Nonsolomamma

mary poppins e l’infinitezza dei talenti

mary poppins, la nuova e portentosa ragazza alla pari che vivrà fino a giugno con l’elasti-famiglia, possiede un bagaglio che tiene nascosto chissà dove e che contiene l’infinito. ma non un infinito di cose, come le tasche di eta beta: un infinito di talenti, molteplici, diversi, inquietanti per l’enormità di numero e varietà.
sa fare la giocoliera con quattro palline insieme e mille giochi di prestigio (spesso fa scomparire la saliera a tavola e la fa ricomparire altrove), disegna come leonardo da vinci, con un centinaio di listarelle di legno inanimate può costruire castelli o un percorso a sei piani per le biglie, ha il senso dell’orientamento di un tom tom di ultima generazione, fa puzzle da 2000 pezzi in un paio d’ore. l’altro giorno elastigirl è tornata a casa. c’era un gran silenzio. mary poppins e lo hobbit piccolo, detto sneddu, erano in camera a costruire circuiti elettrici. c’erano una lampadina accesa e una specie di citofono funzionante e anche un campanello che se lo schiacciavi emetteva dei suoni spaziali.
“ho bisogno di sentire musica e di suonare”, ha detto mary poppins qualche settimana fa.
“mi sembra che suoni spesso il violino però”, ha replicato elasti-ingenua.
“sì, ma ho bisogno di suonare insieme ad altri e di ascoltare musica dal vivo”.
così si è messa alla ricerca di un luogo che potesse soddisfare la sua urgenza. e ha trovato un circolo arci, dove è andata una sera, da sola, con il violino, l’ocarina, un libro in cui immergersi e un quadernetto su cui scribacchiare per evitare l’imbarazzo di guardare nel vuoto.
L’indomani ha raccontato che, arrivata nel locale, si è accorta che tutti stavano mangiando, per giunta in italiano, lingua che al momento non capisce ma, alla luce delle sue paranormali attitudini, parlerà perfettamente non appena deciderà di farlo. così, avendo già cenato, si è fatta piccola piccola e si è seduta in un angolo in fondo. poi è cominciato un concerto blues e, alla fine del concerto, era prevista una jam session in cui chi voleva poteva salire sul palco e suonare.
e lei, da minuscola che si era fatta nell’angolo buio della sala, si è alzata e ha detto: “ehi, scusate, siamo qui io, il mio violino e la mia ocarina” in inglese e poi ha aggiunto “buongiorno” e “grazie” in italiano, tanto per far capire agli astanti che arrivava in pace.
“come ti chiami e da dove vieni, picoletta?” le hanno domandato.
“mary poppins dal massachusetts”, ha risposto lei un po’ timida.
“allora vieni su, mary poppins dal massachusetts e suona insieme a noi”.
lei così ha fatto e nel giro di un quarto d’ora è diventata la star della serata. perché mary poppins è così, parte piano, minuscola e in sordina, come fosse una qualsiasi. e poi spiega il suoi talenti, come super poteri. e vola.

16 thoughts on “mary poppins e l’infinitezza dei talenti

  1. Mamma mia, che ammirazione suscitano certi ragazzi di oggi. Quelli che non si rassegnano alla sciatteria ed al qualunquismo.Quelli che vanno dritti nel mondo anche se hanno passioni inconsuete ma che portano avanti con convinzione ed orgolio (vedi ocarina e violino). Spero tanto di riuscire a trasmettere ai miei ometti (5 ed 1 anno) tutto l’orgoglio e la caparbietà che nella vita ci vogliono per essere unici e completi in primo luogo per sè stessi e poi per essere utili agli altri, al mondo.

  2. Ne conosco un’ altra che parte in sordina
    poi vola
    e entra nel cuore di tutti quelli che la incontrano

    Solo che è una “paperina” testona
    e continua a non rendersene conto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...