Nonsolomamma

un'incontenibile angoscia

il problema è che uno non ci riflette. perché ci è già passato tanto tempo fa. perché ci sono passati quasi tutti, figli maggiori compresi, perché, da creature egocentriche, siamo convinti che i nostri problemi adulti siano più urgenti, i nostri pensieri più importanti, i nostri affanni più pesanti.
e invece no.
la prima elementare è un’esperienza grande, grossa, nuova e, anche nel migliore dei casi, foriera di ansie, agitazioni, interrogativi esistenziali e pratici.
il quadernetto degli avvisi è un vaso di pandora da cui può uscire qualsiasi imprevedibile emergenza, l’astuccio, con le sue matite colorate in rigoroso ordine di tonalità, è la rappresentazione terrena dell’ordine cosmico e mica si può turbare, l’ordine cosmico, il quaderno di matematica è un totem, quello di italiano una reliquia sacra, la merenda un salvagente, lo zaino una scialuppa nella tempesta.
e la cosa peggiore è che, intorno a te, i più pensano che sia tutto normale.
normale un corno.
ieri sera, dopo cena, sul divano, davanti all’ennesima replica casalinga di mrs doubtfire.
lui, improvvisamente, spalanca gli occhi, li strabuzza, si trasfigura.
“ehi, hobbit piccolo detto sneddu, tutto a posto?”
si porta le mani al volto, in una magistrale interpretazione della disperazione estrema. fa no con la testa e grida:
“Religione!”
“religione cosa?”
“devo faRe i compiti di Religione. adesso! subito! pResto!”
“amore, tra poco andiamo a letto. non è l’ora di fare i compiti…”
“ma io devo faRe i compiti di Religione. devo coloRaRe il cuoRe di Rosso e disegnaRe due miei amici che non conosco!”
“come fai a disegnare due amici se non li conosci? e come fanno a essere tuoi amici?”
“mamma! non faRe domande così! ho un pRoblema seRio!”
“quando hai avuto religione a scuola?”
“oggi!”
“ecco, allora escludo che ci sia anche domani. i compiti saranno per la settimana prossima. hai un sacco di tempo per farli. stai tranquillo”
“nooooooo! tu non capisci! io devo faRe i compiti oRa! oRa! oRa!”
il respiro si fa affannoso, la bocca si piega in un’orribile smorfia, le mani si agitano scompostamente, le gambe sono colte da spasmi nervosi. lui scoppia in un pianto dirotto.
“senti, facciamo così: ora chiamo la mamma del tuo amico marco. sono due precisissimi e sicuramente ci sapranno dire per quando bisogna fare i compiti di religione. d’accordo?”
lui boccheggia ma annuisce.
la mamma di marco li rassicura. i compiti di religione sono per lunedì prossimo. allarme rientrato.
“fiuhhh. me la sono vista bRutta”
“già, ma non devi agitarti così, hobbit piccolo!”
“ehi sneddu! rilassati! i compiti non sono la vita! fatti furbo!”
“tu non c’entri, hobbit grande!”
“se non lo educo io, questo bambino, mamma, finisce che gli viene un esaurimento o ci diventa un secchione senza speranze”
“finiscila! va meglio, hobbit piccolo? ora andiamo a dormire”

“ehi, cosa fai? abbiamo detto che i compiti di religione sono per lunedì prossimo. c’è tempo. non serve che…”
“coloRo solo il cuoRe e poi doRmo”.

65 thoughts on “un'incontenibile angoscia

  1. Anche io ho un figlio così!!!
    Oramai ha l’età dell’Hobbit grande ma si stressa anche per l’interrogazione di flauto….un’angoscia infinita!!
    In compenso i suoi fratelli se ne fregano bellamente.
    Sinceramente non so cos’è peggio……

  2. Vedo un grande vantaggio nel non avere voti per i primi 5 anni di scuola qui in Svezia. Mai visto le mie provare questo stress, neanche durante la prova nazionale (c’è ogni tre anni, aiuta a calibrare il livello)

    1. È vero! Anche io scuola senza voti fino alla quinta elementare (in Italia, scuola pubblica!). E, grazie a questo bel rapporto con l’apprendimento, ho sempre desiderato fare l’insegnante. Oggi, e da ben 15 anni, insegno alle superiori e mettere i voti è una cosa che faccio senza passione. Ma la faccio.
      Viva la scuola senza voti (e senza religione!)

    2. Mah comunque è una cosa soggettiva…Io sono sempre andata molto bene a scuola e soprattutto serenamente, i voti alle elementari erano bene brava bravissima e non me ne sono mai curata più di tanto. Certo magari se uno è un pochino più fragile può aiutare, ma non farei di tutta l’erba un fascio. Il brutto voto non è un giudizio sulla persona, anche a casa bisognerebbe aiutare i bambini a capirlo…Se non hai fatto i compiti il brutto voto è un segnale…

  3. Appena finito di rasserenare mio figlio tornato a casa dalla prima elementare un po’ abbattuto (meno disperato del tuo per fortuna) perché non gli è venuto il disegno delle castagne e la maestra gli ha messo una faccina triste… è faticoso crescere

    1. Scusami se mi intrometto ma la maestra che mette la faccina triste ad un disegno di un bambino che ha iniziato la prima elementare da un mese mi sembra assolutamente fuori di testa. Tutti i disegni dei bambini sono belli e vanno incentivati… ecchecavolo!!! Massima solidarietà e un abbraccio castagnoso al tuo cucciolo. E digli che il suo disegno era meraviglioso!

      1. Sono d’accordo…il mio ha preso la faccina triste perchè ha scritto una frase con il pastello azzurro piuttosto che con la matita…per carità, la cosa dimostrava che non aveva ascoltato la maestra, ma il risultato è stato che il giorno dopo non voleva andare a scuola!!! Probabilmente una crisi l’avrebbe avuta lo stesso, ma la faccina l’ha favorita!

      2. ^_^ faccina allegra per il vostro supporto…. credo però che il “disegno” fosse tipo le cornicette facevamo noi da piccoli, esercizi che si fanno per il grafismo, e che lui abbia sbagliato a contare i quadretti (nel week end aveva delle foglie simili da fare e ha faticato un po’).
        noi gli abbiamo semplicemente detto di non scoraggiarsi, che a scuola ci va per imparare e se tutto non gli riesce subito deve solo esercitarsi un po’ e non ci saranno problemi. preferiamo comunque non “svalidare” l’approccio della maestra. se la faccina era triste, evidentemente deve migliorare (dopodichè certo che non mi peroccupo per un problema di cornicette, ma per lui è chiaro che è una cosa importante e seria, ed è giusto che sia così)

      3. Brava Silvia, la penso come te. Mai sminuire il lavoro degli insegnanti! I voti sono importanti, aiutano a fare crescere il senso di responsabilità e la motivazione. Prima si impara a gestire la frustazione di un risultato non soddisfacente prima si diventa persone sane e mature.

    2. La faccina triste mi pare più mortificante di un voto, per basso che sia, perché da all’errore un connotato emotivo. Scusate ma lo trovo altamente diseducativo, voi no? Spero che per quando arriverà mia figlia lel elementati si siano inventati qualcosa di diverso.

      1. In effetti anche a me la faccina triste sembra peggio. Un bimbo di prima può trovare incoraggiante un ‘benino’, ma non una faccina che denota delusione.
        Qui da noi, prima di approdare ai voti (bravo, bravissimo, ecc.) usavano le stelline di colore diverso e quella nera indicava il voto più basso.

  4. Anche il mio ha iniziato la prima elementare, già dalla settimana prima dell’inizio piangeva perché aveva paura di prendere brutti voti… che ansia i voti, son da abolire!

  5. Quanta tenerezza questo bambino!
    Le maestre di mio figlio hanno sempre detto “la prima è la classe più difficile”. Sono state molto brave coi bambini, li hanno accolti e accompagnati con molta dolcezza. Ricordo il primo giorno, rimasi stupita di vedere in classe ceste di giochi e tuttora (terza) i bambini hanno il permesso di portare a scuola giochini… sarà per merito loro, se mio figlio ha vissuto la prima elementare con serenità, nonostante si sia rotto un piede il giorno prima di iniziare (e sia stato ingessato nelle settimane successive) e in corso d’anno sia diventato pure fratello maggiore? O forse è più questione di carattere? Comunque io sono tanto grata alle sue maestre.

  6. Anche il mio prima elementare. Due sere fa si è alzato da letto alle 11 ed è corso da me urlando: una busta trasparente col bottone!
    La maestra di inglese aveva chiesto di portare a scuola una busta trasparente col bottone. Ha smesso di urlare solo quando ho tolto i miei documenti da una mia busta e l’abbiamo messa nello zaino.
    Meno male che ne avevo una in casa… Altrimenti trovarne una alle 11 di sera sarebbe stato un problema!

    1. Il mio l’elenco delle necessità impellenti, che spaziavano dagli articoli di cancelleria ai CD alle magliette di un determinato colore per la gita del giorno dopo, lo riservava sempre agli orari in cui tutti i supermercati e i centri commerciali della regione avevano già ampliamente chiuso. Non ho trovato di meglio che fare scorte varie, di articoli anche un po’ assurdi, perchè pur essendo oggi un ragazzino giudizioso e responsabile, questa mania di dire all’ultimo momento le cose di cui ha bisogno non l’ha ancora abbandonata del tutto…
      Che ci vuoi fare? 🙂

      1. picchialo selvaggiamente quando dice le cose all’ultimo minuto! 😀
        altrimenti si ritrova come me che chiedo le autorizzazioni ai capi all’ultimo minuto e questi si incazzano!
        SUL SERIO! salvalo fino a che puoi!
        e si sono sempre stata una ragazzina molto giudiziosa e responsabile ma io non ce la faccio a farmi firmare le ferieo il modulo missione la settimana prima come vorrebbero i miei capi, sia italiani sia inglesi
        Claire
        PS
        Prima che nascano polemiche ‘picchialo selvaggiamente’ e’ ovviamente uno scherzo, nessuno deve mai picchiare nessuno per nessuna ragione

      2. 😀
        Cara Claire, mio marito e io crediamo di avere già fatto tutto il possibile. tranne le bastonate, per indurlo a perdere questa brutta abitudine, ma mi sa che resterà così… Vorrà dire che i suoi futuri capi se ne faranno una ragione, proprio come i tuoi…
        Ciao!!

  7. Le due parole peggiori del quadernetto degli avvisi: “per domani”.
    Da anni predico agli insegnanti di ogni ordine e grado che ogni tipo di richiestacomunicazione deve essere data con “congruo preavviso”, tanto poi a renderla emergenza ci pensiamo noi che ce ne ricordiamo all’ultimo ?.

  8. che ansia la prima elementare, il nano grande secchione strafottente adesso, i primi mesi della prima viveva in stato d’ansia continua, per qualunque cosa: dalla matita spuntata, alla gomma sparita, non parliamo poi di compiti e continui confronti tra sé stesso ed i compagni. La nanetta piccola, di un mese più piccola di HP, ha cominciato la prima con la serenità della donna di mondo, convinta che la sola cosa che conti è l’impegno che lei ci mette: “se io faccio del mio meglio faccio bene”, dimostrando che la lezione che abbiamo cercato di impartire al fratello negli anni precedenti lei l’ha assimilata alla grande.

      1. Per rispondere a Laura: se hai fatto del tuo meglio ma davvero, e non per modo di dire, va bene così e non si può chiedere di più. Un voto insufficiente non servirebbe a nulla se non a sancire la tua insufficienza come persona.

  9. Secondo me anche i voti sono educativi: se non vissuti con troppa ansia ti insegnano che nella vita si può sbagliare e che uno sbaglio non è la fine nel mondo.
    Se ai figli non si insegna che gioia e tristezza vanno di pari passo, quando arriveranno all’adolescenza saranno impreparati a reagire alle piccole sconfitte della vita …

  10. odio i compiti post scuola!!!

    non so i tuoi, ma i miei già stanno fino alle 16.30 e poi vorrei che giocassero, che facessero sport o che non facessero niente, perchè sono ancora bambini… hanno tutto il tempo, ma no, le maestre delle elementari vogliono che si preparino per le medie e quelle delle medie per le superiori e così via.. come se la voglia di studiare venisse spontanea grazie a questo metodo educativo…ma diciamoci la verità: chi mai avuto voglia di studiare ???

    1. Immagino sia faticoso seguire i compiti dei bimbi però Elena, l’impegno che metteranno oggi gli fornirà le basi per sostenere tante prove future. Tuttora, continuo a ripetermi che è stato grazie alla mia maestra delle elementari se ho imparato a gestire il carico dei compiti e se so quello che so. Dopo le elementari tutti i cicli di studio mi sono sembrati una passeggiata.
      È stata l’insegnante più severa ed esigente che ho avuto e proprio per questo, è stata quella che mi ha dato di più.

    1. Perché? Non avete a cuore l’istruzione dei vostri figli? I compiti sono necessari perché già da piccoli devono imparare a responsabilizzarsi. Se hai dimenticato di eseguire un compito, è giusto che si preoccupi per questo. Mi preoccuperei se fosse incurante in merito.
      Il genitore deve confortare e aiutare i figli a gestire l’ansia ma non chiedere che non vengano più assegnati esercizi a casa perché se no i bambini si angosciano. Su.

      1. Ai miei tempi si andava a scuola 4 ore, e in quelle condizioni potrei darti ragione.
        Ma un bambino che è stato a scuola 8 ore HA BISOGNO di riposo e di relax, come un operaio.

    2. Scusami Emanuela, non consideravo che adesso molti bimbi stanno a scuola anche al pomeriggio. In generale, credo nell’importanza dei compiti, delle verifiche e delle valutazioni.

      1. compiti! non servono a niente, almeno così come sono concepiti nella scuola italiana di adesso (nonostante le precise indicazioni ministeriali). dovrebbero essere un ripensamento di quanto fatto al mattino, dovrebbero essere svolti in modo autonomo. non dovrebbero essere assegnati nel fine settimana, tutto il contrario di quello che accade. colorare poi: pura follia! così come assegnare come compito “leggere un libro”: metodo migliore per indurre a detestare la lettura non c’è. non c’è nessuna evidenza che i compiti servano a qualcosa, né dal punto di vista didattico né da quello strettamente educativo. ma se le mamme sono contente così che compiti siano!

  11. L’ora di religione!!
    La mia bimba alle prese con la prima elementare, ieri sera mentre eravamo a cena all’improvviso ha cambiato volto e tutta angosciata ci ha raccontato di non aver finito di colorare, durante l’ora di religione, i due disegni assegnatole per la coloritura!
    “Che disegni avevi da colorare amore?”, “Uno era sulla festa dei nonni e un altro su di un bambino di nome Gesù” “La maestra vi ha raccontato qualche storia su queste due schede?” …”mmm che uno era per la festa dei nonni e uno sul bambino che si chiamava Gesù !” “e cosa faceva la maestra durante la lezione?” “Sceglieva su di un libro le prossime due schede da farci colorare, e io non sono abbastanza veloce…!…non mi piace RELIGIONEEee!!” …sigh sigh pianto a dirotto…
    Che angoscia, l’abbiamo consolata, rincuorata e dopo un bel momento di sconforto, alla fine siamo riusciti a spiegarle che magari può, e serve possiamo, chiedere di finire i disegni in classe oppure chiedere di portare a casa il quaderno per finire l’attività (i quadernoni, tranne quello con i compiti da fare per il giorno dopo, rimangono in classe).
    Attenzione all’ora di religione!! °_° Per favore maestre è nostro compito (vostro e nostro) aiutarli in questo delicato momento, noi siamo al vostro fianco (vostro e dei bambini).
    In bocca al lupo a tutti i bimbi in prima elementare ai loro famigliari e alle loro maestre e maestri! (ma ce ne sono ancora?? Io avevo il maestro alle elementari! dove sono finiti?)

    1. L’ora di religione è l’errore più grande della scuola italiana.
      Non serve a nulla, se non a dar potere alla curia che sceglie gli insegnanti che poi però sono stipendiati con soldi pubblici (tantissimi soldi, cercate su internet). Insegnare religione dà punti di anzianità per cui se dopo x anni di insegnamento di religione si diventa insegnante di un’altra materia si passa davanti a tutti.
      Chi vuole fare religione fa catechismo. Preti o gente scelta dai preti, né da nessun altra religione, non devono entrare nella scuola pubblica.
      Eliminare l’ora di religione e diventare finalmente un paese laico farà bene a tutti, soprattutto ai credenti! E ve lo dice una che da anni vive in un paese davvero laico.
      Coraggio.
      Se si vuol parlare di cuori, amore, tenerezza, ecc basta aprire un buon libro di letteratura (Rodari, il primo che mi viene in mente)

      1. Ma che mi dici del fatto che l’ora di religione è presente pure alla scuola materna? Sono rimasta di sasso quando ho dovuto scegliere al momento dell’iscrizione se fargliela fare oppure no. Ho deciso per il no. Condivido appieno quello che dici e mi sono chiesta perchè serva l’ora di religione per educare i bambini a valori generalmente condivisi dalla morale laica. Sembra quasi si debba trovare a questi docenti un posto per forza…

      2. …meno male, sono d’accordissimo!
        Essendo un papà laico e vivendo in un paese attempato e cattolico bigotto, la decisione dell’ora di religione è stata una decisione di famiglia. E’ stata una scelta consapevole, anche se non propriamente d’accordo, ma ascoltando i desideri e le ragioni della piccola, abbiamo deciso di fargliela fare. Del resto un’alternativa non esiste!
        Ma sarebbe così difficile che le scuole proponessero una reale ora alternativa? magari con storia delle religioni e non catechismo!!..oppure, ma capisco che sarebbe veramente visionario, proporre una seconda materia straniera! Una bella ora alternativa alla religione con una facoltativa di lingua spagnola, tedesca o francese non sarebbe male. Ragazzi che hanno deciso di intraprendere lo studio di una lingua alternativa all’inglese o quelli già laureati in lingue non inglesi potranno trovare un lavoro! Ma questo se il nostro paese fosse progressista e di ampie vedute! °_°

        …comunque! le cose la mattina sono frenetiche, ma si arriva a scuola in perfetto orario, davanti la porta, la maestra fa un ottimo lavoro, forma due file di bimbi, ognuna con due bimbi e mano per la mano formano due coppie di file distinte. …ma per gli irriducibili che non intendono proprio entrare,per loro, la maestra chiama il bidello…”MARIOo”. Mario è un ometto di mezza età, capelli foltissimi, brizzolati e ben distinto, che in pochi minuti insieme alla maestra e alle mamme convince anche gli ultimi renitenti!
        La nostra piccola è felice di andare e saltella fin davanti alla porta, si infila lo zaino, bacino e va in fila aspettando o dando la mano al bimbo di turno (un amore!), nonostante l’ora di religione! :-b

    2. a me che sconvolge più di tutto è che alle elementari siano ancora obbligati a colorare. Questa attività dopo i cinque anni non dovrebbe più essere imposta perché abbrutisce il cervello. Diverso è se il bambino sceglie liberamente di colorare quello che vuole, quando vuole. Io mi chiedo perché chi insegna non sia obbligato a sapere queste cose. le maestre elementari di vecchia memoria, le maestre uniche senza laurea ma con tanto buon senso non facevano colorare perché avevano da insegnare le varie materie (grammatica e ortografia soprattutto).

      1. si l’odio per il colorare sempre e comunque lo condivido. mia figlia più grande lo scorso anno ci metteva 2 minuti di orologio a risolvere il problema o a scrivere la frasetta, e 15 a colorare i disegni della scheda… due palle….

  12. Ecco… entro adesso nel mondo della scuola, compito per il fine settimana, colorare due schede… ma perché? Seriamente, io non lo so, qual’è l’utilità?

    1. Serve per il grafismo e il controllo della mano dicono. E per imparare a essere ordinati e lavorare con cura e precisione. Ciò detto, è una palla…

  13. AIUTO! Odio colorare, l’ho sempre odiato, non ho mai manco fatto gli albi da colorare e per fortuna hanno smesso di costringermi a fare cornicette e a colorare in prima elementare!
    Perdipiu’ io avevo la ‘dispensa’ dalle odiosissime e noiosissime cornicette, perche’ sapevo gia’ scrivere bene in stampatello, in corsivo, con la bro e con la stilografica.
    Cio’ detto:
    -non ho mai imparato a disegnare, non ho il controllo della mano, quando devo fare un disegno alla lavagna, a un collega, su una slide, per me stessa per capire, sono nel panico
    -non ho mai disegnato bene e i miei insegnanti l’hanno sempre saputo e a partire dalla quinta elementare per me e’ stato un complesso, una vergogna, una sofferenza (purtroppo ho fatto lo scientifico e c’era disegno pure li)
    QUINDI io direi
    -ben vengano le cornicette e le cose da colorare
    -lo so che sembra assurdo, ma sbagliare i quadretti della cornicetta o colorare fuori dai bordi e’ grave come sbagliare un conticino di matematica
    -il segreto e’ su come si dicono le cose: la maestra deve per forza far notare che e’ sbagliato, la faccina triste mi pare troppo emotivamente connotata, forse i voti in numeri alle elementari sono un po’ aridi: cosa aveva di male l’insufficiente/sufficiente/bravo/bravissimo che c’era ai miei tempi? ogni step inferiore a bravissimo era solo uno stimolo a fare meglio per arrivare piu’ in alto, e insufficiente voleva solo dire che quel lavoro li non era sufficiente (quel lavoro li: nonn tutto il bambino e per sempre! non sufficiente: non triste!)

    comunque fare i maestri e fare i genitori e’ proprio difficilissimo!

    ELASTI: e’ una figata che il piccolo l’abbia presa seriamente e dia per scontato di fare sempre i compiti! premialo ed incoraggialoper questo, perche’ non capita a tutti! ci vorra’ tuttavia della fantasia per fargli capire che se ha una settimana di tempo non e’ produttivo entrare in ansia subito e men che meno rinunciare allo svago o al riposo. Pero’ i presupposti perche’ cresca una personcina responsabile e che riesce ad ottener quel che si prefigge ci sono tutti!
    Claire

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