Nonsolomamma

e pensare che potevo essere bello tranquillo a scuola

parigi è un popolo non particolarmente amichevole che dice “pardon” in continuazione. è una casetta nel marais, al terzo piano senza ascensore, con una scala a chiocciola e un sottotetto con i lucernari senza tende da cui la luce e il cielo entrano senza nessuna pietà né discrezione. è un freddo invernale e una pioggia gelida, accolti con l’indifferenza di chi è in vacanza e ha cose più importanti a cui badare. è un giro da sola mentre i maschi si riposano e scoprono la casa di sherazade, ebbene sì, è proprio il suo nome vero. una passeggiata con la guida del touring sottobraccio e il naso in su, con qualche inciampo tra i negozi, che si trasforma presto in un trionfale shopping senza maschi tra i piedi.
parigi sono le falafel e l’hummus in un posto di fronte casa, scelto solo perché ha una lunga fila davanti. è un giro in batobus, è una scalata a piedi sulla torre eiffel, è un adolescente con un cappellino di paille calato in testa, che dice: “e pensare che in questo momento potevo essere bello tranquillo a scuola”, proprio mentre sta passando sotto il pont neuf che, nonostante il nome, è il più antico della città.
parigi è uno hobbit di mezzo che dice “fichissimo”, è un piccolo che sgrana gli occhi e quasi non ci crede. è la visita di notre dame con il grande che dichiara: meglio di questa roba è l’abbazia di chiaravalle dove sono andato con la mia classe” e poi si chiude in un torvo ma vigile mutismo. è lo stupore malcelato del suddetto preadolescente entrando al piano superiore della sainte chapelle, insieme alle sue notti passate a chattare con un interlocutore misterioso o, più probabilmente, interlocutrice misteriosa.
parigi è una cena da amici italiani che ci abitano e che raccontano una vita non facilissima, è un pranzo da parenti lontani, con le uova più buone del mondo, una prima colazione con un cugino incontrato l’ultima volta quasi vent’anni fa. è una coda lunghissima per entrare nelle catacombe, insieme allo sguardo stralunato e affascinato degli hobbit di fronte al più grande cimitero del mondo, per giunta sotterraneo. è una deliziosa casa museo messa in piedi da un marito ricco e da una moglie artista. sono il centro pompidou, montmartre, tre hobbit affamati e mister i che imita gli inglesi e dice “bizarre” e “weird” con aria disgustata.
parigi è una vacanza bellissima, come dovrebbero essercene centomila. sono grasse risate, crêpe al cioccolato e croissant. parigi è salutarsi all’aeroporto perché mister i va a londra e gli altri a milano. e pensare: “uffa, è già finita”.

26 thoughts on “e pensare che potevo essere bello tranquillo a scuola

  1. Parigi e’ unica! Bellissima in tutte le stagioni… della vita e climatiche.
    Un’italiana che insegna francese a Londra 🙂

    1. Ho comprato un vestitino rosso bellissimo. e poi in un negozio che è una catena ma in italia non c’è e vende piumini bellissimi a buon mercato, un piumino leggero, un altro vestitino è una camicetta senza maniche. praticamente il nirvana!

      1. Scommetto che è Uniqlo!

        Io di Parigi me ne sono innamorata al primo sguardo e non l’ho più lasciata 🙂

        Che buffo leggere della propria città vista da uno sguardo “esterno”. Verissima la storia del “pardon”, mi ha fatto sorridere tanto. Il “Pardon” è il lasciapassare che ti permette di dare gomitate alla gente per uscire dal metro o per farti strada in generale. Se dici pardon puoi fare le cose più sgarbate, ma nessuno ti potrà accusare di maleducazione 🙂 Si impara presto a farne uso!

        una barese parigina

      2. vabbeh ma sto uniqlo e’ una multinazionale giapponese e vende ovunque :O
        1)sicura che non ci sia a milano?
        2)sicura che a parigi la moda migliore sia la giapponese? 😉
        -sicura che si meritino tutto ‘sto entusiasmo quando di fatto il made in italy e’ famoso in tutto il mondo? 😀
        … SOO UNA PARTY POOPER!!!
        sono un mostro lo so
        stavo solo scherzando! 😛 😛 😛
        sara’ che io i vestiti che ho comprato a parigi me li conservo ancora gelosamente… (made in france: ma sono vecchia e quando ci vivevo io non vivevamo nel pollaio globale dove tutte le citta’ europee hanno le stesse catene di negozi)

  2. Stupenda Parigi! E’ stata la prima città “estera” che ho visitato con la mia famiglia…una vacanza bellissima che mi ha fatto innamorare della Francia. Sarà anche per questo che ora sono innamorata di un francese?

  3. Grande nostalgia, ho vissuto sette anni stupendi a Parigi con marito e una figlia (arrivati che aveva dieci anni). Dopo 11 anni dal rientro in Italia, ci manca sempre moltissimo!

  4. Posso solo dire: che invidia!
    nonostante la pioggia, il freddo e i parigini scostanti come da copione: invidia maxima!
    BTW: invece di bizarre aParigi si puo’ (o si poteva?) dire c’est ‘zerbi’ (bizare al contrario).

  5. bellobellissimo questo post, dove non hai accennato, neanche per un secondo, alla sorveglianza e ai controlli implementati. La bellezza non muore mai.

    ps. ottimi acquisti!

  6. che bel tuffo!!!! io ci ho vissuto un anno e lì ho conosciuto poi mio marito…(che però è italiano ) ci siamo tornati spesso e volentieri…ma semnpre in due…quest’estate con il nostro ormai amatissimo metodo di vacanza (scambio casa) saremo i 5 del 5°arrondissment 😉 …ne vedremo delle belle! un abbraccio a te!…

  7. Cara Elasti,
    in questi giorni sto’ leggendo il blog dall’inizio.
    Certo che lo hobbit grande non sembra nemmeno la stessa persona che diceva “mamma strapazzami di baci” e si ingelosiva se un amico di mr incredible ti faceva dei complimenti!
    Come si cambia…

  8. Goditele queste vacanze tutti insieme perche’ quando cresceranno un po’ magari il grande manchera’ e non sara’ piu’ la stessa cosa!

  9. come cavolo avete fatto a vedere così tanti posti in un fine settimana?!
    ps: per piacere non comprate piumini con piuma d’oca, ci sono ottimi piumini sintetici. e prima di comprare abiti a prezzi stracciati nelle catene chiedetevi “who made my clothes”. ecco. ciao

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