Nonsolomamma

un giorno

stamattina si è svegliata alle 4.20, come tutti i giorni, è passata a prendere i giornali all’edicola notturna ed è andata alla radio dove ha trascorso la sua ora quotidiana di pace totale assoluta globale immersa nella lettura dentro un edificio pubblico e vuoto, fatta eccezione per gli addetti alla sicurezza.
alle 7.30, finito il programma, è schizzata via perché aveva un appuntamento con il meccanico per il tagliando.
alle 8 ha mollato l’automobile a un tizio in tuta che parlava a voce così bassa da essere inintelligibile non solo nei contenuti (caratteristica comune, per le elasti-orecchie, all’intera categoria meccanica) ma anche nell’articolazione dei suoni.
alle 9 circa è rientrata a casa, a piedi. ha fatto colazione e si è messa a letto, per un riposino di una mezz’ora, almeno nelle intenzioni.
si è svegliata due ore e mezza dopo, con la testa piena di sogni, sonno e ragnatele.
ha fatto una doccia ed è corsa in bicicletta a un appuntamento per pranzo con una sua ex collega e tutt’ora amica. si sono raccontate un anno di vita, promettendosi di rivedersi prestissimo.
alle 14.30 pioveva così forte che ha dovuto comprare un ombrellino blu, per ben 5 euro, e, trascinando una bicicletta fradicia, si è spinta fino al dottore dei nei che ogni anno controlla che il mondo dall’elasti-testa agli elasti-piedi sia ancora in ordine.
“a posto. ci vediamo tra un anno, elasti”.
e quello è un momento in cui lei vorrebbe saltargli al collo e ringraziarlo come se le avesse salvato la vita, proprio lì, in quello studio, con il potere salvifico di quella frase.
nel frattempo, mentre succedevano tutte queste cose, lei mandava messaggi whatsapp di lavoro e ascoltava sottosopra, un audiolibro di milena agus che è una scrittrice sarda che, solitamente, la mette di buon umore e le fa venire voglia di essere nata a cagliari.
per festeggiare i nei e la fine dell’audiolibro, ha comprato una maglietta a righe.
dopo è rientrata a casa, ha lasciato la bici, ha preso una macchina del car sharing che è una meravigliosa invenzione ed è tornata dal meccanico dalla voce bassa. nel frattempo, ha cominciato ad ascoltare un radiodramma americano che si chiama the twilight zone e che fa una paura terrificante. il meccanico l’ha tranquillizzata in una lingua bassa e incomprensibile e le ha restituito la macchina come nuova, o almeno così sembra.
lei, con la maglietta a righe, il radiodramma e il tagliando, è andata a prendere gli hobbit in piscina.
poi sono rientrati tutti a casa e, mentre preparava la cena e chattava con i suoi colleghi su quello che succederà domani, ha pensato che la vita delle lavoratrici autonome, a volte, è bizzarramente frenetica e piena di cose non necessariamente lavorative. e ha pensato anche che no, non farebbe cambio con la vita di prima.

12 thoughts on “un giorno

  1. Brava!!! Anche a me, pur lavoratrice dipendente, ma con turni quotidiani, capitano giornate così frenetiche, ma in fondo piacevoli e che mi lasciano la sensazione di aver riempito il “minuto” di…. Sixty seconds’ worth of distance run…. Bella sensazione!

  2. Potrei sapere quale app o sistema utilizzate per acquistare gli audiolibri? Ora sono una vera fan del genere ma ad esempio quello citato della Agus sulla mia app (Audioteka) non compare.
    Grazie!

    1. io uso Audible, appena arrivato in italia. sono ancora al mese gratis ma dopo costa 10 euro al mese e ascolti quello che vuoi.

  3. Ogni tanto (spesso) capitano le giornate così, in cui con mille incastri riesci a fare mille cose …………. e sei anche moolto soddisfatta di essere riuscita a fare tutte queste cose ………

  4. OOOHHH!!!
    Finalmente l’hai ammesso! 😛
    Sono contentissima e soddisfatta per te!
    Questo e’ un post che spero metterai nei tuoi bookmark e saprai rileggere nei momenti bui per trarre energia da te medesima!!

  5. Cara Elasti,

    se ti intimorisce cosi’ tanto la visita dei nei,pensa a me che per familiarita’,mi devo sottoporre alla colonscopia.
    Ma non per l’esame in se’,perche’ quello che ti iniettano,e la frase al risveglio “tutto a posto”, ti dona una sensazione di leggerezza che dura almeno un paio di giorni….
    E’ la preparazione. ad essere devastante…

  6. ciao, buona festa della repubblica!
    io quando leggo i libri su supporti digitali (tipo kindle), poi non ricordo quasi nulla. a parte i romanzi di donna tart (che adoro).
    con gli audiolibri devo ancora provare.

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