Nonsolomamma

mia, missing in action

questa settimana per l’elasti-famiglia come per tutte le famiglie con figli in età scolare, è un ottovolante di recite, lezioni aperte, performance musicali e canore, pizzate e celebrazioni serrate, continue e potenzialmente devastanti.
domenica pomeriggio:
“elasti, mi puoi accompagnare in stazione a prendere il pullman per l’aeroporto?”
“certo. ma quando torni?”
“torno mercoledì sera tardi”
“allora ti perdi la lezione aperta di musica di sneddu domani, la recita pomeridiana del medio e il saggio di teatro del grande mercoledì?”
“eh? cosa?”
“lo sapevi, mister i. te lo avevo detto”
“non ricordo”
“…”
“come facciamo adesso?”
“facciamo semplicemente che non verrai. poi si arrangeranno loro con le voragini che la tua assenza alle recite di fine anno avrà scavato nelle loro anime. saranno abbastanza grandi per pagarsi da soli lo psicanalista, sperabilmente”
“non è possibile”
“eddai scherzo. sarai a londra a lavorare, mica a santo domingo a ballare salsa con la tua amante minorenne. o sbaglio?”
“no, non sbagli. devo correggere esami”
“bene”
“ho la frullosi”
“capita”.

domenica sera
ore 22
“sei arrivato?
“ho una montagna di esami da correggere. non mi disturbare”
lunedì.
ore 930
“pronto, ciao mister i, sono elasti”
“non posso, non posso! sto correggendo esami”
click
ore 1500
“ehm, mister i, ho bisogno di…”
“non ora. sto correggendo”
click
ore 1730
“mister i, scusa, avrei bisogno di un minuto perché…”
“esami, esami, esami. forse riesco a finire per mercoledì mattina. ma non devi interrompermi”
click
ore 21
“buonanotte, mister i”
“non ora. sto correggendo compiti”.
stamattina non rispondeva alle mail, questo pomeriggio, al telefono, ha grugnito “devo sbrigarmi. non ho tempo” e ha riattaccato, questa sera ha mandato un messaggio che diceva: “esami”, elastigirl gli ha risposto “mi drogo e ho venduto gli organi dei nostri figli al mercato nero”, lui ha replicato: “non ora”.
l’impressione è che, anche se riuscirà a correggere tutti quei compiti e a presenziare, domani pomeriggio, alla recita del medio e allo spettacolo del grande e a risparmiare, almeno a loro, le presunte voragini nelle loro anime quando saranno grandi, non sarà mai più lo stesso uomo.

32 thoughts on “mia, missing in action

  1. Oddio come lo capisco! Notti folli per finire in tempo e presenziare a recite terribili fingendo fossero adorabili e solo per preservarli da traumi irreparabili 😊
    A 20 anni con aria candida ha poi confessato di aver odiato quelle recite dove si vergognava da morire e che le faceva solo per farmi felice …. se rinasco, parlo chiaro subito!

    1. magari i dottorandi hanno i PROPRI compiti da correggere!!!
      quando ero dottoranda ne avevo (insegnavo fisica 2 agli allievi ingegneri)
      e elasti ti assicuro STESSA SCENA ma con mio padre, che mi chiamava mentre correggevo e prima dell’orale, io rispondevo “non ora: devo finire PRIMA dell’orale senno’ come faccio a fare loro l’orale???” e lui a offendersi e dirmi “non hai mai tempo per me!”
      :O 😀 😀

  2. Anyway…. Una pensa che poi arrivati al liceo tutto quel tourbillon scompaia…. Errore! Grande errore! Psicologicamente, 5 interrogazioni e 3-4 verifiche scritte in una settimana sono altrettanto devastanti! Per fortuna quest’anno il grande finisce… Chissà se all’università sarà un po’ più semplice!!! 😜

  3. Invidia. Profondissima invidia per chi riesce a correggere tutto quello che deve correggere a prescindere da figli, coniugi, suoceri, condizioni di salute e qualunque altro evento. E ammirazione, ovviamente.

  4. ma solo io penso che non sia cosi importante presenziare proprio a tutti gli spettacoli/dimostrazioni/impegni vari dei figli?
    ok. fucilatemi. ora e qui.

      1. ma solo a me da bambina non importava avere i genitori alle recite?
        anzi, mi dava anche un po’ fastidio…
        era la mia recita, che ci venivano a fare?

      2. GG, anche a me non importava, anche perché poi mia madre mi faceva notare se sbagliavo qualcosa e a me dava fastidissimo.

    1. ma io non ho mai avuto i genitori alle receti se non alle 2 dell’asilo
      anzi mi sa che non facevamo manco le recite a scuola
      forse delle feste ma non venivano: mia madre era stata chiara: “queste cose sono per le casalinghe, noi lavoriamo tutti e due!”
      quanto ai saggi di fine anno o alle partite, ecc… MAI VISTI
      qualche volta per qualche saggio mi dispiaceva (ma tanto – secondo me almeno – facevo schifo 😀 ) ma in generale NO non me ne fregava niente e non sento voragini dentro per questo
      e penso che neanche agli altri bambini fregasse niente
      forse ha ragione GG: noi non ci pensavamo, erano le NOSTRE recite / saggi / feste della scuola / partite…

    2. Alle mie recite i genitori non erano proprio invitati. Erano solo per tutti gli altri bambini/ragazzi della scuola.
      A meno forse di qualche saggio di fine anno…. francamente non ricordo se neppure lì i genitori erano invitati o no… e forse me lo ricorderei, visto che l’emozione andava alle stelle per quei saggi…

    3. Presenziare proprio a tutti non è importante, soprattutto se ci sono impegni di lavoro improrogabili, ma per me è stato importante esserci. Intanto esserci significa prendere sul serio quello che fanno e poi l’importante e che si sentano supportati dai loro cari presenti o no. Con il tempo chiedono di non occuparci troppo di loro e il tempo vola. Avrete tanto tempo per occuparvi dei vostri impegni che rimpiangerete la loro infanzia.

  5. Elasti credo che i tuoi figli siano abituati…quando i miei erano piccoli mio marito lavorava in ospedale e faceva i turni,era spesso assente x recite,tornei,feste…non sono usciti poi così male… non faccio lecchinaggio a favore di tuo marito ma qualitativamente è stra Presente!Comunque la fondazione che io frequento ospita pure scrittori famosi chissà che il presidente non gli venga l’idea di invitarti? In ogni caso sarebbe da settembre ora a fine giugno chiudiamo con una tre giorni di musica e conversazioni!Maryland

  6. Sono del parere però che il lavoro vada sempre messo al primo posto. Non si possono costringere i genitori a partecipare a tutte le attività dei figli. Non basta un saggio a fine anno scolastico possibilmente di domenica?
    Quando andavo a scuola io, i saggi, le recite etc erano sempre organizzati o alla domenica o al sabato pomeriggio. Così da consentire a tutti di presenziare, senza sentirsi costretti a fare i salti mortali con il proprio lavoro.

    1. E’ VERO!
      adesso che mi ci fai pensare! i saggi SEMPRE dopo cena!
      i saggi di musica SEMPRE la domenica pomeriggio
      (magari non venivano lo stesso perche’ erano a vedere il Gran Premio di Monaco per l’anniversario di Nozze ma chissefrega, ubi maior minor cessat!)

  7. io seleziono. per lui. grr. saggio di musica della piccola no, ma saggio di hip pop si. recita di teatro no. ma quando, dopo una settimana in cina (comprensiva del mio compleanno che per altro aveva dimenticato per problemi, a suo dire di fuso) ha detto che non poteva prendersi il pomeriggio per presenziare alla festa dei remigini, bè… ho tirato fuori le unghie e tutti i suoi sensi di colpa. alla fine è venuto. ed è stato pure contento di averlo fatto

  8. Elasti stiamo tutti ancora aspettando di sapere se poi e’ arrivato in tempo!
    (ebbene si: dopo quella del dentista, adesso mi leggo tutta la sezione MARITO! sai com’e’: adesso anche io ho un marito ricercatore! 😀 😀 😀 )

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