quando si vive in un contesto bilingue, che vengano alla mente vocaboli in un idioma anche mentre si sta usando l’altro per parlare. A me succede spesso, figuriamoci se non deve succedere ai bambini, che sono più spontanei e si fanno meno problemi di noi adulti (soprattutto meno problemi inutili, come questo del tirarsela). Io trovo divertente questa commistione e penso che Elasti l’abbia riportata perché la trova divertente anche lei (non credo che abbia bisogno di tirarsela perché i suoi figli dicono qualche parola in inglese, essù).

    1. Mai stata alle Maldive (O posti simili)? Dopo 4 giorni di paradiso senza niente altro (all’epoca non c’erano le SPA, internet e i tablet) eravamo annoiati. Certo abbiamo fatto “il pieno” di coppia, che non è male, ma a 10 anni non funziona!! La natura è fantastica per l’appunto “per un po” ?

      1. Mai stata, se dovessi andarci ( ma ne dubito molto) mi porterei una gerla di libri. Ma i bambini potrebbero giocare ai pirati, ai naufraghi, a quei giochi che la città preclude. Insomma non capisco come un bambino di 9 anni si possa annoiare in mezzo alla natura. Anzi potrei capirlo se il luogo in questione si doveva solo vederlo e non toccarlo, per esempio lo zoo.

  1. Quanta filosofia in poche battute… Lo hobbit medio ha capito una grande verità della vita, che molti adulti si ostinano a negare 🙂

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