Nonsolomamma

natalizi conversari

questa sera, sul divano, lo hobbit medio e il piccolo, detto sneddu, conversano in fraterna solitudine. elastigirl, che sta preparando la cena in cucina, origlia, senza ritegno.
“ehi?”
“che vuoi, sneddu?”
“ma tu lo sapevi, hobbit medio, che babbo natale porta gli occhiali?”
“certo che lo so”
“credevo di no”
“e tu lo sai che babbo natale è ebreo?”
“ebreo è come noi?”
“sì”
“tu ci credi a gesù?”
“no. adesso però puoi stare un po’ zitto ché sto cercando di concentrarmi?”
“su cosa ti concentri?”
“sui miei pensieri profondi, troppo profondi per te che sei uno un po’ semplice”
“mi fai delle somme che io le risolvo?”
“no. vai via ché devo pensare”.

21 thoughts on “natalizi conversari

  1. Mamma mia…. che genere di pensieri profondi avra’ lo hobbit medio per aver bisogno di tanta concentrazione?
    Tu che dici spesso che i maschi sono macchine semplici…. pensa alla stordita che ha chiamato stamattina a Caterpillar per il pronto intervento ripasso !

  2. Quindi niente festeggiamenti di Natale da voi? Oppure sì, ma per celebrare l’inverno (e non la nascita di Gesù)? Quando si hanno bambini è sempre molto difficile conciliare l’ateismo (che dal punto di vista logico non esiste, è una contraddizione in termini ehehehe) con la nostra tradizione cristiana/cattolica, specialmente dall’8 dicembre al 6 gennaio…Ricordo un compagno di asilo di mia figlia che i genitori accompagnavano ad acquistare i giocattoli il 24 dicembre: da lui nessuno portava nulla, a 4 anni già sapeva che sono i soldi che comprano i regali, i soldi guadagnati con fatica da mamma e papà, niente renne né folletti per lui, ma lui li avrebbe voluti, voleva l’incanto e adesso che è un ingegnere di 37 anni si rifà con i suoi figli … 🙂

    1. no, in questo ci adeguiamo assolutamente. anche perché io comunque ho fatto le scuole pubbliche italiane che negli anni 70 erano belle cattoliche, mio padre veniva da una famiglia cattolica e la famiglia di mia madre, seppur ebrea, è sempre stata molto laica e pragmatica in merito. e poi mister i non è ebreo e festeggia il natale. quindi via di albero, di regali e di babbo natale (gesù bambino però non è mai venuto a casa nostra ma solo perché babbo natale ci sembrava più fiabesco).

      1. Brava Elasti, alla fine è una occasione per far festa e quando si hanno bambini è bello regalare loro un po’ di magia.
        (sono Manuscritti su wordpress aka Miss Caroline)

      2. io pure ho fatto le scuole pubbliche in italia negli anni ’70, ma a bologna erano tutto fuorché cattoliche e li ricordo come anni bellissimi.
        tipo all’asilo ho avuto delle insegnanti fichissime e così avanti come non mi è più capitato di sperimentare (nemmeno in blasonati atenei stranieri).. erano femministe, cestiste, cinéphiles e adottavano un metodo pedagogico di Bollea allora sperimentale.
        quando mi confronto con amici che hanno fatto le scuole a milano negli stessi anni mi sembra di avere vissuto in paesi diversi e mi stupisco sempre.
        alessandra

  3. Io provengo da famiglia Cattolica e praticante però, forse perché quartogenita, non ho il ricordo d’avere mai veramente creduto che fosse Babbo Natale a portarmi i regali. Trovavo i pacchetti sotto l’albero ma…i giochi o le bambole contenute erano gli stessi visti in negozio, mi pareva poco plausibile provenissero dal Polo Nord! Per questo oggi, che il mio primogenito ha 9 anni, continuo a fargli credere a Babbo Natale e che sia lui a portare i pacchetti, inventando pretesti e circostanze incredibili ma rese da me plausibilissime. Tanto, a breve, capirà da solo….ma mi dispiacerà quando accadrà.

    1. il mio di dieci anni credo abbia capito tutto (compreso il topolino dei denti) ma non ha nessuna voglia di smettere di sognare (e io con lui), perciò continuiamo felicemente la nostra finzione, senza nessuna voglia di “scoprire” la verità

  4. Malgrado le mie grandi abbiano 13 e 11 anni mi ostino a spergiurare sulla scientifica prese a di babbo natale, con renne annesse! Non potrei spegnere l’attesa della vigilia negli occhi e delle piccole e in fondo anche in quelli delle grandi!

  5. Babbo Natale e Gesu’ Bambino sono una metafora
    servono a dare dei nomi al piacere dell’attesa, del fare regali, del ricevere regali
    io sono cattolica e a casa mia era Gesu’ Bambino a portarli
    ma non mi ricordo quando ho smesso di crederci, probabilmente quando ho cominciato a comprare regali anch’io, e non e’ stato un trauma
    ho sempre pensato che fosse Gesu’ ad ispirarci di essere buoni e fare regali!!!

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