Nonsolomamma

il ritorno del guerriero

lui è tornato, dopo un’assenza ben più lunga di quelle a cui tutti loro sono abituati.
lo hobbit piccolo, detto sneddu, trovandolo all’uscita della della scuola, gli ha dato una virile pacca e si è rifiutato di baciarlo o abbracciarlo.
lo hobbit di mezzo lo ha accolto con la seguente lapidaria e vendicativa dichiarazione: “non ci sei mancato per niente”.
lo hobbit grand, forte di una crescente vis oratoria e dialettica, lo ha intrattenuto a cena con una dissertazione dal titolo: “perché la mamma è (molto) più adatta di te a educarci”, seguita dal breve ma efficace e rancoroso monologo “perché noi quattro siamo molto in armonia senza di te”.
cose che capitano, dopo le assenze. e che, per fortuna, si aggiustano in tempi piuttosto rapidi.
in compenso elastigirl è fuori di sé dalla gioia. e nei prossimi tre giorni si farà servire, riverire e omaggiare per consentire a mister i di recuperare il tempo perduto.

42 thoughts on “il ritorno del guerriero

  1. Visto che ho scoperto come ritrovare le tue rubriche su D, ho letto da poco il tuo articolo in cui parlavi di come vi siete conosciuti, e del bashert 🙂

  2. ciao Elasti. Ti leggo sempre,qui e su D donna,, ti ascolto quando posso e sono venuta a cesena a sentirti anno scorso col tuo libro dire fare baciare, e la inchiesta per le 14enni.
    Sei coraggiosa, semplice, spontanea, acuta, concreta e sognatrice insieme.
    io sono roberta. ho 58anni due figli : la 33enne molto impegnata nel sociale, il 30enne ricercatore matematico al mit di boston.
    io faccio la bidella e sono anche un mucchio di altre cose, mio marito muratore in pensione. io lavorero ancora 10 anni! che ingiustizia! noi che abbiamo cresciuto figli ci dicono che non abbiamo sufficienti anni lavorati. è ingiustissimo!
    Scusa lo sfogo Elasti, ma di solito ci si sfoga con chi sappiamo che ci capisce. un abbraccio e….. mantieniti sempre così!
    baci

    1. Scusa, non è che sia andato in vacanza, era all’estero per lavoro e lavorare in trasferta è anche più faticoso e stressante. Dovrebbero riverirlo i figli piuttosto che se possono godere di una vita ricca (in senso interiore) e privilegiata è grazie al lavoro dei genitori.

      1. Dissento. Ha fatto due scelte, quella professionale e quella di essere padre di tre figli. Entrambe richiedono impegno.

      2. Mi sembra infatti che quando è in Italia si dedichi molto ai figli, come è giusto che sia. Ma trovo non sia corretto scagliarsi contro di lui solo perché per motivi di lavoro è costretto a stare via da casa.

      3. a) non mi scaglio contro di lui. Era solo un “friendly reminder” a Elasti (che comunque, da come ha scritto, non ne ha bisogno)
        b) non è “costretto”. È una sua scelta. È bravo (lo dicono i suoi studenti). Scrive dei paper molto interessanti (li leggo). Sono convinto che realizzarsi professionalmente aiuti a essere (più) sereni in casa. Mi sembra però che i segnali lanciati da Elasti (post di ieri) e dai figli (commenti riportati sopra) meritino attenzione.

  3. Vi capisco tanto! Mio marito ha lavorato per 7 mesi lontano da casa, lo vedevamo solo nel fine settimana e siamo andati tutti in crisi: lui per la solitudine, io per la fatica e la solitudine, i bambini (2 e 5 anni) perché non c’era lui. Il piccolo ha cominciato ad avere incubi e poter dormire solo insieme a me (o a noi, quando c’era lui. Vita di coppia olè). Ci sono voluti sei mesi perché ricominciasse ad addormentarsi da solo e smettessero gli incubi. Solo che adesso mio marito è disoccupato da sei mesi. Sono brutti tempi, quelli in cui i papà (e le mamme!) devono scegliere tra lavorare o stare con i propri figli.
    Mi spiace, Elasti, volevo dire qualcosa di consolatorio, ma non mi riesce proprio!
    Fatti servire, riverire e onorare! E fatti lasciare da sola in casa, almeno una volta 🙂

  4. Ecco appunto. Siamo nel mezzo di una crisi della cinquenne, arrabbiata nera col suo papà che dopo aver cambiato lavoro non riesce più a portarla alla materna o saltuariamente a cenare presto con noi, e ciclicamente manca da casa per qualchegiorno… Le abbiamo spiegato che papà è dispiaciuto e che il cambio di lavoro ha anche tanti aspetti positivi…ma il tradimento brucia troppo…per cui ora papà è in punizione!!

    1. ma ha cinque anni, piano piano capirà 🙂
      i bambini prendono tutto sul personale, ma sanno anche essere molto comprensivi.
      il rischio è che si metta a dire “quello scemo del capo di papà, che ce lo ruba!” per strada, come faceva il mio…

  5. Ma sono fantastici i bambini!
    Non credevo che reagissero cosi’…
    Io non mi aspetto mai che ai bambini manchi il padre
    Queste cose scaldano il cuore
    Comunque geniali i tre hobbit su come fargliela pagare!

    1. Io credo banalmente che conti la qualità e non la quantità del tempo passato con i figli ,moglie, genitori….. e mister i passa a pieni voti!!! Claire stai meglio ?

      1. Credo che, almeno in parte, servano entrambe.
        La “qualità” è una bellissima scusa. Te lo dice uno che in consulenza strategica lavorava in media 73 ore a settimana (ho fatto il conto quando ho smesso).
        La mia cartina di tornasole è stato il bilinguismo: Eleonora aveva smesso di usare l’italiano.

      2. Io ho avuto genitori molto impegnati che delegavano molto però io e i miei fratelli ne eravamo contenti ,abbiamo sviluppato una propensione a adattarci alle diverse situazioni che credo ci abbia aiutato non poco a superare le difficoltà che ci si presentano…io ho voluto essere una mamma presente considerando il lavoro di turnista di mio marito però ero ansiosa e ansiogena ora che li vedo meno io sono più rilassata e loro lo percepiscono e mi apprezzano e interagiscono di più ! La famiglia Mulino non esiste …tu comunque lavoravi proprio assai!

      3. Sono d’accordo con te Maryland. E poi credo che genitori con lavori appaganti e prestigiosi possano dare molto di più ai figli, in tutti i sensi.

      4. Si Maryland grazie sto molto meglio: il crucco arriva domani e si ferma una settimana!
        Questo e’ amore!
        Io gli ho chiesto di tornare il week end dopo aver letto i vostri post, e lui ha rilanciato su spezzare il soggioro lavorativo in due tranche (i capi gliene hanno dato la possiblita’)

    2. Io voto per qualita’ e quantita’ 😀
      Anche se, come dice qualcuno qui sotto, i danni i genitori cominciano a farli quando sono troppo presenti 😉
      A me il mi babbo non mancava perche’ era un imprenditore, quindi capo di se’ stesso: magari andava a lavorare la domenica alle 5 di mattina, ma se voleva prendersi il tempo di parlare coi miei prof o portarmi dal dottore lo faceva! Inoltre stavo in una citta’ piccola ed erano altri tempi: in pratica, tutti e 4 facevamo tutti e tre i pasti assieme!! Infine essendo io e lui i piu’ affini dei 4, se aveva tempo libero era me che prendeva per andare in giro a vedere cose e spiegarmi letteratura, matematica e fisica!

      1. La stessa cosa è successa a me Claire. Anche mio padre imprenditore, super impegnato ma veniva a prendermi a casa dalle amiche e andava a parlare coi prof a scuola.

  6. papà tra 10 giorni starà via di casa per una settimana. una settimana intera. mai successo (beh, a parte quando andò all’ospedale, ma la nene era piccola e non se lo ricorda). abbiamo cominciato un mese fa a fare opera di convincimento gnomi che: a)papà va via ma poi torna; b)sì, certo, mamma sta con loro; c)andranno i nonni/zii/mamme di amiche a prenderli a scuola e/o portarla in piscina; d)è una bella cosa per papà per cui quando tornerà faremo gran festa.
    forse me la caverò. forse no. ai posteri l’ardua sentenza…

    1. AUGURI!! :*
      compra dei libri o albi da colorare di modo che si distraggano il piu’ possibile e la settimana passi in fretta

  7. Beata te……! la mia prima invece quando il papà si è assentato per 5 giorni e poi se lo è ritrovato al corso di piscina la sera gli è corsa incontro gridando “papà meraviglioso”. Immaginate la mia reazione …. UNA IENA!
    Dopo essermi fatta il mazzo a gestire sola due figli con i rispettivi impegni era lui il meraviglioso :-).

  8. Ma lui, Mr I, come ha preso queste reazioni? Io credo che sarà stato un po’ triste. Anche per lui non sara’ stato facile essere lontani da voi. Adesso la cosa importante è ritrovare l’equilibrio o crearne dei nuovi tra lui e i piccoli, in realtà tre nuovi equilibri perché ciascuno dei bimbi è in una tappa diversa della vita e ce ne vogliono approcci diversi, vero?. E’ difficile per un bambino capire che una mamma o un papà non sono solo genitori, ma che siamo anche altro e dobbiamo fare una serie di tante altre cose. Non resta altro che parlare, parlare, parlare e dimostrare con i nostri atti che tra le tante attività che dobbiamo e/o vogliamo realizzare, essere i loro genitore è sempre la più importante.

    1. Mah, io quando ero piccola lo capivo benissimo che i genitori dovevano lavorare e avevano altre responsabilità. Se devo essere sincera, ero anche contenta di non averli sempre fra i piedi a casa.

      1. Beh si ovvio: si fanno i pasti insieme, il mattino si va’ a scuola ma il pomeriggio e’ sacro: non si deve vedere un adulto in giro prima dell’ora di cena! 😉

      2. tu eri tostissima da piccola! beata. io ero una mammoletta tremebonda con l’ansia abbandonica.

  9. Come ti capisco! Stessa tua situazione ma con un figlio solo (una bimba di 5 anni) ed è difficile comunque. Prendendo spunto da te (ai limiti del plagio) ho appena inviato un sms al marito assente lavoratore indefesso chiedendo coccole e riverenze a partire da stasera e per tutto il w-e per recuperare il tempo perduto e mi ha pure risposto “va bene”. Grazie Elasti!

      1. Fefo hai ragione! Sarà che anche io ho al mio fianco un uomo che si è preso dei mesi di congedo per stare con le piccoline, ed è più che presente.
        E la qualità, bella scusa, quanti ne conosco che si nascondon dietro la qualità del tempo dedicato alla famiglia.

  10. Che bello ripassare da qui….
    manco da settembre..ottobre…
    ritrovare la tua quotidianità mi fa pesare meno il fatto che la mia sia completamente cambiata.
    Un abbraccio Cla

  11. A casa mia sono io a mancare spesso per lavoro. Sono -siamo- tutti bravissimi a gestire le assenze, non dico che non pensino e neanche ci hanno fatto veramente l’abitudine. La grande ultimamente si lamenta, il piccolo poi mi riempie di coccole. Devo ringraziare il mio compagno che mi appoggia e aiuta e che riesce a trasmettere tranquillità così che però meno a tutti.
    Io spero di trasmettere loro la passione nel fare il lavoro che si ha avuto la possibilità dii scegliere.
    Comunque ogni famiglia ha i suoi equilibri, è bello confrontarsi
    Grazie a tutti

  12. Mio marito lavora all’ estero una settimana al mese circa… Nulla a confronto a chi è via tutta la settimana, tutte le settimane… Ma in ogni famiglia si crea il proprio equilibrio… E la mia tristezza (interiore perché naturalmente ai bambini e a mio marito non voglio trasmetterla!) ogni volta che prepara la valigia è sempre lì con me… Ma devo farmi forza, da sola mi organizzo, creo una routine che aiuta i miei bambini ad essere tranquilli nonostante le sveglie all’ alba, asilo e il mio lavoro… E la mia stanchezza… perché la mia stanchezza a fine settimana è davvero tanta… E non posso riposare perché lavoro anche sabato e domenica… Ma più volte la mia consolazione è stata CE L’ HO FATTA!!! Non sono mancati virus intestinali tandem, influenze contemporaneamente, cadute e notti insonni!!! I miei figli sono abituati, ma la grande (4 anni) fa più l’ offesa rispetto al piccolo di 3 anni! Sarà che è femmina e innamorata del papà… o sarà anche per solidarietà femminile… mi piace pensarla così!!! 😉

  13. Ieri sera sono stata al compleanno di una mia amica che come me è del 66 e ha deciso di festeggiare allegramente e coraggiosamente….serata carina ,occasione x un tuffo nel mio passato che era più mondano di adesso e ho parlato del blog e di come mi faccia compagnia!Io e mio marito siamo astemi e mia figlia da Roma che ci raccomandava di non bere… Stavamo al tavolo con una coppia che produce vini! il controllo non l’ho perso …forse perché non l’ho mai avuto!😂???

  14. io,sono stata cresciuta da molti perché i miei genitori lavoravano,soprattutto la madre , intraprendente e geniale.Ero io a tornare a casa,dopo soggiorni lunghi altrove. In questo ‘altrove’ ho studiato,sognato, respirato idee.Sono stata una bambina felice.Ho preso treni,aerei,qualche nave,autobus e tante automobili. Spesso sola.Non ho combinato grossi guai fino ad oggi.Ho potuto sempre scegliere quasi tutto e questo è l’effetto più clamoroso della sapiente ‘distanza’ dei miei genitori naturali.A coloro che hanno curato la mia crescita e sono in molti debbo il senso di una grande libertà.Di loro ho nostalgia,qualche volta.

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