Nonsolomamma

lo sciatto

mister i era a new york, per un convegno. era alloggiato al trentesimo piano di un albergo di manhattan e siccome si sentiva alieno e fuori posto non ha nemmeno mandato una foto ai congiunti rimasti a casa per mostrare il panorama. ma pazienza.
aveva però inviato un messaggio via whatsapp che, con la pacata compostezza che contraddistingue il suo eloquio, diceva così: “sono stato invitato a cena a casa del fikissimo mega-professore di economia di yale. appartamento a riverside drive, upper east side di manhattan. spaziale e pazzesco. zona incredibile, palazzo strafiko. per darti un’idea, hanno il portiere in livrea 24 ore al giorno”.
poiché tuttavia all’entusiasmo e all’enfasi non sempre si accompagna il senso del decoro e dell’adeguatezza, lui non si è presentato all’appuntamento vestito come per una cena a casa windsor né come per un aperitivo a casa obama e neppure come per un caffè a casa della nonna.
elastigirl, pur non sapendo esattamente in verità in quale foggia lui si sia presentato al cospetto del giovane in livrea 24 ore su 24, immagina che l’icona del posteggiatore abusivo di bari vecchia possa essere una buona approssimazione della realtà.
“sono qui per la cena a casa del fikissimo professor R”, ha detto lui, sfoderando il suo miglior sorriso.
il portiere e la sua livrea hanno fatto un passo indietro, lo hanno squadrato dall’alto in basso e con aria sprezzante hanno domandato: “e chi sei? il cuoco?”
lui, colto alla sprovvista, ha reagito con una certa ottusa lentezza, limitandosi a un laconico e confuso: “no”.
“e allora che fai? servi a tavola?” hanno chiesto spazientiti la livrea e il giovane in coro.
pare che ci sia voluta una telefonata al padrone di casa per convincere il solerte portiere che, effettivamente, quello sciattone deteneva il prestigioso seppur immeritato titolo di commensale.
la leggenda narra che, grazie a questo aneddoto, la conversazione sia partita subito fluida e spedita e la cena, potenzialmente ingessata e austera, sia stata un vero spasso.
non è escluso che, in occasione della prossima settimana della moda a new york, l’iconico posteggiatore abusivo di bari vecchia assurga a modello di stile e inauguri una gloriosa stagione d’oro.

22 thoughts on “lo sciatto

  1. io avrei una curiosità: se tu l’avessi accompagnato, come ti saresti vestita? cmq adoro questo racconto, mi dà un senso di soddisfazione ed equilibrio universale meraviglioso.

    1. io avrei pensato per ore come vestirmi e poi mi sarei vestita da italiana, quindi elegante senza esagerare e comunque meglio di tutti i presenti americani. certo, mi sarei accompagnata con uno un po’ così…

  2. Ecco a me questa noncuranza, frequente spesso fra gli uomini, in tema di dresscode la trovo deplorevole. La vivo come mancanza di rispetto e in un certo senso anche come eccesso di superbia. Mi permetto di dirlo perché spesso anche mio marito pecca in tal senso.

      1. Non credo proprio sia maleducazione. È giusto che ognuno si vesta come si sente meglio. Chi l’ha deciso che è più elegante lo smoking??

      2. Marzia, si chiama dresscode, ci sono dei codici comportamentali a cui ci si attiene in certe situazioni. La libertà non deve essere scambiata per mancanza di rispetto nei confronti degli altri.

  3. Va beh…. ma tu, conoscendo il soggetto, non potevi infilare in valigia,magari di nascosto, qualcosa di adatto per una cena di economisti che partecipano ad un convegno a New York?

  4. Com’è che i prof. Fikissimi a casa loro, immancabilmente si presentano a tenere lezioni magistrali presso le università europee vestiti da mandriani o coi sandali i calzetti e la camiciola a quadrettoni mezzomanicata? Posteggiatori baresi marxisti economisti forever!

  5. La meravigliosa e invidiabile libertà di Mister I. Elasti, parlacene un po’ più spesso. Leggere delle sue gesta mi fa sentire bene 🙂

  6. Non sono polemica perché invidio anche la libertà mentale di certe persone…
    ma io la sciatteria proprio non la tollero, anche perché penso ai poveretti che auspicherebbero di potersi “vestire bene” e sono purtroppo per loro in situazioni economiche o sociali da non potersi permettere neanche una camicia pulita, e chi invece lo può tranquillamente fare, ma non se ne occupa, lo trovo estremamente snob…

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