Nonsolomamma

lavoro minorile, luci e ombre

al campo estivo della città di A, lo hobbit piccolo è un young naturalist, il medio è un young explorer e il grande, dopo essere stato leader in training (e va be’, stiamo pur sempre parlando di stati uniti), adesso è junior counselor, che significa che aiuta gli educatori – leader fatti e finiti tra i 20 e i 25 anni – a tenere a bada i giovani naturalisti e i giovani esploratori.
si tratta di lavoro minorile, retribuito con buono gelato da cinque dollari alla fine di ogni settimana, che prevede una serie di compiti gloriosi (guidare, con il proprio carisma, orde di fanciulli per boschi, insegnare loro a difendersi dalle zecche, a guadare fiumi e a riconoscere piante e animali silvani, cantare filastrocche, marcette, inni) e meno gloriosi (passare l’aspirapolvere a fine giornata, pulire i bagni, domare i bambini fuori controllo, vigilare su pranzi e merende e sui fantasiosi, quanto talvolta immondi, lunch box forniti quotidianamente dalle famiglie). pare che lo hobbit grande, junior counselor dei giovani naturalisti, tra cui il fratello minore, si stia facendo molto onore, riscuota enormi consensi tra le madri fricchettone della città di A che gli chiedono fotografie con i pargoli, abbia molti fan e alcune groupies  presso un pubblico tra i 5 e i 7 anni e sia trattato da pari dai counselor più anziani.
sembra, la sua, una esperienza meravigliosa, formativa e memorabile.
tuttavia, poiché ogni luce ha la sua ombra, lo hobbit grande mette quotidianamente le sue virtù a disposizione del campo naturalista e della sua causa e, alle 15,30 circa, una volta terminate le incombenze assegnategli, torna a casa e si trasforma in darth vader, spargendo, con il suo respiro mortifero, veleno, stanchezza, intemperanze preadolescenziali, malmostosità e aggressività, evidentemente repressa in presenza degli innocenti young naturalist, sull’amata elasti-famiglia.
“sei sicuro di volerlo fare? non ti stai stancando troppo?”
“sono sicurissimo! mi diverto un sacco”
“io sono felice che tu ti diverta. ma non potresti evitare di devastarci, il pomeriggio e la sera, con lo stress della tua giornata lavorativa?”
“non credo. siete la mia valvola di sfogo”
“ah, ecco. mi sembrava”.

14 thoughts on “lavoro minorile, luci e ombre

  1. Imparano presto le sane dinamiche ;-)… credo che alcuni comportamenti li avrebbe comunque e sarebbero da attribuire “banalmente” alla preadolescenza… così c’è un motivo più diretto e tangibile… io però lo metterei un po’ in ferie. 🙂

  2. Mi ricorda molto l’approccio dello scoutismo di Baden Powell. Per i ragazzi stare in mezzo alla natura, essere a servizio dei più piccoli e avere genitori che li amano e li sostengono anche durante i periodi neri e’ veramente formativo!

  3. Elasti, ti leggo sempre. Adoro il tuo modo di ironizzare sui tui problemi. Riesci ad essere davvero profonda ma spiritosa e leggera allo stesso tempo. Bravissima, sei un grande esempio per tutti! Così la vita è una bella avventura.

  4. Presente!!!
    Anche da noi il malmostoso è di casa!!
    In cantina abbiamo montato un punching ball: serve a lui per scaricarsi, ma nache a noi per evitare di menarlo……

  5. Se riuscite ad evitare le ombre raccontateci come si fa, conosco infinite sfumature di grigi e ancora non ci ho fatto l’abitudine.
    Quando penso di avere superato un ostacolo se ne presenta un altro inaspettato. Una corsa ad ostacoli e io non mai fatto atletica, salto male ma salto, eccome se salto.

  6. Anche a mio figlio accadono di tanto in tanto questi momenti di scontrosità, conditi da nervosismo e tendenza a discutere per ogni cosa. Solo che ha sei anni, quindi nessuna crisi preadolescenziale, ed è in completo relax da vacanza…

  7. esattamente come a scuola, quando prende voti esagerati, riesce a fare collegamenti che nemmeno Stephen Hawking, parla inglese come un madrelingua e, dentro casa, non risponde alle domande se non con “mmpffff”, non distingue un paio di forbici da un cutter (si , a casa mia lo può maneggiare), vuole costruire un go kart funzionante senza disegnare niente e vuole andare in discarica a cercare i pezzi mancanti verso le 20.15 , litiga con il fratello cinquenne (vabbeh, ha ragione. il 5enne è un tormento ) e all’idea di staccarsi dalla ps entra in crisi buttandosi a terra tarantolato. Belli questi dodicenni di oggi.

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