Nonsolomamma

lo immaginavo diverso

qualche tempo fa, non molto, lo hobbit piccolo, detto sneddu, ha imparato ad andare in bicicletta senza le rotelle. da allora, oltre a sentirsi un semidio (ma, nel suo caso, basta poco perché la sindrome superomistica spieghi le sue enormi ali), chiede a elastigirl di andare insieme, da soli, a fare un giro fuori dal cortile, nel mondo vero.
ieri, lei gli ha fatto una proposta. “se hai voglia, potremmo prendere le biciclette e andare a farci una pedalata lungo il naviglio”
“chi?”
“tu e io”
“da soli???”
“sì”
“cos’è il naviglio?”
“un piccolo fiume, costruito dagli uomini. lungo il suo corso c’è una strada dove le macchine non possono passare. e poi si incontrano parchi, ponti, papere e, se saremo fortunati, anche le nutrie”
“andiamo”.
così sono andati. e hanno raggiunto il naviglio della martesana, caricandosi in spalla le bici e attraversando un ponte sulla ferrovia e poi pedalando un po’ sui marciapiedi.
e, per elastigirl, è stato emozionantissimo: hanno visto i murales, le papere, case bellissime, gli orti urbani, i cani e i loro proprietari che a volte si somigliavano moltissimo. si sono fermati e sono saliti sugli ultimi gradoni di un anfiteatro e hanno guardato il mondo e le biciclette dall’alto. hanno parlato di animali domestici e non, di scuola, di fratelli, di cibi preferiti e di vacanze.
e a elastigirl sembrava tutto perfetto.
“sei stato bravissimo, sneddu. sei un fantastico compagno di gite. grazie. mi ha fatto molto piacere andare in giro insieme”
“mah…”
“cosa, sneddu? non ti è piaciuto andare in bici sul naviglio?”
“no, no, mi è piaciuto abbastanza ma… me lo aspettavo diverso”
“diverso in che senso?”
“be’, avevo immaginato prati, pesci, un picnic, le coperte sull’erba, la musica, gli animali selvaggi, gli uccelli, il bosco, la foresta, la spiaggia, i piedi nudi, le corse… diverso”
“ah. mi dispiace se sei un po’ deluso. ma si tratta solo di un giro in bici vicino a casa, non di un’immersione nella natura selvaggia e incontaminata”
“…”
“eddai. secondo me è stato bellissimo”
“va be’. magari la prossima volta ce ne stiamo belli belli a casa. o magari in cortile, se proprio dobbiamo prendere la bici”.

13 thoughts on “lo immaginavo diverso

  1. Anche le mie figlie sono bravissime a demolire il mio entusiasmo con la loro sincerità! Letto qui fa morire dal ridere!

  2. Devi dire a sneddu da parte mia che le meraviglie sono davanti a noi, se spalanca bene gli occhi le vedrà, ovviamente anche in cortile. Davvero una pedalata stupenda.

  3. Che bestia: io gliele avrei suonate di santa ragione! Per fortuna che non è figlio mio! 😀
    Scherzo… invece sarei curiosa di approfondire l’immagine che aveva in testa sul Naviglio (che per la cronaca è l’unica roba che mi piace di Milano: il Naviglio della Matesana! Di sera coi lampioni sembra uno scorcio di Montmartre!)

  4. La prima volta che ho portato i miei figli a Siena ,tutti e 3 a dire che città vecchia,brutta ,decadente…ora credo sia una delle loro città preferite! Maryland

  5. A me sembra che i bambini maschi spesso vogliamo difendersi dalle emozioni troppo intens:, che troppa felicità, troppo senso di libertà, troppo avere la mamma tutta per loro siano travolgenti e quindi in un certo qual modo facciano paura. Meglio non lasciarsi andare. Meglio mascherare e tenere sotto controllo ostentando distacco e, perché no, sufficienza.

  6. Una volta mio papà mi disse che avremmo preso una “scorciatoia” per andare a casa. Io mi immaginavo che saremmo diventati minuscoli e saremmo passati dentro la tana di uno scoiattolo, che ci avrebbe portato magicamente nel giardino di casa. Non sai che delusione quando capii che avremmo semplicemente svoltato a destra invece che a sinistra. Avrò avuto 6 anni.. non sai che delusione 😦

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