Nonsolomamma

l’autonomo, i grandi libri e la lacrimosa secchiona

alla fine della sua prima settimana al campo estivo great books nella città di A in massachusetts, da lui inizialmente tanto disprezzato, lo hobbit grande è tornato a casa in preda incoercibile entusiasmo.
“cioè, è bellissimo!”
“…”
“no, mammma, tu non hai idea!”
“…”
“c’è gente troppo simpatica! gli asiatici! voi non immaginate quanto sono fuori di testa gli asiatici. ho insegnato ai cinesi un mucchio di parolacce in italiano! troppo figo”
“ma… qualche libro ogni tanto lo avete letto?”
“sì! certo! abbiamo un e-reader dove ci mettono le letture che dobbiamo fare. e poi ne discutiamo. la mattina abbiamo delle lezioni tutti insieme con dei professori che sono scrittori e robe del genere e poi delle classi più ristrette con altri insegnanti più giovani dove parliamo ancora di quello che leggiamo. e poi siamo divisi in POD che sono gruppetti piccoli e lì abbiamo un PA che guida il dibattito. io ho diffuso il verbo comunista nel mio POD. alla fine abbiamo cantato tutti l’internazionale, anche il PA. e poi nel pomeriggio possiamo decidere se fare musica o arte o teatro, io faccio teatro. a un certo punto abbiamo anche un po’ di tempo libero e possiamo andare in palestra o in piscina o fare quello che vogliamo… troppo fighi gli asiatici”*
(*queste informazioni sono state carpite alla spicciolata, in 48 ore, talvolta sotto tortura. questo racconto quasi fluido è solo una finzione letteraria a scopo di semplificare un processo che semplice non è stato affatto)
“bene. sono molto felice”
“senti… però non posso continuare a fare il day student, quello che entra la mattina e se ne va la sera. io devo dormire lì”
“in che senso devi?”
“devo perché se dormo lì è molto più bello. e anche conoscere le tipe è molto più facile…”
“mi sembrava che all’inizio la sola idea di fare quel campo ti facesse inorridire e adesso… addirittura vuoi dormirci??? non mi è chiaro… forse questo vuol dire che qualcuno aveva ragione e qualcun altro torto?”
“uffa! sì, tu e papà avevate ragione e siete stati abbastanza bravi a scegliere… però adesso posso dormire lì, eh? posso???”
“vediamo come ti comporti nel fine settimana… e devi anche fare gli esercizi…”
“quali esercizi?”
“gli esercizi di analisi logica e di matematica consigliati dal tuo liceo, prima dell’inizio dell’anno”
“ok. ok faccio tutti gli esercizi che volete. e anche altri extra. però voi mi fate dormire lì!”

così domenica pomeriggio, mentre mister i giocava a calcio con sneddu e lo hobbit di mezzo al parco, elastigirl ha assistito alla preparazione del bagaglio per una settimana da parte di un hobbit grande molto esaltato ma anche molto compreso nel ruolo di ragazzo grande e indipendente (“se vuoi ti do una mano…” “no, mamma, so fare da solo. ma un phon dove lo trovo? e la schiuma da barba? e i rasoi?” “ti prego! non hai bisogno di niente di tutto questo. pensa invece a prenderti sei paia di mutande e di calze e tante magliette”). e dopo, insieme, a piedi, sono andati al campo estivo (“vuoi che ti porti qualcosa? dammi almeno lo zaino piccolo!” “no, mamma, ce la faccio benissimo!”).
e mentre lui si univa al cerchio magico dei riti tribali di accoglienza sul prato, elastigirl è andata in una grande aula, piena di genitori piuttosto trepidanti (anche gli americani trepidano quando devono lasciare i loro figli! non siamo solo noi, olè). e una tizia grande quattro, forse sei volte elastigirl ha spiegato loro come funziona il campo. un insegnante ha simulato una lezione e siccome il tema della settimana sarà la democrazia e gli stati uniti, ha dato da leggere il sonetto new colossus, scritto da una poetessa americana e inciso sul piedistallo della statua della libertà. “e adesso lo commentiamo e lo analizziamo insieme, come farò con i vostri figli” ha detto il professore puntando il dito su quei poveracci dei genitori già  devastati dal magone e ora colti da ansia da prestazione. ed elastigirl, in un raptus di secchioneria cosmica, a un certo punto ha alzato la mano e ha spiegato la differenza tra immigrato, esiliato e rifugiato, per poi vergognarsi come una ladra per tutti gli strafalcioni in inglese che probabilmente ha fatto, presa dall’emozione e dall’esibizionismo.
poi la responsabile del campo ha detto che non bisogna essere ossessivi con i ragazzi telefonandogli ogni momento. ed elastigirl si è ricordata che, disponendo solo di telefoni italiani, a loro sarà impossibile comunicare con lo hobbit, se non forse con qualche sporadico messaggio whatsapp sempre che lui trovi una connessione wi-fi.
“e soprattutto non chiamate subito prima che vadano a dormire. i vostri figli, anche se sono adolescenti malmostosi e avete l’impressione che non gliene importi nulla di voi, in realtà vi vogliono bene. e sentire la vostra voce come ultima cosa prima di dormire fa loro ricordare che sono lontani da casa e che gli mancate. quindi non fatelo”.
e a questo punto elastigirl ha tirato rumorosamente su con il naso, frantumando così quello straccio di reputazione che aveva conservato dopo la performance sgrammaticata seppur dotta.

18 thoughts on “l’autonomo, i grandi libri e la lacrimosa secchiona

  1. BRAVI! siete riusciti a fargli dire “avevate ragione voi”
    ora lo stampi e lo appendi al muro, vero?
    PS: fagliela vedere a questi anglosassoni: altro che italiani spaghetti MAMMA e mandolino 😀 😀 😀

  2. Secchioneria cosmica? Presente!
    Sono portatrice sana del terribile male, che manifesto, sporadicamente, salvo poi pentirmene immediatamente, manifestando il disagio attraverso un terribile rossore che comprende anche le orecchie.
    L’occasione era ghiottissima , non avrei saputo resistere nemmeno io. LOL

  3. Il campo estivo che frequenta lo hobbit grande sarebbe stato il paradiso per chi, come me, ha vissuto la propria adolescenza dentro i libri !
    E’ un ragazzo davvero fortunato.
    Ha la possibilita’ di fare esperien ze davvero uniche!

    1. anche per me sarebbe stato il paradiso anche se io avrei avuto molte più insicurezze rispetto a lui nel dormire fuori e nello stare in mezzo a tutti quei ragazzini stranieri e sconosciuti

  4. Ricordo ancora la soddisfazione di spiegare “Ode on a Grecian urn” a un gruppetto di ragazzotte mie coetanee di madrelingua inglese… (ma gli insegnanti non gliele spiegano ste robe a scuola, nei paesi anglosassoni????)

  5. Parlare un’altra lingua come la propria fin da ragazzi (come i bilingue, trilingue ecc) è un bellissimo regalo che avete fatto ai vostri figli, il campus poi sarà un’esperienza memorabile. La mia signorina di 4 anni è già reticente nel raccontare ciò che la riguarda e quando proprio non ne vuole sapere di rispondere mi dice che “è un segreto”, non oso immaginare cosa succederà con l’adolescenza!
    P.S. Ho finito “Alla pari” e mi manca Alice…

  6. sulle comunicazioni genitore/13enne e info estorte con la forza o poco ci manca potrei scrivere per ore…
    adesso ho il terzogenito 13enne in UK da dieci giorni e morire che io riesca a farmi dire cosa sta combinando, non risponde neppure agli sms…

  7. A me interessa un altro punto: a Milano i licei consigliano esercizi PRIMA di iniziare a frequentare il primo anno? Al riguardo qua siamo molto meno secchioni….

    1. non so se lo facciano tutti i licei, quello dove va il grande dà una serie di esercizi di matematica, non molti e non complicatissimi devo dire, e di grammatica/analisi logica per valutare il proprio livello. se ci si rende conto che si è delle capre (e potrebbe essere il nostro caso, ancora non sappiamo) organizzano la settimana prima dell’inizio un ripassone generale per mettersi in pari. è una scuola pubblica e mi sembra una cosa ottima. però conta che a milano i licei fanno a gara per avere iscritti, soprattutto i classici

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