Nonsolomamma

come ci siamo ridotti

e pensare che lei, quando da piccola sognava la sua famiglia numerosa perfetta, immaginava bambini biondi e lindi intorno a una tavolo davanti a un piatto di tagliatelle fatte in casa, seguite da una grande insalatona che avrebbero accolto tra gridolini di gioia. immaginava conversazioni altissime, autocoscienza scolastica, indovinelli di logica, arguti giochi di parole. e poi, una volta messo tutto in ordine rigorosamente insieme (“oggi la lavastoviglie la riempio io” “no, io!” “su, non litigate. tu puoi spazzare per terra” “evviva! grazie mamma!”), ci sarebbe stata una seduta collettiva di lettura a voce alta dei classici della letteratura per ragazzi o l’ascolto di mozart per diventare intelligentissimi o un bella compisizione steineriana di cubi di legno intagliati da tronchi di alberi morti di vecchiaia o un gioco di società ma cooperativo e non competitivo perché la competizione è ansiogena e non va bene prima di andare a dormire.
ecco, da piccola sognava questo, più o meno.
e invece…
mister i è via da troppi giorni e l’elasti-struggimento è virato in esasperato e sordo rancore.
lei è rientrata tardi ed esausta e ha così tirato fuori gli avanzi del giorno prima che già erano stati respinti al mittente quando erano freschi e non avevamo pertanto nessuna chance di essere apprezzati l’indomani.
loro hanno schifato la cena. lei ha urlato che potevano benissimo saltarla.
dopo, lo hobbit grande si è chiuso per oltre un’ora in bagno per una seduta di funzioni fisiologiche e whatsapp. poiché la sua più assidua interlocutrice virtuale è ben più evoluta e alfabetizzata e usa evidentemente un linguaggio più sofisticato del suo, di tanto lui in tanto pone gridando quesiti linguistici. “mammaaaa! cosa vuol dire futilità???” “mammaaaaa! cosa vuol dire esistenzialismo?”.
il medio è in mutande sul lettone con la testa dentro il tablet, ipnotizzato da un tizio enorme che gioca al fantacalcio su youtube in un turpiloquio di insulti e imprecazioni.
il piccolo guarda un quiz a premi in tv, muto e con lo sguardo vitreo. risponde a caso alle domande del presentatore. quando non indovina (il 99% delle volte) si avvilisce terribilmente e si formano crepe nella sua piccola anima.
lei scrive compulsivamente sullo smartphone, totalmente isolata dal mondo intorno.
già, la vita a volte è proprio diversa da come l’avevi sognata da piccola.

32 thoughts on “come ci siamo ridotti

  1. Per farti morire di invidia, questa è la traduzione di quello che ha postato oggi una tipa che conosco:
    “Mamma, cosa mangi?”
    “Pizza”
    “Veramente? A me piace l’insalata, l’insalata è per i bambini!”

    “Mamma, non voglio cioccolato, voglio il muesli”
    “Ok, puoi avere il cioccolato dopo”
    “No, voglio il muesli. Mi fa bene.”

    1. La tipa che conosci mente. Mente tanto. Mente soprattutto a se stessa, per questo è così convincente. Ma non ingannarti, mentire a se stessi fa male alla salute.

  2. Noi abbiamo introdotto il giorno senza schermo (telefonino, tablet, computer, tv)… poi ci siamo resi conto che è più difficile per noi adulti che per i bambini. Però è utile.

  3. Mi piace leggerti perché racconti la vita vera. Non la vita perfetta come alcuni Blogger che a lungo andare diventano noiosi e ripetitivi
    Io sognavo soprattutto di Costruire quella complicità che non ho avuto con i miei genitori d’altri tempi
    Ho un maschio e nonostante i miei buoni propositi torna a casa alle 5 e si fionda sul tablet fino alle 7
    Racconta tre cose in croce x accontentarmi per il resto parla solo di minecraft

  4. Capita a volte, o anche spesso, di non rispettare gli standard dei sogni dell’infanzia… però non sapevamo che ci sarebbero stati tanti strumenti elettronici… alla peggio per noi era TV contro libro o giochi. E di sicuro non avrei immaginato di vivere certe giornate isteriche in cui non mi va di avere a che fare col sangue del mio sangue.
    Poi passa e ci sono giornate migliori… ma quando torna mister i?
    un abbraccio
    Francesca

  5. Quando, dopo l’ennesimo “spegni quel coso” togli esasperata il cellulare di mano a due dodicenni loro trovano un tablet, poi lo schermo di un pc, poi un portatile e alla fine resta la televisione, e son sicura che che se tolgo anche quella si metterebbero a vedere l’oblò della lavatrice.. Sob..
    Massima solidarietà.
    Laura

  6. Sicura avresti apprezzato una famiglia così ingessata?
    La famiglia da Mulino Bianco è passata di moda da un pezzo!
    Almeno il tuo trio non si mena. I miei hanno sempre le mani ( e i piedi ) addosso.

  7. diciamo così: ci sono giorni (e guarda caso ieri era proprio uno di quelli) in cui penso al fratello del padre dei miei figli (i.e. mio cognato…) e a sua moglie che sono childfree felici e contenti e – nel pieno tunnel di due adolescenze (maschi, 13 e 17) – mi vien da dire che hanno vita decisamente più semplice e rilassata della nostra!
    Poi, certo, i figli son piezz’e core e va bene così, ma chi non ha desiderato ogni tanto che qualcuno se li prendesse per un po’ e te li restituisse intorno ai 25 anni, pacificati, risolti e “studiati”???
    perché, diciamocelo, è il mestiere (quello di genitore) più difficile del mondo …

  8. Coraggio Elasti. Benvenuta tra gli umani, in un mondo di mamme reali di adolescenti reali e un po’ virtuali. Fa bene leggersi l’un l’altra. Mi sento meno sola nelle mie vaganti fantasticherie di famiglie colte ordinate educate. ma queste forse esistono solo nelle cronache nere…
    Ho ormai un solo hobbit e due elfe in casa (i primi due sono diventati… nani) e un marito viaggiante.
    Ti capisco e ti consiglio il ricorso al surgelato di qualità e la vicinanza virtuale.
    Alla fine paga, anche se a volte ti sembra impossibile, anche dopo averlo provato nelle sere fredde di avanzi, panni che strabordano, e di “domaninonvoglioandareasculachehoilcompitodigreco”
    Ah… ho anche un cane, anzi un mezzo lupo incrociato con un border collie.
    Ci si fa, te lo garantisco, altrimenti… mi aspetto un pugno!

  9. Mi conforta non essere sola nel confronto fallimentare (almeno ogni tanto, dai, a volte va meglio) con il proprio ideale di famiglia e la dura realtà. Grazie per averlo condiviso con noi

  10. Non mi sembra così terribile la tua descrizione (a parte lo sclero per la cena che condivido in pieno) Ogni tanto obnubilarsi con i propri device è sacrosanto. Quando ero adolescente, mia madre si disperava perché mi isolavo leggendo libri. È il fattore “isolamento” che infastidisce un po’ quando si vive insieme, ma è necessario.

  11. Scusa Elasti, ma tu da piccola leggevi i classici della letteratura italiana o ascoltavi musica classica ?
    Perche’ se io dovessi immaginarmi una famiglia….. mica la vorrei con dei figli con quelle abitudini….
    Intanto lo hobbit grande frequentera’ il liceo classico.. di questi tempi é una rarita’

  12. No dai, una famiglia come la sognavi tu no….ma dai, davvero volevi stare ad ascoltare Mozart con la prole dopo cena? Mozart personalmente lo adoro, ma preferisco vedere la piccina di due anni e mezzo che salta ascoltando “Occidentali’s karma” preoccupandosi perché”la scimmia nuda ha freddo”. Forse, la realtà a volte è meglio di come la sogniamo? Sulla cena massima solidarietà. Mio figlio maggiore a nove anni e mezzo sostiene che il purè della mensa, una roba liquida fatta chissà come, è più buono del mio fatto con le patate vere….

  13. La leggevo su LaRepubblica quando ero alle superiori…e l’ho ritrovata oggi, appena finita l’università…nella mia e nella Sua vita sono cambiate molte cose 🙂

      1. Mi sono sempre chiesta se fosse normale leggere assiduamente questo blog pur non avendo intenzione di avere bambini almeno per i prossimi 10 anni 😉 Ed è bello sapere di non essere l’unica a leggere Elasti fin dalle superiori! (E ora che studio a Londra spero sempre di incontrare mister I per caso sulla metro 😉 )

    1. Anche io la leggo da anni e ora ne ho 27…diciamo che sfata tanti miti e racconta tanti aspetti della vita di una madre che prima di avere figli forse non si immaginano 😀 questo nel mio caso ha contribuito a rafforzare la mia decisione di non volere dei bambini ancora per qualche anno 😀

  14. Io cucino ai miei figli a pranzo e a cena e si lamentano lo stesso. Non crucciarti, si fa quel che si può, e si sbaglia comunque, nonostante l’impegno.
    P.S.
    Ma sei sicura che l’amica di chat dell’hobbit grande sia un’adolescente?

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