Nonsolomamma

conversazioni maschie e barbare

questa sera. a tavola.
“in classe tua c’è gente che si ama?”
“no. l’amore, in classe mia, è acqua passata. un tempo sì, c’era quello che amava quella, quella che voleva quello…”
“e tu chi volevi?”
“io nessuna! una volta una mia compagna, che mi amava dalla prima, ha detto ai miei amici: “lui è il mio fidanzato”. io volevo così morire che quasi vomitavo”
“be’, ovvio. tu guardi le 2000”
“chi?”
“le 2000, ragazze nate nel 2000. hanno 15 anni. le migliori. a quelle bisogna guardare”
“invece in classe mia le donne sono diventate tutte coRnute”
“sneddu!”
“eh?”
“che modo di parlare è mai questo?”
“se sono coRnute sono coRnute…”.

31 thoughts on “conversazioni maschie e barbare

  1. Credo che il ruolo di noi padri sia fondamentale per insegnare ai figli maschi il rispetto per le donne e la parità dei sessi. Coinvolgi Mr I. Se lo fate voi mamme, te lo dico da figlio maschio, non è la stessa cosa.

    1. Fefo, tu hai detto una cosa sacrosanta: il coinvolgimento dei padri nell’educazione serena dei figli maschi conduce al rispetto delle donne.
      questo vale anche per le femmine.
      personalmente ho cercato di sensibilizzare il più possibile il padre nell’educazione di nostra figlia.
      ho chiesto a lui di essere presente, di occuparsi della sua educazione, di parlarle e dare l’esempio, di andare ai colloqui scolastici, di passare dei sabato pomeriggio insieme, di lavare i piatti, di fare la spesa ecc. Il rispetto si deve dare e chiedere.
      quando lui condivide con me la gestione della casa e della famiglia, dimostra rispetto per me e per sua figlia e le insegna che i ruoli sono intercambiabili. io d’altro canto, vado a fare la benzina, tengo la contabilità, getto la spazzatura ;), vado alle riunioni condominiali, faccio piccole riparazioni in casa, vado in banca ecc.
      insomma, cerchiamo per quanto possibile di condividere, chi ha tempo fa questo o quello, senza ruoli predefiniti

  2. Non so se ne sei al corrente, ma il motivo per il quale le 2000 sono le migliori è che c’è una pagina facebook chiamata “la fabbrica del degrado” che ne parla ampiamente e ovviamente principalmente a sfondo sessuale, pubblicando foto delle suddette 2000 e scrivendo le peggio cose… il tutto è a scopo scherzoso, ma per lo piu si strumentalizzano gli ormoni della pubertà come scusa per degradare sessualmente un ‘intera categoria. Ai posteri l ‘ardua sentenza…

    1. oooooohhhhh.. ora capisco. proprio ieri mio figlio- 16 anni- con una smorfia mi fa..//mamma quella è del 2000, non considerarla..// ma con un disprezzo e un’aria di sufficienza.. mi si è schiuso tutto un mondo.

    2. Oh, beh, in un’era in cui non esisteva facebook ma Messenger Spaces, agli inizi del secolo corrente si prendevano ampiamente per i fondelli i ’90… credo sia una sorta di nonnismo generazionale digitale.

  3. Il commento di Fefo e quello di Cam sono inquietanti… Mi sono persa un pezzo, che pronuncia ha Sneddu per cui la R e la N sono maiuscole?

    1. A me inquieta di più un seienne che dice che sono tutte cornute. Mi inquietano i femminicidi (l’ultimo ieri). Mi inquieta che il maschio con tante donne è un figo, ma la femmina è una zoccola.

      1. beh, a me sembra semplice… sono “cornute” perché ai ragazzi che piacciono a loro, piacciono invece altre ragazze! Penso… in fondo ho solo 30 anni in più delle 2000!

  4. Credo che il compito più importante per donne che, come me, hanno figli maschi sia quello di insegnar loro il rispetto e la parità dei sessi. Credo sia la sfida più grande (ovviamente condivisa con il padre, fondamentale in questo senso) che ci aspetta e a himè non è così semplice perché i messaggi che raggiungono gli ometti in fieri sono spesso contrastanti. Importante è non rinunciare.

    1. Sarà, ma io vedo che i miei nani vogliono emulare il padre. Lo copiano sia se fa le battute da sciupafemmine che se lava i piatti.

  5. Ho solo una figlia femmina e sono cresciuta in una casa di donne quindi il mondo maschio non lo conosco molto, ma c’è una cosa che ripeto sempre a mio marito: “Ricordati che se vuoi che tua figlia abbia accanto un uomo che la rispetti prima di tutto tu devi rispettare me e lei”. Ha ormai capito che le critiche (sempre costruttive) devono essere fatte in separata sede e raramente di fronte alla bimba. Anche frasi banali come “lascia perdere, non sei capace” possono portare ad una diminuzione del rispetto nei confronti del genitore, sia mamma che papà. L’alternativa è “ti vedo in difficoltà, posso aiutarti?”. Sulla mia persona ho provato che è solo una questione di esercizio e di collegare il cervello prima di pensare. Ovvio che qualche volta non si riesce, ma l’eccezione conferma la regola.
    Elasti perdona questo sfogo: non metto assolutamente in dubbio che i tuoi figli conoscano ed applichino il rispetto per tutte le persone ma sono stanca, stanca e ancora stanca di leggere ogni santo giorno notizie di femminicidi.

    1. Condivido il tuo pensiero. Anch’io sono nata in una famiglia di donne e ho due maschi più compagno con il quale condivido un’educazione improntata prima di tutto alla parità e al rispetto di conseguenza. La fortuna probabilmente sta nel fatto che il papà è cresciuto con la mamma e la sorella con le quali ha imparato la condivisione di quasi tutti i compiti familiari, domestici…So che su di lui posso contare sempre. Faccio un esempio per motivi di lavoro talvolta manco da casa e so che è assolutamente in grado di gestire i bambini per la cena, la notte, per l’asilo (i bambini hanno 4 e 2 anni)…Non parlo solo dell’aiuto pratico che mi dà ma del rispetto che mi mostra come persona e come mamma lavoratice con quell’aiuto. Va da sè che vale il contrario quando non c’è lui.

    2. Anch’io condivido le riflessioni di LaRiccia.
      A questo punto i femminicidi sono a mio avviso un’emergenza sociale, che ha alla base una maleducazione/ineducazione sentimentale e una incapacità di sostenere e affrontare le frustrazioni.
      Come madre di una figlia femmina sono preoccupata; come madre di figli maschi, mi porrei davvero il problema di quali messaggi e contromessaggi trasmettere loro.

  6. poi fondamentale è che il padre (e proprio il padre) impartisca una “controinformazione” massiccia rispetto a certi messaggi sociali, mediatici e pubblicitari che sviliscono le donne attraverso gli stereotipi.
    battute, immagini, allusioni “solo per ridere” o “solo per vendere”, sono in realtà molto insidiosi. purtroppo abituano gli adolescenti, che assorbono e ripropongono acriticamente lo stereotipo. d’altronde, se tutti ridono alla battuta allusiva, al gesto avvilente, al doppio senso sessista, allora vuol dire che quel tipo di comportamento è OK. l’adolescente, che cerca istintivamente il consenso, lo ripeterà. Ora, provate un po’ a googlare “le ragazze del 2000 sono”…: sorprese? allora sappiate che questi ed altri amabili aforismi sono coniati e pubblicati dall’ adolescente “della porta accanto”, non da uno sballato.
    anche qui, il padre può fare molto per i propri figli, se proprio lui ne parla in famiglia, mostrandosi critico verso questi comportamenti ed atteggiamenti, se li commenta negativamente quando passano in tv, se non li ripropone (anche inconsciamente),se non ride alla battuta allusiva, se non minimizza di fronte al vostro scandalo (“beh, ma in fondo che ha detto?”): insomma se lui per primo ci riflette e anzicchè “da maschio”, si comporta “da uomo”

  7. Gente, io trovo scandaloso che quelle nate nel 2000 abbiano già 15 anni! Uno nato nel 2000 al massimo può andare all’asilo!
    Quanto diamine sono vecchia, io?
    E quando è passato tutto questo tempo?
    Mi sento una babbiona! 😉

      1. E chi ne aveva 30 e cambiava nazione ogni due anni adesso ne ha 45, è sposato, con due figlie, la villetta e la volvo familiare…

      1. bello!
        (adesso qui se il commento è di una sola parola non si può più postare… dice ‘è troppo corto’… ma pensa te…)

      2. Bellissimo davvero! … e ancora piu’ inquietante perche’ per me Zerocacalcare e’ ancora ‘gggiovane’ visto che e’ nato negli anni ottanta! mentre nel ’90 lui rifiutava la festa con i compagni delle elementari io facevo la maturita’… *argh*

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